Elezioni Ordine Lombardia: i documenti pubblici del candidato presidente Gallizzi

È formalmente giornalista professionista, ma dal 2013 non esercita più la professione in via esclusiva. Tutti i testi che lo dimostrano sono disponibili sul sito della Regione Lombardia, ma consultabili con difficoltà. Ecco perché pubblichiamo contratto di assunzione, addendum, accordi integrativi, curriculum e compensi

Pierfrancesco GallizziPierfrancesco Gallizzi può essere eletto Presidente dell’Ordine della Lombardia? Formalmente è iscritto all’Elenco dei Professionisti, ma dal 2013 non esercita in via esclusiva l’attività giornalistica e, in base alla legge istitutiva dell’Ordine 69 del 63, non dovrebbe da allora far più parte di quell’Elenco. Era questo l’argomento al centro dell’articolo pubblicato ieri su questo blog e diffuso anche da altri (leggi qui), in vista del ballottaggio che si terrà domenica e lunedì prossimo.

L’articolo era corredato da un unico documento, il contratto sottoscritto da Pierfrancesco Gallizzi con la Regione Lombardia il 29 marzo 2013, che attesta la sua assunzione come responsabile della segreteria dell’Assessore al territorio, urbanistica e difesa del suolo, Viviana Beccalossi. Abbiamo inoltre pubblicato il link (clicca qui) dove recuperare gli altri documenti, allegati e dichiarazioni che la legge impone a ogni Ente pubblico di mettere a disposizione di tutti sul proprio sito. E che dimostrano appunto come Gallizzi da quattro anni e mezzo non eserciti in via esclusiva l’attività giornalista.

Molti colleghi ci hanno però scritto o chiamato perché non sono riusciti ad accedere ai file.

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Presidente Ordine Lombardia: la scelta è tra un giornalista e un non giornalista

Al ballottaggio sono rimasti due candidati in lizza: Alessandro Galimberti e Pierfrancesco Gallizzi. La decisione ai colleghi elettori. Ma non possiamo lasciare l’Ordine agli ordini della politica

Sono rimasti in due. Uscito di scena il presidente uscente Gabriele Dossena, che pure era passato al ballottaggio come unico rappresentante della sua lista “Giornalisti per la Riforma” ma ha rinunciato e ha ceduto il posto alla collega Gegia Celotti, domenica e lunedì per la guida dell’Ordine della Lombardia si confronteranno due candidati: uno dichiarato sin dal primo momento, l’altro un po’ meno. E questa non è l’unica diversità, tra i due. Perché se il primo è un giornalista vero, l’altro lo è molto meno.

Partiamo da quest’ultimo.

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Gariboldi: vi dico com’è andata alla Casagit perché non si ripeta all’Ordine

Abbiamo vinto a Milano e Roma, ma la maggioranza della Fnsi a pensiero unico ha eletto il suo presidente e ci relega a minoranza. E ora punta a mettere le mani sull’Ordine

Carlo Gariboldi nuovadi Carlo E. GariboldiConsigliere di amministrazione della Casagit

Tre mesi fa si sono svolte le elezioni Casagit, all’inizio di luglio è stato eletto un nuovo consiglio di amministrazione, che ha confermato presidente Daniele Cerrato, in palese violazione dello statuto che pone il limite a due mandati. Abbiamo vinto le elezioni a Milano e Roma, ma la maggioranza del sindacato ha fatto finta di niente, appoggiandosi su un sistema federalista che favorisce le piccole regioni (dove i giornalisti sono pochi).

Vi scrivo oggi perché siamo alla vigilia del voto per l’Ordine: un banco di prova importante dove dobbiamo scongiurare si ripeta quello che è successo in Casagit. Per il bene di tutti i colleghi.

La maggioranza della Fnsi vuole mettere le mani su tutto: nei giorni scorsi ha costituito una nuova corrente (che si chiama, bizzarramente, ControCorrente) che vuole confermare i presidenti regionali amici ed eleggere Carlo Verna presidente nazionale. Un altro giornalista Rai. Come il presidente della Fnsi, quello del Fondo complementare, quello della Casagit. E come l’ex presidente Inpgi, che ha scelto il suo successore come fosse un monarca.

A Milano la maggioranza del sindacato che stampella l’Alg si è divisa sulla base di argomenti molto poco chiari e trasparenti. Io e i miei amici (con i gruppi Unità sindacale, Senza Bavaglio e Mil) appoggiamo i candidati delle liste “Ordine: Prima la professione!” (leggi candidati qui e programma qui, scarica il volantino qui).

Ma torniamo alla Casagit.

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Elezioni Ordine. Giornalisti veri: chi sono i candidati di Prima la Professione!

Ecco i (brevi) profili e i volti di donne e uomini delle liste sostenute da Unità Sindacale, Movimento Informazione e Libertà e Senza Bavaglio

Sedici professionisti e cinque pubblicisti, tutti giornalisti veri. Sono le donne (otto) e gli uomini (tredici) che compongono la squadra di Ordine: Prima la Professione! Candidate e candidati alle elezioni per rinnovare i Consigli dell’Ordine della Lombardia e Nazionale, che si impegnano a rispettare un programma in dieci punti per difendere il giornalismo e i giornalisti (leggi qui).

Si vota domenica 1 ottobre, dalle 10 alle 13, e lunedì 2 ottobre, dalle 9,30 alle 14,30, all’Istituto dei Ciechi, in via Vivaio 7, a Milano. Potete scaricare i volantini con tutti i nomi a questo link.

Ecco i loro volti e i loro brevi profili. Votateli tutti, in blocco!

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Elezioni Ordine: Prima la Professione! L’impegno dei candidati in 10 punti

Difesa del giornalismo e pulizia degli Elenchi, un Fondo anti-querele, la battaglia per l’Equo compenso e una vera formazione continua. Ecco quello che si impegnano a fare i candidati di “Prima la Professione!”

Il giornalismo non deve piegarsi al sistema politico. L’Ordine dei Giornalisti deve esserne il garante, soprattutto intervenendo con fermezza in tutte quelle situazioni in cui il racconto dei fatti su testate schierate è chiaramente piegato a esigenze di propaganda politica o per assecondare gli inserzionisti pubblicitari o i potentati economici più o meno nascosti. L’informazione ha le sue norme. L’Ordine deve farle rispettare con rigore, vigilando e riportando la categoria alle regole deontologiche, etiche e morali nell’esercizio della professione.

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Ordine: Prima la Professione! Tutti i nomi dei nostri candidati

Elezioni per il rinnovo dei Consigli dell’Ordine nazionale e regionale: si vota domenica 1° ottobre, dalle 10 alle 13, e lunedì 2 ottobre, dalle 9,30 alle 14,30, all’Istituto dei ciechi, in via Vivaio 7, a Milano. Il volantino con tutti i candidati da votare in blocco

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Clicca qui o sulle immagini per scaricare il volantino

Novella 2000 e Visto, tutti licenziati. Ma i due giornali restano in edicola

La Visibilia di Daniela Santanchè ha avviato le procedure per i licenziamenti collettivi il 4 agosto, al termine della cigs al 45% e dopo aver messo giornalisti e impiegati in ferie forzate

Daniela-Santanchè
Daniela Santanchè

Tutti licenziati a Novella 2000 e Visto. Continua lo smantellamento di Visibilia Magazine srl a opera di Daniela Santanchè. Dopo aver messo in liquidazione il 25 luglio scorso la casa editrice delle due testate, al termine di un pesante regime di cassa integrazione (pari al 45%), venerdì 4 agosto per 14 dipendenti (tra giornalisti e impiegati) è stato chiesto il «licenziamento collettivo per cessazione dell’attività». Motivazione singolare, dal momento che i due magazine non sospenderanno le pubblicazioni ma andranno normalmente in edicola, anche in queste settimane con i dipendenti in ferie forzate, grazie al lavoro affidato a service esterni.

Santanchè, quindi, continuerà a pubblicare le testate, si dice probabilmente trasferendole a un’altra società di sua proprietà, ma senza le redazioni e senza aver mai fatto un piano di rilancio, come sottolinea il Cdr di Visto e Novella 2000 in un comunicato che sarà pubblicato domani sulle testate (leggere in fondo).

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Pensioni dopo le riforme: una guida (minima) per non fare confusione

Manovra Inpgi e decreto Lotti (con la “manovrina” d’estate) hanno rivoluzionato la nostra previdenza. Raccapezzarsi tra regole, deroghe e salvaguardie non è facile. E non tutto è come appare…

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

La riforma dell’Inpgi e le nuove regole per i prepensionamenti. Le clausole di salvaguardia e le deroghe per le uscite anticipate. E poi il sistema contributivo, il calcolo automatico dell’aspettativa di vita, la rivalutazione dei contributi ridotta retroattivamente dal 2007 per tutti. Nel giro di pochi mesi di questo 2017 quasi tutto è cambiato per le pensioni dei giornalisti italiani. Ed è facile fare confusione tra norme, regole, deroghe e salvaguardie. Anche perché non tutto è esattamente come appare.

Proviamo allora a fare ordine tra le differenti novità, con questa guida minima alla comprensione del nostro futuro. O perlomeno di quel che sarà fino alla prossima (vicina?) riforma delle nostre pensioni, già richiesta dai ministeri vigilanti.

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Periodici Rcs a Cairo: «Dirigenti premiati in stato di crisi. Perché?»

Lettera aperta a Urbano Cairo, presidente e amministratore delegato di Rcs

Caro Presidente,

i giornalisti di Rcs periodici sono lieti di sapere che il gruppo ha chiuso il 2016 con un utile netto di 3,5 milioni (nel 2015 la perdita era di 175,7 milioni). Un buon risultato di Bilancio sicuramente, considerato l’andamento degli anni precedenti. Bilancio che attendiamo ci venga illustrato, come da previsione contrattuale, in tutte le sue voci e componenti di ricavi e di costi.

In attesa di conoscere più a fondo i numeri relativi all’anno in cui lei ha acquisito la proprietà del Gruppo, e le previsioni per il 2017, abbiamo appreso dell’assegnazione di 1 milione e 200 mila euro come premio di risultato ai dirigenti di prima fascia. Notizia che non risultava da alcuna comunicazione aziendale. Ma è stato davvero erogato, questo premio? E sulla base di quali indicatori e risultati è stata definita la cifra?

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Casagit, nuova Consulta: Muscau fiduciario, Zilio e Costa i due vice

Muscau ok
Costantino Muscau

di Costantino MuscauFiduciario Casagit della Lombardia

Si è riunita martedì 20 giugno, a Milano, nella sede dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti, che ospita gli uffici della Casagit, in viale Monte Santo 7, la delegazione lombarda per l’Assemblea Nazionale Casagit, l’organo sovrano della nostra Cassa integrativa sanitaria.

La delegazione, composta di 19 colleghi, votati nelle elezioni del 6-10 giugno, ha eletto, come prevede lo Statuto, i 5 membri della nuova Consulta lombarda, che risulta così composta: Costantino Muscau, Luisa Espanet, Cristina Berretta, Maria Matilde Zilio, Paolo Costa.

Subito la Consulta, all’unanimità, ha confermato, al suo interno, Costantino Muscau, quale fiduciario Casagit, Maria Matilde Zilio e Paolo Costa, quali vice fiduciari.

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Unci e Fnsi al Giardino della Memoria

Il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, ha partecipato lunedì 19 giugno a Palermo alla presentazione del depliant informativo dedicato al Giardino della Memoria e curato dall’Unione nazionale cronisti italiani. L’incontro si è svolto nella sala convegni dell’Associazione siciliana della Stampa.

Al termine dell’incontro Giulietti ha raggiunto il Giardino della Memoria dove è stato accolto dal presidente nazionale dell’Unci, Alessandro Galimberti, dal vice-presidente nazionale, Leone Zingales, e dal presidente regionale dell’Unci, Andrea Tuttoilmondo.

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Processo Sopaf, assolto Camporese

In processo Milano 6 condanne, 8 anni a Giorgio Magnoni

(ANSA) – MILANO, 17 GIU – L’ex presidente dell’Inpgi, la cassa previdenziale dei giornalisti, Andrea Camporese è stato assolto con formula piena, «perché il fatto non sussiste», dalle  accuse di corruzione e truffa nel processo milanese con al centro la finanziaria Sopaf.

La Procura aveva chiesto per lui una condanna a 4 anni e mezzo. Il Tribunale ha invece  condannato, in particolare per alcuni episodi di bancarotta, 6 imputati, tra cui Giorgio Magnoni, che era a capo della società, a 8 anni di reclusione. Assolti altri 4 imputati. 

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Grazie dai 13 candidati di “Prima la Salute!”. Tutti eletti alla Casagit

di Prima la Salute!

Grazie a tutti i colleghi lombardi che ci hanno dato fiducia. La lista “Prima la Salute!” ha raggiunto il massimo obiettivo possibile: far eleggere all’Assemblea Casagit tutti e 13 i propri candidati. E si sono piazzati tutti tra i primi 15 eletti!

Un risultato straordinario, raggiunto grazie all’appoggio e al sostegno di tutti voi! Continueremo a batterci per tutelare i diritti dei giornalisti, nello spirito della solidarietà tra le generazioni.

Grazie! Grazie!! Grazie!!!

Ecco tutti i risultati.

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Prima la Salute!: ecco chi sono i 13 candidati da votare in blocco

Elezioni Casagit solo online dal 6 al 10 giugno. Donne e uomini della lista “Prima la Salute!“, guidata da Carlo E. Gariboldi, vicepresidente, e Costantino Muscau, fiduciario della Lombardia. E sostenuta da Unità Sindacale

Dal 6 al 10 giugno si vota esclusivamente online per il rinnovo degli organismi direttivi della Casagit.

Unità Sindacale sostiene e invita tutti a votare in blocco i 13 candidati in Lombardia della lista “Prima la Salute!“: prima delle divisioni, prima delle chiacchiere, prima delle componenti sindacali. A guidarla sono Carlo Gariboldi, vicepresidente negli ultimi due mandati, e  Costantino Muscau, fiduciario uscente della Lombardia, che hanno raccolto accanto a loro colleghi competenti e con grande voglia di impegnarsi per dare ai giornalisti una Cassa sempre più vicina alle loro necessità, con spirito vero di solidarietà. Come hanno già fatto il consigliere del Cda, Gianfranco Giuliani, e il delegato Antonello Capone.

Ecco i brevi profili e i volti di tutti i 13 candidati, nell’ordine alfabetico in cui li trovere nella scheda elettorale (leggi qui il programma).

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Programma in 8 punti per una Casagit migliore e più vicina ai giornalisti

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Elezioni Casagit dal 6 al 10 giugno. Ecco gli obiettivi della lista “Prima la Salute!“, guidata da Carlo E. Gariboldi, vicepresidente, e Costantino Muscau, fiduciario della Lombardia. E sostenuta da Unità Sindacale

Dal 6 al 10 giugno si vota per il rinnovo degli organismi direttivi della Casagit.

È un voto importante per continuare a garantire solidità a un Ente diventato punto di riferimento assoluto nel mondo dei fondi sanitari integrativi. Soprattutto nell’attuale contesto di grave crisi editoriale e di arretramento del Servizio sanitario nazionale.

Unità Sindacale sostiene e invita tutti a votare in blocco i 13 candidati in Lombardia della lista “Prima la Salute!“, che ha l’obiettivo di migliorare e rafforzare la Casagit nella linea della continuità. E di farlo guardando prima di tutto agli interessi dei giornalisti iscritti: prima delle divisioni, prima delle chiacchiere, prima delle componenti sindacali.

A guidare “Prima la Salute!” sono Carlo Gariboldi, vicepresidente negli ultimi due mandati, e Costantino Muscau, fiduciario uscente della Lombardia, che hanno raccolto accanto a loro candidati che hanno già fatto un ottimo lavoro nella Casagit, come il consigliere del Cda, Gianfranco Giuliani, e il delegato Antonello Capone, oltre a colleghi competenti e con grande voglia di impegnarsi per dare ai giornalisti una Cassa sempre più vicina alle loro necessità, con spirito vero di solidarietà.

Questo è il programma in 8 punti di “Prima la Salute!“.

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Casagit, trasparenza e conti risanati. Gariboldi: i frutti di una gestione senza steccati

Sostenibilità dei servizi, aggiornamento delle tariffe, migliori convenzioni e tempi certi di liquidazione: bilancio del vicepresidente uscente. Si vota online dal 6 al 10 giugno

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Carlo E. Gariboldi

di Carlo E. GariboldiVicepresidente Casagit uscente –  gariboldi@gmail.com

Caro collega,
dal 6 al 10 giugno si vota online per il rinnovo degli organismi Casagit.

È un voto importante per garantire un adeguato welfare sanitario ai giornalisti (il momento della categoria è difficile, quello del Sistema sanitario è, peggio, in continuo arretramento).

Io mi ricandido con un gruppo di colleghi e amici. Ti rubo solo pochi minuti per raccontarti che cosa abbiamo fatto in questi anni nei quali sono stato vicepresidente. Pochi minuti davvero, ma è importante che si conosca il lavoro svolto.

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Testate online e giornalisti in Svizzera: Hearst farà da apripista?

Ha utilizzato per prima le norme Fornero sul licenziamento economico nel caso di Alba Solaro. E ora fa un altro “strappo”. Mentre Fnsi e Inpgi stanno a guardare…

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

Hearst trasferisce le edizioni online dei suoi giornali italiani a Chiasso. Giornalisti compresi. Giornalisti che nella sede milanese non avevano trovato una stabilizzazione definitiva. E che adesso avranno contratti svizzeri (da collaboratori?) e quindi meno vincoli rispetto a quello Fieg.

Il rischio è che Hearst Italia faccia da apripista ad altri editori. Così come per prima ha utilizzato un anno e mezzo fa le norme della legge Fornero sul licenziamento economico per mandare via il caporedattore di Marie Claire, Alba Solaro.

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Altri 45 milioni per i prepensionamenti: restano fuori 75 giornalisti in attesa

Nuovi requisiti per l’accesso (61 anni e 25 di contribuzione nel 2017) anche per chi ha “prenotato” i finanziamenti. Ecco perché le risorse considerano solo 175 posizioni

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Fnsi

Altri 45 milioni di euro, per esaurire la “lista d’attesa” dei prepensionamenti. A cui saranno però applicati i nuovi requisiti minimi di accesso al ritiro anticipato, più stringenti di quelli attuali: 25 anni di contribuzione e 61 di età per il 2017 (61 e 7 mesi dal 2018). La soluzione prevista nello schema di decreto legislativo (dlgs) varato venerdì dal Consiglio dei ministri, che rivede integralmente le regole sugli stati di crisi delle aziende editoriali (vedi articolo del Sole 24 Ore in fondo), taglia fuori circa 75 posizioni prenotate: il 30% dell’intera lista.

Varrebbero invece le regole attuali (18 anni di contributi e 58 di età) per i prepensionamenti già finanziati con i precedenti stanziamenti, compresi gli ultimi 23 milioni della Finanziaria 2017. E questo ripropone, anzi accentua, il nodo sulla graduatoria di assegnazione già al centro di tensione tra gli editori della Fieg (leggi qui): a chi andranno gli ultimi 24 posti coperti dai 23 milioni, nei grandi numeri in bilico tra Corriere della Sera e Hearst magazines Italia? La risposta potrebbe cambiare il destino di molti giornalisti.

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Prepensionamenti, Poletti cambia le regole e stravolge la lista d’attesa

Modificato l’ordine di accesso ai finanziamenti. Gli editori “retrocessi” sono pronti a ricorrere al Tar. E il ministero blocca le chiamate. In attesa dei decreti dell’Editoria

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

C’è grande confusione sotto il cielo dei prepensionamenti dei giornalisti italiani. Una nuova interpretazione del ministero del Lavoro di Giuliano Poletti ha stravolto l’ordine della lista di attesa per l’assegnazione dei 23 milioni di finanziamenti stanziati dalla legge di bilancio 2017 (leggi qui), per un totale di 94 posizioni. Non vale più la data di presentazione del piano di crisi al ministero, con possibilità di ricorso al contratto di solidarietà al posto della cigs: ora è il giorno dell’effettivo avvio della cassa integrazione a determinare la graduatoria.

Una rivoluzione piovuta sulla Fieg come una bomba, che coinvolge direttamente anche la Fnsi. Tra minacce di ricorsi al Tar, tentativi informali di mediazione con il ministero e invio di lettere a doppia firma a dirigenti e allo stesso Poletti. Con il risultato, al momento, di aver paralizzato il processo di autorizzazione dei prepensionamenti.

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Riforma pensioni e rischio esodati: la sconfitta politica di Inpgi e Fnsi

Bloccate le clausole di salvaguardia. Negata l’autonomia del Cda sull’aspettativa di vita. Mentre passano le misure Inps ma senza protezione pubblica. E il futuro dei giornalisti non è garantito

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

Nessuna clausola di salvaguardia. Nessuna autonomia del Cda sull’aspettativa di vita. Nessuna garanzia sul futuro. E, soprattutto, il rischio – che è quasi una certezza – di creare decine, centinaia di esodati. La riforma delle pensioni dei giornalisti, entrata in vigore il 21 febbraio con il via libera dei ministeri vigilanti del Lavoro e dell’Economia, è la rappresentazione plastica del fallimento politico dell’attuale maggioranza di Inpgi e Fnsi.

I no e le sospensioni pronunciate dai due dicasteri pesano infatti come macigni. Perché vanno a colpire le poche, pochissime aree su cui il vertice dell’Istituto aveva differenziato le condizioni rispetto all’Inps e su cui il Sindacato si era impegnato con i giornalisti. Mentre nulla si conosce ancora delle condizioni e dei paletti che i ministeri hanno indicato nella lettera arrivata il 21 febbraio in via Nizza, che i vertici dell’Istituto si rifiutano di rendere pubblica.

Altro che cantare vittoria per una riforma che sovrappone la nostra previdenza a quella dell’Inps ma senza nessun ombrello protettivo pubblico! La presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, e il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, dovrebbero ammettere la sconfitta politica. Ecco perché.

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