Circolo Stampa Milano, i debiti della Società di servizi congressuali oltre il milione, 900 mila con la Bocconi. Unità Sindacale: chiarezza sui conti

COMUNICATO DI UNITÀ SINDACALE

imageOltre un milione di euro di debiti, di cui circa 900 mila con la Fondazione Bocconi e almeno 100 mila con l’Associazione lombarda dei giornalisti. È l’esposizione accumulata negli ultimi anni dalla Centro di servizi congressuali Circolo della Stampa srl, società in liquidazione dallo scorso maggio, controllata dall’Alg e partecipata con quota di minoranza dal Circolo della Stampa di Milano.

La notizia è stata data dal presidente della Lombarda, Paolo Perucchini, venerdì scorso, 27 novembre, durante la riunione del Consiglio direttivo che ha nominato i componenti degli organismi del Circolo della Stampa di sua competenza, tra cui presidente lo stesso Perucchini, che diventeranno operativi dopo le elezioni del 14 dicembre, con la riunione di insediamento.

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Casse dell’Inpgi a secco. E il cda ora vuole disfarsi degli immobili per pagare pensioni e stipendi

IMG_1208di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Nel gergo tecnico della finanza si definisce – rigorosamente in inglese – “liabilities driven investing“, Ldi in sigla. Tradotto in italiano suona così: strategia di investimento guidata dalle passività. In parole povere significa: abbiamo finito i soldi e dobbiamo vendere i gioielli di famiglia per pagare i debiti. I debiti, in questo caso, si chiamano pensioni dei giornalisti, stipendi dei dipendenti e altre spese correnti. E i gioielli di famiglia sono il patrimonio dell’Inpgi, in particolare gli immobili.

Nei prossimi tre anni, tra il 2016 e il 2018, dovrebbero andare sul mercato tra 450 e 550 milioni di beni immobili dell’Istituto di previdenza, altri 120-150 milioni nei due anni successivi, per continuare con ulteriori cessioni per qualche centinaio di milioni fino al 2030. Non prima, però, di aver concluso rapidamente tutto il progetto di conferimento del mattone nel Fondo immobiliare “Giovanni Amendola”. E senza alcuna garanzia per il futuro dell’Inpgi e delle nostre pensioni.

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Al via il voto per il Fondo. La nostra lista è stata esclusa, l’indipendenza dall’Inpgi è a rischio. Ecco le istruzioni

IMG_1818Il voto online per i nuovi organismi del Fondo di previdenza complementare è aperto da qualche ora e le urne elettroniche si chiuderanno alle ore 20 del 28 novembre. La lista che avevamo presentata è stata esclusa dalla competizione, nonostante le 284 firme presentate: ne sono state infatti giudicate non valide 38, con una severità e una rigidità che sono state invece evitate in altre competizioni, in particolare quella per il Congresso Fnsi e i vertici dell’Associazione lombarda dei giornalisti (forse perché allora, a rischiare di non essere ammesse, sarebbero state liste di altri schieramenti?).

Siamo stati esclusi e non possiamo quindi presentarvi e chiedervi di sostenere e votare i nostri candidati, come avremmo voluto. E sappiamo già che la fine di queste elezioni, senza la nostra presenza, è purtroppo nota.

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Inpgi, la Commissione parlamentare di controllo sugli enti previdenziali indaga sulla gestione Camporese

Pubblichiamo l’articolo apparso oggi su ilfattoquotidiano.it che riporta gli argomenti affrontati nella conferenza stampa di ieri sui disastri dell’Inpgi (il comunicato è disponibile qui).

di Fiorina Capozziilfattoquotidiano.it

La Commissione parlamentare di controllo sugli enti  vuole far chiarezza sulla gestione dell’istituto pensionistico dei giornalisti (Inpgi). Per questo ha convocato i vertici dell’Ordine dei giornalisti nell’ambito di un’indagine sull’ente presieduto da Andrea Camporese, sul quale pende una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione e truffa ai danni dell’Inpgi. Lo ha rivelato il presidente dell’ordine, Enzo Iacopino, nel corso della conferenza stampa sullo stato di salute della cassa promossa a Roma lunedì 23 novembre dai rappresentanti della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) Pierangelo Maurizio, Luigi Ronsisvalle e Daniela Stigliano, dall’ex componente cda Inpgi Enzo Cirillo, dal giornalista de Il Sole 24 Ore Nicola Borzi, dall’ex presidente dell’Ordine della Lombardia e presidente dell’Unione nazionale pensionati per l’Italia (Unpit) Franco Abruzzo, dalla vicepresidente dell’Unione nazionale giornalisti pensionati (Ungp) Stefania Giacomini e dal presidente del sindacato inquilini Corrado Giustiniani.

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Alt alle dismissione frettolose degli immobili Inpgi: “Diffida al Cda, intervengano Governo e Parlamento”

imageCOMUNICATO STAMPA

“DIFFIDIAMO IL CDA DELL’INPGI DAL DARE SEGUITO ALLE DECISIONI AFFRETTATE SULLA DISMISSIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE”

Si è tenuta questa mattina a Roma, nella sede dell’Ordine nazionale dei giornalisti, la conferenza stampa molto partecipata sui disastri dell’Inpgi, nel corso della quale è stato ribadito l’impegno a continuare e intensificare la raccolta di firme per la campagna “Salviamo l’Inpgi“.

Alla conferenza stampa sono intervenuti e hanno portato il loro contributo il presidente dell’Ordine nazionale, Enzo Iacopino, i rappresentanti nazionali della Fnsi Pierangelo Maurizio, Luigi Ronsisvalle e Daniela Stigliano, l’ex componente del Cda Inpgi, Enzo Cirillo, il giornalista de “Il Sole 24 Ore” Nicola Borzi, l’ex presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia e presidente dell’Unpit, Franco Abruzzo, la vicepresidente dell’Ungp, Stefania Giacomini, e il presidente del Sindacato inquilini Inpgi, Corrado Giustiniani

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Conti in rosso, patrimonio a rischio, indagini giudiziarie. Lunedì conferenza stampa a Roma sui disastri dell’Inpgi

imageIl futuro delle pensioni dei giornalisti italiani e le gravi difficoltà che incombono sui conti dell’Inpgi sono al centro della conferenza stampa che si terrà lunedì 23 novembre alle ore 12, nella sede nazionale dell’Ordine dei Giornalisti a Roma (via Parigi, 11), in cui sarà presentata l’iniziativa “Salviamo l’Inpgi”, la petizione lanciata dal blog “GiornalistiMAG” per opporsi all’attuale gestione dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti, che ha già raccolto circa 500 firme all’interno della categoria.

Nel corso dell’incontro verranno annunciate le prossime tappe della campagna e altre iniziative. E si proverà a fare chiarezza su un’altra tegola che si è abbattuta sull’Istituto. I recenti guai giudiziari della famiglia Nattino in Vaticano hanno infatti messo nuovamente in luce i rapporti tra i banchieri romani e il presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, per il quale la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per corruzione e truffa aggravata nell’ambito dell’inchiesta Sopaf.

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Strage di Parigi: il 13 novembre, l’Isis, il ruolo dei media e i doveri dei giornalisti. Dibattito (con crediti) al Circolo della Stampa, sabato alle 16. Anche in diretta su corriere.tv

IMG_1199I fatti accaduti a Parigi, l’impressionante ferocia degli atti terroristici, il mondo intero che si interroga su quella che Papa Francesco ha definito la Terza Guerra Mondiale obbligano i giornalisti a riflettere su come fare informazione ai tempi dell’Isis.

La necessità e l’impegno per offrire a lettori, telespettatori e radioascoltatori notizie corrette, documentate e verificate con un’attenzione ancor maggiore quando si parla di fatti come la “Strage di Parigi“, è la premessa da cui parte l’incontro di approfondimento che l’Ordine nazionale dei giornalisti ha promosso e organizzato a Milano in collaborazione con il Circolo della Stampa (corso Venezia, 48), sabato 21 novembre a partire dalle 16. L’evento inoltre sarà trasmesso in diretta su corriere.tv.

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Ok finale agli sgravi per le assunzioni 2015: ecco come funzionano. In attesa 200 richieste, ma la Fnsi punta a migliaia di nuovi posti (anche per dare una mano all’Inpgi)

Newsroom2Il via libera definitivo dei ministeri del Lavoro e dell’Economia  agli sgravi per le assunzioni di giornalisti nel 2015 è finalmente arrivato. Una buona notizia, che sblocca circa 200 richieste già presentate da inizio anno e rimaste finora in stand-by. E che potrebbe dare un impulso a nuovi ingressi e stabilizzazioni, soprattutto nel prossimo mese e mezzo. Dal 2016, infatti, lo sconto sui nuovi contratti dovrebbe diventare meno conveniente per gli editori, con una netta riduzione, dal 100% al 40%.

Una buona notizia che si inserisce altresì nel confronto per il rinnovo del contratto nazionale: la Fnsi ha infatti messo al centro del confronto con la Fieg la ripresa e l’allargamento dell’occupazione, puntando a migliaia di nuovi posti di lavoro. Anche con l’obiettivo di portare linfa vitale alle casse dell’Inpgi. Mentre gli editori sono disponibili sì ad assumere, ma chiedono anche più flessibilità e riduzione del costo del lavoro.

Vediamo come funzionano gli sgravi e quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi.

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La trasparenza non abita nelle case dell’Inpgi: l’Ente nega le informazioni sul Fondo immobiliare “Giovanni Amendola”. Nuovo esposto di Nicola Borzi

IMG_1208La trasparenza non abita all’Inpgi. Soprattutto quando si tratta del Fondo immobiliare “Giovanni Amendola”. Di fronte alla richiesta di sapere di più sull’operazione che ha permesso la rivalutazione degli immobili di proprietà e di fatto salvato (sulla carta) gli ultimi bilanci, l’Istituto continua a opporsi. Con motivazioni che non convincono e appaiono anche contraddittorie. Tanto da indurre il collega del Sole 24 Ore, Nicola Borzi, autore il 27 ottobre scorso di un primo esposto sul tema (leggere qui), a presentare martedì 9 novembre un secondo atto.

Documenti e rendiconti del Fondo sarebbero – secondo quanto rispondono ufficialmente l’Istituto e la società di gestione InvestiRe sgrdati riservati, divulgarli sul mercato potrebbe “causare un danno commerciale al fondo”. In particolare, le informazioni contenute nel rendiconto periodico non possono essere rese pubbliche per “prevenire il rischio che possano essere conosciute anche da parte di soggetti che sono o possono divenire controparti“, per esempio in caso di contenziosi legali oppure nelle operazioni di vendita e affitto degli immobili.

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ilfattoquotidiano.it: Inpgi, i guai di Nattino in Vaticano riportano sotto i riflettori la gestione degli immobili della cassa dei giornalisti

inpgi.jpg_694560180di Fiorina Capozzi – ilfattoquotidiano.it

L’Apsa non è l’unica grana con cui la famiglia Nattino dovrà confrontarsi. I guai in Vaticano hanno infatti riportato alla ribalta anche i rapporti dei banchieri romani con l’Istituto nazionale di iprevidenza giornalisti (Inpgi) e con il presidente dell’ente, Andrea Camporese, per il quale la procura di Milano ha recentemente chiesto il rinvio a giudizio per corruzione e truffa aggravata nell’ambito dell’inchiesta sulla bancarotta di Sopaf. E non potrebbe, del resto, essere altrimenti visto gli intrecci e gli interessi da tempo in comune.

Sono, ad esempio, i Nattino che, attraverso la società InvestiRe sgr, gestiscono Fip, il primo fondo di investimento in immobili pubblici, al centro delle indagini sul crac Sopaf e della truffa alle casse di Inpgi ed Enpam. E sono sempre loro che, con la stessa società, hanno anche vinto la gara per gestire il fondo immobiliare Giovanni Amendola creato a gennaio 2014 dall’Inpgi e da tempo al centro di contestazioni e richieste di chiarimento.

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La Fnsi di Lorusso non sa come giustificare il silenzio sulla disdetta del contratto: ritocca il pezzo sul sito e accusa tutti di ignoranza

Raffaele Lorusso
Raffaele Lorusso

Un minimo, ma significativo, ritocco all’articolo del 30 ottobre. Un nuovo pezzo che ammette tutto, ma mimizza la portata della notizia e sbeffeggia migliaia di giornalisti per non aver capito nulla. Un contrattacco con veleni e invettive lanciati verso chi ha scoperto i responsabili con le dita nella marmellata. In una parola: una indecorosa e arrogante arrampicata sugli specchi.

Ha reagito così la Fnsi del segretario Raffaele Lorusso alla rivelazione, su questo blog (leggere qui), della formale disdetta del contratto da parte degli editori della Fieg, per la prima volta nella storia del nostro sindacato. Invece di chiedere scusa ai giornalisti italiani, ai quali è stata negata una informazione pronta (e una eventuale presa di posizione condivisa), la strada scelta da Lorusso e dal suo “cerchio magico” è tentare di mistificare la realtà e confondere le idee ai colleghi.

La cronologia degli eventi, e le prove “fotografiche” (nella galleria in basso), lo dimostrano.

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La Fieg disdice (per la prima volta) il contratto nazionale ma la Fnsi di Lorusso lo tiene nascosto. Quando pensava di dirlo ai giornalisti italiani?

Il presidente della Fieg, Maurizio Costa
Il presidente della Fieg, Maurizio Costa

Gli editori hanno disdetto il contratto nazionale dei giornalisti italiani. Per la prima volta nella storia ultracentenaria del Cnlg. Una notizia, ancora prima che un elemento fondamentale, e inquietante, che irrompe nella stagione appena aperta del rinnovo contrattuale. Ma la Fnsi guidata dal segretario Raffaele Lorusso ha deciso di tenerlo nascosto.

Perché? Quando il gruppo dirigente della Federazione nazionale della stampa aveva intenzione di dirlo ai giornalisti italiani? Fra qualche settimana, qualche mese oppure mai? E quali effetti devastanti temono abbia davvero la disdetta, nelle stanze romane di corso Vittorio Emanuele II, per scegliere una strada così poco consona alla categoria dei giornalisti come quella della opacità?

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