Processo Sopaf, assolto Camporese

In processo Milano 6 condanne, 8 anni a Giorgio Magnoni

(ANSA) – MILANO, 17 GIU – L’ex presidente dell’Inpgi, la cassa previdenziale dei giornalisti, Andrea Camporese è stato assolto con formula piena, «perché il fatto non sussiste», dalle  accuse di corruzione e truffa nel processo milanese con al centro la finanziaria Sopaf.

La Procura aveva chiesto per lui una condanna a 4 anni e mezzo. Il Tribunale ha invece  condannato, in particolare per alcuni episodi di bancarotta, 6 imputati, tra cui Giorgio Magnoni, che era a capo della società, a 8 anni di reclusione. Assolti altri 4 imputati. 

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Sopaf, i giudici di Milano condannano Saltarelli (ex presidente Cassa Ragionieri) a 4 anni e 8 mesi. All’Ente 1 milione di anticipo del risarcimento

IMG_1672(Ansa) Paolo Saltarelli, ex presidente della Cassa nazionale di previdenza ed assistenza dei ragionieri e periti commerciali, è stato condannato oggi dal Tribunale di Milano a 4 anni e 8 mesi per corruzione ed evasione fiscale in un filone del procedimento sul crac di Sopaf.

Saltarelli, accusato di aver intascato un milione dando in cambio alla finanziaria la gestione di milioni di euro di contributi previdenziali, si è visto confiscare quasi 1,4 milioni e dovrà versare alla stessa cassa una provvisionale di un milione. I giudici della quarta sezione penale del Tribunale, presieduti da Oscar Magi, hanno inoltre disposto per Saltarelli l’interdizione a contrattare con la pubblica amministrazione per tre anni.

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Inpgi, Andrea Camporese a processo il 21 aprile per corruzione e truffa aggravata ai danni dell’Istituto. La notizia su siti, agenzie e quotidiani

imageAndrea Camporese, presidente dell’Inpgi dal 2008, è stato ieri, 4 febbraio, rinviato a giudizio per corruzione e truffa aggravata nei confronti dell’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani dal gup Alessandro Santangelo in base alla richiesta avanzata dal pm della Procura di Milano, Gaetano Ruta.

Il rinvio a giudizio è arrivato nell’ambito dell’inchiesta per il crac della Sopaf della famiglia Magnoni. Il processo inizierà il 21 aprile. Entro questa data l’Istituto potrà decidere se costituirsi parte civile.

Mini rassegna stampa: ecco come la notizia è stata riportata da agenzie, siti online di informazione e quotidiani.

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La trasparenza non abita nelle case dell’Inpgi: l’Ente nega le informazioni sul Fondo immobiliare “Giovanni Amendola”. Nuovo esposto di Nicola Borzi

IMG_1208La trasparenza non abita all’Inpgi. Soprattutto quando si tratta del Fondo immobiliare “Giovanni Amendola”. Di fronte alla richiesta di sapere di più sull’operazione che ha permesso la rivalutazione degli immobili di proprietà e di fatto salvato (sulla carta) gli ultimi bilanci, l’Istituto continua a opporsi. Con motivazioni che non convincono e appaiono anche contraddittorie. Tanto da indurre il collega del Sole 24 Ore, Nicola Borzi, autore il 27 ottobre scorso di un primo esposto sul tema (leggere qui), a presentare martedì 9 novembre un secondo atto.

Documenti e rendiconti del Fondo sarebbero – secondo quanto rispondono ufficialmente l’Istituto e la società di gestione InvestiRe sgrdati riservati, divulgarli sul mercato potrebbe “causare un danno commerciale al fondo”. In particolare, le informazioni contenute nel rendiconto periodico non possono essere rese pubbliche per “prevenire il rischio che possano essere conosciute anche da parte di soggetti che sono o possono divenire controparti“, per esempio in caso di contenziosi legali oppure nelle operazioni di vendita e affitto degli immobili.

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Professionista condannato a risarcire La Provinca di Como per “lite temeraria”. Vittoria del diritto di informazione contro le “cause strumentali”

foto p.moretti@laprovincia.it
Paolo Moretti

di Paolo Moretti Cdr La Provincia di Como

Il giudice del Tribunale di Milano, Martina Flamini, ha condannato un professionista comasco a risarcire 2.500 euro al quotidiano contro cui aveva presentato una causa civile per diffamazione. Il giudice ha infatti riconosciuto il professionista responsabile di “lite temeraria” per aver “agito in giudizio con evidente colpa grave”.

La vicenda si riferisce a un articolo pubblicato due anni fa sul quotidiano La Provincia di Como, che dava conto di una doppia condanna penale e civile – subita dal professionista nell’ambito di un procedimento che lo vedeva accusato di truffa

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