Un voto per il cambiamento e la discontinuità. Un’inversione di rotta per rifondare il nostro Sindacato in vista del Congresso della Fnsi di metà febbraio
di Unità Sindacale-Mil e Senza Bavaglio
Un voto per il cambiamento e la discontinuità, che parta dall’Alg per portare a una svolta radicale e alla rinascita del nostro Sindacato. A partire dal prossimo Congresso della Fnsi, che si terrà a Riccione a metà febbraio.
Abbiamo sostenuto la rielezione di Paolo Perucchini alla presidenza dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti, la più grande realtà territoriale della Fnsi, dopo 8 anni di opposizione, pronti a un piano di lavoro ampio per i prossimi quattro anni, che comprende proprio i nostri punti dei programmi con i quali a dicembre abbiamo chiesto a colleghe e colleghi di votarci e che da anni sono al centro della nostra azione sindacale: la tutela decisa di precari e freelance, l’impegno per i giornalisti più giovani e contro il loro sfruttamento, l’assistenza continua sul fronte della previdenza e della salute, attività per la formazione e per il lavoro, una struttura organizzata per le vertenze nelle redazioni, una “scuola” per i Comitati di redazione, servizi innovativi che avvicinino i colleghi al sindacato e portino nuove iscrizioni, la ricerca di risorse economiche alternative alla dipendenza dai contributi degli Enti di categoria, soprattutto la ricerca di nuove realtà editoriali che purtroppo ci sfuggono, per raggiungere quei giornalisti che certamente avranno bisogno di sostegno e tutela.
Solo un Inpgi privatizzato può garantire l’autonomia dei giornalisti? Questo è quello che, da mesi, ci vuole far credere la maggioranza che guida il nostro Istituto di previdenza e la Fnsi, per giustificare il rifiuto di prendere in considerazione progetti alternativi all’ingresso nell’Inpgi di altre figure professionali. Così come i candidati della gestione che ha portato l’Istituto al disastro hanno fatto una campagna elettorale con un solo argomento: gli altri, cioè noi di Sos Inpgi-Garanzia pubblica per le pensioni, vogliono portarvi all’Inps, perché la garanzia pubblica delle pensioni non è attuabile (oppure, in alternativa contraddittoria, perché c’è già).


L’Inpgi è in profondissima crisi da molti anni. Lo denuncia almeno dal 2011 la Corte dei Conti, oltre a qualche voce isolata e messa all’indice. Eppure, la maggioranza che ha guidato e guida ancora il nostro Istituto di previdenza (oggi riunita in #ControCorrente) ha fatto finta di nulla pur di mantenere il potere (e i lauti compensi) e ha diffuso la propaganda di un Inpgi solido, di un patrimonio in fantasmagorica crescita, di pensioni dei giornalisti al sicuro. Tutto svelatosi poi tragicamente falso.