Inpgi/Borzi al Consiglio generale: “Cara Presidente, non sempre le attese sui fondi immobiliari si realizzano”

Lo sbilancio nei conti dell’Istituto è stato coperto per il quarto anno consecutivo dalle plusvalenze contabili nella rivalutazione degli immobili ceduti al Fondo Amendola: ma il precedente del Fondo Inpgi – Hines dimostra che non sempre contare i pulcini prima che le uova si siano schiuse è un processo affidabile. Questa è una scommessa che mette a rischio le pensioni future dei giornalisti italiani. Pubblichiamo la sintesi dell’intervento di Nicola Borzi, consigliere generale di Inpgi-La Svolta, sul bilancio 2015 della gestione sostitutiva Ago dell’Inpgi al Consiglio generale del 28 aprile 2016.

Borzi fotodi Nicola Borzi

Presidente, care colleghe, cari colleghi,

analizzare in un intervento per il quale sono possibili soli cinque minuti di tempo un fascicolo di bilancio di 100 pagine è un’operazione quasi impossibile, per cui mi concentrerò su pochi punti salienti. Prima però debbo rilevare con disappunto che mentre i bilanci ci sono stati inviati via email martedì 19 aprile, solo ieri sera poco prima delle 20, a 14 ore dall’inizio del consiglio generale dove dovremmo discutere i bilanci, ci sono stati trasmessi l’ordine del giorno e le cinque delibere allegate, sempre via email, rendendo quasi impossibile esaminare con attenzione il materiale in discussione in tempo utile.

Non solo: nel bilancio trasmessoci il 19 aprile mancavano gli allegati OBBLIGATORI quali la relazione del collegio sindacale e quella della società di revisione, che ci sono stati distribuiti solo stamattina all’ingresso. E’ un comportamento grave e scorretto, oltre che una mancanza di rispetto.

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Galimberti (Unci): “Minacce e intimidazioni via web, nuova emergenza per i cronisti”

 

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“Il 77esimo posto nella classifica mondiale della libertà di informazione riservato all’Italia non è certo dovuto alle leggi – che non sono peggiori, per esempio, rispetto alla Russia o alla Serbia – ma alle minacce e alle intimidazioni che i cronisti italiani subiscono ogni giorno non solo dalla malavita organizzata ma anche dalle classi dirigenti del Paese”.

Lo ha dichiarato il presidente nazionale dell’Unci, Alessandro Galimberti, ospite il 27 aprile del Consiglio regionale dell’Assostampa siciliana i cui lavori – che si sono svolti nella sede di via Francesco Crispi a Palermo – sono stati coordinati dal presidente SiciliAntenna  dell’Assostampa Giancarlo Macaluso, alla presenza del segretario del sindacato regionale Alberto Cicero e del consigliere generale dell’Inpgi Luigi Ronsisvalle (nella foto, da sinistra, Macaluso, Cicero, Galimberti e Ronsisvalle).

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Processo Inpgi-Sopaf, il Cda in scacco matto si costituisce parte civile

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La presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni
Con le spalle al muro. Stretto da più parti, il Cda dell’Inpgi ha infine subìto lo scacco matto. E ha approvato la costituzione di parte civile nel processo Sopaf che si apre domani 21 aprile al Palazzo di Giustizia di Milano, in cui è imputato anche l’ex presidente Andrea Camporese con l’accusa di corruzione e truffa aggravata ai danni dell’Istituto in associazione con altri rinviati a giudizio. Un’ottima notizia, per i giornalisti italiani e per la tutela della loro Cassa di previdenza. Ma una decisione (presa all’unanimità dei presenti) non senza resistenze e con molti mal di pancia.

A dimostrarlo ci sono il tono e il contenuto del comunicato tutto in difesa diffuso subito dopo la decisione. Le parole dal sapore di minaccia – vergate nero su bianco – della neopresidente Marina Macelloni contro fantomatici attacchi “diffamatori e calunniosi”. E il comportamento di due consiglieri di amministrazione, che al momento decisivo hanno lasciato la stanza della riunione pur di non partecipare al voto (ma senza voler lasciare traccia del loro dissenso).

Ma la cronaca degli ultimi giorni in via Nizza racconta molto di più.

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Processo Sopaf: il Cda dell’Inpgi decide in zona Cesarini. Ma noi ci siamo già costituiti parte civile

IMG_1208L’abbiamo rifatto. A un anno di distanza dall’udienza del 14 aprile 2015 contro Luca e Giorgio Magnoni, nei giorni scorsi ci siamo costituiti parte civile, questa volta nel filone del processo Sopaf che si aprirà il 21 aprile, al tribunale di Milano. Un processo che vede imputato, tra gli altri, l’ex presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, accusato di corruzione e truffa aggravata ai danni dell’Istituto, all’interno di una presunta associazione a delinquere con altri otto rinviati a giudizio.

È stata una decisione quasi obbligata, la nostra, di fronte al Consiglio di amministrazione dell’Inpgi che ha spinto in zona Cesarini la decisione sulla costituzione di parte civile da parte dell’Istituto che, secondo la tesi del pm Gaetano Ruta accolta nel rinvio a giudizio dal gup Alessandro Santangelo, è stato truffato dagli imputati e ha subìto danni per almeno 7,6 milioni di euro. Siamo ben consapevoli che nel caso in cui il Cda dell’Ente riunito oggi e domani dovesse scegliere di costituirsi – come si aspetta l’intera categoria e come ancora ci auguriamo noi – la nostra azione sarebbe ricompresa in quella dell’Inpgi. Ma noi avremmo comunque raggiunto il nostro obiettivo: tutelare gli interessi dei giornalisti e del nostro Istituto.

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La Cassazione conferma la condanna di Flavia Mosca Goretta. Galimberti (Unci): aberrazione giuridica che ignora la Costituzione e il Codice penale

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Flavia Mosca Goretta, collaboratrice di Radio Popolare

La collaboratrice di Radio Popolare Flavia Mosca Goretta è stata condannata in via definitiva a una pena pecuniaria di 100 euro per aver cercato notizie sulle manifestazioni di protesta degli attivisti “NoTav” in Val di Susa

di Alessandro Galimberti – presidente Unci (Unione nazionale cronisti italiani)

La conferma della condanna di Flavia Mosca Goretta – accusata di essersi introdotta in una manifestazione non autorizzata per acquisire informazioni “che avrebbe potuto ottenere in altro modo” (!) – è un segnale sinistro per l’informazione.

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Vittoria di Inpgi-La Svolta: si inizia (in silenzio) a squarciare il velo sui segreti di via Nizza. La trasparenza vera è però ancora molto lontana

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Mimma Iorio, direttrice generale dell’Inpgi e responsabile della Trasparenza

Sta avvenendo tutto alla chetichella, senza annunci, in gran silenzio. E pochissimi se ne sono accorti. Ma sul sito dell’Inpgi, nella sezione “Trasparenza” (clicca qui), subito prima del Consiglio generale del 22 marzo, sono stati caricati documenti e testi che contengono informazioni e dati finora sempre negati con motivazioni infondate e arroganti. Dai nomi dei componenti dei comitati dei Comparti Uno e Due del Fondo immobiliare “Giovanni Amendola” ai numeri sull’andamento delle quote dello stesso Fondo, all’identità dei dirigenti che siedono nei comitati consultivi di altri fondi in cui investe l’Inpgi (compresi i compensi).

Dopo le richieste, le denunce pubbliche e anche le posizioni nette assunte da candidati e consiglieri generali eletti da Inpgi-La Svolta (a partire dagli esposti di Nicola Borzi: leggere qui, qui e qui), si comincia insomma a squarciare il velo su alcuni dei segreti che si nascondono nelle stanze di via Nizza. Solo un primissimo, timido passo, sia ben chiaro. Perché tantissimo resta da fare. Ma sicuramente una vittoria per noi e per chi ci ha sostenuto. Sperando che l’elezione di una presidente in assoluta continuità con il passato come Marina Macelloni non rappresenti uno stop a questo percorso.

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Galimberti (Unci) su Riina jr a Porta a Porta: inaccettabile non ricordagli anche i giornalisti uccisi dalla mafia

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Il presidente dell’Unci, Alessandro Galimberti

Il punto non è invocare la censura preventiva – sempre sbagliata in una democrazia compiuta  – ma piuttosto l’utilizzo della professione e del ruolo che essa dà.

È inaccettabile trattare il figlio di Riina come ingenuo rampollo di una famiglia normale, dimenticando tra l’altro di ricordargli che lui stesso è stato condannato per mafia. Come è inaccettabile dimenticare di ricordargli che tra le centinaia di omicidi commissionati dai cosiddetti corleonesi, oltre a magistrati appartenenti alle forze dell’ordine, ci sono anche giornalisti che si opponevano all’omertà imperante e all’ovvietà della convenienza. E dietro quel fiume di sangue ci sono famiglie normali, quelle sì, oltraggiate una volta di più.

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Inpgi, Cda al via. Idee e promesse di (alcuni) consiglieri di amministrazione. Già tradite

IMG_1208I giornalisti? Quando devono conquistare voti e poltrone, sono capaci di comportarsi peggio dei peggiori politici: parole, rassicurazioni e promesse prima, “dimenticanze” dopo. Addirittura a distanza di pochissime ore. L’ultima dimostrazione arriva dall’Inpgi.

Un esempio per tutti? Marina Macelloni e Paolo Serventi Longhi hanno assicurato al Consiglio generale riunito il 22 marzo per eleggere il nuovo Consiglio di amministrazione che il Cda si sarebbe occupato subito della costituzione di parte civile nel processo Sopaf. Ma dopo qualche giorno, tutto è stato contraddetto. E, nonostante la richiesta formale di due consiglieri, l’argomento non è all’ordine del giorno della prima riunione, che si terrà oggi, 7 aprile, per eleggere presidente e vicepresidenti.

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Sfratto al Circolo della Stampa? Il debito con la Bocconi è di oltre 900 mila euro e con l’Alg di 300 mila

Alg logoLa voce è iniziata a circolare nelle ultime settimane, ma la notizia – se risulterà vera – sarebbe in effetti vecchia di oltre due mesi. La Fondazione Bocconi – secondo i rumors – a metà gennaio avrebbe intimato lo sfratto dal palazzo di corso Venezia 48 alla Centro di servizi congressuali Circolo della Stampa srl (che gestisce le attività commerciali e il personale del Circolo), società in liquidazione dal maggio 2015, controllata dall’Alg e partecipata con quota di minoranza dal Circolo della Stampa di Milano. E il Circolo sarebbe quindi costretto a un nuovo cambiamento di sede.

La notizia dello sfratto non ha al momento una conferma ufficiale. Di certo non ne ha fatto cenno il presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti, Paolo Perucchini, nella riunione del Consiglio direttivo del 19 febbraio scorso in cui si discuteva del bilancio 2015 dell’Alg e in cui il tema della situazione della Srl Circolo della Stampa è stato appena sfiorato. In quella sede è stato infatti certificato l’aumento del 20% dell’esposizione diretta e indiretta della Lombarda nei confronti della Società di servizi congressuali: da 250 mila a quasi 300 mila euro.

Ma è probabile che qualcosa emerga al Direttivo del Circolo della Stampa presieduto dallo scorso dicembre dallo stesso Paolo Perucchini e convocato alle 11,30 di lunedì prossimo, 4 aprile.

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Inpgi, definiamo subito compensi e linea politica: 18 consiglieri chiedono una riunione straordinaria

 

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Marina Macelloni

Subito un Consiglio generale straordinario per stabilire i compensi degli amministratori e tracciare la linea politica dell’Inpgi per i prossimi quattro anni. La richiesta motivata (il testo integrale con i sottoscrittori è in fondo all’articolo) è stata firmata e consegnata da 18 consiglieri generali nella riunione del 22 marzo. E, in base allo Statuto dell’Istituto, dovrà essere esaminata dal Cda e convocata dal nuovo presidente, che secondo le indicazioni dell’ex numero uno Andrea Camporese, imputato per truffa aggravata e corruzione nel processo Sopaf che si aprirà a Milano il 21 aprile, dovrebbe essere Marina Macelloni.

Ma la futura presidente Macelloni convocherà il Consiglio generale nella settimana subito dopo il Cda del 7 aprile – in cui dovrebbe essere eletta – oppure troverà un cavillo per rinviare la riunione straordinaria richiesta, continuare con la politica Camporese e assicurarsi un compenso da 230 mila euro? E chi, tra i 16 neo consiglieri di amministrazione (di cui 9 riconfermati, tra eletti e rappresentati Fnsi e Fieg), si impunterà sulla convocazione e chi invece preferirà far finta di nulla?

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