Presidenza Fnsi, De Bortoli candidato (a sua insaputa?). Ma è il nome di Giulietti a spaccare la maggioranza

image
Beppe Giulietti

di Sergio Stella

Ferruccio De Bortoli candidato (a sua insaputa?) alla presidenza della Fnsi. Il nome dell’ex direttore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore ha fatto irruzione nella riunione della maggioranza che guida la Federazione che si è tenuta a Roma a inizio settimana, accanto a quello – scontato – di Beppe Giulietti. Creando un iniziale sconcerto e un certo disorientamento, che era forse lo scopo per cui la candidatura sarebbe stata avanzata, e suscitando poi qualche sorriso (ironico), quando il gioco è stato scoperto.

La consultazione tra i “referenti delle aree politiche e territoriali” affidata al segretario generale Raffaele Lorusso ha sortito, a distanza di una settimana dalla prima riunione (riportata nell’articolo consultabile qui), un unico vero risultato: è stato portato allo scoperto il nome finora sussurrato di Giulietti. Ma la conseguenza, forse inaspettata, è stata di spaccare ancora di più la maggioranza.

La candidatura di De Bortoli, a quel punto, sarebbe stata un diversivo per arrivare a ricompattare tutti sull’ex segretario Usigrai, cinque volte parlamentare e portavoce dell’associazione Articolo21. Ma sembra non sia bastato. Con buona pace della voce, che in molti tentano di far circolare, a Roma come a Milano, che l’accordo su Giulietti sia stato sancito e accettato dall’intera maggioranza.

A buttare sul tavolo dell’incontro il nome di De Bortoli sembra sia stato il segretario dell’Usigrai (il sindacato dei colleghi Rai), Vittorio Di Trapani, che alla riunione era insieme con Alessandra Mancuso, la cui candidatura (mai ufficializzata) viene data in dissolvenza. Una sortita accolta con stupore, visto che Giulietti è giornalista della Rai (nella stessa sede di Venezia a cui fa capo il presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, vero kingmaker dell’alleanza federale), con una grande influenza su moltissimi colleghi, e le elezioni per il rinnovo dei vertici Usigrai sono alle porte. Ma una sortita giustificata dal fatto che l’ex direttore del Corsera è nella commissione di selezione del bando Rai ed era stato candidato della minoranza Pd nel Cda dell’azienda televisiva pubblica (a cui sembra aspirasse anche Giulietti e dove, alla fine, è andato l’ex segretario Fnsi, Franco Siddi).

Ferruccio De Bortoli avrebbe inoltre quelle caratteristiche di “papa nero“, a cui si vociferava pensasse il vertice Fnsi dopo l’ufficializzazione delle prime due candidature della maggioranza: quelle dell’ex segretario di Stampa Romana e attuale componente della Giunta e della Segreteria politica Fnsi, Paolo Butturini, già annunciata in pieno agosto, e dell’ex presidente della Lombarda, Giovanni Negri, tirata fuori proprio per contrastare le aspirazioni del collega romano. Un “papa nero” diverso anche dagli altri due nomi che erano circolati, appunto Giulietti e Mancuso, dopo il ritiro (critico) dalla corsa alla presidenza da parte del segretario della Subalpina, Stefano Tallia.

Ma anche la carta dell’outsider, con un nome fuori dagli schemi e dalle logiche tradizionali come quello di De Bortoli, su cui però si sono addensati i dubbi di una sua reale disponibilità ad assumere e ad assolvere al ruolo, alla fine è apparsa e diventata funzionale alla candidatura di Beppe Giulietti.

A proporre quest’ultimo è stato il presidente della Lombarda, Paolo Perucchini, attraverso cui ha parlato il candidato Negri, che ha offerto la sua disponibilità a un ritiro dalla competizione se la maggioranza si fosse compattata sul portavoce di Articolo21. Sicuro, probabilmente, che la gravità del suo gesto e l’autorevolezza della sua persona potessero indurre tutti al silenzio. E forse convinto di guadagnare punti nel suo disegno di diventare vicepresidente dell’Inpgi alla tornata elettorale di febbraio.

Qualcuno, invece, ha parlato apertamente e fuori dai denti, contro una presidenza Giulietti. Il segretario delle Marche, Giovanni Rossi, per esempio. E lo stesso Tallia (la cui posizione sul punto è peraltro nota da molti mesi). Altri non si sono espressi ma, fuori dalla riunione, hanno confessato di condividere il dissenso e non hanno intenzione di invitare i consiglieri nazionali delle proprie Associazioni regionali a votare l’ex segretario Usigrai il prossimo 7 ottobre. Mentre Butturini ha fatto sapere che non intende ritirare la sua candidatura.

Accetterà mai Beppe Giulietti di essere eletto presidente della Fnsi da una maggioranza risicata, messa insieme alla terza votazione (quando il quorum si abbassa al 50%+1 dei presenti, purché partecipi al voto la maggioranza assoluta degli aventi diritto)? O preferirà invece tirarsi indietro, come aveva già fatto prima del Congresso di Chianciano? Le risposte si dovrebbero conoscere presto, visto che nel caso decidesse di tentare la corsa, Giulietti dovrebbe prima essere eletto consigliere nazionale.

Nel caso, invece, di un suo ritiro, resterebbero a contendersi la poltrona i due concorrenti iniziali: Butturini e Negri. Entrambi pensionati, anche se il primo più giovane di 14 anni rispetto al secondo (58 anni contro 72). E avversari sindacali storici. Non è dunque un caso se, a fronte dell’ostentata sicurezza sulla candidatura di Giulietti, le manovre siano in corso da parte di entrambi per garantirsi anche un solo voto in più. Con Negri impegnato, sempre attraverso i suoi inviati a Roma e con il ruolo operativo dello “stratega” del Capss, Enrico Ferri, a contattare e fare profferte persino a chi a Chianciano è stato emarginato dalla maggioranza federale.

Pur di raggiungere il numero di voti necessari a far passare Giulietti, Lorusso sarebbe invece pronto anche ad allargare la Segreteria federale. Con un obiettivo più a lungo termine: sostenere per il futuro vertice dell’Inpgi il ticket formato dalla milanese Marina Macelloni per la poltrona di presidente e dal veneto pensionato Ferri come vicepresidente. Deludendo in un colpo solo le aspettative di Negri come quelle dell’attuale vicepresidente Paolo Serventi Longhi.

Mancano comunque ancora quasi due settimane al voto per il presidente Fnsi. Un tempo sufficiente per altri colpi di scena. E altri nomi da bruciare.

Annunci

2 pensieri su “Presidenza Fnsi, De Bortoli candidato (a sua insaputa?). Ma è il nome di Giulietti a spaccare la maggioranza

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...