Fnsi contro la libertà di pensiero e di parola: aperto il processo alla “dissidente” Daniela Stigliano

di Unità SindacaleMovimento con propri rappresentanti in Fnsi, Inpgi, Casagit, Fondo di previdenza complementare e Ordine dei Giornalisti

La Fnsi guidata dalla maggioranza di Lorusso e Giulietti vieta la libertà di pensiero e di parola. E manda a processo i “dissidenti”.

Daniela Stigliano, caporedattore del settimanale Oggi (Rcs) e leader di Unità sindacale, sarà interrogata mercoledì 13 novembre dal Collegio dei Probiviri dell’Associazione lombarda dei giornalisti. L’accusa? Aver criticato il contratto Uspi e aver espresso forti preoccupazioni per la tenuta dei conti dell’Inpgi durante i lavori degli Stati generali dell’Informazione e dell’Editoria il 4 luglio scorso, dov’era presente come semplice giornalista e non come esponente sindacale (qui il video dell’intervento, a partire da 3:06:50). Tutte posizioni peraltro note e pubbliche da anni.

Continua a leggere

Mentana fa Gol grazie al bel regalo del contratto Fnsi-Uspi

Quattro anni e un unico risultato: un contratto per giornalisti poveri. E un bel regalo a Enrico Mentana: per il suo sito nazionale Open ha assunto 30 giovani con diritti e retribuzioni di serie B

carlo-gariboldi-nuova.jpgdi Carlo E. GariboldiConsigliere di amministrazione della Casagit

Incapaci. Un sindacato di incapaci. In quattro anni la maggioranza che governa il sindacato unitario (sic) dei giornalisti non ha rinnovato il contratto Fnsi-Fieg (non è riuscita neppure ad aprire un tavolo di discussione con gli editori), ha assistito come un pensionato davanti a un cantiere al disfacimento dell’Inpgi, sta boicottando la trasformazione di Casagit.

Continua a leggere

Il nuovo contratto Fnsi-Uspi: colpo basso a periodici, online (e non solo)

Non bastava l’AerAntiCorallo: la maggioranza di Lorusso crea un nuovo Cnlg di serie B. Con meno diritti e retribuzioni ridotte. Eccolo punto per punto

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Il Contratto Fieg è in stallo da due anni e di trattative per il rinnovo non se ne parla nemmeno? Ecco allora che la maggioranza della Fnsi del segretario Raffaele Lorusso lancia la corsa alla moltiplicazione dei Cnlg di serie B, per dimostrare di essere stata capace di combinare qualcosa (di buono o di cattivo a loro poco importa) prima della fine del mandato.

Dopo il discutibile e contestato AerAntiCorallo, che ha ristretto da anni diritti e retribuzioni per i colleghi delle radio e tv locali, e dopo il recentissimo pasticcio del “giornalista pubblico” (leggi qui), è ora arrivato il Contratto Uspi. Che in un colpo solo travolge giornalisti dei siti online e dei periodici con condizioni ancora più ridotte. Ma anche tutti gli altri. Dando vita, irreversibilmente, nella professione giornalistica a gabbie salariali e, soprattutto, normative di “settore”.

Continua a leggere

Pasticcio Fnsi sul “giornalista pubblico”: in subbuglio gli uffici stampa degli Enti locali

Le amministrazioni vogliono applicare il nuovo contratto (non giornalistico) anche a chi ha il Cnlg Fieg. Documento di protesta dei Cdr di 14 Regioni

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva della Fnsi

La rapidità con cui la Fnsi è passata, nel giro di nemmeno 40 giorni, dall’entusiasmo (leggi qui) all’impugnazione di fronte al Tribunale di Roma (leggi qui) già la dice lunga sul disastro combinato dal segretario Raffaele Lorusso e dalla sua corte sui giornalisti della Pubblica amministrazione. Ne sanno qualcosa i presidenti e i segretari delle Associazioni di stampa regionali, tempestati da richieste di chiarimenti e di aiuto. Anche se pochi osano sussurrarlo e nessuno dice chiaramente che «il reuccio è nudo». Forse intimoriti di essere esclusi dal “cerchio magico” della maggioranza federale a pochi mesi dalle elezioni di fine anno.

Certo, chi il disastro lo sta subendo sulla propria pelle sono i diretti interessati, centinaia di colleghe e colleghi che, in particolare negli Enti locali, si trovano ora con meno diritti e più preoccupazioni di prima. Tanto che i Comitati di redazione di uffici e agenzie di stampa di 14 Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano hanno inviato a Lorusso un documento di fuoco, che la Fnsi nasconde anche alla sua Giunta.

Ma che cosa è successo? Proviamo a mettere in fila i fatti.

Continua a leggere

Io e l’ex fissa: non ne ho diritto, ma molti colleghi sì. Per questo la difendo

Stigliano video 2di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

Scusate se parlo di me. Ma è corretto che i colleghi conoscano, e valutino, anche gli eventuali interessi in gioco di chi ha incarichi negli organismi di categoria e prende posizione sui diversi temi in discussione. Come sto facendo in queste settimane sulla vicenda del Fondo ex fissa, da componente della Giunta Fnsi e Consigliera generale dell’Inpgi.

Ho 52 anni, lavoro da 32 con contratto, ma non ho diritto all’ex fissa perché a fine 2014 non avevo 15 anni di anzianità aziendale. A quella data avevo 14 anni e 9 mesi di anzianità in Rcs MediaGroup, dove lavoro ancora oggi. Al massimo, quando andrò in pensione, avrò diritto a 10 mila euro invece di molto di più.

Continua a leggere

Ex fissa, le verità nascoste della letterina di Natale di Fnsi e Fieg

Entro il 31 dicembre 1.948 colleghi dovranno scegliere se accettare o meno il dimezzamento (o quasi) della cifra originaria. Senza un nuovo prestito da altri 23 milioni da parte dell’Inpgi (o delle banche?), nessuno però otterrà niente. Ecco tutti gli elementi per decidere

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi e Consigliera generale Inpgi

Le lettere con la “proposta” sono arrivate nei giorni scorsi e 1.948 giornalisti in attesa dell’ex fissa (alcuni da molti anni) stanno facendo i conti nelle proprie tasche: meglio accettare pochi soldi, “maledetti e subito”, oppure aspettare ancora pur di ottenere l’intera cifra che gli spetta? Una scelta difficile e personale, resa quasi impossibile dalla fumosa comunicazione ricevuta. E su cui pesa come un macigno un’incognita di cui nessuno dice nulla: senza un ulteriore prestito da parte dell’Inpgi (o di un altro soggetto?), i 23 milioni residui sui 35 complessivi su cui si basava la modifica contrattuale del 2014 (e di cui sono già stati versati 12 milioni), nessuna operazione sarà possibile.

Un prestito avvolto dal mistero e da posizioni e dichiarazioni contraddittorie. Su cui il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, si è rifiutato di fare chiarezza. Nonostante su quegli ulteriori 23 milioni di finanziamento si basino tutte le ipotesi proposte. E se quei soldi non dovessero arrivare?

Continua a leggere

Più lavoro, meno soldi, minori tutele. E niente assunzioni. Guida ragionata alle 25 richieste della Fieg sul contratto

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Spremere i giornalisti già assunti, obbligandoli a lavorare di più, guadagnando meno, eliminando molte garanzie e tutele e rendendo i capiredattori ricattabili. Senza alcuna previsione reale di assunzioni future. Anzi. E senza riferimenti all’innovazione e allo sviluppo multimediale. Questa è la flessibilità secondo gli editori.

A mesi di distanza dalla presentazione formale al vertice del Sindacato, la piattaforma della Fieg è stata finalmente resa nota anche alla Giunta Esecutiva e alla Consulta delle Associazioni regionali di stampa, all’interno di un documento di 12 pagine consegnato nella riunione del 26 luglio e doverosamente diffuso da alcune Associazioni, tra cui la Siciliana (leggi l’articolo che riporta il testo integrale). Mentre dalla Segreteria della Romana arriva un giudizio netto: “Inaccettabili le proposte degli editori sul prossimo contratto” (leggi qui).

Ecco allora una guida ragionata alla piattaforma in 25 punti presentata alla Fnsi, con la spiegazione punto per punto di quello che vorrebbero gli editori: dalle corte alle domeniche, dalle ferie agli scatti, dagli straordinari alle malattie, dai superfestivi ed ex festivi alla licenziabilità dei capiredattori.

Continua a leggere

Così la Fnsi di Lorusso vuole distruggere il contratto Fieg e la professione

Foto documento contratto
Clicca sull’immagine per scaricare il documento

Addio all’articolo 1 come riferimento storico del contratto dei giornalisti. Spazzati via (e dimenticati) gli articoli 2 e 12. Che lasciano il posto a “collaboratore esterno” e “corrispondente”, figure nuove con pochi pregi e molti rischi per nuovi e vecchi assunti. Largo alle professioni del web, ma con troppa confusione. L’equiparazione di professionisti e pubblicisti che può interferire con le regole della professione fissate dall’Ordine e va contro anche la linea indicata nella nuova legge di riforma dell’editoria. E il pericolo incombente che, per portare a casa un risultato di dubbio valore, si decida di soccombere di fronte all’accetta degli editori sull’intero sistema degli istituti economici del contratto, dalle ferie ai notturni ai permessi retribuiti, dai festivi alle domeniche agli straordinari. Il tutto condito dalla solita, intollerabile abitudine di tenere tutto nascosto alla Giunta Esecutiva, alla Commissione contratto e all’intera categoria (leggi altro articolo qui).

Il progetto di distruzione del contratto dei giornalisti (e pure della professione) porta la data dell’11 novembre 2015 sotto un documento di 12 pagine inviato in silenzio dalla Fnsi di Raffaele Lorusso agli editori della Fieg (clicca sull’immagine qui sopra per scaricarlo e leggerlo integralmente). Ecco nei dettagli come la Fnsi di Raffaele Lorusso vuole sconvolgere oltre un secolo di contratto dei giornalisti. E mettere a rischio la nostra professione.

Continua a leggere

La “freddezza” di Lorusso con le radio-tv locali: tre indizi fanno una prova?

di Sergio Stella

Hanno abbozzato tutti. Nessuno ha intenzione di protestare ufficialmente. Ma i mugugni e i malumori serpeggiano, nel mondo delle radio-tv locali, verso quella che i più gentili definiscono “freddezza” nei loro confronti da parte del segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso. Nei confronti dei giornalisti, che da 16 anni fanno i conti con un contratto depotenziato, fortemente voluto dall’allora numero uno del Sindacato, Paolo Serventi Longhi, nonostante le perplessità interne alla sua maggioranza e l’opposizione pubblica della Lombarda, ovvero la maggiore associazione regionale della Federazione. E nei confronti delle aziende che quel contratto hanno firmato attraverso l’associazione AerAnti-Corallo.

Una “sensazione” di scarsa attenzione e di mancanza di interesse, da parte di Lorusso, che troverebbe fondamento in tre diversi indizi che – come si sa – quasi sempre fanno una prova. Proviamo a metterli in fila?

Continua a leggere

Assostampa Sicilia: “Contratto Fieg e riforma Inpgi, ancora troppi silenzi”

Pubblichiamo il comunicato diffuso a conclusione del Consiglio generale dell’Associazione siciliana della stampa.

Le pesanti incertezze sul contratto la cui proroga, fissata per settembre, è ormai alle porte; le gravi preoccupazioni per la manovra che l’Inpgi dovrà varare entro dicembre per adempiere alle direttive imposte dai ministeri vigilanti e far fronte al pesante disavanzo economico; la ridefinizione in calando delle prestazioni di Casagit; la riforma dell’Ordine.

Questi i temi che oggi rendono fosco il panorama prossimo venturo della categoria già messa a dura prova dalla pesante crisi dell’editoria e sui quali ha focalizzato la sua attenzione il Consiglio regionale dell’Associazione siciliana della stampa riunitosi a Palermo.

Continua a leggere

Caltagirone Messaggero

Caltagirone fuori dalla Fieg: un’ombra anche sul contratto dei giornalisti

azzurra caltagirone
Azzurra Caltagirone

di Sergio Stella

Il motivo ufficiale dello scontro sono i poligrafici delle testate del gruppo Caltagirone e il loro passaggio al contratto di lavoro del commercio, contestato da (quasi) tutti gli altri editori. Ma dietro l’uscita rumorosa dalla Fieg degli editori di Messaggero, Mattino di Napoli, Gazzettino di Venezia, Corriere Adriatico, Corriere di Puglia e Leggo si nasconde molto di più. E la mossa – non del tutto inaspettata – allunga ombre sul prossimo futuro dell’intera industria dell’informazione e delle sue relazioni industriali. Senza risparmiare, ovviamente, la categoria dei giornalisti e il nostro contratto di lavoro (scaduto a fine marzo e prorogato al 30 settembre).

Anzi. Il vero rischio è che la battaglia finale si combatta proprio su questo terreno. Con esiti non scontati su alcun fronte. Ma che rischiano, in ogni caso, di passare sulla nostra testa e di giocarsi sulla nostra pelle. Anche grazie all’inanellarsi di errori sindacali, negli ultimi mesi, che nessuno sembra essere preparato e pronto a correggere. Ma proviamo a ricostruire i fatti. 

Continua a leggere

Il Salvini-Factor continua. Dopo milioni di euro pubblici alla Padania, otto anni di cigs e 15 giornalisti ancora in cassa

lega nord salvini factor
L’annuncio apparso il 29 marzo

di Sergio Stella

Chissà se i primi 500 candidati che hanno risposto all’appello del Salvini-Factor – “Sai scrivere bene e vuoi collaborare con Matteo Salvini? Questa è la tua occasione! Inviaci un pezzo e vedremo se hai il Salvini-Factor” – ebbene, chissà se questi giovani di bella penna hanno anche memoria storica.

Facciamo un ripasso. In principio fu la Padania, organo ufficiale della Lega Nord. Poi, nell’autunno 2007,  arrivarono due anni di cassa integrazione, e poi altri due ancora. Quattro lunghi anni. Terminati peraltro con i reintegri decisi dal giudice del lavoro.

Continua a leggere

Caso Regeni-Manifesto, la tempesta sui social accende i riflettori anche sui freelance sfruttati

Armanodi Antonio Armano – freelance – candidato sindaco Inpgi2 per Inpgi-La Svolta

Parafrasando Marko Vešović, “chiedo scusa se non parlo di Sanremo”. Volevo scrivere questo: cane non mangia cane. Sicuramente il famoso detto vale per i cani da guardia. Mi riferisco al ruolo che viene attribuito ai giornalisti (public watchdog, secondo la roboante definizione anglosassone). E al fatto che le magagne del mestiere sono emerse poco sui giornali. A meno che non assumessero proporzioni enormi, e almeno fino all’avvento di Internet.

La motivazione? Ai lettori dei giornali non frega niente di quanto riguarda i giornali. A volte c’erano ragioni meno confessabili: i guai o gli incidenti di percorso di un’altra testata è meglio lasciarli perdere sperando che accada altrettanto se sarà la tua testata ad avere problemi.

Ora con i social questa zona d’ombra non dico sia finita ma almeno si è in parte dissolta. Prendiamo il clamore intorno al caso Regeni-Manifesto.

Continua a leggere

Prepensionamenti, attesa finita per la Poligrafici: i Periodici Rcs ora primi della lista. E la continuità del piano di crisi “salva” la prenotazione del Sole

Aula vertenze LavoroI prepensionamenti vanno avanti. Tanto che la Poligrafici ha ottenuto l’assegnazione dei finanziamenti per gli ultimi 20 posti in attesa. E la lista delle richieste “prenotate” al ministero del Lavoro continua ad avere validità anche quando si va al rinnovo di stati di crisi giunti al termine dei due anni, in una continuità pienamente riconosciuta dagli uffici di Giuliano Poletti.

La mattina del 28 gennaio al ministero del Lavoro, nella sede di via Fornovo a Roma, due incontri successivi – per la Poligrafici e per Il Sole 24 Ore – hanno avviato le assegnazioni 2016 dei finanziamenti, segnando alcuni punti fermi per le procedure di ricorso ai prepensionamenti all’interno di stati di crisi.

In particolare, hanno messo a tacere definitivamente la voce, circolata nelle scorse settimane in base a un’errata interpretazione da parte di alcuni esponenti sindacali, che la “prenotazione” dei prepensionamenti potesse essere cancellata automaticamente nonostante la presentazione di un nuovo stato di crisi, facendo scivolare in fondo alla lista le richieste finora in testa.

Continua a leggere

Hearst, nessun accordo sul licenziamento di Alba Solaro. I giornalisti del gruppo vanno avanti con gli scioperi

WP_20160118_09_26_44_ProMancato accordo. Si è conclusa così, questa mattina a Milano, la convocazione davanti alla Direzione territoriale del lavoro per la conciliazione preventiva sul licenziamento della caporedattrice di Marie Claire, Alba Solaro. Mentre all’esterno era in corso un presidio di protesta di tutti i giornalisti della Hearst, che per oggi avevano proclamato uno sciopero congiunto (in fondo, la fotogallery realizzata con immagini scattate da Letizia Mosca).

Una riunione durata nemmeno un’ora, quella di fronte alla Dtl, in cui l’azienda italiana del colosso americano dell’editoria, guidata da Giacomo Moletto, ha rifiutato ancora una volta qualsiasi tentativo della collega e del sindacato di trovare una soluzione alternativa al licenziamento.

Continua a leggere

Hearst, i giornalisti del gruppo scioperano contro il licenziamento di Alba Solaro. Ma in piazza dovremmo scendere tutti

img_2070
Alba Solaro

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Un giorno di sciopero di tutti i giornalisti del gruppo Hearst. Per ripetere ancora una volta “no” al licenziamento di Alba Solaro, caporedattrice centrale di Marie Claire, a cui l’azienda guidata da Giacomo Moletto ha comunicato il 30 dicembre scorso l’intenzione di mandarla via. Per una doppia “ragione”: il “giustificato motivo oggettivo economico” e la “soppressione della posizione“.

Domani, lunedì 18 gennaio, mentre alla Direzione territoriale del lavoro (Dtl) di Milano andrà in scena il tentativo di conciliazione preventiva per il licenziamento di  le redazioni della sede italiana del colosso americano dell’editoria saranno dunque vuote. Sia quelle di Hmc, Hearst Marie Claire, che edita il giornale in cui da anni lavora Solaro. Sia quelle di Hmi, Hearst Magazines Italia, che comprendono Gente, Gioia!, Elle e Cosmopolitan, da subito al fianco dei colleghi del gruppo (in coda, gli ultimi due comunicati).

Un gesto importante e non solo simbolico, che va oltre la solidarietà formale e su carta e che va ben oltre la difesa – sacrosanta – di una singola collega. Perché in gioco c’è molto di più: ci siamo tutti noi, giornalisti italiani. E c’è la nostra libertà di fare informazione.

Continua a leggere

Ok finale agli sgravi per le assunzioni 2015: ecco come funzionano. In attesa 200 richieste, ma la Fnsi punta a migliaia di nuovi posti (anche per dare una mano all’Inpgi)

Newsroom2Il via libera definitivo dei ministeri del Lavoro e dell’Economia  agli sgravi per le assunzioni di giornalisti nel 2015 è finalmente arrivato. Una buona notizia, che sblocca circa 200 richieste già presentate da inizio anno e rimaste finora in stand-by. E che potrebbe dare un impulso a nuovi ingressi e stabilizzazioni, soprattutto nel prossimo mese e mezzo. Dal 2016, infatti, lo sconto sui nuovi contratti dovrebbe diventare meno conveniente per gli editori, con una netta riduzione, dal 100% al 40%.

Una buona notizia che si inserisce altresì nel confronto per il rinnovo del contratto nazionale: la Fnsi ha infatti messo al centro del confronto con la Fieg la ripresa e l’allargamento dell’occupazione, puntando a migliaia di nuovi posti di lavoro. Anche con l’obiettivo di portare linfa vitale alle casse dell’Inpgi. Mentre gli editori sono disponibili sì ad assumere, ma chiedono anche più flessibilità e riduzione del costo del lavoro.

Vediamo come funzionano gli sgravi e quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi.

Continua a leggere

La Fnsi di Lorusso non sa come giustificare il silenzio sulla disdetta del contratto: ritocca il pezzo sul sito e accusa tutti di ignoranza

Raffaele Lorusso
Raffaele Lorusso

Un minimo, ma significativo, ritocco all’articolo del 30 ottobre. Un nuovo pezzo che ammette tutto, ma mimizza la portata della notizia e sbeffeggia migliaia di giornalisti per non aver capito nulla. Un contrattacco con veleni e invettive lanciati verso chi ha scoperto i responsabili con le dita nella marmellata. In una parola: una indecorosa e arrogante arrampicata sugli specchi.

Ha reagito così la Fnsi del segretario Raffaele Lorusso alla rivelazione, su questo blog (leggere qui), della formale disdetta del contratto da parte degli editori della Fieg, per la prima volta nella storia del nostro sindacato. Invece di chiedere scusa ai giornalisti italiani, ai quali è stata negata una informazione pronta (e una eventuale presa di posizione condivisa), la strada scelta da Lorusso e dal suo “cerchio magico” è tentare di mistificare la realtà e confondere le idee ai colleghi.

La cronologia degli eventi, e le prove “fotografiche” (nella galleria in basso), lo dimostrano.

Continua a leggere

La Fieg disdice (per la prima volta) il contratto nazionale ma la Fnsi di Lorusso lo tiene nascosto. Quando pensava di dirlo ai giornalisti italiani?

Il presidente della Fieg, Maurizio Costa
Il presidente della Fieg, Maurizio Costa

Gli editori hanno disdetto il contratto nazionale dei giornalisti italiani. Per la prima volta nella storia ultracentenaria del Cnlg. Una notizia, ancora prima che un elemento fondamentale, e inquietante, che irrompe nella stagione appena aperta del rinnovo contrattuale. Ma la Fnsi guidata dal segretario Raffaele Lorusso ha deciso di tenerlo nascosto.

Perché? Quando il gruppo dirigente della Federazione nazionale della stampa aveva intenzione di dirlo ai giornalisti italiani? Fra qualche settimana, qualche mese oppure mai? E quali effetti devastanti temono abbia davvero la disdetta, nelle stanze romane di corso Vittorio Emanuele II, per scegliere una strada così poco consona alla categoria dei giornalisti come quella della opacità?

Continua a leggere

Presidente Fnsi, Capss e Lombarda fanno flop. Senza voti, Giulietti si ritira. E la maggioranza del segretario Lorusso scappa sull’Aventino

image
Stefano Tallia tra Giancarlo Tartaglia (a sinistra) e Raffaele Lorusso

di Sergio Stella

Presidente Fnsi, la prima è un flop storico. La maggioranza del segretario Raffaele Lorusso non ha i numeri per eleggere al primo turno il neoconsigliere nazionale Beppe Giulietti e si ritira sull’Aventino, con i consiglieri nascosti nelle stanze della Federazione o nei bar sotto la sede della Fnsi, per non rispondere all’appello delle presenze. Senza numero legale, il consigliere anziano Stefano Tallia, deputato per statuto a presiedere il Consiglio nazionale, non può che dichiarare non valida la riunione e chiuderla senza nemmeno aprirla.

Una brutta pagina, per il sindacato dei giornalisti, quella andata in scena ieri mattina al secondo piano di corso Vittorio Emanuele II, a Roma. Una cosa mai accaduta, a memoria di chi conosce storia e anima della Fnsi. La dimostrazione plastica della disgregazione del gruppo che a Chianciano si era fatto maggioranza, negando differenze politiche (e personali) profonde. E il fallimento della linea dura sulla candidatura di Giulietti sostenuta contro tutti da Enrico Ferri per il Capss e Giovanni Negri per la Lombarda, con l’ausilio degli uomini del pallottoliere.

Ma soprattutto un gioco al massacro (del sindacato) che sembra preso a prestito dalla peggiore politica e che difficilmente potrà essere compreso dai colleghi, che dai dirigenti della Fnsi si aspettano risposte ai tanti problemi di chi sta fuori e dentro le redazioni e non trucchi pirotecnici per nascondere la propria disfatta.

Continua a leggere