Più lavoro, meno soldi, minori tutele. E niente assunzioni. Guida ragionata alle 25 richieste della Fieg sul contratto

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Spremere i giornalisti già assunti, obbligandoli a lavorare di più, guadagnando meno, eliminando molte garanzie e tutele e rendendo i capiredattori ricattabili. Senza alcuna previsione reale di assunzioni future. Anzi. E senza riferimenti all’innovazione e allo sviluppo multimediale. Questa è la flessibilità secondo gli editori.

A mesi di distanza dalla presentazione formale al vertice del Sindacato, la piattaforma della Fieg è stata finalmente resa nota anche alla Giunta Esecutiva e alla Consulta delle Associazioni regionali di stampa, all’interno di un documento di 12 pagine consegnato nella riunione del 26 luglio e doverosamente diffuso da alcune Associazioni, tra cui la Siciliana (leggi l’articolo che riporta il testo integrale). Mentre dalla Segreteria della Romana arriva un giudizio netto: “Inaccettabili le proposte degli editori sul prossimo contratto” (leggi qui).

Ecco allora una guida ragionata alla piattaforma in 25 punti presentata alla Fnsi, con la spiegazione punto per punto di quello che vorrebbero gli editori: dalle corte alle domeniche, dalle ferie agli scatti, dagli straordinari alle malattie, dai superfestivi ed ex festivi alla licenziabilità dei capiredattori.

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La “freddezza” di Lorusso con le radio-tv locali: tre indizi fanno una prova?

di Sergio Stella

Hanno abbozzato tutti. Nessuno ha intenzione di protestare ufficialmente. Ma i mugugni e i malumori serpeggiano, nel mondo delle radio-tv locali, verso quella che i più gentili definiscono “freddezza” nei loro confronti da parte del segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. Nei confronti dei giornalisti, che da 16 anni fanno i conti con un contratto depotenziato, fortemente voluto dall’allora numero uno del Sindacato, Paolo Serventi Longhi, nonostante le perplessità interne alla sua maggioranza e l’opposizione pubblica della Lombarda, ovvero la maggiore associazione regionale della Federazione. E nei confronti delle aziende che quel contratto hanno firmato attraverso l’associazione AerAnti-Corallo.

Una “sensazione” di scarsa attenzione e di mancanza di interesse, da parte di Lorusso, che troverebbe fondamento in tre diversi indizi che – come si sa – quasi sempre fanno una prova. Proviamo a metterli in fila?

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Caltagirone Messaggero

Caltagirone fuori dalla Fieg: un’ombra anche sul contratto dei giornalisti

azzurra caltagirone
Azzurra Caltagirone

di Sergio Stella

Il motivo ufficiale dello scontro sono i poligrafici delle testate del gruppo Caltagirone e il loro passaggio al contratto di lavoro del commercio, contestato da (quasi) tutti gli altri editori. Ma dietro l’uscita rumorosa dalla Fieg degli editori di Messaggero, Mattino di Napoli, Gazzettino di Venezia, Corriere Adriatico, Corriere di Puglia e Leggo si nasconde molto di più. E la mossa – non del tutto inaspettata – allunga ombre sul prossimo futuro dell’intera industria dell’informazione e delle sue relazioni industriali. Senza risparmiare, ovviamente, la categoria dei giornalisti e il nostro contratto di lavoro (scaduto a fine marzo e prorogato al 30 settembre).

Anzi. Il vero rischio è che la battaglia finale si combatta proprio su questo terreno. Con esiti non scontati su alcun fronte. Ma che rischiano, in ogni caso, di passare sulla nostra testa e di giocarsi sulla nostra pelle. Anche grazie all’inanellarsi di errori sindacali, negli ultimi mesi, che nessuno sembra essere preparato e pronto a correggere. Ma proviamo a ricostruire i fatti. 

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Stigliano: Come possiamo decidere il futuro dell’Inpgi senza conoscere quel che è davvero accaduto?

Pubblichiamo la trascrizione dell’intervento di Daniela Stigliano al Consiglio generale dell’Inpgi del 22 marzo 2016, pronunciato a braccio nel dibattito che ha preceduto l’elezione dei dieci componenti giornalisti del Consiglio di amministrazione dell’Istituto (leggere qui)

Stigliano video 2di Daniela StiglianoConsigliere generale per Inpgi-La Svolta

Mi fa piacere che Marina Macelloni, che io conosco da oramai più di 32 anni, avendo fatto con lei la scuola di giornalismo Ifg di Milano nel biennio 1983-85, dica che è arrivata qui che era ancora “bambina” (parlando di 16 anni fa, ndr), cosa che consola anche me che sono un po’ più giovane di lei, però fa anche capire quanto la direzione verso una discontinuità sia molto distante.

Colleghi, quando ci troviamo in questi consessi, all’improvviso molti di noi dimenticano la professione che facciamo. Dimentichiamo di comprendere i meccanismi, di valutarli e di sentire l’esigenza di avere delle carte su cui discutere. O di verificare quello che viene detto da più parti, che è il nostro mestiere. Noi sappiamo benissimo che, da molto tempo, Marina Macelloni  – che ha appena dichiarato “non sono una sua fedelissima ma sono leale” – è la candidata del presidente uscente Andrea Camporese. E questo non può non essere considerato oggi.

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La Fnsi di Lorusso non sa come giustificare il silenzio sulla disdetta del contratto: ritocca il pezzo sul sito e accusa tutti di ignoranza

Raffaele Lorusso
Raffaele Lorusso

Un minimo, ma significativo, ritocco all’articolo del 30 ottobre. Un nuovo pezzo che ammette tutto, ma mimizza la portata della notizia e sbeffeggia migliaia di giornalisti per non aver capito nulla. Un contrattacco con veleni e invettive lanciati verso chi ha scoperto i responsabili con le dita nella marmellata. In una parola: una indecorosa e arrogante arrampicata sugli specchi.

Ha reagito così la Fnsi del segretario Raffaele Lorusso alla rivelazione, su questo blog (leggere qui), della formale disdetta del contratto da parte degli editori della Fieg, per la prima volta nella storia del nostro sindacato. Invece di chiedere scusa ai giornalisti italiani, ai quali è stata negata una informazione pronta (e una eventuale presa di posizione condivisa), la strada scelta da Lorusso e dal suo “cerchio magico” è tentare di mistificare la realtà e confondere le idee ai colleghi.

La cronologia degli eventi, e le prove “fotografiche” (nella galleria in basso), lo dimostrano.

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La Fieg disdice (per la prima volta) il contratto nazionale ma la Fnsi di Lorusso lo tiene nascosto. Quando pensava di dirlo ai giornalisti italiani?

Il presidente della Fieg, Maurizio Costa
Il presidente della Fieg, Maurizio Costa

Gli editori hanno disdetto il contratto nazionale dei giornalisti italiani. Per la prima volta nella storia ultracentenaria del Cnlg. Una notizia, ancora prima che un elemento fondamentale, e inquietante, che irrompe nella stagione appena aperta del rinnovo contrattuale. Ma la Fnsi guidata dal segretario Raffaele Lorusso ha deciso di tenerlo nascosto.

Perché? Quando il gruppo dirigente della Federazione nazionale della stampa aveva intenzione di dirlo ai giornalisti italiani? Fra qualche settimana, qualche mese oppure mai? E quali effetti devastanti temono abbia davvero la disdetta, nelle stanze romane di corso Vittorio Emanuele II, per scegliere una strada così poco consona alla categoria dei giornalisti come quella della opacità?

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Uffici stampa: il Sindacato siciliano contro i sindaci “furbetti”. Quei “singolari” casi di Gela e Caltanissetta

Luigi Ronsisvalle
Luigi Ronsisvalle

A Gela il Comune cerca un capo redattore ma freelance. A Caltanissetta, sempre il Comune, che ha già alle sue dipendenze un addetto stampa, ha assegnato per cinque mesi l’incarico di esperto della comunicazione a un giornalista assunto da un altro ente pubblico. Sono i due casi “singolari” arrivati in questi giorni dalla Sicilia sul fronte sempre molto caldo degli uffici stampa della Pubblica amministrazione, il primo dei quali segnalato a Ferragosto dal sito giornalistitalia.it. Talmente singolari, e contrari a leggi, accordi e contratti di lavoro, da indurre l’Associazione Siciliana della Stampa a pubblicare sul proprio sito e diffondere, d’intesa con l’Ordine regionale e il Gus (Gruppo uffici stampa), una severa presa di posizione, che pubblichiamo integralmente di seguito.

Nella nota, il Sindacato guidato da Alberto Cicero ricorda “che in Sicilia è tutt’ora in vigore, e non è mai stato abrogato, il decreto del Presidente della Regione siciliana, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 54 del 16 novembre 2007, che recepisce l’esito della contrattazione collettiva prevista dal comma 1 dell’articolo 127 della legge regionale n. 2 del 26 marzo 2002″. Ovvero la norma che ha recepito la legge 150 del 2000 sugli uffici stampa della Pubblica amministrazione.

La nota sottolinea inoltre come il contratto, firmato nell’ottobre 2007 all’assessorato alla Presidenza della Regione da Anci Sicilia e Urps e dall’Assostampa siciliana con la Fnsi, rappresentata dal segretario generale aggiunto Luigi Ronsisvalle, definisca “i profili professionali del personale giornalistico componente degli Uffici stampa di tutti gli Enti sottoposti al controllo della Regione”.

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Lorusso e Costante falliscono la prima prova sugli Uffici stampa. Firmano una circolare, ma i colleghi li obbligano alla marcia indietro

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L’articolo pubblicato il 5 agosto sul blog del Capss. Ora è scomparso

Una circolare ufficiale, a firma congiunta del segretario generale Raffaele Lorusso e della responsabile del Dipartimento degli Uffici stampa Alessandra Costante, inviata nel pomeriggio del 5 agosto a tutte le Associazioni di stampa e ai componenti del Dipartimento. Un articolo sul blog della corrente sindacale a cui Lorusso e Costante appartengono. Il rilancio (dell’articolo, non della circolare) su ogni gruppo di Facebook di categoria raggiungibile. Poi, in serata e nella notte, una precipitosa marcia indietro. Che non riesce a nascondere la brutta figura, quantomeno da dilettanti allo sbaraglio.

Peccato, infatti, che – per quanto ingiusto possa sembrare ai protagonisti di molte vicende – non possa certo scomparire d’incanto una circolare protocollata e inviata per mail (seppur a non molti indirizzi: stranamente non ai componenti di Giunta, che fanno parte e possono partecipare per definizione a ogni dipartimento della Fnsi). E che, nonostante sul web non ci sia più traccia apparente di nulla, qualcosa sia comunque rimasto. Come dimostrano le immagini a corredo di questo articolo.

Ma che cosa è successo?

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Riforma Inpgi, la Fieg si smarca: lunedì non voterà il piano di Camporese

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Maurizio Costa

La risposta ufficiale è arrivata venerdì 24 luglio nel tardo pomeriggio, con una lettera a firma del presidente della Fieg, Maurizio Costa, indirizzata al presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, e al segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. Ma era stata anticipata a voce ai due dirigenti già il giorno prima. Sulla riforma delle pensioni proposta dal Consiglio di amministrazione dell’Istituto dei giornalisti, gli editori non hanno per ora intenzione di esprimere un giudizio. Chiedono all’Inpgi di ricevere dati attuariali prospettici, sull’impatto delle misure sui futuri bilanci dell’Ente e sulla sostenibilità a medio e lungo termine.

La domanda è ora una sola: che cosa deciderà il Cda convocato per le 10 di lunedì 27 luglio? Varerà la riforma senza il parere (consultivo) della Fieg e con il solo giudizio positivo (a maggioranza) della Giunta della Fnsi o rinvierà il voto a dopo l’estate? E che cosa si rischia, nell’uno e nell’altro caso?

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Della Volpe: “Un malinteso”. Ma ammette che Fnsi e Fieg hanno parlato di contratto. Senza la Giunta. La replica: “La violazione rimane”

Santo Della Volpe

“Solo un malinteso”, risponde il presidente della Fnsi, Santo Della Volpe, dopo la denuncia da parte di quattro componenti della Giunta esecutiva dell’avvio del confronto con la Fieg per il rinnovo del Cnlg in segreto e senza la presenza della Giunta. Della Volpe ammette la riunione dell’11 maggio e anche che si sia parlato del tavolo contrattuale, ma lo definisce “incontro fra il dipartimento sindacale della FIEG e il dipartimento sindacale della FNSI”. 

Peccato che non risulti l’esistenza di tale dipartimento nella Fieg, replicano i quattro componenti della Giunta. Che confermano la “violazione palese delle nostre norme statutarie”.

LA RISPOSTA DEL PRESIDENTE FNSI, SANTO DELLA VOLPE

Cari colleghi,

non so che cosa abbia riferito la collega Anna Del Freo. Credo, però, che ci sia stato un malinteso. La riunione di cui parlate si è tenuta lunedì 11 maggio. Si è trattato di un incontro fra il dipartimento sindacale della FIEG e il dipartimento sindacale della FNSI. Si è parlato della possibilità di verificare le condizioni per l’apertura del tavolo per il rinnovo del Cnlg. Il presidente della FIEG ha parlato di apertura del tavolo ad ottobre – se ve ne saranno le condizioni – e non di chiusura entro ottobre

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Cnlg, avviate in segreto trattative con la Fieg. Denuncia di quattro componenti della Giunta Fnsi

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Santo Della Volpe

Le trattative tra Fnsi e Fieg per il rinnovo del contratto che scade a marzo 2016 sono partite l’11 maggio scorso. In gran segreto e violando lo Statuto federale. All’incontro ufficiale di apertura del tavolo negoziale tra le due delegazioni non era infatti presente la Giunta Esecutiva (unico organismo al quale spetta la conduzione delle trattative e la firma del contratto), che non è mai stata neppure informata dell’avvio del confronto. Ecco la lettera con cui i quattro componenti di Giunta Enrico Cocciulillo, Giuseppe Di Pietro, Carlo Parisi e Daniela Stigliano denunciano l’accaduto al presidente Santo Della Volpe (nella foto) e chiedono il suo intervento per il ripristino della legalità.

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Cdr Finegil-L’Espresso: L’Azienda rispetti leggi e contratto. Altrimenti, subito un tavolo nazionale con la Fnsi

Dai CDRI giornalisti del Gruppo editoriale Finegil-Espresso presenti come delegati al Congresso Fnsi di Chianciano Terme, si sono riuniti con i rappresentanti del Coordinamento dei Cdr per valutare insieme la situazione del Gruppo e l’atteggiamento dell’Azienda rispetto all’applicazione della legge sull’Equo compenso e sugli accordi contrattuali siglati sul lavoro autonomo.

Intanto, tutti i giornalisti esprimono grande preoccupazione per quanto sta accadendo al Piccolo di Trieste (i cui colleghi hanno la solidarietà di tutta la rappresentanza sindacale del Gruppo) dove l’Azienda sta cercando di ridurre ulteriormente il personale giornalistico, nonostante l’impossibilità di accedere alla legge 416 per i prepensionamenti. L’insistenza nel tentativo di ridurre gli organici, già annunciata ai Cdr del Coordinamento nell’ultimo incontro con l’Azienda a Roma, non è accettabile, soprattutto in assenza di un “paracadute” che possa rendere meno traumatica e dannosa economicamente l’uscita forzata del personale che, da anni, presta la propria opera contribuendo in maniera sostanziale al successo che il Gruppo ha ottenuto sul mercato editoriale italiano, potendo ancora contare su bilanci positivi nonostante la pesante crisi che ha colpito il Paese sette anni fa

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170 NUOVE ASSUNZIONI, GRAZIE AL CONTRATTO FIRMATO DALLA FNSI

L’Inpgi ha comunicato che a dicembre sono state avviate le pratiche per l’assunzione di 170 colleghi, di cui 144 a tempo indeterminato, con gli sgravi previsti dal Fondo straordinario triennale del decreto Lotti. Un’ottima notizia, per tutti. E la prima, tangibile conseguenza positiva del rinnovo del Contratto nazionale firmato a giugno 2014 tra Fnsi e Fieg, che aveva come cardine principale proprio un’azione di intervento coordinata e articolata a più “voci” per stimolare la ripresa del mercato del lavoro: da una parte una retribuzione di ingresso ridotta per tre anni, dall’altra la riduzione dei contributi previdenziali, che per le assunzioni a tempo indeterminato arriva all’azzeramento, sempre per 36 mesi. Senza gravare in alcun modo sulle casse già in difficoltà dell’Inpgi

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IL PROGRAMMA DI UNITÀ SINDACALE

DAI UN VOLTO AL TUO SINDACATO

È possibile rifondare il sindacato? Sì, ma questa potrebbe essere l’ultima chiamata. E da dove cominciare? L’impresa è ciclopica, ma noi ci vogliamo provare. Partendo dalla deriva correntista, dall’incapacità a rappresentare grande parte della categoria, dalla chiusura a riccio verso un mondo che è radicalmente diverso, e che il sindacato non conosce più. E puntando sull’unità come valore fondante del nostro sindacato, sul superamento delle correnti, sulla forza di proporre servizi nuovi e di tornare a tutelare e rappresentare tutti i giornalisti e a difendere la libertà di stampa, sulla capacità di proporre soluzioni efficaci di fronte alla crisi, sulla moralizzazione e sulla maggiore efficienza degli enti di categoria, dall’ordine all’Inpgi, ispirandosi alle esperienze che funzionano (Casagit, per esempio).

Unità sindacale vuole provarci, ricominciando a fare sindacato partendo dalle esperienze delle unità di base – i Cdr, così soli troppo spesso di fronte alle aziende e di fronte anche ai loro stessi colleghi – fuori dal club del golf che l’Alg è diventata negli ultimi anni, troppo presa a parcellizzare, a cencellizzare e a politicizzare la rappresentanza.

Volti nuovi, molti, volti conosciuti – ma di chi in questi anni ha lavorato lontano dai riflettori e dal bar sport – tutti in attività nella professione, per una lista innovativa nello spirito, nell’idea di sindacato di servizio e non di sindacato di correnti, di sindacato di colleghi e non di casato di carriera

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