Periodici Rcs a Cairo: «Dirigenti premiati in stato di crisi. Perché?»

Lettera aperta a Urbano Cairo, presidente e amministratore delegato di Rcs

Caro Presidente,

i giornalisti di Rcs periodici sono lieti di sapere che il gruppo ha chiuso il 2016 con un utile netto di 3,5 milioni (nel 2015 la perdita era di 175,7 milioni). Un buon risultato di Bilancio sicuramente, considerato l’andamento degli anni precedenti. Bilancio che attendiamo ci venga illustrato, come da previsione contrattuale, in tutte le sue voci e componenti di ricavi e di costi.

In attesa di conoscere più a fondo i numeri relativi all’anno in cui lei ha acquisito la proprietà del Gruppo, e le previsioni per il 2017, abbiamo appreso dell’assegnazione di 1 milione e 200 mila euro come premio di risultato ai dirigenti di prima fascia. Notizia che non risultava da alcuna comunicazione aziendale. Ma è stato davvero erogato, questo premio? E sulla base di quali indicatori e risultati è stata definita la cifra?

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Prepensionamenti, Poletti cambia le regole e stravolge la lista d’attesa

Modificato l’ordine di accesso ai finanziamenti. Gli editori “retrocessi” sono pronti a ricorrere al Tar. E il ministero blocca le chiamate. In attesa dei decreti dell’Editoria

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

C’è grande confusione sotto il cielo dei prepensionamenti dei giornalisti italiani. Una nuova interpretazione del ministero del Lavoro di Giuliano Poletti ha stravolto l’ordine della lista di attesa per l’assegnazione dei 23 milioni di finanziamenti stanziati dalla legge di bilancio 2017 (leggi qui), per un totale di 94 posizioni. Non vale più la data di presentazione del piano di crisi al ministero, con possibilità di ricorso al contratto di solidarietà al posto della cigs: ora è il giorno dell’effettivo avvio della cassa integrazione a determinare la graduatoria.

Una rivoluzione piovuta sulla Fieg come una bomba, che coinvolge direttamente anche la Fnsi. Tra minacce di ricorsi al Tar, tentativi informali di mediazione con il ministero e invio di lettere a doppia firma a dirigenti e allo stesso Poletti. Con il risultato, al momento, di aver paralizzato il processo di autorizzazione dei prepensionamenti.

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Prepensionamenti, i 23 milioni della Finanziaria lasciano fuori 300 in attesa

A gennaio prime convocazioni al ministero del Lavoro. L’incognita del decreto che cambierà i requisiti e della riforma Inpgi

I 23 milioni di euro in cinque anni stanziati nella legge di Bilancio 2017 a carico della presidenza del Consiglio basteranno a coprire forse nemmeno il 20% dei 377 prepensionamenti in lista da attesa. Lasciandone fuori circa 300. A cui rimarrà qualche speranza di rientrare in gioco con i cosiddetti “inoptati”, posti prenotati ma poi non utilizzati grazie a uscite ad altro titolo. A meno che non si riesca a trovare, in altro modo, quel centinaio di milioni necessari a soddisfare tutti.

A gennaio dovrebbero comunque partire le prime convocazioni al ministero del Lavoro per l’assegnazione dei finanziamenti «in ordine di presentazione delle richieste», come recita la norma. Due incognite condizioneranno però numero di uscite e costo per ogni giornalista prepensionato: i nuovi requisiti che il governo dovrà stabilire in uno dei decreti della legge sull’Editoria e l’innalzamento dell’età per la pensione di vecchiaia prevista dalla riforma dell’Inpgi varata a fine settembre dal Consiglio di amministrazione di via Nizza e ancora al vaglio dei ministeri vigilanti. Ecco perché, chi può andare via con le attuali norme sta facendo i suoi calcoli. Mentre a muoversi d’anticipo con determinazione è stata la Rai, che ha varato da qualche settimana un piano di incentivazioni all’esodo per circa cento colleghi con i requisiti per la pensione di anzianità.

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Novella2000 e Visto, Santanchè vuole decimare i giornalisti. Il Cdr: a rischio il futuro dei settimanali

Sono bastati pochissimi mesi, a Daniela Santanchè, per passare dagli annunci di grandi rilanci alla richiesta nero su bianco di decimare le redazioni di Novella2000 e Visto, acquistate a fine 2015 dalla Prs di Alfredo Bernardini de Pace (che le aveva rilevate a sua volta nel 2013 da Rcs). Ma i giornalisti dei due settimanali non ci stanno, e oggi hanno diffuso un comunicato in cui “denunciano con preoccupazione la volontà di forte ridimensionamento degli organici”, senza che l’editore abbia “presentato tuttavia alcun progetto di rilancio per Novella2000 e Visto” e “nonostante i buoni risultati rivendicati sul fronte della raccolta pubblicitaria”.

La decimazione dei 14 giornalisti passa attraverso la cassa integrazione a cifre oltre il 50% o addirittura direttamente dai licenziamenti. Ed è stata dichiarata da Visibilia, la casa editrice della deputata di Forza Italia, allo scadere dei sei mesi di garanzia occupazionale sottoscritta al termine delle trattative di cessione del ramo di azienda. Puntuale come un orologio svizzero, insomma.

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I giornalisti di Rcs agli azionisti: imprese editoriali “beni” sensibili. Vogliamo garanzie per informazione di qualità, occupazione e indipendenza delle redazioni

Pubblichiamo il comunicato diffuso dai giornalisti dei Periodici di Rcs Mediagroup sulla battaglia in corso per il controllo del gruppo editoriale, su cui sono state lanciate l’Ops (Offerta pubblica di scambio) di Cairo Communication, appoggiata da Intesa Sanpaolo, e l’Opa (Offerta pubblica di acquisto) di Andrea Bonomi con Mediobanca, Diego della Valle, UnipolSai e Pirelli. Le due offerte, contrapposte, andranno sul mercato nelle prossime settimane.

I giornalisti dei Periodici di Rcs Mediagroup stanno seguendo con grande attenzione le vicende finanziarie che hanno portato – al momento – sul mercato azionario a due offerte contrapposte sul capitale sociale del gruppo, preludio di nuovi assetti azionari e nuove politiche industriali.

Agli azionisti, piccoli e grandi, che saranno chiamati nelle prossime settimane a esprimere il proprio gradimento sulle offerte e a decidere del futuro di Rcs Mediagroup, vogliamo ricordare come le imprese editoriali siano “beni” sensibili. Con logiche che devono attenere in primo luogo – anche nel rispetto della Costituzione – a valori fondamentali per la democrazia come la libertà di stampa e il diritto dei cittadini a essere correttamente informati.

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“Stampubblica”, testate locali Cenerentole sacrificabili? Anche la Fnsi le dimentica (e tace pure su Rcs)

tabella finegildi Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Valgono tutte insieme 36 mila copie in più della “mamma” Repubblica (quasi 292 mila rispetto a 255 mila), che le supera sul digitale solo perché la sua offerta li comprende tutti. E sulla carta staccano di 70 mila lunghezze Stampa e Secolo XIX messi insieme (tabella a destra, per ingrandirla clicca sopra l’immagine). Eppure, le 18 testate locali della divisione Finegil di Espresso-Repubblica appaiono come le Cenerentole della fusione tra la ItEdi di John Elkann e il gruppo di Carlo De Benedetti, immediatamente ribattezzata “Stampubblica“.

Solo un accenno nel comunicato congiunto (leggi qui). Quasi nessuna traccia negli ampi articoli del giorno successivo all’annuncio. Nessun riferimento neppure nella dichiarazione della Fnsi, che parla esclusivamente di “articolazione territoriale delle tre testate” come “patrimonio da salvaguardare e difendere” (leggi qui).

Cenerentole, appunto. E, come tali, sacrificabili. Perché quando AgCom e Antitrust dovranno pronunciarsi su un matrimonio che supera già il tetto del 20% delle diffusioni nazionali fissato dalla legge, e che ha tutta l’ambizione di ampliare la propria presenza nel mercato italiano dell’informazione, sarà più semplice rinunciare – con chiusure o vendite – a qualche giornale locale piuttosto che intervenire sui quotidiani principali: Repubblica e Stampa.

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Il sindacato dei giornalisti contro Prs. Lombarda: grave e senza precedenti l’attacco personale contro l’ex direttore di Ok Salute, Eliana Liotta

Eliana Liotta
Eliana Liotta

Un attacco personale senza precedenti. È il giudizio netto che il sindacato dei giornalisti lombardi esprime sulla vicenda che vede da una parte la Prs di Alfredo Bernardini de Pace, che nel luglio 2013 ha acquisito da Rcs Mediagroup un gruppo di testate periodiche, tra cui il mensile Ok Salute, e dall’altra l’ex direttore della rivista, Eliana Liotta, che ha lasciato la casa editrice a marzo 2014, con un accordo di uscita siglato con l’azienda.

Nella relazione sulla gestione contenuta nell’ultimo bilancio, la Prs ha inserito una frase che ha sollevato l’indignazione dei colleghi e del sindacato: “Ok Salute ha risentito positivamente del licenziamento del direttore, ex Rizzoli”. Una cosa, appunto, mai vista.

Pubblichiamo la mozione approvata all’unanimità dal Direttivo della Lombarda.

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Fnsi, nella maggioranza è corsa alla presidenza. Ecco chi sono (per ora) i candidati ufficiali e quelli nascosti

imagedi Sergio Stella

Il 7 ottobre si conoscerà il nome del nuovo presidente della Fnsi: il collega o la collega che il voto del Consiglio nazionale indicherà per sostituire Santo Della Volpe, eletto al vertice del Sindacato dei giornalisti a Chianciano, dalla stessa maggioranza che ha voluto Raffaele Lorusso segretario generale, e scomparsotroppo presto e nella commozione di tutti – nello scorso luglio.

Un uomo, Santo Della Volpe, che ha dedicato molta parte della sua vita e del suo lavoro alla Rai ai temi e alle battaglie per la legalità.

Chi sarà scelto al suo posto? 

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Rcs, dopo lo sciopero del 9 luglio l’azienda “apre” a grafici e poligrafici. La solidarietà di tutti i giornalisti del gruppo

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Un primo giorno di sciopero riuscito, con la mancata uscita in edicola il 10 luglio di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport. Un pacchetto di altri cinque giorni già nelle mani delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie), con la minaccia di astenersi dal lavoro già oggi, di sabato, facendo saltare anche i preziosi numeri della domenica. E il tavolo delle trattative per grafici e poligrafici di Rcs Mediagroup sembra destinato a riaprirsi. Con un primo appuntamento fissato per il primo pomeriggio di lunedì 13 luglio.

Come spiega chiaramente il Comunicato sindacale delle Rsu (nell’immagine a destra), la protesta dei lavoratori del primo gruppo editoriale italiano nasce per la richiesta dell’azienda di tagli al costo del lavoro pari a 260 esuberi tra impiegati e poligrafici (oltre a 210 giornalisti), per un risparmio pari a 30 milioni di euro. Dopo gli accordi raggiunti con i Cdr di Corriere e Gazzetta (a cui si aggiunge lo stato di crisi in corso nei Periodici), Rcs ha proposta ai sindacati delle altre categorie professionali il ricorso a un contratto di solidarietà al 25%, rifiutandosi però di presentare un piano industriale e di aprire il confronto su organizzazione del lavoro e valutazione di strade alternative di risparmio.

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La Fnsi si “concentra”: in Giunta più giornalisti di grandi gruppi. Un solo freelance tra i professionali

di Sergio Stella

Tre giornalisti del gruppo Espresso-Repubblica, tra cui il segretario generale e due vicesegretari. Due a testa per Italiana Editrice, nuova realtà nata dall’integrazione societaria tra La Stampa e il Secolo XIX, e per Rcs Mediagroup. Uno ciascuno per Rai, che ha però anche il presidente, Mediaset, Sole 24 Ore e Agi. Un solo autonomo tra i professionali, oltre ai tre collaboratori che per definizione sono giornalisti non contrattualizzati. È l’immagine della nuova Giunta esecutiva della Fnsi in base all’occupazione dei componenti e alle testate di appartenenza. Se ragionassimo con il metro del mercato finanziario, potremmo parlare di una maggiore “concentrazione” rispetto al passato.

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