La cassetta degli attrezzi del giornalista imprenditore

di Fabio Benati

Palazzo LombardiaTanta passione, un business plan giusto, saper fare rete e diventare un nodo di riferimento per network tra professionisti della comunicazione e con altri utenti del sistema, usare bene i social per costruirsi una buona reputazione e creare una propria linea editoriale, rifuggire dalla “sindrome del Palio di Siena”:  sono contento di perdere purché tu perda.

Questi alcuni degli spunti emersi in occasione del corso di formazione “Dall’idea alla start up, storie di giornalismo imprenditoriale” organizzato a Palazzo Lombardia in collaborazione con  Regione Lombardia dalla Cooperativa di giornalisti “Primopiano”. L’evento formativo ha ottenuto il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti.

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“Stampubblica”, testate locali Cenerentole sacrificabili? Anche la Fnsi le dimentica (e tace pure su Rcs)

tabella finegildi Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Valgono tutte insieme 36 mila copie in più della “mamma” Repubblica (quasi 292 mila rispetto a 255 mila), che le supera sul digitale solo perché la sua offerta li comprende tutti. E sulla carta staccano di 70 mila lunghezze Stampa e Secolo XIX messi insieme (tabella a destra, per ingrandirla clicca sopra l’immagine). Eppure, le 18 testate locali della divisione Finegil di Espresso-Repubblica appaiono come le Cenerentole della fusione tra la ItEdi di John Elkann e il gruppo di Carlo De Benedetti, immediatamente ribattezzata “Stampubblica“.

Solo un accenno nel comunicato congiunto (leggi qui). Quasi nessuna traccia negli ampi articoli del giorno successivo all’annuncio. Nessun riferimento neppure nella dichiarazione della Fnsi, che parla esclusivamente di “articolazione territoriale delle tre testate” come “patrimonio da salvaguardare e difendere” (leggi qui).

Cenerentole, appunto. E, come tali, sacrificabili. Perché quando AgCom e Antitrust dovranno pronunciarsi su un matrimonio che supera già il tetto del 20% delle diffusioni nazionali fissato dalla legge, e che ha tutta l’ambizione di ampliare la propria presenza nel mercato italiano dell’informazione, sarà più semplice rinunciare – con chiusure o vendite – a qualche giornale locale piuttosto che intervenire sui quotidiani principali: Repubblica e Stampa.

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I video di Inpgi-La Svolta/6: Fabio Benati, mandiamo a casa chi ha rovinato il nostro Istituto

100876-227Mandiamo a casa chi ha rovinato l’Inpgi”: è questo il primo obiettivo di Fabio Benati, candidato di Inpgi-La Svolta al Consiglio generale in Lombardia, intervistato da Daniela Stigliano nel sesto video della serie che Inpgi-La Svolta ha realizzato in vista delle elezioni per il rinnovo degli organismi dell’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani. Tutti i video sono disponibili sul canale YouTube di Unità Sindacale.

Benati richiama inoltre l’attenzione sulle tante cose da fare nell’Inpgi2 per dare maggiore assistenza e migliori garanzie a collaboratori e freelance e per mettere a punto piani di sostegno per i giornalisti imprenditori.

Le elezioni per rinnovare gli organismi dell’Inpgi si terranno il 22, 23 e 24 febbraio online e il 27 e 28 febbraio ai seggi (a Milano, in viale Monte Santo 7).

I video di Inpgi-La Svolta/5: Daniela Stigliano, il programma in nove punti per difendere davvero il nostro futuro

100876-227Nove azioni da fare subito, nei primi 100 giorni all’Inpgi, per portare una reale svolta alla gestione dell’Istituto e difendere davvero il nostro futuro.

Nel quinto video della serie che Inpgi-La Svolta ha realizzato in vista delle elezioni per il rinnovo degli organismi dell’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani, Daniela Stigliano, candidata al Consiglio generale in Lombardia, spiega per punti il programma di Inpgi-La Svolta.

Le elezioni per rinnovare gli organismi dell’Inpgi si terranno il 22, 23 e 24 febbraio online e il 27 e 28 febbraio ai seggi (a Milano, in viale Monte Santo 7).

 

 

E’ possibile leggere qui il programma completo di Inpgi-La Svolta. Sul canale YouTube di Unità Sindacale è inoltre disponibile un altro video (qui) in cui sono approfondite le nove mosse che i candidati di Inpgi-La Svolta si impegnano a portare avanti nei loro primi 100 giorni all’Istituto.

Processo Inpgi-Sopaf, così il pm Gaetano Ruta spiega la truffa da 7,6 milioni con l’investimento nel Fip

di Inpgi-La Svolta

inpgi.jpg_694560180“Il Fip ha reso quasi il 50% in sette anni”. Questo è il ritornello che cantano all’unisono tutti i candidati all’Inpgi vicini al presidente Andrea Camporese, quando si parla del processo Inpgi-Sopaf e delle accuse mosse agli imputati. Se l’investimento nel Fip ha portato un guadagno, è il loro ragionamento, perché qualcuno dovrebbe lamentarsi e addirittura ipotizzare un reato?

Il punto, però, non è questo. E chi conosce i fatti lo sa bene. Il punto sono i 7,6 milioni di euro che sarebbero stati pagati in più, sui 30 milioni complessivamente sborsati, presi dalle casse dell’Inpgi2, la gestione separata di collaboratori e freelance.

Non lo diciamo noi: lo dicono i magistrati milanesi. Per dimostrarlo, pubblichiamo alcuni passaggi di un interrogatorio in cui il pm Gaetano Ruta spiega esattamente in che cosa consista il reato di truffa contestato agli imputati nel processo Sopaf – tra i quali figura anche Camporese.

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Caso Regeni-Manifesto, la tempesta sui social accende i riflettori anche sui freelance sfruttati

Armanodi Antonio Armano – freelance – candidato sindaco Inpgi2 per Inpgi-La Svolta

Parafrasando Marko Vešović, “chiedo scusa se non parlo di Sanremo”. Volevo scrivere questo: cane non mangia cane. Sicuramente il famoso detto vale per i cani da guardia. Mi riferisco al ruolo che viene attribuito ai giornalisti (public watchdog, secondo la roboante definizione anglosassone). E al fatto che le magagne del mestiere sono emerse poco sui giornali. A meno che non assumessero proporzioni enormi, e almeno fino all’avvento di Internet.

La motivazione? Ai lettori dei giornali non frega niente di quanto riguarda i giornali. A volte c’erano ragioni meno confessabili: i guai o gli incidenti di percorso di un’altra testata è meglio lasciarli perdere sperando che accada altrettanto se sarà la tua testata ad avere problemi.

Ora con i social questa zona d’ombra non dico sia finita ma almeno si è in parte dissolta. Prendiamo il clamore intorno al caso Regeni-Manifesto.

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Vademecum elezioni Inpgi: la guida completa che risponde a tutte le domande sul perché e per che cosa siamo chiamati a votare

100876-227di Inpgi-La Svolta

Come, dove e quando si vota per l’Inpgi? Ma anche: chi può votare e per quali candidati, quali sono gli organismi da rinnovare, quante persone li compongono e che poteri hanno, qual è il sistema elettorale, perché ci sono circoscrizioni regionali e collegi nazionali, si può dare o no un voto di lista, quante preferenze si possono esprimere e secondo quali regole saranno determinati gli eletti?

Inondati come mai prima d’ora da mail e messaggi elettorali da tutti i candidati, i giornalisti chiamati a scegliere chi gestirà per i prossimi quattro anni l’Istituto di previdenza, che versa in una situazione di oggettiva e profonda difficoltà, si fanno – qualcuno forse per la prima volta – molte domande.

Il vademecum che abbiamo realizzato vuole essere un contributo di chiarezza e un aiuto a votare con consapevolezza (e senza difficoltà). Perché la posta in gioco, questa volta, è troppo alta per rinunciare a partecipare e delegare ad altri la scelta di chi gestirà i nostri soldi e il nostro futuro.

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Inpgi-La Svolta, scopri i nomi e i volti di tutti i nostri candidati

Chi sono, che cosa fanno e perché si presentano al voto le donne e gli uomini di Inpgi-La Svolta e gli altri candidati lombardi nelle liste che sosteniamo.

Ve li presentiamo uno per uno, con il numero con cui sono riportati nella relativa scheda di votazione e con i loro volti.

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Fabio Benati: Struzzi, formiche e cicale. Il day-after del rinvio a giudizio del presidente dell’Inpgi Camporese

Benati fotodi Fabio Benaticdr Lombardia Notiziecandidato Inpgi-La Svolta

Il day-after del rinvio a giudizio del presidente dell’Inpgi Andrea Camporese, accusato di corruzione e truffa ai danni del nostro Istituto di previdenza, impone alcune considerazioni.

Non entrando nel merito della vicenda – che sarà chiarita dalla magistratura nel corso del processo che si aprirà a Milano il 21 aprile, quindi oltre le elezioni per il rinnovo delle cariche Inpgi di fine febbraio – credo sia il caso invece di soffermarsi sulle reazioni che la notizia ha suscitato.

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Patrizia Pertuso: Mandiamoli a casa e diamo una Svolta al nostro domani. Per questo mi candido all’Inpgi

Pertuso fotodi Patrizia Pertusocandidata Inpgi-La Svolta

Mandiamoli a casa. Perché “grazie” a loro le nostre pensioni si sono dissolte. Perché in questi anni hanno pensato solo ai loro compensi. E perché se vogliamo che l’Inpgi non soffochi dobbiamo offrire aria nuova al nostro Istituto di previdenza.

Ecco perché mi sono candidata nella lista Inpgi-La Svolta.

Quello che è successo e sta succedendo è sotto gli occhi di tutti: un presidente indagato per truffa aggravata e corruzione che, invece di autosospendersi finché non arriverà la sentenza come logica vorrebbe, resta incollato alla poltrona con il sostegno del Consiglio di amministrazione. Mentre i conti sono andati in rosso e i nostri soldi sono spariti.

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Le nostre pensioni, numeri e responsabili del disastro. #InpgiLaSvolta: il programma con le azioni da fare subito per garantire futuro e autonomia dell’Istituto

di Inpgi-La Svolta

Questi sono i numeri del dissesto dell’Inpgi, nell’andamento dal 2008 al 2015. Numeri che mettono a rischio le nostre pensioni, di oggi e soprattutto di domani:

Programma tabella def

I responsabili di questa gestione fallimentare sono sotto gli occhi di tutti: sono Andrea Camporese, presidente dall’aprile 2008, e i consiglieri di amministrazione che gli sono stati più vicini, fingendo di non vedere il disastro annunciato e poi realizzatosi.

Noi di Inpgi-La Svolta vi raccontiamo come sono andate le cose. E quali sono le azioni urgenti che, se saremo eletti, ci impegniamo a portare avanti nei nostri primi 100 giorni all’Istituto. Con l’obiettivo di riportare i conti dell’Inpgi in salute e assicurare il futuro delle nostre pensioni, il sostegno ai colleghi in difficoltà, disoccupati o coinvolti negli stati di crisi, prestazioni e garanzie aggiuntive per freelance e collaboratori e l’autonomia del nostro Istituto.

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Al via il nuovo Fondo spese legali: la Giunta Fnsi “apre” i contributi a più giornalisti querelati (anche freelance)

Fnsi logoContributi fino a un massimo di 5 mila euro in cinque anni per i giornalisti coinvolti in cause penali o civili e “abbandonati” da aziende fallite o in gravi difficoltà economiche. Possibilità di accesso anche per saldare la parcella degli avvocati, e pure in caso di assoluzione. E “apertura” a collaboratori e freelance e ai colleghi denunciati dopo il licenziamento o le dimissioni. La Giunta Esecutiva della Fnsi ha deciso all’unanimità, nella riunione del 9 settembre, di abolire il vecchio Fondo antiquerele e sostituirlo con il nuovo Fondo spese legali, elaborato da Daniela Scano, membro di Giunta e della Segreteria politica della Federazione e capocronista della Nuova Sardegna.

Il testo introduce una serie di novità importanti, che vale la pena conoscere. E che sono già operative (anche se sul sito federale, a dieci giorni dall’approvazione, sono ancora pubblicate le norme del Fondo antiquerele ormai abolito…).

Ecco in pillole come funziona il Fondo spese legali (in coda, il testo integrale).

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Inpgi, la copertura sanitaria per i giornalisti freelance è un passo storico (seppur non ancora certo)

Antonio ARMANORiprendiamo da Il Fatto Quotidiano di ieri 23 luglio 2015 un articolo di Antonio Armano, giornalista, scrittore e membro del Comitato Amministratore dell’Inpgi 2, sull’estensione della copertura sanitaria per i giornalisti freelance, una conquista sicuramente storica, anche se non ancora certa.    

Non esito a definire storica la delibera per una copertura sanitaria destinata ai freelance e approvata mercoledì 15 luglio dall’Inpgi, l’istituto che eroga le pensioni dei giornalisti. Pur in mezzo alle polemiche e alla crisi. O forse anche per questo. Nessuno è perfetto, e io sono freelance da vent’anni, salvo qualche parentesi redazionale. All’incirca da quando il settimanale Avvenimenti mi ha pubblicato un reportage sulle trasformazioni di Zlin – la company town dei Bat’a che durante il periodo della Repubblica socialista cecoslovacca si chiamava Gottwaldov e dopo il crollo del Muro si è ripresa il suo nome -, ho creduto in questo mestiere.

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