#Elezioni2018Fnsi Galimberti: Il voto è una chance per cambiare anche il Sindacato

Abbiamo ridato all’Ordine lombardo trasparenza e autorevolezza. Ora possiamo portare competenza e impegno nell’Alg

galimbertidi Alessandro GalimbertiPresidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia

Cambiare. Come (neo) presidente dell’Ordine lombardo dei giornalisti penso di essere titolato a utilizzare questo vocabolo.

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Mentana fa Gol grazie al bel regalo del contratto Fnsi-Uspi

Quattro anni e un unico risultato: un contratto per giornalisti poveri. E un bel regalo a Enrico Mentana: per il suo sito nazionale Open ha assunto 30 giovani con diritti e retribuzioni di serie B

carlo-gariboldi-nuova.jpgdi Carlo E. GariboldiConsigliere di amministrazione della Casagit

Incapaci. Un sindacato di incapaci. In quattro anni la maggioranza che governa il sindacato unitario (sic) dei giornalisti non ha rinnovato il contratto Fnsi-Fieg (non è riuscita neppure ad aprire un tavolo di discussione con gli editori), ha assistito come un pensionato davanti a un cantiere al disfacimento dell’Inpgi, sta boicottando la trasformazione di Casagit.

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Programma in 8 punti per una Casagit migliore e più vicina ai giornalisti

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Elezioni Casagit dal 6 al 10 giugno. Ecco gli obiettivi della lista “Prima la Salute!“, guidata da Carlo E. Gariboldi, vicepresidente, e Costantino Muscau, fiduciario della Lombardia. E sostenuta da Unità Sindacale

Dal 6 al 10 giugno si vota per il rinnovo degli organismi direttivi della Casagit.

È un voto importante per continuare a garantire solidità a un Ente diventato punto di riferimento assoluto nel mondo dei fondi sanitari integrativi. Soprattutto nell’attuale contesto di grave crisi editoriale e di arretramento del Servizio sanitario nazionale.

Unità Sindacale sostiene e invita tutti a votare in blocco i 13 candidati in Lombardia della lista “Prima la Salute!“, che ha l’obiettivo di migliorare e rafforzare la Casagit nella linea della continuità. E di farlo guardando prima di tutto agli interessi dei giornalisti iscritti: prima delle divisioni, prima delle chiacchiere, prima delle componenti sindacali.

A guidare “Prima la Salute!” sono Carlo Gariboldi, vicepresidente negli ultimi due mandati, e Costantino Muscau, fiduciario uscente della Lombardia, che hanno raccolto accanto a loro candidati che hanno già fatto un ottimo lavoro nella Casagit, come il consigliere del Cda, Gianfranco Giuliani, e il delegato Antonello Capone, oltre a colleghi competenti e con grande voglia di impegnarsi per dare ai giornalisti una Cassa sempre più vicina alle loro necessità, con spirito vero di solidarietà.

Questo è il programma in 8 punti di “Prima la Salute!“.

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Il Circolo della Stampa di Milano fuori da Palazzo Bocconi dal 19 dicembre

Il 29 novembre va in scena l’ultima cena in corso Venezia. Mentre resta aperta la domanda: chi pagherà il debito milionario della Società commerciale?

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Il presidente della Lombarda, Paolo Perucchini

«Il complesso “Centro di Servizi Congressuali Circolo della Stampa” cesserà la sua attività con il 19 dicembre 2016». Finisce così, come purtroppo ampiamente preannunciato (leggi qui), la storia del Circolo della Stampa di Milano in corso Venezia 48, dopo nemmeno sei anni e nel peggiore dei modi: con uno sfratto esecutivo e un contenzioso con la Fondazione Bocconi, che vanta mancati pagamenti del canone di affitto per oltre 1 milione di euro e ha già chiesto il pignoramento di almeno un conto corrente.

Ancora non si sa se l’istituzione culturale del sindacato lombardo dei giornalisti troverà una nuova sede adeguata al suo prestigio. Di sicuro, restano in piedi tutte le preoccupazioni legate al debito da oltre 1,5 milioni accumulato dalla società (in liquidazione) che gestisce in maniera autonoma i rapporti commerciali e con i dipendenti. Mentre il 29 novembre alle 20 si terrà, come annunciato su sito del Circolo, l’ultima cena sociale nelle sale di corso Venezia.

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Ora è ufficiale: Circolo della Stampa di Milano sfrattato, in autunno via da Palazzo Bocconi. Chi ne risponderà?

logo circolo 2Ora è ufficiale: il Circolo della Stampa di Milano chiude in autunno la sua storia con Palazzo Bocconi, travolto dai debiti per oltre 1,5 milioni di euro accumulati in nemmeno sei anni dalla Centro di Servizi Congressuali srl, la società (in liquidazione) che gestisce in maniera autonoma i rapporti commerciali e con i dipendenti. Mentre l’Associazione Lombarda dei Giornalisti prova, ancora, disperatamente, a cercare una via di uscita onorevole e una nuova sede per la “casa culturale” dell’informazione milanese, che in 66 anni di vita non ha mai smesso di operare.

La notizia non è arrivata, come sarebbe stato corretto, nel corso del Direttivo della Lombarda, che si è riunito il 15 luglio, dove pure il presidente Paolo Perucchini ha ammesso la “visita” dell’ufficiale giudiziario il 29 giugno scorso e la consegna dello sfratto esecutivo da parte della Fondazione Bocconi guidata da Luigi Guatri. La conferma dell’addio a corso Venezia 48 di cui si parlava da mesi (leggi quiqui) è stata invece comunicata qualche giorno dopo per mail ai vari Club che del Circolo della Stampa avevano fatto la sede dei propri incontri e cene sociali. E trapelata all’esterno.

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Circolo della Stampa, addio a Palazzo Bocconi. Chi pagherà 1,5 milioni di debiti della società commerciale?

Alg logoStagione finita per il Circolo della Stampa di Milano a Palazzo Bocconi? Nessuna parola ufficiale è stata ancora pubblicamente pronunciata. Ma la notizia dello sfratto intimato dalla Fondazione Bocconi alla Centro di servizi congressuali Circolo della Stampa srl, che gestisce autonomamente le attività commerciali e il personale ed è stata messa in liquidazione dal maggio 2015, circola da mesi (leggi qui). E il destino della “casa culturale” del giornalismo milanese in corso Venezia 48 è oramai segnato dai debiti accumulati complessivamente dalla srl, non troppo distanti da un milione e mezzo di euro. L’unico dubbio rimarrebbe la data dell’addio: settembre o dicembre?

Il velo sulla verità dovrebbe essere finalmente sollevato nel Consiglio direttivo dell’Associazione lombarda dei giornalisti (che controlla la Centro servizi congressuali con il 54,1%) convocato per venerdì 15 luglio, che al secondo punto dell’ordine del giorno riporta “aggiornamento situazione Circolo della Stampa/centro servizi congressuali“.

Nei giorni scorsi, si è invece tenuta una riunione per concordare una posizione comune tra il gruppo sindacale di Stampa Democratica, a cui fa capo il presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti e del Circolo della Stampa, Paolo Perucchini, e il Movimento Liberi Giornalisti di Giuseppe Gallizzi, che insieme governano l’Alg e (da sette mesi) anche il Circolo. Mentre i dipendenti della Centro servizi – che pagheranno il costo più pesante e triste per il disastro dei conti della srl – sarebbero già stati informati dell’epilogo di una storia cominciata nel 2011 con il trasloco a Palazzo Bocconi.

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Sfratto al Circolo della Stampa? Il debito con la Bocconi è di oltre 900 mila euro e con l’Alg di 300 mila

Alg logoLa voce è iniziata a circolare nelle ultime settimane, ma la notizia – se risulterà vera – sarebbe in effetti vecchia di oltre due mesi. La Fondazione Bocconi – secondo i rumors – a metà gennaio avrebbe intimato lo sfratto dal palazzo di corso Venezia 48 alla Centro di servizi congressuali Circolo della Stampa srl (che gestisce le attività commerciali e il personale del Circolo), società in liquidazione dal maggio 2015, controllata dall’Alg e partecipata con quota di minoranza dal Circolo della Stampa di Milano. E il Circolo sarebbe quindi costretto a un nuovo cambiamento di sede.

La notizia dello sfratto non ha al momento una conferma ufficiale. Di certo non ne ha fatto cenno il presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti, Paolo Perucchini, nella riunione del Consiglio direttivo del 19 febbraio scorso in cui si discuteva del bilancio 2015 dell’Alg e in cui il tema della situazione della Srl Circolo della Stampa è stato appena sfiorato. In quella sede è stato infatti certificato l’aumento del 20% dell’esposizione diretta e indiretta della Lombarda nei confronti della Società di servizi congressuali: da 250 mila a quasi 300 mila euro.

Ma è probabile che qualcosa emerga al Direttivo del Circolo della Stampa presieduto dallo scorso dicembre dallo stesso Paolo Perucchini e convocato alle 11,30 di lunedì prossimo, 4 aprile.

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Hearst, i giornalisti del gruppo scioperano contro il licenziamento di Alba Solaro. Ma in piazza dovremmo scendere tutti

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Alba Solaro

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Un giorno di sciopero di tutti i giornalisti del gruppo Hearst. Per ripetere ancora una volta “no” al licenziamento di Alba Solaro, caporedattrice centrale di Marie Claire, a cui l’azienda guidata da Giacomo Moletto ha comunicato il 30 dicembre scorso l’intenzione di mandarla via. Per una doppia “ragione”: il “giustificato motivo oggettivo economico” e la “soppressione della posizione“.

Domani, lunedì 18 gennaio, mentre alla Direzione territoriale del lavoro (Dtl) di Milano andrà in scena il tentativo di conciliazione preventiva per il licenziamento di  le redazioni della sede italiana del colosso americano dell’editoria saranno dunque vuote. Sia quelle di Hmc, Hearst Marie Claire, che edita il giornale in cui da anni lavora Solaro. Sia quelle di Hmi, Hearst Magazines Italia, che comprendono Gente, Gioia!, Elle e Cosmopolitan, da subito al fianco dei colleghi del gruppo (in coda, gli ultimi due comunicati).

Un gesto importante e non solo simbolico, che va oltre la solidarietà formale e su carta e che va ben oltre la difesa – sacrosanta – di una singola collega. Perché in gioco c’è molto di più: ci siamo tutti noi, giornalisti italiani. E c’è la nostra libertà di fare informazione.

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Beppe Giulietti domani al Direttivo della Lombarda: “Il Presidente Fnsi non può stare solo a Roma, deve andare anche un po’ in giro”

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Beppe Giulietti

Beppe Giulietti parte da Milano. Il presidente del Sindacato dei giornalisti, eletto il 16 dicembre dal Consiglio nazionale della Fnsi, parteciperà domani al Consiglio direttivo dell’Associazione lombarda dei giornalisti, convocato appositamente per incontrarlo. E lo stesso farà venerdì 15 gennaio con il Direttivo di Stampa romana.

Accettando la sua candidatura, Giulietti lo aveva detto: “Vorrei un presidente che, oltre a stare a Roma, andasse un po’ in giro“. Detto, fatto. A nemmeno un mese dalla sua elezione ha iniziato a mettere in atto il suo proposito. E ha scelto di partire dalla più grande Ars italiana.

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Circolo Stampa Milano, i debiti della Società di servizi congressuali oltre il milione, 900 mila con la Bocconi. Unità Sindacale: chiarezza sui conti

COMUNICATO DI UNITÀ SINDACALE

imageOltre un milione di euro di debiti, di cui circa 900 mila con la Fondazione Bocconi e almeno 100 mila con l’Associazione lombarda dei giornalisti. È l’esposizione accumulata negli ultimi anni dalla Centro di servizi congressuali Circolo della Stampa srl, società in liquidazione dallo scorso maggio, controllata dall’Alg e partecipata con quota di minoranza dal Circolo della Stampa di Milano.

La notizia è stata data dal presidente della Lombarda, Paolo Perucchini, venerdì scorso, 27 novembre, durante la riunione del Consiglio direttivo che ha nominato i componenti degli organismi del Circolo della Stampa di sua competenza, tra cui presidente lo stesso Perucchini, che diventeranno operativi dopo le elezioni del 14 dicembre, con la riunione di insediamento.

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Fnsi, la maggioranza fa spazio a un pezzo delle opposizioni per eleggere Giulietti. Ma il vero obiettivo è silenziare lo scandalo Inpgi-Sopaf

imagedi Sergio Stella

Spazio a un pezzo delle opposizioni. Per eleggere Beppe Giulietti presidente della Fnsi e, soprattutto, fare quadrato intorno agli attuali assetti dell’Inpgi e al presidente dell’Istituto, Andrea Camporese, sulla cui testa pende la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Milano per corruzione e truffa aggravata ai danni della Cassa di previdenza dei giornalisti italiani (leggi qui).

C’è molto di diverso dalla motivazione di facciata di una maggiore unita del sindacato, dietro l’allargamento della maggioranza alla compagine di Stampa libera e indipendente, che al Congresso di Chianciano era schierata con veemenza e determinazione contro la scelta di Raffaele Lorusso come segretario generale, al punto da contrapporgli come candidato il suo leader Carlo Parisi. Raccogliendo il consenso di 70 voti tra tutti coloro che si opponevano all'”accorduni” (copyright del consigliere nazionale calabrese Luciano Regolo nel suo pezzo post-Congresso da leggere qui, insieme con la cronaca riportata qui) voluto da Camporese e appoggiato dall’ex segretario Fnsi Franco Siddi (ora consigliere di amministrazione della Rai).

Le ragioni vere vanno ricercate dalle parti di via Nizza. Come dimostrano i racconti delle riunioni preparatorie e delle manovre in corso.

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Presidente Fnsi, vigilia di sfide e di ricatti. Capss e Lombarda arroccati su Giulietti contro tutti, ma da soli non hanno i numeri

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Beppe Giulietti

di Sergio Stella

L’ultima chance di trovare un accordo è affidata alle ultimissime ore prima del voto del Consiglio nazionale di domani, mercoledì 7 ottobre, che dovrebbe scegliere il nuovo Presidente della Fnsi. Ma la maggioranza che ha in mano il Sindacato dei giornalisti dopo il Congresso di Chianciano si presenta alla vigilia dell’appuntamento ancora più spaccata e lacerata, tra dibattiti lunghi e accesi, riunioni ufficiali e segrete, prove di forza, iniziative provocatorie, ricatti e ultimatum. Che sono andati in scena per tutta l’ultima settimana fino alla serata di ieri. E che con ogni probabilità continueranno pure oggi.

Tutto ruota intorno a quello che la maggioranza della maggioranza, ovvero il Capss insieme con la Lombarda e altre aree minori, considera l’unico e solo candidato possibile: Beppe Giulietti. Un nome che non va giù alla minoranza della maggioranza, che da Roma si estende alla Toscana e all’Umbria, all’Emilia Romagna, al Piemonte e alle Marche. E che non ha fatto ritirare dalla competizione l’altro candidato rimasto in gioco, Paolo Butturini.

Il punto vero è però un altro: nessuno dei due schieramenti che si fronteggiano ha i voti per eleggere da solo il presidente. Tanto che qualcuno azzarda la previsione di un Consiglio non solo lungo ma forse anche non risolutivo.

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Il sindacato dei giornalisti contro Prs. Lombarda: grave e senza precedenti l’attacco personale contro l’ex direttore di Ok Salute, Eliana Liotta

Eliana Liotta
Eliana Liotta

Un attacco personale senza precedenti. È il giudizio netto che il sindacato dei giornalisti lombardi esprime sulla vicenda che vede da una parte la Prs di Alfredo Bernardini de Pace, che nel luglio 2013 ha acquisito da Rcs Mediagroup un gruppo di testate periodiche, tra cui il mensile Ok Salute, e dall’altra l’ex direttore della rivista, Eliana Liotta, che ha lasciato la casa editrice a marzo 2014, con un accordo di uscita siglato con l’azienda.

Nella relazione sulla gestione contenuta nell’ultimo bilancio, la Prs ha inserito una frase che ha sollevato l’indignazione dei colleghi e del sindacato: “Ok Salute ha risentito positivamente del licenziamento del direttore, ex Rizzoli”. Una cosa, appunto, mai vista.

Pubblichiamo la mozione approvata all’unanimità dal Direttivo della Lombarda.

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Presidenza Fnsi, De Bortoli candidato (a sua insaputa?). Ma è il nome di Giulietti a spaccare la maggioranza

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Beppe Giulietti

di Sergio Stella

Ferruccio De Bortoli candidato (a sua insaputa?) alla presidenza della Fnsi. Il nome dell’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore ha fatto irruzione nella riunione della maggioranza che guida la Federazione che si è tenuta a Roma a inizio settimana, accanto a quello – scontato – di Beppe Giulietti. Creando un iniziale sconcerto e un certo disorientamento, che era forse lo scopo per cui la candidatura sarebbe stata avanzata, e suscitando poi qualche sorriso (ironico), quando il gioco è stato scoperto.

La consultazione tra i “referenti delle aree politiche e territoriali” affidata al segretario generale Raffaele Lorusso ha sortito, a distanza di una settimana dalla prima riunione (riportata nell’articolo consultabile qui), un unico vero risultato: è stato portato allo scoperto il nome finora sussurrato di Giulietti. Ma la conseguenza, forse inaspettata, è stata di spaccare ancora di più la maggioranza.

La candidatura di De Bortoli, a quel punto, sarebbe stata un diversivo per arrivare a ricompattare tutti sull’ex segretario Usigrai, cinque volte parlamentare e portavoce dell’associazione Articolo21. Ma sembra non sia bastato. Con buona pace della voce, che in molti tentano di far circolare, a Roma come a Milano, che l’accordo su Giulietti sia stato sancito e accettato dall’intera maggioranza.

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Non facciamo gli struzzi: l’inchiesta Inpgi-Sopaf ha ricadute anche sulla riforma delle nostre pensioni

di Daniela Stigliano – Giunta Esecutiva Fnsi

IMG_0033Ho detto due volte no alla riforma Inpgi in tre giorni: il primo l’ho pronunciato la mattina di lunedì 6 luglio, al Direttivo dell’Associazione lombarda dei giornalisti, insieme con i colleghi (e amici) Letizia Mosca e Carlo Gariboldi; il secondo, nel pomeriggio di mercoledì 8 luglio, unico voto contrario della Giunta Esecutiva della Fnsi. In mezzo, martedì 7 luglio, il pm della Procura milanese, Gaetano Ruta, ha depositato la conclusione delle indagini sul crac della holding di partecipazione Sopaf, della famiglia Magnoni, che comprende la presunta truffa ai danni dell’Inpgi da 7,6 milioni di euro. E che coinvolge direttamente il presidente dell’Istituto di previdenza dei giornalisti, Andrea Camporese, indagato non solo per la truffa aggravata ma da martedì scorso anche per corruzione.

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Riforma pensioni, l’incontro organizzato dalla Lombarda al Circolo della Stampa: ecco lo storify di #openinpgi

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Letizia Mosca

Oltre tre ore di dibattito, la partecipazione di decine di colleghi, molte perplessità e critiche, e pure qualche contestazione. E’ stato un incontro interessante quello organizzato dall’Associazione lombarda dei giornalisti al Circolo della Stampa di Milano giovedì 2 luglio per discutere delle ipotesi di riforma proposte dall’Inpgi a Fnsi e Fieg, che nei prossimi giorni saranno chiamate ad esprimere il proprio parere (non vincolante).

Il dibattito è stato condotto dal presidente della Lombarda, Paolo Perucchini, e dai consiglieri di amministrazione lombardi dell’Inpgi, Edmondo Rho e Claudio Scarinzi (tutti e tre nell’immagine in alto).

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Inpgi, all’incontro sulla riforma scatta la contestazione sui compensi di Camporese: “Prende più di Mattarella”

La protesta si scatena al Circolo della Stampa di Milano giovedì 2 luglio mentre è in corso il dibattito organizzato dall’Associazione lombarda dei giornalisti sulla riforma delle pensioni proposta alle parti sociali, Fnsi e Fieg, dal Consiglio di amministrazione dell’Inpgi.

E tutto è stato registrato dalle telecamere del collega del Fatto quotidiano online, Luigi Franco, che ha pubblicato un servizio video dal titolo: “Inpgi, protesta dei cronisti sul presidente Camporese: compenso da 315mila euro, più di Mattarella“.

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Cronisti lombardi, rinnovati Direttivo e Revisori. Ecco i risultati (ancora ufficiosi)

Si sono svolte ieri e oggi le elezioni per il rinnovo del Consiglio direttivo e dei Revisori dei conti del Gruppo cronisti lombardi dell’Associazione lombarda dei giornalisti. Ecco i primi risultati, ancora ufficiosi.

I nove componenti del nuovo Consiglio direttivo del Gruppo Cronisti Lombardi per i prossimi 4 anni sono:

Antonello Capone 35 voti

Elena Golino 30 voti

Rossella Verga 28 voti

Fabrizio Cassinelli 26 voti

Giulio Giuzzi 26 voti

Nicola Vaglia 25 voti

Michele Crosti 24 voti

Andrea Galli 24 voti

Carlo Riva 19 voti

I votanti sono stati 77. Schede bianche e nulle, nessuna

I tre componenti eletti del Collegio dei Revisori sono:

Renzo Magosso 24 voti

Attilio De Pascalis 18 voti

Lorenzo Di Palma 11 voti

I votanti sono stati 77, le schede bianche 2, le nulle una.

Il rinnovo del Cnlg tra silenzi, segreti e violazioni. È il nuovo corso della Fnsi targata Inpgi

di Sergio Stella

camporese lorussoNessun annuncio alla categoria. Nessun accenno durante il Consiglio nazionale di fine aprile. Nessuna convocazione della Giunta, unico organismo titolato dallo Statuto a condurre e firmare i contratti di lavoro. Si sono avviate così, nel silenzio più assoluto, senza alcuna trasparenza e in spregio delle regole più elementari dello Statuto federale, le trattative tra Fnsi e Fieg per il rinnovo del Cnlg che scade a fine marzo del 2016. 

È il nuovo corso della Fnsi del segretario generale Raffaele Lorusso (nella foto a destra) e del presidente Santo Della Volpe, il binomio uscito dal Congresso di Chianciano, nello scorso gennaio, e fortemente sostenuto in particolare dai vertici dell’Inpgi. Non a caso, nel suo discorso a caldo subito dopo l’elezione, Lorusso ha ringraziato al microfono “il presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese (nella foto a sinistra), e tutto il Consiglio di amministrazione”. Dichiarazione inequivocabile quanto anomala. Ma coerente con l’operazione di rinnovo dei vertici della Fnsi. Che ha messo insieme persone dalle idee e dalle politiche diversissime e spesso contrastanti, ma con il collante unico della difesa a oltranza di interessi altri.

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