Inpgi, lo strano caso di mail elettorali camuffate da messaggi istituzionali

Mail Inpgi2 Falco“Questo messaggio potrebbe essere un tentativo di frode”, avverte l’antivirus del computer. E in effetti, come dargli torto?

A prima vista sembra una comunicazione dell’Inpgi stessa. A partire dall’oggetto (“Lettera Inpgi nazionale”) e dall’indirizzo: vfalcoinpgi2@gmail.com. Un lettore non troppo attento potrebbe benissimo scambiarlo per un messaggio istituzionale. In realtà il mittente, Vittorio Falco, candidato al comitato amministratore dell’Inpgi2, non ricopre nessuna carica nell’istituto di previdenza, ma è nipote di Mimmo Falco, già vicepresidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti e nella Giunta Esecutiva della Fnsi.

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Marco lo Conte: mi candido all’Inpgi, non ci sono soluzioni semplici ma non si può sempre stare a guardare. Ecco perché #contosudite


imagedi Marco lo Conte
candidato Inpgi-La Svolta

Perché mi sono candidato

Ho accettato di mettermi in gioco candidandomi alle elezioni per il Consiglio generale dell’Inpgi con Inpgi-La Svolta perché non si può stare sempre a guardare: ci sono circostanze di fronte alle quali non si può rimanere in disparte, guardare e criticare soltanto. Le circostanze che ci chiamano in gioco, in genere sono quelle meno piacevoli. Ma tant’è.

Sono stato 15 anni lontano dalle vicende sindacali e mi sono accorto di recente che anche nella mia comunità di professionisti e amici hanno attecchito una serie di malaffari di cui avevo scritto altrove: ipotesi di corruzione, remunerazioni spropositate, spese ingiustificabili. Non ci sono soluzioni semplici per salvare le nostre pensioni e i rimedi saranno necessariamente duri, visto che da ormai anni le uscite pensionistiche sono superiori ai contributi incassati dall’Inpgi, la crisi dell’editoria toglie speranze di un recupero dell’equilibrio e una serie di nodi presto o tardi verranno al pettine, a partire dai rendimenti del fondo immobiliare (oggetto di indagine di due autorità di vigilanza).

Vediamo cosa occorre fare.

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Prepensionamenti, attesa finita per la Poligrafici: i Periodici Rcs ora primi della lista. E la continuità del piano di crisi “salva” la prenotazione del Sole

Aula vertenze LavoroI prepensionamenti vanno avanti. Tanto che la Poligrafici ha ottenuto l’assegnazione dei finanziamenti per gli ultimi 20 posti in attesa. E la lista delle richieste “prenotate” al ministero del Lavoro continua ad avere validità anche quando si va al rinnovo di stati di crisi giunti al termine dei due anni, in una continuità pienamente riconosciuta dagli uffici di Giuliano Poletti.

La mattina del 28 gennaio al ministero del Lavoro, nella sede di via Fornovo a Roma, due incontri successivi – per la Poligrafici e per Il Sole 24 Ore – hanno avviato le assegnazioni 2016 dei finanziamenti, segnando alcuni punti fermi per le procedure di ricorso ai prepensionamenti all’interno di stati di crisi.

In particolare, hanno messo a tacere definitivamente la voce, circolata nelle scorse settimane in base a un’errata interpretazione da parte di alcuni esponenti sindacali, che la “prenotazione” dei prepensionamenti potesse essere cancellata automaticamente nonostante la presentazione di un nuovo stato di crisi, facendo scivolare in fondo alla lista le richieste finora in testa.

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Le nostre pensioni, numeri e responsabili del disastro. #InpgiLaSvolta: il programma con le azioni da fare subito per garantire futuro e autonomia dell’Istituto

di Inpgi-La Svolta

Questi sono i numeri del dissesto dell’Inpgi, nell’andamento dal 2008 al 2015. Numeri che mettono a rischio le nostre pensioni, di oggi e soprattutto di domani:

Programma tabella def

I responsabili di questa gestione fallimentare sono sotto gli occhi di tutti: sono Andrea Camporese, presidente dall’aprile 2008, e i consiglieri di amministrazione che gli sono stati più vicini, fingendo di non vedere il disastro annunciato e poi realizzatosi.

Noi di Inpgi-La Svolta vi raccontiamo come sono andate le cose. E quali sono le azioni urgenti che, se saremo eletti, ci impegniamo a portare avanti nei nostri primi 100 giorni all’Istituto. Con l’obiettivo di riportare i conti dell’Inpgi in salute e assicurare il futuro delle nostre pensioni, il sostegno ai colleghi in difficoltà, disoccupati o coinvolti negli stati di crisi, prestazioni e garanzie aggiuntive per freelance e collaboratori e l’autonomia del nostro Istituto.

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Inpgi, nel Cda del 28 gennaio ok a disinvestimenti già effettuati, l’ultimo conferimento di immobili al Fondo e un lungo elenco di “contributi” (pre-elettorali?) da elargire

imageConferimento della quarta e finale tranche di immobili al Fondo “Giovanni Amendola”. Approvazione di delibere presidenziali su disinvestimenti decisi ed effettuati a dicembre. Pioggia di contributi a organizzazioni varie, compresa l’Usigrai, l’Ungp e il Gruppo cronisti della Lombarda.

L’ultimo colpo di mano della gestione del presidente Andrea Camporese e del suo Consiglio di amministrazione andrà in scena all’Inpgi domani, giovedì 28 gennaio. A meno di un mese dalle elezioni per il rinnovo degli organismi, il Cda si riunisce per decidere appunto su un lungo elenco di questioni. Per distribuire prebende e regalie. E mettere ulteriori ipoteche sui vertici che verranno e sui conti che troveranno (in fondo, l’ordine del giorno della riunione).

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La crisi dell’Inpgi tra squilibrio dei conti e indagini dei magistrati. Un articolo su Repubblica di oggi

IMG_1208Un articolo su la Repubblica di oggi, nel supplemento Affari&Finanza, a firma Vittoria Puledda, mette sotto la lente di ingrandimento la difficile situazione dell’Inpgi, tra squilibrio dei conti, indagini della magistratura e la riforma bloccata all’esame dei ministeri vigilanti (il testo completo qui).

La collega di Repubblica mostra l’evidenza di numeri tutti in forte peggioramento, dal 2009 al 2014 (ultimo bilancio disponibile), che preoccupano (e non da oggi) la Corte dei Conti nelle relazioni annuali sui risolati di esercizi tenuti in attivo solo dalle plusvalenze contabili realizzate grazie al conferimento degli immobili al Fondo “Giovanni Amendola”. Ma Vittoria Puledda sottolinea anche altre vicende.

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Hearst, nessun accordo sul licenziamento di Alba Solaro. I giornalisti del gruppo vanno avanti con gli scioperi

WP_20160118_09_26_44_ProMancato accordo. Si è conclusa così, questa mattina a Milano, la convocazione davanti alla Direzione territoriale del lavoro per la conciliazione preventiva sul licenziamento della caporedattrice di Marie Claire, Alba Solaro. Mentre all’esterno era in corso un presidio di protesta di tutti i giornalisti della Hearst, che per oggi avevano proclamato uno sciopero congiunto (in fondo, la fotogallery realizzata con immagini scattate da Letizia Mosca).

Una riunione durata nemmeno un’ora, quella di fronte alla Dtl, in cui l’azienda italiana del colosso americano dell’editoria, guidata da Giacomo Moletto, ha rifiutato ancora una volta qualsiasi tentativo della collega e del sindacato di trovare una soluzione alternativa al licenziamento.

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Hearst, i giornalisti del gruppo scioperano contro il licenziamento di Alba Solaro. Ma in piazza dovremmo scendere tutti

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Alba Solaro

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Un giorno di sciopero di tutti i giornalisti del gruppo Hearst. Per ripetere ancora una volta “no” al licenziamento di Alba Solaro, caporedattrice centrale di Marie Claire, a cui l’azienda guidata da Giacomo Moletto ha comunicato il 30 dicembre scorso l’intenzione di mandarla via. Per una doppia “ragione”: il “giustificato motivo oggettivo economico” e la “soppressione della posizione“.

Domani, lunedì 18 gennaio, mentre alla Direzione territoriale del lavoro (Dtl) di Milano andrà in scena il tentativo di conciliazione preventiva per il licenziamento di  le redazioni della sede italiana del colosso americano dell’editoria saranno dunque vuote. Sia quelle di Hmc, Hearst Marie Claire, che edita il giornale in cui da anni lavora Solaro. Sia quelle di Hmi, Hearst Magazines Italia, che comprendono Gente, Gioia!, Elle e Cosmopolitan, da subito al fianco dei colleghi del gruppo (in coda, gli ultimi due comunicati).

Un gesto importante e non solo simbolico, che va oltre la solidarietà formale e su carta e che va ben oltre la difesa – sacrosanta – di una singola collega. Perché in gioco c’è molto di più: ci siamo tutti noi, giornalisti italiani. E c’è la nostra libertà di fare informazione.

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Riforma pensioni, l’Inpgi sapeva da settembre dei “no” di Poletti. Ma non l’ha detto a nessuno

IMG_1208Il primo giudizio sulla riforma delle pensioni dell’Inpgi da parte del ministero del Lavoro è arrivato il 22 settembre scorso. Con la richiesta di nuovi calcoli rispetto a quelli contenuti nel bilancio tecnico consegnato a fine giugno, in particolare limitando il tasso di interesse sul patrimonio al 3% rispetto al 4,6% ipotizzato dall’Istituto. Calcoli che sono stati inviati da via Nizza al dicastero di Giuliano Poletti il 9 novembre, nel silenzio più totale. Non l’hanno infatti saputo i giornalisti italiani tutti. Ma non risulta siano stati informati ufficialmente neppure il Consiglio di amministrazione e il Collegio sindacale dell’Inpgi. O perlomeno non tutti i componenti dei due organismi.

A rivelarlo è la lettura integrale della comunicazione che il ministero del Lavoro ha inviato prima di Natale ai colleghi dell’Economia (in coda, il testo completo), di cui ha scritto per primo sul Sole 24 Ore di sabato 9 gennaio il collega Vitaliano D’Angerio (leggi qui). Nella lettera il giudizio degli uomini di Poletti è tranchant: “Si ritiene che la delibera CdA 24/2015, nella sua attuale formulazione, non possa avere ulteriore corso”. E scorrendo le lunghe pagine di missiva tra i due ministeri vigilanti si capisce il perché.

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Franco Abruzzo operato oggi alla tibia. Lunedì torna a casa (e alla sua newsletter)

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Franco Abruzzo

Franco Abruzzo è stato operato questa mattina alla tibia per la riduzione della frattura. L’intervento è andato bene, e il collega lunedì tornerà a casa e riprenderà le sue attività di aggiornamento del sito francoabruzzo.it e di redazione e invio della sua newsletter, un notiziario sui problemi del giornalismo e  dell’editoria.

Gli auguri di una pronta e completa guarigione gli sono arrivati in questi giorni da colleghe e colleghi di tutta Italia, e anche da tutti noi di Unità Sindacale.

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Anche la Covip apre un’inchiesta sull’Inpgi per il Fondo immobiliare “Giovanni Amendola”

imageUna nuova inchiesta sul Fondo immobiliare Inpgi “Giovanni Amendola”. Dopo Bankitalia (leggi qui), anche la Covip, la Commissione di vigilanza sui fondi di previdenza, ha deciso di fare luce sul Fondo in seguito agli esposti presentati dal collega del Sole 24 Ore Nicola Borzi il 27 ottobre e il 9 novembre. Ecco quello che ha scritto Borzi, oggi candidato in Lombardia per il Consiglio generale dell’Istituto di previdenza dei giornalisti nella lista Inpgi-La Svolta nelle prossime elezioni di fine febbraio (leggi qui), in merito alla comunicazione ricevuta oggi dalla Covip (a destra e in fondo, in formato leggibile).

di Nicola Borzicandidato in Lombardia per il Consiglio generale Inpgi nella lista Inpgi-La Svolta

La Commissione di vigilanza sulla previdenza complementare oggi mi ha informato ufficialmente (con una lettera che vi trasmetto per opportuna conoscenza) di aver preso in debita considerazione i miei esposti del 27 ottobre e 9 novembre sulla gara per istituire il Fondo immobiliare Giovanni Amendola “gestito da InvestiRE Immobiliare Sgr a cui è stata conferita parte dei cespiti immobiliari di proprietà” dell’Inpgi, su “alcune operazioni di investimento/disinvestimento poste in essere da quest’ultimo” e sulla “governance del menzionato fondo immobiliare”.

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Beppe Giulietti domani al Direttivo della Lombarda: “Il Presidente Fnsi non può stare solo a Roma, deve andare anche un po’ in giro”

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Beppe Giulietti

Beppe Giulietti parte da Milano. Il presidente del Sindacato dei giornalisti, eletto il 16 dicembre dal Consiglio nazionale della Fnsi, parteciperà domani al Consiglio direttivo dell’Associazione lombarda dei giornalisti, convocato appositamente per incontrarlo. E lo stesso farà venerdì 15 gennaio con il Direttivo di Stampa romana.

Accettando la sua candidatura, Giulietti lo aveva detto: “Vorrei un presidente che, oltre a stare a Roma, andasse un po’ in giro“. Detto, fatto. A nemmeno un mese dalla sua elezione ha iniziato a mettere in atto il suo proposito. E ha scelto di partire dalla più grande Ars italiana.

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“Le verità nascoste”: incontro oggi a Catania su mafia, stragi e delitti. Da Aldo Moro a Piersanti Mattarella e Pio La Torre

imageLe verità nascoste” è il titolo dell’incontro che si tiene oggi 12 gennaio a Catania (all’Auditorium dei Benedettini) su iniziativa dell’Universita degli studi in collaborazione con “Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” e all’Associazione “Memoria e Futuro”.

A percorrere le storie di mafia, le stragi e i delitti da Aldo Moro a Piersanti Mattarella e Pio La Torre saranno magistrati, storici, avvocati, economisti, politici e giornalisti, anche con il contributo di video interviste, nel dibattito coordinato dal presidente dell’Unci Alessandro Galimberti che si svolgerà nell’arco di tutta la giornata, dalle 9,30 alle 16,30. Mentre le conclusioni sono affidate al Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, Antonino Di Matteo.

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Il ministero del Lavoro boccia la riforma dell’Inpgi: non risolve la situazione di squilibrio. La nuova manovra sarà affidata al prossimo Cda

imageSonora bocciatura per la riforma dell’Inpgi. La delibera varata dal Consiglio di amministrazione il 27 luglio scorso non passa l’esame del ministero del Lavoro, che sottolinea come non sia sufficiente a superare la “complessa situazione di squilibrio” dell’Istituto. E conclude con una formula lapidaria: “Si ritiene che la delibera del Cda, nella sua attuale formulazione, non possa avere ulteriore corso“.

A rivelarlo è un articolo del Sole 24 Ore in edicola oggi a firma di Vitaliano D’Angerio (a destra e in formato leggibile in fondo al testo), che riporta il contenuto della lettera inviata prima di Natale dal ministero guidato da Giuliano Poletti al Mef di Pier Carlo Padoan, a cui spetta un’ulteriore valutazione sui conti prospettici in base alla riforma e sulla stabilità futura dell’Inpgi. Anche sulla base delle nuove proiezioni attuariali sviluppate a inizio novembre con rendimento del patrimonio ridotto al 3% nominale rispetto al 4,6% considerato nelle ipotesi di luglio (leggi qui).

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Nicola Borzi: Se non ti occupi della tua pensione, la tua pensione comunque si occuperà di te. Manda a casa chi ha distrutto l’Inpgi

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Nicola Borzi

di Nicola Borzicandidato in Lombardia di Inpgi-La Svolta

Care colleghe, cari colleghi,

il 22, 23 e 24 febbraio con il voto elettronico, il 27 e 28 febbraio ai seggi si rinnoveranno il Consiglio generale della gestione principale dell’Inpgi e il Comitato amministratore della gestione separata (Inpgi/2) per il quadriennio 2016-2020.

In questi anni l’Istituto che eroga le nostre pensioni e l’assistenza ai colleghi in situazioni di crisi è stato devastato: negli ultimi anni le uscite per le pensioni superano di 100 milioni le entrate. L’Inpgi non è stato devastato solo dalla crisi dell’editoria, come vorrebbe farvi credere la maggioranza uscente che per anni ha sgovernato le pensioni dei giornalisti italiani, ha sostenuto il presidente Camporese e continua a sostenerlo nonostante la richiesta di rinvio a giudizio per l’affaire Sopaf – Fondo Immobili Pubblici.

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San Francesco di Sales e la Calabria: in un volume i tanti legami tra il patrono dei giornalisti e la terra di San Francesco di Paola

imageUn padre spirituale calabrese negli anni della sua formazione a Padova. L’iscrizione all’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, una volta diventato vescovo. Una sua statua a grandezza naturale nella chiesa di San Francesco di Paola nel centro di Catanzaro. Sono numerosi i legami con la Calabria di San Francesco di Sales, il protettore dei giornalisti, che si festeggia il 24 gennaio, ricostruiti in un libro di Teobaldo e Luigi Mariano Guzzo. Pubblichiamo l’articolo sul volume diffuso ieri dall’Ansa.

di Clemente Angotti – Ansa

PRECURSORE DELL’INFORMAZIONE NON SOLO CATTOLICA, ANCHE SE NON FU MAI GIORNALISTA IN SENSO CLASSICO MA, SOPRATTUTTO, MAESTRO DI SPIRITUALITÀ E DI PACE. NEL VOLUME “SAN FRANCESCO DI SALES, PATRONO DEI GIORNALISTI”, EDITO DA LA RONDINE, TEOBALDO E LUIGI MARIANO GUZZO, DEL SANTO PATRONO DELLA CATEGORIA, CUI LORO STESSI APPARTENGONO, CI RESTITUISCONO IL PROFILO DI UN UOMO DI FEDE, SALDA E TENACE, MA ANCHE DI CRONISTA ANTE LITTERAM.

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