Rinasce il Gruppo cronisti piemontesi, eletto presidente Massimiliano Peggio

Rinasce il Gruppo cronisti piemontesi. L’assemblea costitutiva della articolazione nordoccidentale dell’Unione nazionale cronisti italiani ha avuto luogo a Palazzo Ceriana-Mayneri, sede dell’Asssostampa subalpina, dell’Ordine regionale dei Giornalisti e del Circolo della Stampa, alla presenza del segretario regionale dell’Assostampa, Stefano Tallia.

Una quindicina i cronisti che hanno deciso di aderire al Gruppo di specializzazione, che per i prossimi 4 anni sarà guidato dal collega de La Stampa Massimiliano Peggio, 46 anni, eletto per acclamazione. Peggio sarà coadiuvato dal vice-presidente, Andrea Monticone, cronista di Cronacaqui, e dalla tesoriera Federica Cravero, cronista di Repubblica.

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Fnsi, la maggioranza fa spazio a un pezzo delle opposizioni per eleggere Giulietti. Ma il vero obiettivo è silenziare lo scandalo Inpgi-Sopaf

imagedi Sergio Stella

Spazio a un pezzo delle opposizioni. Per eleggere Beppe Giulietti presidente della Fnsi e, soprattutto, fare quadrato intorno agli attuali assetti dell’Inpgi e al presidente dell’Istituto, Andrea Camporese, sulla cui testa pende la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Milano per corruzione e truffa aggravata ai danni della Cassa di previdenza dei giornalisti italiani (leggi qui).

C’è molto di diverso dalla motivazione di facciata di una maggiore unita del sindacato, dietro l’allargamento della maggioranza alla compagine di Stampa libera e indipendente, che al Congresso di Chianciano era schierata con veemenza e determinazione contro la scelta di Raffaele Lorusso come segretario generale, al punto da contrapporgli come candidato il suo leader Carlo Parisi. Raccogliendo il consenso di 70 voti tra tutti coloro che si opponevano all'”accorduni” (copyright del consigliere nazionale calabrese Luciano Regolo nel suo pezzo post-Congresso da leggere qui, insieme con la cronaca riportata qui) voluto da Camporese e appoggiato dall’ex segretario Fnsi Franco Siddi (ora consigliere di amministrazione della Rai).

Le ragioni vere vanno ricercate dalle parti di via Nizza. Come dimostrano i racconti delle riunioni preparatorie e delle manovre in corso.

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Fnsi paralizzata dallo scontro su Giulietti presidente: Capss e Lombarda insistono, i “dissidenti” non cedono. Caccia ai voti delle minoranze

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Capss e Lombarda ci riprovano. Non contenti della brutta pagina del sindacato dei giornalisti scritta il 7 ottobre, con la maggioranza che ancora sostiene il segretario Raffaele Lorusso rintanata nelle stanze della Federazione o riunita al bar per far mancare il numero legale al Consiglio nazionale (come raccontato qui), quelli che si ritengono gli azionisti di riferimento – quasi i padroni – della Fnsi insistono nell’imporre il nome di Beppe Giulietti per la presidenza.

A una settimana dalla figuraccia nazionale, invece di provare a ritrovare l’unità interna, nella riunione della maggioranza che si è tenuta nella mattinata di ieri a Roma è andata in onda la replica degli incontri precedenti.

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Presidente Fnsi, vigilia di sfide e di ricatti. Capss e Lombarda arroccati su Giulietti contro tutti, ma da soli non hanno i numeri

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Beppe Giulietti

di Sergio Stella

L’ultima chance di trovare un accordo è affidata alle ultimissime ore prima del voto del Consiglio nazionale di domani, mercoledì 7 ottobre, che dovrebbe scegliere il nuovo Presidente della Fnsi. Ma la maggioranza che ha in mano il Sindacato dei giornalisti dopo il Congresso di Chianciano si presenta alla vigilia dell’appuntamento ancora più spaccata e lacerata, tra dibattiti lunghi e accesi, riunioni ufficiali e segrete, prove di forza, iniziative provocatorie, ricatti e ultimatum. Che sono andati in scena per tutta l’ultima settimana fino alla serata di ieri. E che con ogni probabilità continueranno pure oggi.

Tutto ruota intorno a quello che la maggioranza della maggioranza, ovvero il Capss insieme con la Lombarda e altre aree minori, considera l’unico e solo candidato possibile: Beppe Giulietti. Un nome che non va giù alla minoranza della maggioranza, che da Roma si estende alla Toscana e all’Umbria, all’Emilia Romagna, al Piemonte e alle Marche. E che non ha fatto ritirare dalla competizione l’altro candidato rimasto in gioco, Paolo Butturini.

Il punto vero è però un altro: nessuno dei due schieramenti che si fronteggiano ha i voti per eleggere da solo il presidente. Tanto che qualcuno azzarda la previsione di un Consiglio non solo lungo ma forse anche non risolutivo.

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Presidenza Fnsi, De Bortoli candidato (a sua insaputa?). Ma è il nome di Giulietti a spaccare la maggioranza

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Beppe Giulietti

di Sergio Stella

Ferruccio De Bortoli candidato (a sua insaputa?) alla presidenza della Fnsi. Il nome dell’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore ha fatto irruzione nella riunione della maggioranza che guida la Federazione che si è tenuta a Roma a inizio settimana, accanto a quello – scontato – di Beppe Giulietti. Creando un iniziale sconcerto e un certo disorientamento, che era forse lo scopo per cui la candidatura sarebbe stata avanzata, e suscitando poi qualche sorriso (ironico), quando il gioco è stato scoperto.

La consultazione tra i “referenti delle aree politiche e territoriali” affidata al segretario generale Raffaele Lorusso ha sortito, a distanza di una settimana dalla prima riunione (riportata nell’articolo consultabile qui), un unico vero risultato: è stato portato allo scoperto il nome finora sussurrato di Giulietti. Ma la conseguenza, forse inaspettata, è stata di spaccare ancora di più la maggioranza.

La candidatura di De Bortoli, a quel punto, sarebbe stata un diversivo per arrivare a ricompattare tutti sull’ex segretario Usigrai, cinque volte parlamentare e portavoce dell’associazione Articolo21. Ma sembra non sia bastato. Con buona pace della voce, che in molti tentano di far circolare, a Roma come a Milano, che l’accordo su Giulietti sia stato sancito e accettato dall’intera maggioranza.

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Fnsi, nella maggioranza è corsa alla presidenza. Ecco chi sono (per ora) i candidati ufficiali e quelli nascosti

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Il 7 ottobre si conoscerà il nome del nuovo presidente della Fnsi: il collega o la collega che il voto del Consiglio nazionale indicherà per sostituire Santo Della Volpe, eletto al vertice del Sindacato dei giornalisti a Chianciano, dalla stessa maggioranza che ha voluto Raffaele Lorusso segretario generale, e scomparsotroppo presto e nella commozione di tutti – nello scorso luglio.

Un uomo, Santo Della Volpe, che ha dedicato molta parte della sua vita e del suo lavoro alla Rai ai temi e alle battaglie per la legalità.

Chi sarà scelto al suo posto? 

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Inpgi, riforma pensioni: i tanti dubbi delle Associazioni regionali della Fnsi

Raffaele Lorusso
Raffaele Lorusso

Un sì convinto, finora, non è arrivato da nessuna. Almeno stando ai documenti ufficiali (senza considerare, però, i commenti di singoli esponenti) presenti sui siti delle Associazioni regionali di stampa, convocate fra pochissimi giorni, mercoledì 8 luglio, a Roma insieme con la Giunta Esecutiva della Fnsi per esaminare le ipotesi di riforma delle pensioni presentate dal presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese. Anche se al momento sono ancora poche le prese di posizioni pubbliche. Ma significative, anche perché sempre articolate e motivate. Prese di posizione che sembrano far vacillare la certezza di un ok alla riforma a metà luglio con cui il sito della Fnsi (direttore responsabile, il segretario generale Raffaele Lorusso) riportava la notizia, ora infatti modificata nel titolo ma ancora non nel testo.

Il primo a pronunciarsi è stato il Sindacato giornalisti marchigiani (guidato da Giovanni Rossi), che in verità ha inviato il documento approvato dal Consiglio direttivo del 22 giugno alla Giunta Fnsi ma non ha ritenuto di pubblicarlo sul sito dell’associazione. Una strada che sembra abbia scelto qualche altra Ars, in vista della riunione federale dell’8 luglio.

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