Fnsi contro la libertà di pensiero e di parola: aperto il processo alla “dissidente” Daniela Stigliano

di Unità SindacaleMovimento con propri rappresentanti in Fnsi, Inpgi, Casagit, Fondo di previdenza complementare e Ordine dei Giornalisti

La Fnsi guidata dalla maggioranza di Lorusso e Giulietti vieta la libertà di pensiero e di parola. E manda a processo i “dissidenti”.

Daniela Stigliano, caporedattore del settimanale Oggi (Rcs) e leader di Unità sindacale, sarà interrogata mercoledì 13 novembre dal Collegio dei Probiviri dell’Associazione lombarda dei giornalisti. L’accusa? Aver criticato il contratto Uspi e aver espresso forti preoccupazioni per la tenuta dei conti dell’Inpgi durante i lavori degli Stati generali dell’Informazione e dell’Editoria il 4 luglio scorso, dov’era presente come semplice giornalista e non come esponente sindacale (qui il video dell’intervento, a partire da 3:06:50). Tutte posizioni peraltro note e pubbliche da anni.

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#Elezioni2018 Colleghi abbandonati, Inpgi e Casagit: 3 motivi per cambiare

Vertenze disastrose e redazioni lasciate sole, il contratto Fieg non rinnovato e i giornalisti del web declassati, l’Inpgi in profondo rosso e la Casagit bloccata nella sua riforma. Cambiare il Sindacato si può 

Stigliano video 2di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

Restano poche ore, sino alle 18 del 3 dicembre, per votare in Lombardia per il nostro Sindacato. E per cambiare la sua politica, le sue azioni, le persone che lo hanno guidato negli ultimi quattro anni.

Perché cambiare? Per almeno tre motivi, concreti e reali, sotto gli occhi di tutti e vissuti sulla pelle di molti, troppi colleghi.

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#Elezioni2018Fnsi Galimberti: Il voto è una chance per cambiare anche il Sindacato

Abbiamo ridato all’Ordine lombardo trasparenza e autorevolezza. Ora possiamo portare competenza e impegno nell’Alg

galimbertidi Alessandro GalimbertiPresidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia

Cambiare. Come (neo) presidente dell’Ordine lombardo dei giornalisti penso di essere titolato a utilizzare questo vocabolo.

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#Elezioni2018 Il Sindacato esca dalle proprie stanze

Patrizia Pertuso: Il Sindacato deve incontrare i colleghi nelle loro realtà. E dimostrare di essere pronto a intervenire e a tutelare tutti

Patrizia Pertusodi Patrizia PertusoCdr Metro

Restituire dignità professionale ai tanti colleghi che hanno assistito al continuo svilimento del loro lavoro da parte di editori incapaci. Questo è il primo obiettivo da porsi per arrivare a garantire un’informazione corretta, libera e autorevole. Un’informazione che deve essere accompagnata da un’azione sindacale che tuteli tutti.

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Mentana fa Gol grazie al bel regalo del contratto Fnsi-Uspi

Quattro anni e un unico risultato: un contratto per giornalisti poveri. E un bel regalo a Enrico Mentana: per il suo sito nazionale Open ha assunto 30 giovani con diritti e retribuzioni di serie B

carlo-gariboldi-nuova.jpgdi Carlo E. GariboldiConsigliere di amministrazione della Casagit

Incapaci. Un sindacato di incapaci. In quattro anni la maggioranza che governa il sindacato unitario (sic) dei giornalisti non ha rinnovato il contratto Fnsi-Fieg (non è riuscita neppure ad aprire un tavolo di discussione con gli editori), ha assistito come un pensionato davanti a un cantiere al disfacimento dell’Inpgi, sta boicottando la trasformazione di Casagit.

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#Elezioni2018Fnsi Questa volta non sbagliare: vota Unità Sindacale-Mil!

Il Sindacato che noi vogliamo: guarda il nostro video

 

 

Il Sindacato che noi vogliamo è unito, indipendente e autorevole, guarda al futuro e non fa battaglie di retroguardia, rappresenta e difende tutti i giornalisti, non arriva come il 118 quando i guai sono già scoppiati, esce fuori dalle stanze per andare a parlare con i colleghi, riporta gli editori al tavolo delle trattative per il contratto Fnsi-Fieg, vuole salvare le nostre pensioni e la nostra salute e non seggiole e poltrone.

Noi vogliamo cambiare il Sindacato per salvare l’informazione, la libertà di stampa e i posti di lavoro.

Guarda il video dei candidati di Unità Sindacale-Mil alle elezioni per Fnsi e Lombarda, disponibile anche sul canale YouTube di Unità Sindacale. E ricorda:

SI VOTA ONLINE DALLE 10 DEL 30 NOVEMBRE ALLE 18 DEL 3 DICEMBRE
I CODICI PER VOTARE ARRIVERANNO PER MAIL O A CASA ENTRO IL 29 NOVEMBRE

#Elezioni2018Fnsi Chi sono i 28 candidati di Unità Sindacale-Mil

Chi sono, che cosa hanno fatto e fanno, qual è il volto dei 28 candidati professionali e collaboratori (13 donne e 15 uomini) che si presentano nelle liste di Unità Sindacale-Mil alle elezioni per il XXVIII Congresso Fnsi e per il rinnovo delle cariche sociali della Lombarda.

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#Elezioni2018Fnsi Unità Sindacale-Mil: per un Sindacato unito, indipendente e autorevole

Occupazione, contratto, dignità del lavoro e delle retribuzioni, difesa di un giornalismo libero ed etico, welfare efficiente e solidale: cambiamo insieme il Sindacato dei giornalisti!

I GIORNALISTI ITALIANI
HANNO DIRITTO A UN SINDACATO
UNITO, INDIPENDENTE E AUTOREVOLE

IL PROGRAMMA DI UNITÀ SINDACALE-MIL

Occupazione, contratto, dignità del lavoro e delle retribuzioni, difesa di un giornalismo libero ed etico, welfare efficiente e solidale. Sono gli obiettivi che solo un Sindacato unito, indipendente e autorevole può raggiungere. E sono gli obiettivi delle candidate e dei candidati delle liste di Unità Sindacale-Mil (leggi qui chi sono), colleghe e colleghi che credono fortemente nell’idea di un Sindacato al servizio e in difesa dei giornalisti, di tutti i giornalisti e soprattutto di quelli più deboli, e non di un Sinda­cato in balia di correnti, di ideologie, di interessi di poltrona.

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#Elezioni2018Fnsi Ecco le liste di Unità Sindacale-Mil per Congresso e Lombarda

Sindacato dei giornalisti: scoprite i nomi delle candidate e dei candidati di Unità Sindacale-Mil per il XXVIII Congresso della Fnsi e per gli organismi dell’Associazione lombarda dei giornalisti.

In Lombardia si vota solo online dalle 10 del 30 novembre alle 18 del 3 dicembre con i codici che arriveranno per mail o a casa di ogni iscritto.

Non consegnate a nessuno le vostre password!

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Giornalisti, il Sindacato lombardo non abita più in viale Monte Santo

Ecco perché non abbiamo partecipato al voto sul rinvio delle elezioni per la Lombarda. Costa di più spendere 35-40 mila euro o ritrovarci tra un anno con altre decine di colleghi licenziati?

Pubblichiamo la dichiarazione motivata di Unità Sindacale e del Mil di Franco Abruzzo di non partecipazione al voto sulla proposta della maggioranza dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti di prolungarsi il mandato, scaduto a dicembre, fino perlomeno a fine anno, presentata all’Assemblea del 26 gennaio e approvata a maggioranza senza la nostra presenza. Al termine di un’Assemblea iniziata con oltre un’ora di ritardo per difficoltà organizzative e durata in tutto nemmeno un’ora e mezza, alcuni colleghi rumorosi, evidentemente già istruiti sul voto da esprimere e ben poco interessati al dibattito, ci hanno impedito di leggere la nostra dichiarazione. In cambio, ci era stato assicurato che il testo sarebbe stato pubblicato sul sito dell’Alg. Ma il presidente Paolo Perucchini si è rifiutato di tener fede a un impegno assunto. Con l’abituale arroganza di una maggioranza che non ha argomenti da opporre alle critiche…

DICHIARAZIONE DI MIL E UNITÀ SINDACALE

Noi abbiamo approvato, votato e fatto votare la riforma dello Statuto della Lombarda, che tra le altre cose prevede l’allineamento delle elezioni dell’Associazione a quelle della Fnsi, così come quattro anni e tre mesi fa siamo stati promotori e sostenitori di una mozione apparentemente uguale a quella portata oggi in Assemblea dal Direttivo. Oggi però non parteciperemo alla votazione su una mozione che riteniamo sbagliata e pericolosa. Per più di una ragione.

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Programma in 8 punti per una Casagit migliore e più vicina ai giornalisti

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Elezioni Casagit dal 6 al 10 giugno. Ecco gli obiettivi della lista “Prima la Salute!“, guidata da Carlo E. Gariboldi, vicepresidente, e Costantino Muscau, fiduciario della Lombardia. E sostenuta da Unità Sindacale

Dal 6 al 10 giugno si vota per il rinnovo degli organismi direttivi della Casagit.

È un voto importante per continuare a garantire solidità a un Ente diventato punto di riferimento assoluto nel mondo dei fondi sanitari integrativi. Soprattutto nell’attuale contesto di grave crisi editoriale e di arretramento del Servizio sanitario nazionale.

Unità Sindacale sostiene e invita tutti a votare in blocco i 13 candidati in Lombardia della lista “Prima la Salute!“, che ha l’obiettivo di migliorare e rafforzare la Casagit nella linea della continuità. E di farlo guardando prima di tutto agli interessi dei giornalisti iscritti: prima delle divisioni, prima delle chiacchiere, prima delle componenti sindacali.

A guidare “Prima la Salute!” sono Carlo Gariboldi, vicepresidente negli ultimi due mandati, e Costantino Muscau, fiduciario uscente della Lombardia, che hanno raccolto accanto a loro candidati che hanno già fatto un ottimo lavoro nella Casagit, come il consigliere del Cda, Gianfranco Giuliani, e il delegato Antonello Capone, oltre a colleghi competenti e con grande voglia di impegnarsi per dare ai giornalisti una Cassa sempre più vicina alle loro necessità, con spirito vero di solidarietà.

Questo è il programma in 8 punti di “Prima la Salute!“.

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Casagit, trasparenza e conti risanati. Gariboldi: i frutti di una gestione senza steccati

Sostenibilità dei servizi, aggiornamento delle tariffe, migliori convenzioni e tempi certi di liquidazione: bilancio del vicepresidente uscente. Si vota online dal 6 al 10 giugno

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Carlo E. Gariboldi

di Carlo E. GariboldiVicepresidente Casagit uscente –  gariboldi@gmail.com

Caro collega,
dal 6 al 10 giugno si vota online per il rinnovo degli organismi Casagit.

È un voto importante per garantire un adeguato welfare sanitario ai giornalisti (il momento della categoria è difficile, quello del Sistema sanitario è, peggio, in continuo arretramento).

Io mi ricandido con un gruppo di colleghi e amici. Ti rubo solo pochi minuti per raccontarti che cosa abbiamo fatto in questi anni nei quali sono stato vicepresidente. Pochi minuti davvero, ma è importante che si conosca il lavoro svolto.

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Il Circolo della Stampa di Milano fuori da Palazzo Bocconi dal 19 dicembre

Il 29 novembre va in scena l’ultima cena in corso Venezia. Mentre resta aperta la domanda: chi pagherà il debito milionario della Società commerciale?

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Il presidente della Lombarda, Paolo Perucchini

«Il complesso “Centro di Servizi Congressuali Circolo della Stampa” cesserà la sua attività con il 19 dicembre 2016». Finisce così, come purtroppo ampiamente preannunciato (leggi qui), la storia del Circolo della Stampa di Milano in corso Venezia 48, dopo nemmeno sei anni e nel peggiore dei modi: con uno sfratto esecutivo e un contenzioso con la Fondazione Bocconi, che vanta mancati pagamenti del canone di affitto per oltre 1 milione di euro e ha già chiesto il pignoramento di almeno un conto corrente.

Ancora non si sa se l’istituzione culturale del sindacato lombardo dei giornalisti troverà una nuova sede adeguata al suo prestigio. Di sicuro, restano in piedi tutte le preoccupazioni legate al debito da oltre 1,5 milioni accumulato dalla società (in liquidazione) che gestisce in maniera autonoma i rapporti commerciali e con i dipendenti. Mentre il 29 novembre alle 20 si terrà, come annunciato su sito del Circolo, l’ultima cena sociale nelle sale di corso Venezia.

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Ora è ufficiale: Circolo della Stampa di Milano sfrattato, in autunno via da Palazzo Bocconi. Chi ne risponderà?

logo circolo 2Ora è ufficiale: il Circolo della Stampa di Milano chiude in autunno la sua storia con Palazzo Bocconi, travolto dai debiti per oltre 1,5 milioni di euro accumulati in nemmeno sei anni dalla Centro di Servizi Congressuali srl, la società (in liquidazione) che gestisce in maniera autonoma i rapporti commerciali e con i dipendenti. Mentre l’Associazione Lombarda dei Giornalisti prova, ancora, disperatamente, a cercare una via di uscita onorevole e una nuova sede per la “casa culturale” dell’informazione milanese, che in 66 anni di vita non ha mai smesso di operare.

La notizia non è arrivata, come sarebbe stato corretto, nel corso del Direttivo della Lombarda, che si è riunito il 15 luglio, dove pure il presidente Paolo Perucchini ha ammesso la “visita” dell’ufficiale giudiziario il 29 giugno scorso e la consegna dello sfratto esecutivo da parte della Fondazione Bocconi guidata da Luigi Guatri. La conferma dell’addio a corso Venezia 48 di cui si parlava da mesi (leggi quiqui) è stata invece comunicata qualche giorno dopo per mail ai vari Club che del Circolo della Stampa avevano fatto la sede dei propri incontri e cene sociali. E trapelata all’esterno.

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Circolo della Stampa, addio a Palazzo Bocconi. Chi pagherà 1,5 milioni di debiti della società commerciale?

Alg logoStagione finita per il Circolo della Stampa di Milano a Palazzo Bocconi? Nessuna parola ufficiale è stata ancora pubblicamente pronunciata. Ma la notizia dello sfratto intimato dalla Fondazione Bocconi alla Centro di servizi congressuali Circolo della Stampa srl, che gestisce autonomamente le attività commerciali e il personale ed è stata messa in liquidazione dal maggio 2015, circola da mesi (leggi qui). E il destino della “casa culturale” del giornalismo milanese in corso Venezia 48 è oramai segnato dai debiti accumulati complessivamente dalla srl, non troppo distanti da un milione e mezzo di euro. L’unico dubbio rimarrebbe la data dell’addio: settembre o dicembre?

Il velo sulla verità dovrebbe essere finalmente sollevato nel Consiglio direttivo dell’Associazione lombarda dei giornalisti (che controlla la Centro servizi congressuali con il 54,1%) convocato per venerdì 15 luglio, che al secondo punto dell’ordine del giorno riporta “aggiornamento situazione Circolo della Stampa/centro servizi congressuali“.

Nei giorni scorsi, si è invece tenuta una riunione per concordare una posizione comune tra il gruppo sindacale di Stampa Democratica, a cui fa capo il presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti e del Circolo della Stampa, Paolo Perucchini, e il Movimento Liberi Giornalisti di Giuseppe Gallizzi, che insieme governano l’Alg e (da sette mesi) anche il Circolo. Mentre i dipendenti della Centro servizi – che pagheranno il costo più pesante e triste per il disastro dei conti della srl – sarebbero già stati informati dell’epilogo di una storia cominciata nel 2011 con il trasloco a Palazzo Bocconi.

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Sfratto al Circolo della Stampa? Il debito con la Bocconi è di oltre 900 mila euro e con l’Alg di 300 mila

Alg logoLa voce è iniziata a circolare nelle ultime settimane, ma la notizia – se risulterà vera – sarebbe in effetti vecchia di oltre due mesi. La Fondazione Bocconi – secondo i rumors – a metà gennaio avrebbe intimato lo sfratto dal palazzo di corso Venezia 48 alla Centro di servizi congressuali Circolo della Stampa srl (che gestisce le attività commerciali e il personale del Circolo), società in liquidazione dal maggio 2015, controllata dall’Alg e partecipata con quota di minoranza dal Circolo della Stampa di Milano. E il Circolo sarebbe quindi costretto a un nuovo cambiamento di sede.

La notizia dello sfratto non ha al momento una conferma ufficiale. Di certo non ne ha fatto cenno il presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti, Paolo Perucchini, nella riunione del Consiglio direttivo del 19 febbraio scorso in cui si discuteva del bilancio 2015 dell’Alg e in cui il tema della situazione della Srl Circolo della Stampa è stato appena sfiorato. In quella sede è stato infatti certificato l’aumento del 20% dell’esposizione diretta e indiretta della Lombarda nei confronti della Società di servizi congressuali: da 250 mila a quasi 300 mila euro.

Ma è probabile che qualcosa emerga al Direttivo del Circolo della Stampa presieduto dallo scorso dicembre dallo stesso Paolo Perucchini e convocato alle 11,30 di lunedì prossimo, 4 aprile.

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Inpgi, nel Cda del 28 gennaio ok a disinvestimenti già effettuati, l’ultimo conferimento di immobili al Fondo e un lungo elenco di “contributi” (pre-elettorali?) da elargire

imageConferimento della quarta e finale tranche di immobili al Fondo “Giovanni Amendola”. Approvazione di delibere presidenziali su disinvestimenti decisi ed effettuati a dicembre. Pioggia di contributi a organizzazioni varie, compresa l’Usigrai, l’Ungp e il Gruppo cronisti della Lombarda.

L’ultimo colpo di mano della gestione del presidente Andrea Camporese e del suo Consiglio di amministrazione andrà in scena all’Inpgi domani, giovedì 28 gennaio. A meno di un mese dalle elezioni per il rinnovo degli organismi, il Cda si riunisce per decidere appunto su un lungo elenco di questioni. Per distribuire prebende e regalie. E mettere ulteriori ipoteche sui vertici che verranno e sui conti che troveranno (in fondo, l’ordine del giorno della riunione).

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Hearst, nessun accordo sul licenziamento di Alba Solaro. I giornalisti del gruppo vanno avanti con gli scioperi

WP_20160118_09_26_44_ProMancato accordo. Si è conclusa così, questa mattina a Milano, la convocazione davanti alla Direzione territoriale del lavoro per la conciliazione preventiva sul licenziamento della caporedattrice di Marie Claire, Alba Solaro. Mentre all’esterno era in corso un presidio di protesta di tutti i giornalisti della Hearst, che per oggi avevano proclamato uno sciopero congiunto (in fondo, la fotogallery realizzata con immagini scattate da Letizia Mosca).

Una riunione durata nemmeno un’ora, quella di fronte alla Dtl, in cui l’azienda italiana del colosso americano dell’editoria, guidata da Giacomo Moletto, ha rifiutato ancora una volta qualsiasi tentativo della collega e del sindacato di trovare una soluzione alternativa al licenziamento.

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Hearst, i giornalisti del gruppo scioperano contro il licenziamento di Alba Solaro. Ma in piazza dovremmo scendere tutti

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Alba Solaro

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Un giorno di sciopero di tutti i giornalisti del gruppo Hearst. Per ripetere ancora una volta “no” al licenziamento di Alba Solaro, caporedattrice centrale di Marie Claire, a cui l’azienda guidata da Giacomo Moletto ha comunicato il 30 dicembre scorso l’intenzione di mandarla via. Per una doppia “ragione”: il “giustificato motivo oggettivo economico” e la “soppressione della posizione“.

Domani, lunedì 18 gennaio, mentre alla Direzione territoriale del lavoro (Dtl) di Milano andrà in scena il tentativo di conciliazione preventiva per il licenziamento di  le redazioni della sede italiana del colosso americano dell’editoria saranno dunque vuote. Sia quelle di Hmc, Hearst Marie Claire, che edita il giornale in cui da anni lavora Solaro. Sia quelle di Hmi, Hearst Magazines Italia, che comprendono Gente, Gioia!, Elle e Cosmopolitan, da subito al fianco dei colleghi del gruppo (in coda, gli ultimi due comunicati).

Un gesto importante e non solo simbolico, che va oltre la solidarietà formale e su carta e che va ben oltre la difesa – sacrosanta – di una singola collega. Perché in gioco c’è molto di più: ci siamo tutti noi, giornalisti italiani. E c’è la nostra libertà di fare informazione.

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Beppe Giulietti domani al Direttivo della Lombarda: “Il Presidente Fnsi non può stare solo a Roma, deve andare anche un po’ in giro”

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Beppe Giulietti

Beppe Giulietti parte da Milano. Il presidente del Sindacato dei giornalisti, eletto il 16 dicembre dal Consiglio nazionale della Fnsi, parteciperà domani al Consiglio direttivo dell’Associazione lombarda dei giornalisti, convocato appositamente per incontrarlo. E lo stesso farà venerdì 15 gennaio con il Direttivo di Stampa romana.

Accettando la sua candidatura, Giulietti lo aveva detto: “Vorrei un presidente che, oltre a stare a Roma, andasse un po’ in giro“. Detto, fatto. A nemmeno un mese dalla sua elezione ha iniziato a mettere in atto il suo proposito. E ha scelto di partire dalla più grande Ars italiana.

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