Pasticcio Fnsi sul “giornalista pubblico”: in subbuglio gli uffici stampa degli Enti locali

Le amministrazioni vogliono applicare il nuovo contratto (non giornalistico) anche a chi ha il Cnlg Fieg. Documento di protesta dei Cdr di 14 Regioni

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva della Fnsi

La rapidità con cui la Fnsi è passata, nel giro di nemmeno 40 giorni, dall’entusiasmo (leggi qui) all’impugnazione di fronte al Tribunale di Roma (leggi qui) già la dice lunga sul disastro combinato dal segretario Raffaele Lorusso e dalla sua corte sui giornalisti della Pubblica amministrazione. Ne sanno qualcosa i presidenti e i segretari delle Associazioni di stampa regionali, tempestati da richieste di chiarimenti e di aiuto. Anche se pochi osano sussurrarlo e nessuno dice chiaramente che «il reuccio è nudo». Forse intimoriti di essere esclusi dal “cerchio magico” della maggioranza federale a pochi mesi dalle elezioni di fine anno.

Certo, chi il disastro lo sta subendo sulla propria pelle sono i diretti interessati, centinaia di colleghe e colleghi che, in particolare negli Enti locali, si trovano ora con meno diritti e più preoccupazioni di prima. Tanto che i Comitati di redazione di uffici e agenzie di stampa di 14 Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano hanno inviato a Lorusso un documento di fuoco, che la Fnsi nasconde anche alla sua Giunta.

Ma che cosa è successo? Proviamo a mettere in fila i fatti.

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Ronsisvalle: “L’eterno conflitto tra ufficio stampa e portavoce. Ai politici interessa più il culto dell’immagine che informare i cittadini”

Luigi Ronsisvalle
Luigi Ronsisvalle

di Luigi Ronsisvalle

Caltanissetta, Gela e Mazara. Se tre indizi – come sostengono alcuni – fanno una prova, significa che quello che sta accadendo negli Enti locali siciliani a proposito di uffici stampa non è per nulla un caso.

Del resto, anche a volere ottimisti e benpensanti, come si può credere che, solo per un puro caso, il sindaco di Caltanissetta abbia sentito all’improvviso, poco prima dell’estate, la necessità di scegliersi senza alcuna selezione un proprio esperto in comunicazione andandolo a rintracciare nientemeno che al Comune di Catania, pur avendo un giornalista nell’ufficio stampa del suo stesso Comune?

Oppure, che dire del sindaco di Gela che alla vigilia di Ferragosto, il 13 agosto per l’esattezza, ha reso noto il bando per la selezione di un addetto stampa che si concluderà il 28 agosto (in pieno periodo di ferie quindi) prevedendo solo requisiti ma nessun titolo col relativo punteggio? Le uniche certezze di questa vicenda sono che alla fine della selezione non ci sarà alcuna graduatoria, che il giornalista prescelto dovrà intervistare lo stesso sindaco, e che il sindaco medesimo, a suo insindacabile giudizio, potrà revocare l’incarico all’addetto stampa.

Buon ultimo è arrivato il Comune di Mazara del Vallo (foto in alto). Il caso certamente più delicato perché con la sua decisione di individuare autonomamente nuovi profili professionali (un giornalista pubblicista e un addetto stampa tra i dipendenti dell’Ente) minaccia di scardinare la struttura normativa che regola il lavoro giornalistico negli uffici stampa degli Enti locali siciliani.

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Lorusso e Costante falliscono la prima prova sugli Uffici stampa. Firmano una circolare, ma i colleghi li obbligano alla marcia indietro

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L’articolo pubblicato il 5 agosto sul blog del Capss. Ora è scomparso

Una circolare ufficiale, a firma congiunta del segretario generale Raffaele Lorusso e della responsabile del Dipartimento degli Uffici stampa Alessandra Costante, inviata nel pomeriggio del 5 agosto a tutte le Associazioni di stampa e ai componenti del Dipartimento. Un articolo sul blog della corrente sindacale a cui Lorusso e Costante appartengono. Il rilancio (dell’articolo, non della circolare) su ogni gruppo di Facebook di categoria raggiungibile. Poi, in serata e nella notte, una precipitosa marcia indietro. Che non riesce a nascondere la brutta figura, quantomeno da dilettanti allo sbaraglio.

Peccato, infatti, che – per quanto ingiusto possa sembrare ai protagonisti di molte vicende – non possa certo scomparire d’incanto una circolare protocollata e inviata per mail (seppur a non molti indirizzi: stranamente non ai componenti di Giunta, che fanno parte e possono partecipare per definizione a ogni dipartimento della Fnsi). E che, nonostante sul web non ci sia più traccia apparente di nulla, qualcosa sia comunque rimasto. Come dimostrano le immagini a corredo di questo articolo.

Ma che cosa è successo?

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