Inpgi, gli sgambetti tra pensionati della lista Camporese

Elezioni Inpgi 2016 bisTutti insieme, ma in ordine sparso. Uniti ma divisi. A leggere i flussi dei voti in arrivo dalle singole regioni (tabella in basso), si scopre che i candidati pensionati al Consiglio generale dell’Inpgi della lista “L’Inpgi siamo noi – 2016” hanno lavorato più per se stessi che per la squadra. E nel gioco di sgambetti incrociati hanno lasciato sul campo cinque compagni su otto, tra cui i due “eccellenti” Enrico (Chicco) Ferri de Lazara e Giovanni Negri, entrambi aspiranti alla poltrona di vicepresidente, e il presidente dell’Unione pensionati Guido Bossa, che è stato bocciato dagli elettori dell’Inpgi1 anche nella corsa a sindaco.

A farcela sono stati alla fine gli unici due che hanno fatto asse, Marina Cosi e Paolo Serventi Longhi (quest’ultimo per il rotto della cuffia, nonostante il curriculum da segretario Fnsi per 11 anni e da vicepresidente vicario Inpgi negli ultimi quattro), che si rifanno entrambi all’area di Autonomia e Solidarietà. Oltre al siciliano Giuseppe Gulletta, che ha preso un po’ da tutti, forse perché ritenuto innocuo e quasi marginale nella competizione, ma ha dato poco o niente agli altri nella sua regione: in Sicilia si è portato a casa 61 preferenze su 80 elettori, il secondo più votato della lista, Serventi Longhi, appena 28.

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Fnsi, la maggioranza fa spazio a un pezzo delle opposizioni per eleggere Giulietti. Ma il vero obiettivo è silenziare lo scandalo Inpgi-Sopaf

imagedi Sergio Stella

Spazio a un pezzo delle opposizioni. Per eleggere Beppe Giulietti presidente della Fnsi e, soprattutto, fare quadrato intorno agli attuali assetti dell’Inpgi e al presidente dell’Istituto, Andrea Camporese, sulla cui testa pende la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Milano per corruzione e truffa aggravata ai danni della Cassa di previdenza dei giornalisti italiani (leggi qui).

C’è molto di diverso dalla motivazione di facciata di una maggiore unita del sindacato, dietro l’allargamento della maggioranza alla compagine di Stampa libera e indipendente, che al Congresso di Chianciano era schierata con veemenza e determinazione contro la scelta di Raffaele Lorusso come segretario generale, al punto da contrapporgli come candidato il suo leader Carlo Parisi. Raccogliendo il consenso di 70 voti tra tutti coloro che si opponevano all'”accorduni” (copyright del consigliere nazionale calabrese Luciano Regolo nel suo pezzo post-Congresso da leggere qui, insieme con la cronaca riportata qui) voluto da Camporese e appoggiato dall’ex segretario Fnsi Franco Siddi (ora consigliere di amministrazione della Rai).

Le ragioni vere vanno ricercate dalle parti di via Nizza. Come dimostrano i racconti delle riunioni preparatorie e delle manovre in corso.

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“La Provincia di Cosenza” e la redazione riapparsa senza giornalisti. Solidarietà e sostegno da Unità Sindacale

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Carlo Parisi

Mesi senza un regolare contratto. Retribuzioni in forte ritardo e con il contagocce. Infine, la sorpresa di agosto: il giornale cambia sede dalla notte alla mattina, senza comunicarlo ai suoi quattro redattori e impedendo loro di entrare nella nuova redazione. La storia di “ordinaria follia” del giornalismo negli anni della crisi si svolge a Cosenza, ma sarebbe purtroppo potuta accadere ovunque, in Italia.

I quattro colleghi de “La Provincia di Cosenza” (che nel frattempo ha pure cambiato testata in “La Nuova Provincia di Cosenza“) coinvolti n questa brutta vicenda sono Francesco Viola, Ilaria Nocito, Enrico MiceliBruno Greco. Mentre un ruolo fondamentale lo sta giocando il Sindacato Giornalisti della Calabria, con il suo segretario Carlo Parisi (che è anche membro della Giunta Esecutiva della Fnsi), che li segue e li sostiene dal primo momento.

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Il welfare dei giornalisti ai tempi della crisi: le foto del dibattito al Circolo della Stampa

Pubblichiamo le immagini di alcuni momenti del corso di formazione dal titolo “Il welfare ai tempi della crisi: ammortizzatori sociali, pensioni, salute, nuove tutele per i freelance“ che si è tenuto ieri al Circolo della Stampa di Milano, organizzato dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia e dell’Ordine nazionale dei giornalisti

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Cnlg, avviate in segreto trattative con la Fieg. Denuncia di quattro componenti della Giunta Fnsi

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Santo Della Volpe

Le trattative tra Fnsi e Fieg per il rinnovo del contratto che scade a marzo 2016 sono partite l’11 maggio scorso. In gran segreto e violando lo Statuto federale. All’incontro ufficiale di apertura del tavolo negoziale tra le due delegazioni non era infatti presente la Giunta Esecutiva (unico organismo al quale spetta la conduzione delle trattative e la firma del contratto), che non è mai stata neppure informata dell’avvio del confronto. Ecco la lettera con cui i quattro componenti di Giunta Enrico Cocciulillo, Giuseppe Di Pietro, Carlo Parisi e Daniela Stigliano denunciano l’accaduto al presidente Santo Della Volpe (nella foto) e chiedono il suo intervento per il ripristino della legalità.

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La Fnsi si “concentra”: in Giunta più giornalisti di grandi gruppi. Un solo freelance tra i professionali

di Sergio Stella

Tre giornalisti del gruppo Espresso-Repubblica, tra cui il segretario generale e due vicesegretari. Due a testa per Italiana Editrice, nuova realtà nata dall’integrazione societaria tra La Stampa e il Secolo XIX, e per Rcs Mediagroup. Uno ciascuno per Rai, che ha però anche il presidente, Mediaset, Sole 24 Ore e Agi. Un solo autonomo tra i professionali, oltre ai tre collaboratori che per definizione sono giornalisti non contrattualizzati. È l’immagine della nuova Giunta esecutiva della Fnsi in base all’occupazione dei componenti e alle testate di appartenenza. Se ragionassimo con il metro del mercato finanziario, potremmo parlare di una maggiore “concentrazione” rispetto al passato.

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Daniela Stigliano confermata nella Giunta esecutiva Fnsi

Daniela Stigliano (nella foto), esponente di Unità Sindacale, è stata riconfermata nella Giunta esecutiva della Fnsi con le votazioni del Consiglio nazionale che si sono svolte martedì scorso a Roma. Stigliano rientra come indipendente, eletta in una delle tre liste della minoranza che al Congresso di Chianciano non ha appoggiato la candidatura di Raffaele Lorusso a Segretario generale della Fnsi, e che ha raggiunto l’obiettivo di ottenere quattro posti in Giunta: oltre alla sindacalista milanese, giornalista di Rcs, i due professionali Carlo Parisi, segretario dell’Associazione della Calabria anche lui riconfermato nell’organismo esecutivo della Federazione, e Giuseppe Di Pietro, a capo dell’Associazione del Molise, e il collaboratore Enrico Cocciulillo del Piemonte.

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“Stop Cinghiali, la giornata della libertà di stampa calabra”. Il 19 febbraio al Chiostro di San Domenico a Cosenza

Una giornata per dire “basta” ai tanti soprusi che i giornalisti calabresi ogni giorno sono costretti a subire e per ricordare l’intollerabile censura, avvenuta, esattamente un anno fa, nella notte fra il 18 e il 19 febbraio 2014: un finto guasto alla rotativa che impedì a L’Ora della Calabria di uscire in edicola.

Di questo e di molto altro si discuterà il 19 febbraio 2015

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