Novella 2000 e Visto, tutti licenziati. Ma i due giornali restano in edicola

La Visibilia di Daniela Santanchè ha avviato le procedure per i licenziamenti collettivi il 4 agosto, al termine della cigs al 45% e dopo aver messo giornalisti e impiegati in ferie forzate

Daniela-Santanchè
Daniela Santanchè

Tutti licenziati a Novella 2000 e Visto. Continua lo smantellamento di Visibilia Magazine srl a opera di Daniela Santanchè. Dopo aver messo in liquidazione il 25 luglio scorso la casa editrice delle due testate, al termine di un pesante regime di cassa integrazione (pari al 45%), venerdì 4 agosto per 14 dipendenti (tra giornalisti e impiegati) è stato chiesto il «licenziamento collettivo per cessazione dell’attività». Motivazione singolare, dal momento che i due magazine non sospenderanno le pubblicazioni ma andranno normalmente in edicola, anche in queste settimane con i dipendenti in ferie forzate, grazie al lavoro affidato a service esterni.

Santanchè, quindi, continuerà a pubblicare le testate, si dice probabilmente trasferendole a un’altra società di sua proprietà, ma senza le redazioni e senza aver mai fatto un piano di rilancio, come sottolinea il Cdr di Visto e Novella 2000 in un comunicato che sarà pubblicato domani sulle testate (leggere in fondo).

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Pensioni dopo le riforme: una guida (minima) per non fare confusione

Manovra Inpgi e decreto Lotti (con la “manovrina” d’estate) hanno rivoluzionato la nostra previdenza. Raccapezzarsi tra regole, deroghe e salvaguardie non è facile. E non tutto è come appare…

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

La riforma dell’Inpgi e le nuove regole per i prepensionamenti. Le clausole di salvaguardia e le deroghe per le uscite anticipate. E poi il sistema contributivo, il calcolo automatico dell’aspettativa di vita, la rivalutazione dei contributi ridotta retroattivamente dal 2007 per tutti. Nel giro di pochi mesi di questo 2017 quasi tutto è cambiato per le pensioni dei giornalisti italiani. Ed è facile fare confusione tra norme, regole, deroghe e salvaguardie. Anche perché non tutto è esattamente come appare.

Proviamo allora a fare ordine tra le differenti novità, con questa guida minima alla comprensione del nostro futuro. O perlomeno di quel che sarà fino alla prossima (vicina?) riforma delle nostre pensioni, già richiesta dai ministeri vigilanti.

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Periodici Rcs a Cairo: «Dirigenti premiati in stato di crisi. Perché?»

Lettera aperta a Urbano Cairo, presidente e amministratore delegato di Rcs

Caro Presidente,

i giornalisti di Rcs periodici sono lieti di sapere che il gruppo ha chiuso il 2016 con un utile netto di 3,5 milioni (nel 2015 la perdita era di 175,7 milioni). Un buon risultato di Bilancio sicuramente, considerato l’andamento degli anni precedenti. Bilancio che attendiamo ci venga illustrato, come da previsione contrattuale, in tutte le sue voci e componenti di ricavi e di costi.

In attesa di conoscere più a fondo i numeri relativi all’anno in cui lei ha acquisito la proprietà del Gruppo, e le previsioni per il 2017, abbiamo appreso dell’assegnazione di 1 milione e 200 mila euro come premio di risultato ai dirigenti di prima fascia. Notizia che non risultava da alcuna comunicazione aziendale. Ma è stato davvero erogato, questo premio? E sulla base di quali indicatori e risultati è stata definita la cifra?

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Casagit, nuova Consulta: Muscau fiduciario, Zilio e Costa i due vice

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Costantino Muscau

di Costantino MuscauFiduciario Casagit della Lombardia

Si è riunita martedì 20 giugno, a Milano, nella sede dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti, che ospita gli uffici della Casagit, in viale Monte Santo 7, la delegazione lombarda per l’Assemblea Nazionale Casagit, l’organo sovrano della nostra Cassa integrativa sanitaria.

La delegazione, composta di 19 colleghi, votati nelle elezioni del 6-10 giugno, ha eletto, come prevede lo Statuto, i 5 membri della nuova Consulta lombarda, che risulta così composta: Costantino Muscau, Luisa Espanet, Cristina Berretta, Maria Matilde Zilio, Paolo Costa.

Subito la Consulta, all’unanimità, ha confermato, al suo interno, Costantino Muscau, quale fiduciario Casagit, Maria Matilde Zilio e Paolo Costa, quali vice fiduciari.

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Unci e Fnsi al Giardino della Memoria

Il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, ha partecipato lunedì 19 giugno a Palermo alla presentazione del depliant informativo dedicato al Giardino della Memoria e curato dall’Unione nazionale cronisti italiani. L’incontro si è svolto nella sala convegni dell’Associazione siciliana della Stampa.

Al termine dell’incontro Giulietti ha raggiunto il Giardino della Memoria dove è stato accolto dal presidente nazionale dell’Unci, Alessandro Galimberti, dal vice-presidente nazionale, Leone Zingales, e dal presidente regionale dell’Unci, Andrea Tuttoilmondo.

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Processo Sopaf, assolto Camporese

In processo Milano 6 condanne, 8 anni a Giorgio Magnoni

(ANSA) – MILANO, 17 GIU – L’ex presidente dell’Inpgi, la cassa previdenziale dei giornalisti, Andrea Camporese è stato assolto con formula piena, «perché il fatto non sussiste», dalle  accuse di corruzione e truffa nel processo milanese con al centro la finanziaria Sopaf.

La Procura aveva chiesto per lui una condanna a 4 anni e mezzo. Il Tribunale ha invece  condannato, in particolare per alcuni episodi di bancarotta, 6 imputati, tra cui Giorgio Magnoni, che era a capo della società, a 8 anni di reclusione. Assolti altri 4 imputati. 

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Grazie dai 13 candidati di “Prima la Salute!”. Tutti eletti alla Casagit

di Prima la Salute!

Grazie a tutti i colleghi lombardi che ci hanno dato fiducia. La lista “Prima la Salute!” ha raggiunto il massimo obiettivo possibile: far eleggere all’Assemblea Casagit tutti e 13 i propri candidati. E si sono piazzati tutti tra i primi 15 eletti!

Un risultato straordinario, raggiunto grazie all’appoggio e al sostegno di tutti voi! Continueremo a batterci per tutelare i diritti dei giornalisti, nello spirito della solidarietà tra le generazioni.

Grazie! Grazie!! Grazie!!!

Ecco tutti i risultati.

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Prima la Salute!: ecco chi sono i 13 candidati da votare in blocco

Elezioni Casagit solo online dal 6 al 10 giugno. Donne e uomini della lista “Prima la Salute!“, guidata da Carlo E. Gariboldi, vicepresidente, e Costantino Muscau, fiduciario della Lombardia. E sostenuta da Unità Sindacale

Dal 6 al 10 giugno si vota esclusivamente online per il rinnovo degli organismi direttivi della Casagit.

Unità Sindacale sostiene e invita tutti a votare in blocco i 13 candidati in Lombardia della lista “Prima la Salute!“: prima delle divisioni, prima delle chiacchiere, prima delle componenti sindacali. A guidarla sono Carlo Gariboldi, vicepresidente negli ultimi due mandati, e  Costantino Muscau, fiduciario uscente della Lombardia, che hanno raccolto accanto a loro colleghi competenti e con grande voglia di impegnarsi per dare ai giornalisti una Cassa sempre più vicina alle loro necessità, con spirito vero di solidarietà. Come hanno già fatto il consigliere del Cda, Gianfranco Giuliani, e il delegato Antonello Capone.

Ecco i brevi profili e i volti di tutti i 13 candidati, nell’ordine alfabetico in cui li trovere nella scheda elettorale (leggi qui il programma).

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Programma in 8 punti per una Casagit migliore e più vicina ai giornalisti

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Elezioni Casagit dal 6 al 10 giugno. Ecco gli obiettivi della lista “Prima la Salute!“, guidata da Carlo E. Gariboldi, vicepresidente, e Costantino Muscau, fiduciario della Lombardia. E sostenuta da Unità Sindacale

Dal 6 al 10 giugno si vota per il rinnovo degli organismi direttivi della Casagit.

È un voto importante per continuare a garantire solidità a un Ente diventato punto di riferimento assoluto nel mondo dei fondi sanitari integrativi. Soprattutto nell’attuale contesto di grave crisi editoriale e di arretramento del Servizio sanitario nazionale.

Unità Sindacale sostiene e invita tutti a votare in blocco i 13 candidati in Lombardia della lista “Prima la Salute!“, che ha l’obiettivo di migliorare e rafforzare la Casagit nella linea della continuità. E di farlo guardando prima di tutto agli interessi dei giornalisti iscritti: prima delle divisioni, prima delle chiacchiere, prima delle componenti sindacali.

A guidare “Prima la Salute!” sono Carlo Gariboldi, vicepresidente negli ultimi due mandati, e Costantino Muscau, fiduciario uscente della Lombardia, che hanno raccolto accanto a loro candidati che hanno già fatto un ottimo lavoro nella Casagit, come il consigliere del Cda, Gianfranco Giuliani, e il delegato Antonello Capone, oltre a colleghi competenti e con grande voglia di impegnarsi per dare ai giornalisti una Cassa sempre più vicina alle loro necessità, con spirito vero di solidarietà.

Questo è il programma in 8 punti di “Prima la Salute!“.

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Casagit, trasparenza e conti risanati. Gariboldi: i frutti di una gestione senza steccati

Sostenibilità dei servizi, aggiornamento delle tariffe, migliori convenzioni e tempi certi di liquidazione: bilancio del vicepresidente uscente. Si vota online dal 6 al 10 giugno

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Carlo E. Gariboldi

di Carlo E. GariboldiVicepresidente Casagit uscente –  gariboldi@gmail.com

Caro collega,
dal 6 al 10 giugno si vota online per il rinnovo degli organismi Casagit.

È un voto importante per garantire un adeguato welfare sanitario ai giornalisti (il momento della categoria è difficile, quello del Sistema sanitario è, peggio, in continuo arretramento).

Io mi ricandido con un gruppo di colleghi e amici. Ti rubo solo pochi minuti per raccontarti che cosa abbiamo fatto in questi anni nei quali sono stato vicepresidente. Pochi minuti davvero, ma è importante che si conosca il lavoro svolto.

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Testate online e giornalisti in Svizzera: Hearst farà da apripista?

Ha utilizzato per prima le norme Fornero sul licenziamento economico nel caso di Alba Solaro. E ora fa un altro “strappo”. Mentre Fnsi e Inpgi stanno a guardare…

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

Hearst trasferisce le edizioni online dei suoi giornali italiani a Chiasso. Giornalisti compresi. Giornalisti che nella sede milanese non avevano trovato una stabilizzazione definitiva. E che adesso avranno contratti svizzeri (da collaboratori?) e quindi meno vincoli rispetto a quello Fieg.

Il rischio è che Hearst Italia faccia da apripista ad altri editori. Così come per prima ha utilizzato un anno e mezzo fa le norme della legge Fornero sul licenziamento economico per mandare via il caporedattore di Marie Claire, Alba Solaro.

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Altri 45 milioni per i prepensionamenti: restano fuori 75 giornalisti in attesa

Nuovi requisiti per l’accesso (61 anni e 25 di contribuzione nel 2017) anche per chi ha “prenotato” i finanziamenti. Ecco perché le risorse considerano solo 175 posizioni

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Fnsi

Altri 45 milioni di euro, per esaurire la “lista d’attesa” dei prepensionamenti. A cui saranno però applicati i nuovi requisiti minimi di accesso al ritiro anticipato, più stringenti di quelli attuali: 25 anni di contribuzione e 61 di età per il 2017 (61 e 7 mesi dal 2018). La soluzione prevista nello schema di decreto legislativo (dlgs) varato venerdì dal Consiglio dei ministri, che rivede integralmente le regole sugli stati di crisi delle aziende editoriali (vedi articolo del Sole 24 Ore in fondo), taglia fuori circa 75 posizioni prenotate: il 30% dell’intera lista.

Varrebbero invece le regole attuali (18 anni di contributi e 58 di età) per i prepensionamenti già finanziati con i precedenti stanziamenti, compresi gli ultimi 23 milioni della Finanziaria 2017. E questo ripropone, anzi accentua, il nodo sulla graduatoria di assegnazione già al centro di tensione tra gli editori della Fieg (leggi qui): a chi andranno gli ultimi 24 posti coperti dai 23 milioni, nei grandi numeri in bilico tra Corriere della Sera e Hearst magazines Italia? La risposta potrebbe cambiare il destino di molti giornalisti.

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Prepensionamenti, Poletti cambia le regole e stravolge la lista d’attesa

Modificato l’ordine di accesso ai finanziamenti. Gli editori “retrocessi” sono pronti a ricorrere al Tar. E il ministero blocca le chiamate. In attesa dei decreti dell’Editoria

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

C’è grande confusione sotto il cielo dei prepensionamenti dei giornalisti italiani. Una nuova interpretazione del ministero del Lavoro di Giuliano Poletti ha stravolto l’ordine della lista di attesa per l’assegnazione dei 23 milioni di finanziamenti stanziati dalla legge di bilancio 2017 (leggi qui), per un totale di 94 posizioni. Non vale più la data di presentazione del piano di crisi al ministero, con possibilità di ricorso al contratto di solidarietà al posto della cigs: ora è il giorno dell’effettivo avvio della cassa integrazione a determinare la graduatoria.

Una rivoluzione piovuta sulla Fieg come una bomba, che coinvolge direttamente anche la Fnsi. Tra minacce di ricorsi al Tar, tentativi informali di mediazione con il ministero e invio di lettere a doppia firma a dirigenti e allo stesso Poletti. Con il risultato, al momento, di aver paralizzato il processo di autorizzazione dei prepensionamenti.

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Riforma pensioni e rischio esodati: la sconfitta politica di Inpgi e Fnsi

Bloccate le clausole di salvaguardia. Negata l’autonomia del Cda sull’aspettativa di vita. Mentre passano le misure Inps ma senza protezione pubblica. E il futuro dei giornalisti non è garantito

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

Nessuna clausola di salvaguardia. Nessuna autonomia del Cda sull’aspettativa di vita. Nessuna garanzia sul futuro. E, soprattutto, il rischio – che è quasi una certezza – di creare decine, centinaia di esodati. La riforma delle pensioni dei giornalisti, entrata in vigore il 21 febbraio con il via libera dei ministeri vigilanti del Lavoro e dell’Economia, è la rappresentazione plastica del fallimento politico dell’attuale maggioranza di Inpgi e Fnsi.

I no e le sospensioni pronunciate dai due dicasteri pesano infatti come macigni. Perché vanno a colpire le poche, pochissime aree su cui il vertice dell’Istituto aveva differenziato le condizioni rispetto all’Inps e su cui il Sindacato si era impegnato con i giornalisti. Mentre nulla si conosce ancora delle condizioni e dei paletti che i ministeri hanno indicato nella lettera arrivata il 21 febbraio in via Nizza, che i vertici dell’Istituto si rifiutano di rendere pubblica.

Altro che cantare vittoria per una riforma che sovrappone la nostra previdenza a quella dell’Inps ma senza nessun ombrello protettivo pubblico! La presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, e il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, dovrebbero ammettere la sconfitta politica. Ecco perché.

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All’Inpgi i controllati vogliono controllare il controllore

Lettera contro Abruzzo della presidente Macelloni. E si muovono pure i consiglieri della maggioranza

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Franco Abruzzo, giornalista economico e Sindaco dell’Inpgi

di Nicola BorziPaola D’Amico e Daniela StiglianoConsiglieri generali Inpgi

Può un controllato pretendere di controllare il controllore? Oppure chiedere al presidente dei controllori di “richiamare” uno di loro? La risposta, di norma, è no. Eppure, all’Inpgi sta accadendo pure questo. E sebbene l’Istituto di previdenza dei giornalisti ci abbia sorpresi ben più di una volta con la “creatività” della sua dirigenza in tema di interpretazione delle regole e di rifiuto della trasparenza, questa volta lo stupore lascia lo spazio all’indignazione civica.

Accade infatti che la presidente Marina Macelloni abbia scritto al neopresidente del Collegio dei sindaci, Paolo Reboani, per denunciare l’attività pubblicistica di Franco Abruzzo, giornalista economico-finanziario in pensione, presidente emerito e attuale consigliere dell’Ordine della Lombardia, e sindaco dell’Inpgi, ovvero controllore degli amministratori dell’Istituto. E ora sembra che anche alcuni consiglieri di amministrazione e generali della maggioranza si siano lamentati con lo stesso Reboani per gli identici motivi. Nel tentativo evidente di mettere il bavaglio a un collega che dice la sua, sì, anche sulle pensioni e sull’Inpgi. Ma senza mai violare la riservatezza sulle informazioni ricevute nella sua veste di sindaco dell’Istituto.

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Sky Tg24, gli 11 esuberi di oggi e lo “strano” caso dei 13 assunti del 2014

di Sergio Stella

Tredici assunzioni nel 2014, undici esuberi nel 2017 nella redazione di Roma di Sky Tg24, che l’azienda e il direttore Sarah Varetto vogliono trasferire a Milano, con un progetto di cui si parla da anni. Potrà mai essere un caso? Difficile crederlo. Almeno per chi la vicenda di Sky la conosce e sa che quelle 13 assunzioni l’azienda le ha finanziate con le trattenute sulle buste paga dei giornalisti. Con un paradosso. Nessuno di quei 13 assunti è tra gli attuali esuberi: come dire che chi oggi rischia il posto di lavoro avrebbe contribuito a finanziare il proprio possibile licenziamento.

Ricostruire quella vicenda potrebbe dare un’arma sindacale in più e maggiore forza alle richieste del Cdr di Sky Tg24, che pretende correttamente l’azzeramento degli esuberi e la presentazione di un piano industriale (propedeutico a quello editoriale  della testata) prima di discutere del trasferimento da Roma a Milano. E, anche nel caso che alla fine il trasferimento dovesse diventare realtà, il Cdr chiede la ricollocazione di tutti i giornalisti, un numero più elevato dei colleghi destinati a rimanere a Roma con particolare riguardo a chi ha situazioni familiari da tutelare, e più tempo per una trattativa che consenta di concordare le migliori condizioni per tutti.

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Rinasce il Gruppo cronisti piemontesi, eletto presidente Massimiliano Peggio

Rinasce il Gruppo cronisti piemontesi. L’assemblea costitutiva della articolazione nordoccidentale dell’Unione nazionale cronisti italiani ha avuto luogo a Palazzo Ceriana-Mayneri, sede dell’Asssostampa subalpina, dell’Ordine regionale dei Giornalisti e del Circolo della Stampa, alla presenza del segretario regionale dell’Assostampa, Stefano Tallia.

Una quindicina i cronisti che hanno deciso di aderire al Gruppo di specializzazione, che per i prossimi 4 anni sarà guidato dal collega de La Stampa Massimiliano Peggio, 46 anni, eletto per acclamazione. Peggio sarà coadiuvato dal vice-presidente, Andrea Monticone, cronista di Cronacaqui, e dalla tesoriera Federica Cravero, cronista di Repubblica.

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Investire sgr, pugno di ferro con gli inquilini Inpgi mentre svende in altri fondi

di Pierangelo MaurizioConsigliere Fnsi e Comitato Giornalisti Inquilini Inpgi

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“Non possiamo spendere un centesimo in più, né ricavare un centesimo in meno”, ha detto la presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, respingendo ogni richiesta di rivedere i prezzi di vendita delle case nell’incontro con Sunia e Siai, al quale non ha preso parte il Comitato Giornalisti Inquilini Inpgi.

La presidente Macelloni dovrebbe però, come tutti, prestare la massima attenzione a quanto sta emergendo attorno alle vicende di “risparmio tradito” e di quattro fondi immobiliari, di cui si sono occupati La Repubblica e Il Sole 24 Ore (il giornale di cui la presidente è caporedattore centrale in aspettativa).

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Il mercato del lavoro delle Pr, tra necessità e buoni propositi

di Rita PalumboSegretario Generale Ferpi

Agli inizi di gennaio non si può prescindere dal fare il bilancio degli ultimi 12 mesi appena trascorsi. Per la nostra professione il 2016 è stato un altro anno di profondi cambiamenti. E non solo per le costanti e meravigliose innovazioni tecnologiche che siano chiamati a capire e a gestire.

La sfida che siamo costretti ad affrontare riguarda l’etica e il rigore professionale, ma anche – se non soprattutto – la rivalutazione del valore generato dal nostro lavoro. Si tratta di una vera e propria scommessa: trasformare l’impatto economico (negativo) che l’ultimo decennio ha generato, in un nuovo modello di affermazione e rilancio della nostra professione.

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Galimberti (Unci): «Riforma della diffamazione, via le maximulte»

Indispensabile rivedere il sistema delle pene pecuniarie per i giornalisti, «vero bavaglio alla libertà di informare»

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Il presidente dell’Unci, Alessandro Galimberti

«La riapertura del percorso parlamentare del ddl sulla diffamazione, annunciata oggi dal presidente della commissione Giustizia del Senato, Nino D’Ascola, è un’occasione imperdibile per rimediare ai tanti errori dell’intervento legislativo da troppi anni giacente in Parlamento».

Lo ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale cronisti (Unci), Alessandro Galimberti, a margine del convegno sulle querele temerarie organizzato dalla Federazione nazionale della stampa e da Articolo 21.

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