“Stampubblica”, testate locali Cenerentole sacrificabili? Anche la Fnsi le dimentica (e tace pure su Rcs)

tabella finegildi Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Valgono tutte insieme 36 mila copie in più della “mamma” Repubblica (quasi 292 mila rispetto a 255 mila), che le supera sul digitale solo perché la sua offerta li comprende tutti. E sulla carta staccano di 70 mila lunghezze Stampa e Secolo XIX messi insieme (tabella a destra, per ingrandirla clicca sopra l’immagine). Eppure, le 18 testate locali della divisione Finegil di Espresso-Repubblica appaiono come le Cenerentole della fusione tra la ItEdi di John Elkann e il gruppo di Carlo De Benedetti, immediatamente ribattezzata “Stampubblica“.

Solo un accenno nel comunicato congiunto (leggi qui). Quasi nessuna traccia negli ampi articoli del giorno successivo all’annuncio. Nessun riferimento neppure nella dichiarazione della Fnsi, che parla esclusivamente di “articolazione territoriale delle tre testate” come “patrimonio da salvaguardare e difendere” (leggi qui).

Cenerentole, appunto. E, come tali, sacrificabili. Perché quando AgCom e Antitrust dovranno pronunciarsi su un matrimonio che supera già il tetto del 20% delle diffusioni nazionali fissato dalla legge, e che ha tutta l’ambizione di ampliare la propria presenza nel mercato italiano dell’informazione, sarà più semplice rinunciare – con chiusure o vendite – a qualche giornale locale piuttosto che intervenire sui quotidiani principali: Repubblica e Stampa.

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Franco Siddi e la tassa sugli spot tv a favore dei giornalisti. Ovvero, come si cambia per non morire…

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Franco Siddi

La notizia di agenzia è chiara. “È incomprensibile e non condivisibile il contributo di solidarietà nel settore dell’informazione, pari allo 0,1% del reddito complessivo delle concessionarie pubblicitarie sui mezzi di comunicazione radiotelevisivi”. Questo il giudizio severo e tranciante espresso il 16 febbraio in una nota ufficiale da Crtv (Confindustria radio televisioni), di cui è presidente il sardo Franco Siddi, sul provvedimento approvato lunedì in Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

Che siano gli editori a giudicare “iniquo” questo che viene definito un “prelievo forzoso” appare fin troppo scontato. Peraltro una delegazione degli industriali, la cui guida è affidata a Siddi che siede anche nel Cda della Rai (ed è lecito che lo faccia in rappresentanza delle forze industriali del Paese), aveva espresso questi stessi concetti durante una audizione informale della commissione Cultura della Camera il 14 gennaio scorso.

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La Fnsi di Lorusso non sa come giustificare il silenzio sulla disdetta del contratto: ritocca il pezzo sul sito e accusa tutti di ignoranza

Raffaele Lorusso
Raffaele Lorusso

Un minimo, ma significativo, ritocco all’articolo del 30 ottobre. Un nuovo pezzo che ammette tutto, ma mimizza la portata della notizia e sbeffeggia migliaia di giornalisti per non aver capito nulla. Un contrattacco con veleni e invettive lanciati verso chi ha scoperto i responsabili con le dita nella marmellata. In una parola: una indecorosa e arrogante arrampicata sugli specchi.

Ha reagito così la Fnsi del segretario Raffaele Lorusso alla rivelazione, su questo blog (leggere qui), della formale disdetta del contratto da parte degli editori della Fieg, per la prima volta nella storia del nostro sindacato. Invece di chiedere scusa ai giornalisti italiani, ai quali è stata negata una informazione pronta (e una eventuale presa di posizione condivisa), la strada scelta da Lorusso e dal suo “cerchio magico” è tentare di mistificare la realtà e confondere le idee ai colleghi.

La cronologia degli eventi, e le prove “fotografiche” (nella galleria in basso), lo dimostrano.

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Fnsi, la maggioranza fa spazio a un pezzo delle opposizioni per eleggere Giulietti. Ma il vero obiettivo è silenziare lo scandalo Inpgi-Sopaf

imagedi Sergio Stella

Spazio a un pezzo delle opposizioni. Per eleggere Beppe Giulietti presidente della Fnsi e, soprattutto, fare quadrato intorno agli attuali assetti dell’Inpgi e al presidente dell’Istituto, Andrea Camporese, sulla cui testa pende la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Milano per corruzione e truffa aggravata ai danni della Cassa di previdenza dei giornalisti italiani (leggi qui).

C’è molto di diverso dalla motivazione di facciata di una maggiore unita del sindacato, dietro l’allargamento della maggioranza alla compagine di Stampa libera e indipendente, che al Congresso di Chianciano era schierata con veemenza e determinazione contro la scelta di Raffaele Lorusso come segretario generale, al punto da contrapporgli come candidato il suo leader Carlo Parisi. Raccogliendo il consenso di 70 voti tra tutti coloro che si opponevano all'”accorduni” (copyright del consigliere nazionale calabrese Luciano Regolo nel suo pezzo post-Congresso da leggere qui, insieme con la cronaca riportata qui) voluto da Camporese e appoggiato dall’ex segretario Fnsi Franco Siddi (ora consigliere di amministrazione della Rai).

Le ragioni vere vanno ricercate dalle parti di via Nizza. Come dimostrano i racconti delle riunioni preparatorie e delle manovre in corso.

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Al via il nuovo Fondo spese legali: la Giunta Fnsi “apre” i contributi a più giornalisti querelati (anche freelance)

Fnsi logoContributi fino a un massimo di 5 mila euro in cinque anni per i giornalisti coinvolti in cause penali o civili e “abbandonati” da aziende fallite o in gravi difficoltà economiche. Possibilità di accesso anche per saldare la parcella degli avvocati, e pure in caso di assoluzione. E “apertura” a collaboratori e freelance e ai colleghi denunciati dopo il licenziamento o le dimissioni. La Giunta Esecutiva della Fnsi ha deciso all’unanimità, nella riunione del 9 settembre, di abolire il vecchio Fondo antiquerele e sostituirlo con il nuovo Fondo spese legali, elaborato da Daniela Scano, membro di Giunta e della Segreteria politica della Federazione e capocronista della Nuova Sardegna.

Il testo introduce una serie di novità importanti, che vale la pena conoscere. E che sono già operative (anche se sul sito federale, a dieci giorni dall’approvazione, sono ancora pubblicate le norme del Fondo antiquerele ormai abolito…).

Ecco in pillole come funziona il Fondo spese legali (in coda, il testo integrale).

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Inpgi, riforma pensioni: i tanti dubbi delle Associazioni regionali della Fnsi

Raffaele Lorusso
Raffaele Lorusso

Un sì convinto, finora, non è arrivato da nessuna. Almeno stando ai documenti ufficiali (senza considerare, però, i commenti di singoli esponenti) presenti sui siti delle Associazioni regionali di stampa, convocate fra pochissimi giorni, mercoledì 8 luglio, a Roma insieme con la Giunta Esecutiva della Fnsi per esaminare le ipotesi di riforma delle pensioni presentate dal presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese. Anche se al momento sono ancora poche le prese di posizioni pubbliche. Ma significative, anche perché sempre articolate e motivate. Prese di posizione che sembrano far vacillare la certezza di un ok alla riforma a metà luglio con cui il sito della Fnsi (direttore responsabile, il segretario generale Raffaele Lorusso) riportava la notizia, ora infatti modificata nel titolo ma ancora non nel testo.

Il primo a pronunciarsi è stato il Sindacato giornalisti marchigiani (guidato da Giovanni Rossi), che in verità ha inviato il documento approvato dal Consiglio direttivo del 22 giugno alla Giunta Fnsi ma non ha ritenuto di pubblicarlo sul sito dell’associazione. Una strada che sembra abbia scelto qualche altra Ars, in vista della riunione federale dell’8 luglio.

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Il rinnovo del Cnlg tra silenzi, segreti e violazioni. È il nuovo corso della Fnsi targata Inpgi

di Sergio Stella

camporese lorussoNessun annuncio alla categoria. Nessun accenno durante il Consiglio nazionale di fine aprile. Nessuna convocazione della Giunta, unico organismo titolato dallo Statuto a condurre e firmare i contratti di lavoro. Si sono avviate così, nel silenzio più assoluto, senza alcuna trasparenza e in spregio delle regole più elementari dello Statuto federale, le trattative tra Fnsi e Fieg per il rinnovo del Cnlg che scade a fine marzo del 2016. 

È il nuovo corso della Fnsi del segretario generale Raffaele Lorusso (nella foto a destra) e del presidente Santo Della Volpe, il binomio uscito dal Congresso di Chianciano, nello scorso gennaio, e fortemente sostenuto in particolare dai vertici dell’Inpgi. Non a caso, nel suo discorso a caldo subito dopo l’elezione, Lorusso ha ringraziato al microfono “il presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese (nella foto a sinistra), e tutto il Consiglio di amministrazione”. Dichiarazione inequivocabile quanto anomala. Ma coerente con l’operazione di rinnovo dei vertici della Fnsi. Che ha messo insieme persone dalle idee e dalle politiche diversissime e spesso contrastanti, ma con il collante unico della difesa a oltranza di interessi altri.

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Cnlg, avviate in segreto trattative con la Fieg. Denuncia di quattro componenti della Giunta Fnsi

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Santo Della Volpe

Le trattative tra Fnsi e Fieg per il rinnovo del contratto che scade a marzo 2016 sono partite l’11 maggio scorso. In gran segreto e violando lo Statuto federale. All’incontro ufficiale di apertura del tavolo negoziale tra le due delegazioni non era infatti presente la Giunta Esecutiva (unico organismo al quale spetta la conduzione delle trattative e la firma del contratto), che non è mai stata neppure informata dell’avvio del confronto. Ecco la lettera con cui i quattro componenti di Giunta Enrico Cocciulillo, Giuseppe Di Pietro, Carlo Parisi e Daniela Stigliano denunciano l’accaduto al presidente Santo Della Volpe (nella foto) e chiedono il suo intervento per il ripristino della legalità.

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