Periodici Rcs a Cairo: «Dirigenti premiati in stato di crisi. Perché?»

Lettera aperta a Urbano Cairo, presidente e amministratore delegato di Rcs

Caro Presidente,

i giornalisti di Rcs periodici sono lieti di sapere che il gruppo ha chiuso il 2016 con un utile netto di 3,5 milioni (nel 2015 la perdita era di 175,7 milioni). Un buon risultato di Bilancio sicuramente, considerato l’andamento degli anni precedenti. Bilancio che attendiamo ci venga illustrato, come da previsione contrattuale, in tutte le sue voci e componenti di ricavi e di costi.

In attesa di conoscere più a fondo i numeri relativi all’anno in cui lei ha acquisito la proprietà del Gruppo, e le previsioni per il 2017, abbiamo appreso dell’assegnazione di 1 milione e 200 mila euro come premio di risultato ai dirigenti di prima fascia. Notizia che non risultava da alcuna comunicazione aziendale. Ma è stato davvero erogato, questo premio? E sulla base di quali indicatori e risultati è stata definita la cifra?

Continua a leggere

La nuova riforma salva (per qualche anno) l’Inpgi ma non le nostre pensioni. Lo dice l’attuario, conti alla mano

imagedi Daniela StiglianoConsigliere generale Inpgi

Il patrimonio non si annullerebbe mai. Ma la riserva per le pensioni scenderebbe in picchiata fino al 2040 per poi risalire e raggiungere il valore minimo richiesto dalla legge solo nel 2052. Sempre a patto che si avverino previsioni basate su ipotesi di crescita irrealistiche per l’industria dell’informazione, in particolare quelle – fondamentali – legate all’aumento dell’occupazione e delle entrate per contributi. E senza tener conto di un dato di partenza del patrimonio maggiorato di quasi 370 milioni rispetto al dato del bilancio 2015.

Tradotto in parole povere, la nuova riforma varata il 28 settembre dal Consiglio di amministrazione dell’Inpgi non servirà a salvare le nostre pensioni. Ma basterà al massimo a mandare avanti l’Istituto per qualche anno, forse non più di cinque.

A parlare chiaro sono le conclusioni dell’attuario che accompagnano e sono parte integrante delle misure approvate (e che sono, chissà perché?, tenute nascoste).

Continua a leggere

Inpgi in profondo rosso: utile di carta, bilancio “core” a -142 milioni

di Daniela StiglianoConsigliere generale Inpgi

Il rosso dell’Inpgi è sempre più profondo. Il bilancio previdenziale 2015 della gestione principale si è chiuso a -142 milioni di euro, mentre il patrimonio dell’Istituto si è ridotto di quasi 140 milioni. E il 2016 non andrà meglio. Né gli anni subito successivi. Nonostante le rassicurazioni del vertice dell’Inpgi, l’aumento dei contributi scattato dallo scorso gennaio, gli escamotage contabili ancora una volta utilizzati per mostrare un utile solo apparente, la vicinissima svendita degli immobili e una riforma previdenziale che sarà ben più dura di quella già lacrime e sangue strombazzata a luglio del 2015 e poi in larga parte bocciata dai ministeri.

I bilanci 2015 dell’Inpgi, completi delle relazioni, sono stati pubblicati solo ieri, 23 maggio, sul sito dell’Inpgi, a quasi un mese dalla definitiva approvazione (leggi qui). Ma quanti giornalisti andranno a leggerli? Quanti riusciranno a interpretare i dati, che sono in alcuni casi incompleti? E quanti arriveranno fino all’interessante documento dei sindaci? Molti hanno invece ricevuto e letto quello che è immediatamente uscito dalle stanze di via Nizza ora governate dalla neo-presidente Marina Macelloni (finora in assoluta continuità con il predecessore Andrea Camporese): due comunicati scarni, quasi fotocopia e (volutamente?) poco comprensibili ai più, pubblicati sul sito e diffusi alle agenzie di stampa dopo l’approvazione del bilancio nel Consiglio di amministrazione del 20 aprile e la sua ratifica da parte del Consiglio generale il 28 aprile (leggi qui e qui).

Una sola cosa è ben chiara, leggendo il secondo comunicato: la ratifica in Consiglio generale è avvenuta con 17 voti contrari e 2 astenuti su 58 presenti. Solo due terzi dei consiglieri, insomma, hanno detto sì. Un fatto senza precedenti, nella storia dell’Inpgi, che ha la sua base nella preoccupazione per il futuro dell’Istituto e della sua autonomia. Io ho votato no. Vi racconto perché.

Continua a leggere

Inpgi/Borzi al Consiglio generale: “Cara Presidente, non sempre le attese sui fondi immobiliari si realizzano”

Lo sbilancio nei conti dell’Istituto è stato coperto per il quarto anno consecutivo dalle plusvalenze contabili nella rivalutazione degli immobili ceduti al Fondo Amendola: ma il precedente del Fondo Inpgi – Hines dimostra che non sempre contare i pulcini prima che le uova si siano schiuse è un processo affidabile. Questa è una scommessa che mette a rischio le pensioni future dei giornalisti italiani. Pubblichiamo la sintesi dell’intervento di Nicola Borzi, consigliere generale di Inpgi-La Svolta, sul bilancio 2015 della gestione sostitutiva Ago dell’Inpgi al Consiglio generale del 28 aprile 2016.

Borzi fotodi Nicola Borzi

Presidente, care colleghe, cari colleghi,

analizzare in un intervento per il quale sono possibili soli cinque minuti di tempo un fascicolo di bilancio di 100 pagine è un’operazione quasi impossibile, per cui mi concentrerò su pochi punti salienti. Prima però debbo rilevare con disappunto che mentre i bilanci ci sono stati inviati via email martedì 19 aprile, solo ieri sera poco prima delle 20, a 14 ore dall’inizio del consiglio generale dove dovremmo discutere i bilanci, ci sono stati trasmessi l’ordine del giorno e le cinque delibere allegate, sempre via email, rendendo quasi impossibile esaminare con attenzione il materiale in discussione in tempo utile.

Non solo: nel bilancio trasmessoci il 19 aprile mancavano gli allegati OBBLIGATORI quali la relazione del collegio sindacale e quella della società di revisione, che ci sono stati distribuiti solo stamattina all’ingresso. E’ un comportamento grave e scorretto, oltre che una mancanza di rispetto.

Continua a leggere

Copertura sanitaria all’Inpgi 2? Basta sogni e propaganda elettorale, ci vogliono i fatti!

inpgi.jpg_694560180La decisione del Comitato amministratore della Gestione separata dell’Inpgi di estendere una copertura sanitaria Casagit a circa 6 mila iscritti all’Inpgi 2 sarà sicuramente una buona notizia. Per ora – realisticamente – è però solo un buon progetto, per non dire un sogno.

L’entusiasmo del presidente dell’Inpgi, che è anche alla testa dell’AdeppAndrea Camporese (indagato per corruzione e truffa aggravata ai danni dell’Istituto stesso e proprio alla Gestione separata, quindi all’Inpgi 2) e del segretario della Fnsi Raffaele Lorusso hanno lo sgradevole sapore della propaganda elettorale.

Ecco, per punti, perché:

Continua a leggere

I costi dell’Inpgi/2. In otto anni il personale corre del 29% fino a 16 milioni. Per il dg stipendio oltre i 230 mila euro

Seconda puntata dell’analisi dei costi dell’Inpgi e del loro andamento negli otto anni di crisi dal 2007 al 2014. Sotto la lente, questa volta, abbiamo messo le spese per il personale, che costituiscono la spesa più importante, superando per la prima volta nel 2014 i 16 milioni di euro. La tabella con le elaborazioni è scaricabile qui in formato .pdf. La prima puntata era sui costi degli organi dell ‘Istituto.

Mimma-Iorio
Mimma Iorio
di Daniela Stigliano – Giunta Esecutiva Fnsi

Tre direttori generali, qualche uscita incentivata anche di “peso”, costi complessivamente aumentati di poco meno del 30% negli otto anni della crisi, con un’incidenza compresa tra il 62% e il 66% sul totale delle spese della macchina che muove l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani. Il personale è la voce più importante tra i costi di funzionamento dell’Inpgi (escludendo quindi le uscite per le prestazioni). Ma nella riforma presentata dal Consiglio di amministrazione alle parti sociali, Fnsi e Fieg, il 9 giugno scorso e poi inviata nel documento Ipotesi di interventi per la sostenibilità della gestione previdenziale Inpgi il 18 giugno, non c’è alcuna indicazione che faccia pensare a ipotesi di spending review sulla struttura, come per esempio sta attuando da alcuni anni l’Inps. Senza contare che il nuovo presidente dell’Istituto pubblico, Tito Boeri, si è assegnato una retribuzione di 102 mila euro lordi l’anno, un dodicesimo del suo predecessore Antonio Mastrapasqua. E molto meno anche del presidente della Cassa dei giornalisti, Andrea Camporese, e pure dei tre diversi direttori generali che sono passati da via Nizza in questi anni.

Continua a leggere

I costi dell’Inpgi/1 Cda e Consiglieri guadagnano sempre più: in 8 anni aumento medio del 39%. Sindaci a +14%

Quanto costa la macchina che fa muovere l’Inpgi? Nel 2014, per le cosiddette spese di struttura, che vanno dal personale ai beni e servizi, comprese le spese girate alle Associazioni di stampa che funzionano come sedi decentrate, fino agli organi e altro, l’Istituto ha speso in tutto 24,8 milioni di euro, in diminuzione dell’1,6% rispetto ai 25,2 milioni del 2013, anche se nel preventivo 2015 la voce è ipotizzata in crescita fino a 25,9 milioni. Il valore assoluto, però, dice poco. Bisogna capire quanto questi costi pesano sul complesso delle attività dell’Inpgi. E mettere il risultato a confronto con altre realtà previdenziali. Ebbene, sul totale delle entrate per contributi, il peso è del 6,07% (era del 6,06% l’anno precedente), sul volume gestito, ovvero la somma di entrate contributive e spese per prestazioni, è pari al 2,76% ed è del 4,82% sul totale delle uscite. L’Inps, per esempio, nel 2013 aveva un’incidenza delle spese di funzionamento sul movimento dei flussi previdenziali e assistenziali dell’1,6%, che nel 2014 è stato in ulteriore diminuzione. Mentre l’Enpals, nel 2010, l’anno prima di confluire nella stessa Inps, aveva un rapporto dei costi di struttura dell’1,84% sul volume gestito, considerato comunque elevato, e del 2,82% sul totale delle uscite. 

Anche la composizione percentuale delle voci all’interno dei costi fa riflettere. Il personale, per esempio, incide per oltre il 66% sulle uscite per funzionamento, contro il 50% dell’Inps e il 64% dell’Enpals pre-integrazione. Gli organi sono addirittura al 5,6% rispetto all’1,5% della cassa di sportivi e lavoratori dello spettacolo. Eppure, nella riforma studiata dal Cda dell’Inpgi per tentare – in ritardo – di porre rimedio a uno squilibrio previdenziale cresciuto negli anni, non si parla in nessun modo di mettere mano ai costi della struttura. Né di quale sia stata la dinamica di queste spese negli anni della crisi. Proviamo a fare un’analisi per capirne di più, iniziando dalle uscite per gli organi sociali del nostro Istituto.

cescutti_mini
Gabriele Cescutti
Andrea-Camporese
Andrea Camporese

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Otto anni di crisi, per i giornalisti. Otto anni di testate chiuse, migliaia di posti di lavoro persi, cassa integrazione, contratti di solidarietà, pensionamenti anticipati, disoccupazione. Per non parlare delle condizioni sempre peggiori di freelance e collaboratori. Otto anni di bilanci dell’Inpgi in trend negativo, salvati finora solo da vendita di investimenti liquidi e rivalutazione (sulla carta) del valore degli immobili. Eppure, ai piani alti di via Nizza, nello stesso periodo, i risparmi non sono stati troppo di casa. Soprattutto se si parla dei compensi del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale, cresciuti di un terzo tra il 2007 (ultimo anno di presidenza di Gabriele Cescutti) e il 2014 (settimo anno di presidenza di Andrea Camporese).

Continua a leggere

Dietro i numeri: che cosa racconta davvero il bilancio dell’Inpgi

di Daniela Stigliano – Giunta Esecutiva Fnsi

Patrimonio accantonato significa che quella somma è tutta in cassa e disponibile? Qual è esattamente il rapporto tra pensioni pagate e contributi versati? Contratti di solidarietà e casse integrazioni quanto pesano davvero sui conti? A quanto ammontano i guadagni reali, o le eventuali perdite? Per capire bene quale sia la situazione dei conti dell’Inpgi, vale la regola generale che si applica a ogni azienda: non basta leggere le relazioni ufficiali né tantomeno i discorsi generici di colleghi che danno numeri su tutto senza mai spiegarli.

Bisogna, invece, guardare dentro al bilancio ufficiale dell’Istituto. Mettere insieme dati che non sempre si ritrovano sotto la stessa voce, spulciare nella nota integrativa e incrociare le informazioni. Andare oltre quel che sembra, insomma

Continua a leggere