Ex fissa, le verità nascoste della letterina di Natale di Fnsi e Fieg

Entro il 31 dicembre 1.948 colleghi dovranno scegliere se accettare o meno il dimezzamento (o quasi) della cifra originaria. Senza un nuovo prestito da altri 23 milioni da parte dell’Inpgi (o delle banche?), nessuno però otterrà niente. Ecco tutti gli elementi per decidere

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi e Consigliera generale Inpgi

Le lettere con la “proposta” sono arrivate nei giorni scorsi e 1.948 giornalisti in attesa dell’ex fissa (alcuni da molti anni) stanno facendo i conti nelle proprie tasche: meglio accettare pochi soldi, “maledetti e subito”, oppure aspettare ancora pur di ottenere l’intera cifra che gli spetta? Una scelta difficile e personale, resa quasi impossibile dalla fumosa comunicazione ricevuta. E su cui pesa come un macigno un’incognita di cui nessuno dice nulla: senza un ulteriore prestito da parte dell’Inpgi (o di un altro soggetto?), i 23 milioni residui sui 35 complessivi su cui si basava la modifica contrattuale del 2014 (e di cui sono già stati versati 12 milioni), nessuna operazione sarà possibile.

Un prestito avvolto dal mistero e da posizioni e dichiarazioni contraddittorie. Su cui il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, si è rifiutato di fare chiarezza. Nonostante su quegli ulteriori 23 milioni di finanziamento si basino tutte le ipotesi proposte. E se quei soldi non dovessero arrivare?

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