Copertura sanitaria all’Inpgi 2? Basta sogni e propaganda elettorale, ci vogliono i fatti!

inpgi.jpg_694560180La decisione del Comitato amministratore della Gestione separata dell’Inpgi di estendere una copertura sanitaria Casagit a circa 6 mila iscritti all’Inpgi 2 sarà sicuramente una buona notizia. Per ora – realisticamente – è però solo un buon progetto, per non dire un sogno.

L’entusiasmo del presidente dell’Inpgi, che è anche alla testa dell’AdeppAndrea Camporese (indagato per corruzione e truffa aggravata ai danni dell’Istituto stesso e proprio alla Gestione separata, quindi all’Inpgi 2) e del segretario della Fnsi Raffaele Lorusso hanno lo sgradevole sapore della propaganda elettorale.

Ecco, per punti, perché:

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I costi dell’Inpgi/2. In otto anni il personale corre del 29% fino a 16 milioni. Per il dg stipendio oltre i 230 mila euro

Seconda puntata dell’analisi dei costi dell’Inpgi e del loro andamento negli otto anni di crisi dal 2007 al 2014. Sotto la lente, questa volta, abbiamo messo le spese per il personale, che costituiscono la spesa più importante, superando per la prima volta nel 2014 i 16 milioni di euro. La tabella con le elaborazioni è scaricabile qui in formato .pdf. La prima puntata era sui costi degli organi dell ‘Istituto.

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Mimma Iorio
di Daniela Stigliano – Giunta Esecutiva Fnsi

Tre direttori generali, qualche uscita incentivata anche di “peso”, costi complessivamente aumentati di poco meno del 30% negli otto anni della crisi, con un’incidenza compresa tra il 62% e il 66% sul totale delle spese della macchina che muove l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani. Il personale è la voce più importante tra i costi di funzionamento dell’Inpgi (escludendo quindi le uscite per le prestazioni). Ma nella riforma presentata dal Consiglio di amministrazione alle parti sociali, Fnsi e Fieg, il 9 giugno scorso e poi inviata nel documento Ipotesi di interventi per la sostenibilità della gestione previdenziale Inpgi il 18 giugno, non c’è alcuna indicazione che faccia pensare a ipotesi di spending review sulla struttura, come per esempio sta attuando da alcuni anni l’Inps. Senza contare che il nuovo presidente dell’Istituto pubblico, Tito Boeri, si è assegnato una retribuzione di 102 mila euro lordi l’anno, un dodicesimo del suo predecessore Antonio Mastrapasqua. E molto meno anche del presidente della Cassa dei giornalisti, Andrea Camporese, e pure dei tre diversi direttori generali che sono passati da via Nizza in questi anni.

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I costi dell’Inpgi/1 Cda e Consiglieri guadagnano sempre più: in 8 anni aumento medio del 39%. Sindaci a +14%

Quanto costa la macchina che fa muovere l’Inpgi? Nel 2014, per le cosiddette spese di struttura, che vanno dal personale ai beni e servizi, comprese le spese girate alle Associazioni di stampa che funzionano come sedi decentrate, fino agli organi e altro, l’Istituto ha speso in tutto 24,8 milioni di euro, in diminuzione dell’1,6% rispetto ai 25,2 milioni del 2013, anche se nel preventivo 2015 la voce è ipotizzata in crescita fino a 25,9 milioni. Il valore assoluto, però, dice poco. Bisogna capire quanto questi costi pesano sul complesso delle attività dell’Inpgi. E mettere il risultato a confronto con altre realtà previdenziali. Ebbene, sul totale delle entrate per contributi, il peso è del 6,07% (era del 6,06% l’anno precedente), sul volume gestito, ovvero la somma di entrate contributive e spese per prestazioni, è pari al 2,76% ed è del 4,82% sul totale delle uscite. L’Inps, per esempio, nel 2013 aveva un’incidenza delle spese di funzionamento sul movimento dei flussi previdenziali e assistenziali dell’1,6%, che nel 2014 è stato in ulteriore diminuzione. Mentre l’Enpals, nel 2010, l’anno prima di confluire nella stessa Inps, aveva un rapporto dei costi di struttura dell’1,84% sul volume gestito, considerato comunque elevato, e del 2,82% sul totale delle uscite. 

Anche la composizione percentuale delle voci all’interno dei costi fa riflettere. Il personale, per esempio, incide per oltre il 66% sulle uscite per funzionamento, contro il 50% dell’Inps e il 64% dell’Enpals pre-integrazione. Gli organi sono addirittura al 5,6% rispetto all’1,5% della cassa di sportivi e lavoratori dello spettacolo. Eppure, nella riforma studiata dal Cda dell’Inpgi per tentare – in ritardo – di porre rimedio a uno squilibrio previdenziale cresciuto negli anni, non si parla in nessun modo di mettere mano ai costi della struttura. Né di quale sia stata la dinamica di queste spese negli anni della crisi. Proviamo a fare un’analisi per capirne di più, iniziando dalle uscite per gli organi sociali del nostro Istituto.

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Gabriele Cescutti
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Andrea Camporese

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Otto anni di crisi, per i giornalisti. Otto anni di testate chiuse, migliaia di posti di lavoro persi, cassa integrazione, contratti di solidarietà, pensionamenti anticipati, disoccupazione. Per non parlare delle condizioni sempre peggiori di freelance e collaboratori. Otto anni di bilanci dell’Inpgi in trend negativo, salvati finora solo da vendita di investimenti liquidi e rivalutazione (sulla carta) del valore degli immobili. Eppure, ai piani alti di via Nizza, nello stesso periodo, i risparmi non sono stati troppo di casa. Soprattutto se si parla dei compensi del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale, cresciuti di un terzo tra il 2007 (ultimo anno di presidenza di Gabriele Cescutti) e il 2014 (settimo anno di presidenza di Andrea Camporese).

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“Giù le mani dall’Inpgi”. Tavola rotonda in streaming su YouTube lunedì 13 aprile

Molte incertezze sul futuro delle pensioni dei giornalisti e pochi ne parlano

GIÙ LE MANI DALL’INPGI

Vicenda Sopaf, squilibrio tra entrate e uscite previdenziali e scenari futuri lunedì 13 aprile dalle 20 in diretta streaming su YouTube

Ne discutono Nicoletta Morabito, Daniela Stigliano e Patrizia Tossi insieme con Fabio Benati
Con un intervento di Franco Abruzzo

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Il cda dell’Inpgi si costituisca parte civile nel processo contro i Magnoni a tutela del patrimonio della cassa. Altrimenti, facciamolo noi!

La prima udienza è stata fissata per l’8 gennaio 2015: quel giovedì mattino si darà il via al processo con rito immediato per Giorgio e Luca Magnoni, padre e figlio a capo della finanziaria Sopaf, nel procedimento per truffa ai danni di alcuni istituti di previdenza, tra i quali l’Inpgi di noi giornalisti (in particolare la gestione separata, l’Inpgi 2, a cui sono iscritti collaboratori e freelance) per una somma pari a 7,6 milioni di euro. Il rito immediato è stato chiesto dagli inquirenti, e in genere viene proposto quando la Procura ha la convinzione di aver raggiunto la prova del reato.

Non è un caso, dunque, se i Magnoni – come hanno fatto sapere i loro avvocati – stiano pensando di ricorrere al patteggiamento, cioè alla richiesta di una condanna più lieve evitando soprattutto la “discovery” del dibattimento

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