Ora è ufficiale: Circolo della Stampa di Milano sfrattato, in autunno via da Palazzo Bocconi. Chi ne risponderà?

logo circolo 2Ora è ufficiale: il Circolo della Stampa di Milano chiude in autunno la sua storia con Palazzo Bocconi, travolto dai debiti per oltre 1,5 milioni di euro accumulati in nemmeno sei anni dalla Centro di Servizi Congressuali srl, la società (in liquidazione) che gestisce in maniera autonoma i rapporti commerciali e con i dipendenti. Mentre l’Associazione Lombarda dei Giornalisti prova, ancora, disperatamente, a cercare una via di uscita onorevole e una nuova sede per la “casa culturale” dell’informazione milanese, che in 66 anni di vita non ha mai smesso di operare.

La notizia non è arrivata, come sarebbe stato corretto, nel corso del Direttivo della Lombarda, che si è riunito il 15 luglio, dove pure il presidente Paolo Perucchini ha ammesso la “visita” dell’ufficiale giudiziario il 29 giugno scorso e la consegna dello sfratto esecutivo da parte della Fondazione Bocconi guidata da Luigi Guatri. La conferma dell’addio a corso Venezia 48 di cui si parlava da mesi (leggi quiqui) è stata invece comunicata qualche giorno dopo per mail ai vari Club che del Circolo della Stampa avevano fatto la sede dei propri incontri e cene sociali. E trapelata all’esterno.

Continua a leggere

Contratto Fnsi-Fieg e riforma Inpgi: massima trasparenza e immediato confronto con tutti i giornalisti

Basta silenzi. I giornalisti italiani hanno il diritto di conoscere subito il reale stato del negoziato sul rinnovo del contratto Fieg e quali ipotesi di riforma delle pensioni siano allo studio nelle stanze dell’Inpgi. Mentre, al contrario, il Sindacato e il nostro Istituto di previdenza continuano a non dare informazioni chiare e trasparenti sulle loro azioni e intenzioni.

Le trattative per il rinnovo contrattuale sono partite da un anno e la scadenza della proroga, fissata al 30 settembre, è oramai dietro l’angolo. Eppure, nessuna piattaforma è stata mai presentata ufficialmente alla categoria al di là del generico slogan dell’“inclusione”, mentre scopriamo oggi che da otto mesi esiste una proposta articolata del Sindacato – inviata in segreto alla Fieg – che rischia di distruggere il contratto e la stessa professione giornalistica. Né si conosce la posizione della Fnsi in merito alle numerose richieste degli editori, anche queste inviate in maniera scritta e formale da mesi ma rimaste segrete, che vogliono intervenire sugli istituti economici del contratto (dagli straordinari ai festivi, dalle ferie alle domeniche ai notturni ai permessi retribuiti) per ridurre in maniera sensibile il costo del lavoro giornalistico tagliando le retribuzioni effettive dei colleghi. Mentre è scaduto da anni il contratto AerAnti-Corallo e per ora si parla solo di “prese di contatto” tra le parti.

Continua a leggere

Rcs, i giornalisti dei Periodici a Cairo: “Piano industriale in tempi rapidi”

Pubblichiamo il comunicato diffuso dai giornalisti dei Periodici di Rcs Mediagroup al termine della battaglia per il controllo del gruppo editoriale, che ha visto prevalere l’Opas (Offerta pubblica di acquisto e scambio) di Cairo Communication, appoggiata da Intesa Sanpaolo e arrivata al 48,8% del capitale sociale del gruppo di via Rizzoli, sull’Opa (Offerta pubblica di acquisto) di Andrea Bonomi con Mediobanca, Diego della Valle, UnipolSai e Pirelli, che si è fermata al 37,7%. I giornalisti dei Periodici Rcs erano già intervenuti a battaglia in corso con un precedente comunicato (leggi qui).

I giornalisti dei Periodici di Rcs MediaGroup, che da tempo sentono l’esigenza di un piano industriale basato sulla valorizzazione dei brand storici e sul lancio di nuovi progetti editoriali, prendono atto del consenso degli azionisti e degli investitori all’Opas lanciata da Cairo Communications, che punta al rilancio dell’azienda.

Continua a leggere

Fnsi, otto mesi di menzogne sul contratto. Intervenga Giulietti

image
Il presidente della Fnsi, Beppe Giulietti

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Otto mesi di silenzio. Di più. Otto mesi di menzogne. Otto mesi in cui nessuno ha saputo della piattaforma contrattuale, un documento di 12 pagine con tanto di proposte di modifica e/o cancellazione di 7 articoli contrattuali (leggi i dettagli nell’articolo qui), che la Fnsi aveva inviato alla Fieg l’11 novembre 2015 senza mai renderlo noto e discuterlo nella Giunta Esecutiva, né nella Commissione contratto, e quindi nascondendolo a tutti i colleghi. Otto mesi in cui si è lasciato credere a tutti che il confronto con gli editori fosse ancora su ipotesi da verificare, tacendo anche sulla piattaforma presentata per iscritto dalla Fieg. Otto mesi in cui il gruppo che governa la Federazione nazionale della stampa ha calpestato la storia centenaria della Fnsi e strappato in mille pezzi le regole dello Statuto democratico che liberamente il Sindacato nel tempo si è dato.

Un fatto gravissimo, su cui l’unico che può e deve intervenire è il presidente della Fnsi, Beppe Giulietti. E che è importante ricostruire bene. Sapendo che quel documento dell’11 novembre, su cui si sono sviluppate le trattative segrete, negate e infine interrotte con la Fieg di Maurizio Costa (appena confermato presidente per un altro biennio), potrebbe essere rimesso sul tavolo già dalla riunione congiunta Fnsi-Fieg convocata per mercoledì 20 luglio.

Ecco come sono andate le cose.

Continua a leggere

Così la Fnsi di Lorusso vuole distruggere il contratto Fieg e la professione

Foto documento contratto
Clicca sull’immagine per scaricare il documento

Addio all’articolo 1 come riferimento storico del contratto dei giornalisti. Spazzati via (e dimenticati) gli articoli 2 e 12. Che lasciano il posto a “collaboratore esterno” e “corrispondente”, figure nuove con pochi pregi e molti rischi per nuovi e vecchi assunti. Largo alle professioni del web, ma con troppa confusione. L’equiparazione di professionisti e pubblicisti che può interferire con le regole della professione fissate dall’Ordine e va contro anche la linea indicata nella nuova legge di riforma dell’editoria. E il pericolo incombente che, per portare a casa un risultato di dubbio valore, si decida di soccombere di fronte all’accetta degli editori sull’intero sistema degli istituti economici del contratto, dalle ferie ai notturni ai permessi retribuiti, dai festivi alle domeniche agli straordinari. Il tutto condito dalla solita, intollerabile abitudine di tenere tutto nascosto alla Giunta Esecutiva, alla Commissione contratto e all’intera categoria (leggi altro articolo qui).

Il progetto di distruzione del contratto dei giornalisti (e pure della professione) porta la data dell’11 novembre 2015 sotto un documento di 12 pagine inviato in silenzio dalla Fnsi di Raffaele Lorusso agli editori della Fieg (clicca sull’immagine qui sopra per scaricarlo e leggerlo integralmente). Ecco nei dettagli come la Fnsi di Raffaele Lorusso vuole sconvolgere oltre un secolo di contratto dei giornalisti. E mettere a rischio la nostra professione.

Continua a leggere

Novella2000 e Visto, Santanchè vuole decimare i giornalisti. Il Cdr: a rischio il futuro dei settimanali

Sono bastati pochissimi mesi, a Daniela Santanchè, per passare dagli annunci di grandi rilanci alla richiesta nero su bianco di decimare le redazioni di Novella2000 e Visto, acquistate a fine 2015 dalla Prs di Alfredo Bernardini de Pace (che le aveva rilevate a sua volta nel 2013 da Rcs). Ma i giornalisti dei due settimanali non ci stanno, e oggi hanno diffuso un comunicato in cui “denunciano con preoccupazione la volontà di forte ridimensionamento degli organici”, senza che l’editore abbia “presentato tuttavia alcun progetto di rilancio per Novella2000 e Visto” e “nonostante i buoni risultati rivendicati sul fronte della raccolta pubblicitaria”.

La decimazione dei 14 giornalisti passa attraverso la cassa integrazione a cifre oltre il 50% o addirittura direttamente dai licenziamenti. Ed è stata dichiarata da Visibilia, la casa editrice della deputata di Forza Italia, allo scadere dei sei mesi di garanzia occupazionale sottoscritta al termine delle trattative di cessione del ramo di azienda. Puntuale come un orologio svizzero, insomma.

Continua a leggere

La cassetta degli attrezzi del giornalista imprenditore

di Fabio Benati

Palazzo LombardiaTanta passione, un business plan giusto, saper fare rete e diventare un nodo di riferimento per network tra professionisti della comunicazione e con altri utenti del sistema, usare bene i social per costruirsi una buona reputazione e creare una propria linea editoriale, rifuggire dalla “sindrome del Palio di Siena”:  sono contento di perdere purché tu perda.

Questi alcuni degli spunti emersi in occasione del corso di formazione “Dall’idea alla start up, storie di giornalismo imprenditoriale” organizzato a Palazzo Lombardia in collaborazione con  Regione Lombardia dalla Cooperativa di giornalisti “Primopiano”. L’evento formativo ha ottenuto il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti.

Continua a leggere

Circolo della Stampa, addio a Palazzo Bocconi. Chi pagherà 1,5 milioni di debiti della società commerciale?

Alg logoStagione finita per il Circolo della Stampa di Milano a Palazzo Bocconi? Nessuna parola ufficiale è stata ancora pubblicamente pronunciata. Ma la notizia dello sfratto intimato dalla Fondazione Bocconi alla Centro di servizi congressuali Circolo della Stampa srl, che gestisce autonomamente le attività commerciali e il personale ed è stata messa in liquidazione dal maggio 2015, circola da mesi (leggi qui). E il destino della “casa culturale” del giornalismo milanese in corso Venezia 48 è oramai segnato dai debiti accumulati complessivamente dalla srl, non troppo distanti da un milione e mezzo di euro. L’unico dubbio rimarrebbe la data dell’addio: settembre o dicembre?

Il velo sulla verità dovrebbe essere finalmente sollevato nel Consiglio direttivo dell’Associazione lombarda dei giornalisti (che controlla la Centro servizi congressuali con il 54,1%) convocato per venerdì 15 luglio, che al secondo punto dell’ordine del giorno riporta “aggiornamento situazione Circolo della Stampa/centro servizi congressuali“.

Nei giorni scorsi, si è invece tenuta una riunione per concordare una posizione comune tra il gruppo sindacale di Stampa Democratica, a cui fa capo il presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti e del Circolo della Stampa, Paolo Perucchini, e il Movimento Liberi Giornalisti di Giuseppe Gallizzi, che insieme governano l’Alg e (da sette mesi) anche il Circolo. Mentre i dipendenti della Centro servizi – che pagheranno il costo più pesante e triste per il disastro dei conti della srl – sarebbero già stati informati dell’epilogo di una storia cominciata nel 2011 con il trasloco a Palazzo Bocconi.

Continua a leggere

Tutti i testimoni del processo Inpgi-Sopaf

I più “citati” sono, com’era prevedibile, i due dirigenti del settore immobiliare dell’Inpgi ai tempi dell’acquisto delle quote del Fip (Fondo immobili pubblici) per 30 milioni di euro. Accanto a loro, compaiono i nomi di altri funzionari – di livello più o meno elevato – dell’Istituto di previdenza dei giornalisti. E, in qualche caso a sorpresa, pure quelli di amministratori “politici”, ovvero giornalisti eletti dai colleghi nei diversi organismi dell’Ente. Oltre a manager e dipendenti della Sopaf della famiglia Magnoni e della sua Adenium sgr, funzionari di banca, esperti, consulenti. E persino i vertici di una (nota) società immobiliare che dovrebbero riferire della vendita di un immobile a Padova.

È lunga la lista dei testimoni del processo Sopaf che hanno iniziato a deporre nei giorni scorsi a Milano, tra quelli citati dal pm Gaetano Ruta e quelli chiamati invece dalle difese degli accusati. Testimoni che – vale la pena tenerlo ben presente – a differenza degli imputati, a cui è riconosciuto il diritto di mentire per non auto-incriminarsi, sono obbligati a dire tutta la verità, senza omettere nulla di quanto a loro conoscenza. Altrimenti, vanno incontro all’incriminazione penale per falsa testimonianza.

Continua a leggere