#Elezioni2018Fnsi Questa volta non sbagliare: vota Unità Sindacale-Mil!

Il Sindacato che noi vogliamo: guarda il nostro video

 

 

Il Sindacato che noi vogliamo è unito, indipendente e autorevole, guarda al futuro e non fa battaglie di retroguardia, rappresenta e difende tutti i giornalisti, non arriva come il 118 quando i guai sono già scoppiati, esce fuori dalle stanze per andare a parlare con i colleghi, riporta gli editori al tavolo delle trattative per il contratto Fnsi-Fieg, vuole salvare le nostre pensioni e la nostra salute e non seggiole e poltrone.

Noi vogliamo cambiare il Sindacato per salvare l’informazione, la libertà di stampa e i posti di lavoro.

Guarda il video dei candidati di Unità Sindacale-Mil alle elezioni per Fnsi e Lombarda, disponibile anche sul canale YouTube di Unità Sindacale. E ricorda:

SI VOTA ONLINE DALLE 10 DEL 30 NOVEMBRE ALLE 18 DEL 3 DICEMBRE
I CODICI PER VOTARE ARRIVERANNO PER MAIL O A CASA ENTRO IL 29 NOVEMBRE

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Giornalisti, il Sindacato lombardo non abita più in viale Monte Santo

Ecco perché non abbiamo partecipato al voto sul rinvio delle elezioni per la Lombarda. Costa di più spendere 35-40 mila euro o ritrovarci tra un anno con altre decine di colleghi licenziati?

Pubblichiamo la dichiarazione motivata di Unità Sindacale e del Mil di Franco Abruzzo di non partecipazione al voto sulla proposta della maggioranza dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti di prolungarsi il mandato, scaduto a dicembre, fino perlomeno a fine anno, presentata all’Assemblea del 26 gennaio e approvata a maggioranza senza la nostra presenza. Al termine di un’Assemblea iniziata con oltre un’ora di ritardo per difficoltà organizzative e durata in tutto nemmeno un’ora e mezza, alcuni colleghi rumorosi, evidentemente già istruiti sul voto da esprimere e ben poco interessati al dibattito, ci hanno impedito di leggere la nostra dichiarazione. In cambio, ci era stato assicurato che il testo sarebbe stato pubblicato sul sito dell’Alg. Ma il presidente Paolo Perucchini si è rifiutato di tener fede a un impegno assunto. Con l’abituale arroganza di una maggioranza che non ha argomenti da opporre alle critiche…

DICHIARAZIONE DI MIL E UNITÀ SINDACALE

Noi abbiamo approvato, votato e fatto votare la riforma dello Statuto della Lombarda, che tra le altre cose prevede l’allineamento delle elezioni dell’Associazione a quelle della Fnsi, così come quattro anni e tre mesi fa siamo stati promotori e sostenitori di una mozione apparentemente uguale a quella portata oggi in Assemblea dal Direttivo. Oggi però non parteciperemo alla votazione su una mozione che riteniamo sbagliata e pericolosa. Per più di una ragione.

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Programma in 8 punti per una Casagit migliore e più vicina ai giornalisti

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Elezioni Casagit dal 6 al 10 giugno. Ecco gli obiettivi della lista “Prima la Salute!“, guidata da Carlo E. Gariboldi, vicepresidente, e Costantino Muscau, fiduciario della Lombardia. E sostenuta da Unità Sindacale

Dal 6 al 10 giugno si vota per il rinnovo degli organismi direttivi della Casagit.

È un voto importante per continuare a garantire solidità a un Ente diventato punto di riferimento assoluto nel mondo dei fondi sanitari integrativi. Soprattutto nell’attuale contesto di grave crisi editoriale e di arretramento del Servizio sanitario nazionale.

Unità Sindacale sostiene e invita tutti a votare in blocco i 13 candidati in Lombardia della lista “Prima la Salute!“, che ha l’obiettivo di migliorare e rafforzare la Casagit nella linea della continuità. E di farlo guardando prima di tutto agli interessi dei giornalisti iscritti: prima delle divisioni, prima delle chiacchiere, prima delle componenti sindacali.

A guidare “Prima la Salute!” sono Carlo Gariboldi, vicepresidente negli ultimi due mandati, e Costantino Muscau, fiduciario uscente della Lombardia, che hanno raccolto accanto a loro candidati che hanno già fatto un ottimo lavoro nella Casagit, come il consigliere del Cda, Gianfranco Giuliani, e il delegato Antonello Capone, oltre a colleghi competenti e con grande voglia di impegnarsi per dare ai giornalisti una Cassa sempre più vicina alle loro necessità, con spirito vero di solidarietà.

Questo è il programma in 8 punti di “Prima la Salute!“.

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Circolo della Stampa, addio a Palazzo Bocconi. Chi pagherà 1,5 milioni di debiti della società commerciale?

Alg logoStagione finita per il Circolo della Stampa di Milano a Palazzo Bocconi? Nessuna parola ufficiale è stata ancora pubblicamente pronunciata. Ma la notizia dello sfratto intimato dalla Fondazione Bocconi alla Centro di servizi congressuali Circolo della Stampa srl, che gestisce autonomamente le attività commerciali e il personale ed è stata messa in liquidazione dal maggio 2015, circola da mesi (leggi qui). E il destino della “casa culturale” del giornalismo milanese in corso Venezia 48 è oramai segnato dai debiti accumulati complessivamente dalla srl, non troppo distanti da un milione e mezzo di euro. L’unico dubbio rimarrebbe la data dell’addio: settembre o dicembre?

Il velo sulla verità dovrebbe essere finalmente sollevato nel Consiglio direttivo dell’Associazione lombarda dei giornalisti (che controlla la Centro servizi congressuali con il 54,1%) convocato per venerdì 15 luglio, che al secondo punto dell’ordine del giorno riporta “aggiornamento situazione Circolo della Stampa/centro servizi congressuali“.

Nei giorni scorsi, si è invece tenuta una riunione per concordare una posizione comune tra il gruppo sindacale di Stampa Democratica, a cui fa capo il presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti e del Circolo della Stampa, Paolo Perucchini, e il Movimento Liberi Giornalisti di Giuseppe Gallizzi, che insieme governano l’Alg e (da sette mesi) anche il Circolo. Mentre i dipendenti della Centro servizi – che pagheranno il costo più pesante e triste per il disastro dei conti della srl – sarebbero già stati informati dell’epilogo di una storia cominciata nel 2011 con il trasloco a Palazzo Bocconi.

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Sfratto al Circolo della Stampa? Il debito con la Bocconi è di oltre 900 mila euro e con l’Alg di 300 mila

Alg logoLa voce è iniziata a circolare nelle ultime settimane, ma la notizia – se risulterà vera – sarebbe in effetti vecchia di oltre due mesi. La Fondazione Bocconi – secondo i rumors – a metà gennaio avrebbe intimato lo sfratto dal palazzo di corso Venezia 48 alla Centro di servizi congressuali Circolo della Stampa srl (che gestisce le attività commerciali e il personale del Circolo), società in liquidazione dal maggio 2015, controllata dall’Alg e partecipata con quota di minoranza dal Circolo della Stampa di Milano. E il Circolo sarebbe quindi costretto a un nuovo cambiamento di sede.

La notizia dello sfratto non ha al momento una conferma ufficiale. Di certo non ne ha fatto cenno il presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti, Paolo Perucchini, nella riunione del Consiglio direttivo del 19 febbraio scorso in cui si discuteva del bilancio 2015 dell’Alg e in cui il tema della situazione della Srl Circolo della Stampa è stato appena sfiorato. In quella sede è stato infatti certificato l’aumento del 20% dell’esposizione diretta e indiretta della Lombarda nei confronti della Società di servizi congressuali: da 250 mila a quasi 300 mila euro.

Ma è probabile che qualcosa emerga al Direttivo del Circolo della Stampa presieduto dallo scorso dicembre dallo stesso Paolo Perucchini e convocato alle 11,30 di lunedì prossimo, 4 aprile.

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I video di Inpgi-La Svolta/8: Marco lo Conte, ci vuole una spending review. Mai più un presidente che guadagna come Mattarella e Boeri messi insieme

100876-227Operazione spending review all’Inpgi. E i tagli devono partire dai compensi del presidente e di tutto il vertice. Marco lo Conte, giornalista del Sole 24 Ore e candidato di Inpgi-La Svolta al Consiglio generale in Lombardia, traccia una linea invalicabile: Mai più un presidente potrà guadagnare come Mattarella e Boeri messi assieme!

La riduzione delle spese di funzionamento dell’Inpgi è il tema dell’ottavo video della serie che Inpgi-La Svolta ha realizzato in vista delle elezioni per il rinnovo degli organismi dell’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani. Tutti i video sono disponibili sul canale YouTube di Unità Sindacale.

Eliminare i compensi per gli amministratori, continua lo Conte, è una questione di etica e di decenza prima ancora che di risparmio, perché i colleghi vivono tutti una stagione di crisi e non è tollerabile accettare guadagni così alti da chi guida il nostro Istituto. Un Istituto in cui tutti devono tornare a riconoscersi, non solo gli amici di chi lo dirige.

Le elezioni per rinnovare gli organismi dell’Inpgi si terranno il 22, 23 e 24 febbraio online e il 27 e 28 febbraio ai seggi (a Milano, in viale Monte Santo 7).

I video di Inpgi-La Svolta/7: Nicola Borzi, trasparenza significa rendere disponibili agli iscritti tutte le informazioni

100876-227Nicola Borzi, giornalista del Sole 24 Ore e candidato al Consiglio generale in Lombardia, spiega concretamente la strada della trasparenza che vuole costruire all’Inpgi nel settimo video della serie che Inpgi-La Svolta ha realizzato in vista delle elezioni per il rinnovo degli organismi dell’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani. Tutti i video sono disponibili sul canale YouTube di Unità Sindacale.

Trasparenza, sottolinea Borzi, significa rendere disponibili tutte le informazioni agli iscritti, prima di tutto, dai bilanci (che lo devono essere per legge) a ogni delibera fino agli investimenti e ai loro rendimenti. Ma anche incaricare una persona, all’interno dell’Istituto, per il dialogo continuo con i giornalisti.

Se questa trasparenza ci fosse stata, è la considerazione amara di Nicola Borzi, molte questioni si sarebbero conosciute in anticipo. E si sarebbero potute affrontare prima che la situazione precipitasse.

Le elezioni per rinnovare gli organismi dell’Inpgi si terranno il 22, 23 e 24 febbraio online e il 27 e 28 febbraio ai seggi (a Milano, in viale Monte Santo 7).

Inpgi-La Svolta: trasparenza, competenza e serietà per riportare il sereno sulle nostre pensioni. Fronte unico in tutta Italia con Inpgi Futuro

100876-227Un fronte unico, in tutta Italia, per riportare il sereno sulle pensioni dei giornalisti italiani. Per ricostruire con trasparenza, competenza e serietà la solidità dell’Inpgi. Per mandare a casa gli autori di una politica scellerata, che ha privilegiato operazioni finanziarie discutibili e dubbie e ha ridotto in ginocchio i conti del nostro Istituto di previdenza. Perché nessuno possa più mettere le mani sull’Ente, dissipare il suo patrimonio e attentare alla tranquillità del nostro domani.

La formazione Inpgi-La Svolta, nata su iniziativa di Unità Sindacale e della corrente Mil-Movimento Informazione e Libertà (portavoce Franco Abruzzo), fa asse con le liste di Inpgi Futuro alle prossime elezioni per il rinnovo degli organismi dell’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani, che si terranno dal 22 al 28 febbraio 2016.

Ecco i nomi delle colleghe e dei colleghi di Inpgi-La Svolta e di Inpgi Futuro candidati per il Consiglio generale (giornalisti attivi e pensionati), il Comitato amministratore dell’Inpgi2, i Sindaci della Gestione principale e di quella Separata.

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Circolo Stampa Milano, i debiti della Società di servizi congressuali oltre il milione, 900 mila con la Bocconi. Unità Sindacale: chiarezza sui conti

COMUNICATO DI UNITÀ SINDACALE

imageOltre un milione di euro di debiti, di cui circa 900 mila con la Fondazione Bocconi e almeno 100 mila con l’Associazione lombarda dei giornalisti. È l’esposizione accumulata negli ultimi anni dalla Centro di servizi congressuali Circolo della Stampa srl, società in liquidazione dallo scorso maggio, controllata dall’Alg e partecipata con quota di minoranza dal Circolo della Stampa di Milano.

La notizia è stata data dal presidente della Lombarda, Paolo Perucchini, venerdì scorso, 27 novembre, durante la riunione del Consiglio direttivo che ha nominato i componenti degli organismi del Circolo della Stampa di sua competenza, tra cui presidente lo stesso Perucchini, che diventeranno operativi dopo le elezioni del 14 dicembre, con la riunione di insediamento.

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Fnsi, la maggioranza fa spazio a un pezzo delle opposizioni per eleggere Giulietti. Ma il vero obiettivo è silenziare lo scandalo Inpgi-Sopaf

imagedi Sergio Stella

Spazio a un pezzo delle opposizioni. Per eleggere Beppe Giulietti presidente della Fnsi e, soprattutto, fare quadrato intorno agli attuali assetti dell’Inpgi e al presidente dell’Istituto, Andrea Camporese, sulla cui testa pende la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Milano per corruzione e truffa aggravata ai danni della Cassa di previdenza dei giornalisti italiani (leggi qui).

C’è molto di diverso dalla motivazione di facciata di una maggiore unita del sindacato, dietro l’allargamento della maggioranza alla compagine di Stampa libera e indipendente, che al Congresso di Chianciano era schierata con veemenza e determinazione contro la scelta di Raffaele Lorusso come segretario generale, al punto da contrapporgli come candidato il suo leader Carlo Parisi. Raccogliendo il consenso di 70 voti tra tutti coloro che si opponevano all'”accorduni” (copyright del consigliere nazionale calabrese Luciano Regolo nel suo pezzo post-Congresso da leggere qui, insieme con la cronaca riportata qui) voluto da Camporese e appoggiato dall’ex segretario Fnsi Franco Siddi (ora consigliere di amministrazione della Rai).

Le ragioni vere vanno ricercate dalle parti di via Nizza. Come dimostrano i racconti delle riunioni preparatorie e delle manovre in corso.

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È nata USletter, la newsletter di Unità Sindacale

Poche notizie. I link per leggerle sul nostro blog. Una grafica giocata sul colore del sito, il blu, unito al giallo e al bianco. E un sottotitolo che ci impegnamo a rispettare: Giornalismo e giornalisti come nessuno ve li ha mai raccontati.

USletter, la newsletter di Unità Sindacale, è partita ieri, primo settembre. Senza la presunzione di dare notizie sull’intero universo dell’informazione, dei media e della nostra professione. Ma con l’obiettivo di segnalare soprattutto quello che accade nel piccolo mondo del nostro sindacato, dei nostri istituti e organismi di categoria, dalla Fnsi alle Associazioni regionali, dall’Inpgi alla Casagit, dall’Ordine al Fondo di previdenza complementare.

Un mondo piccolo, ma importante per il nostro lavoro e il nostro futuro. E di cui spesso si conosce poco.

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Direttivo Alg: Sorrentino (a sorpresa) coordina i freelance lombardi. Rimandata la discussione sulla riforma Inpgi

Iniziamo con questo articolo a raccontare ai colleghi quel che accade nelle riunioni del Consiglio Direttivo dell’Associazione lombarda dei giornalisti, la più grande Associazione regionale di stampa della Fnsi, dove siedono per elezione diretta 30 colleghe e colleghi, di cui 20 professionali e 10 collaboratori, e di cui fanno parte con diritto di parola (per le questioni di competenza) i consiglieri nazionali Fnsi lombardi e i rappresentanti di gruppi di specializzazioni e sindacati di base, sempre regionali. Si tratta di una cronaca non ufficiale, ovviamente. Quella ufficiale dovrebbe essere redatta in un verbale, a norma di Statuto dell’Alg, a disposizione di ogni iscritto. Un suo riassunto dovrebbe inoltre essere pubblicato su Giornalismo, ma non avviene da anni (o forse da sempre). Ogni seduta è in ogni caso registrata.

Schermata 2015-06-22 a 17.31.51La sorpresa della riunione del Direttivo dell’Associazione lombarda dei giornalisti di venerdì 19 giugno ha il nome e il volto di Riccardo Sorrentino (nella foto), stimato collega poco più che cinquantenne, giornalista di economia internazionale del Sole 24 Ore, dove lavora da oltre vent’anni, eletto a novembre nelle liste di Stampa Democratica dopo due consiliature trascorse nelle fila di Quarto Potere. Ottimo professionista e persona molto seria. Il presidente dell’Alg, Paolo Perucchini, leader di Stampa Democratica, lo propone in apertura di seduta come Coordinatore della Commissione regionale lavoro autonomo. Tra la sorpresa – appunto – di tutti. Compresi molti consiglieri che fanno parte della maggioranza che sostiene il governo della Lombarda.

Lo stupore non è per la persona, ma per la scelta di un giornalista da sempre contrattualizzato per guidare l’organismo dei freelance in un Direttivo in cui siede più di un giornalista autonomo, e proprio all’interno delle componenti che hanno eletto il presidente e continuano a sostenerlo. In molti esprimono perplessità,

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Alessandro Galimberti eletto per acclamazione alla presidenza dell’Unci

di Sergio Stella

È iniziata nella notte di sabato 9 maggio la presidenza all’Unione nazionale dei cronisti italiani di Alessandro Galimberti, giornalista del Sole 24 Ore, membro del Comitato di redazione del quotidiano di Confindustria e tra i fondatori di Unità Sindacale nelle cui fila è stato eletto come delegato al Congresso Fnsi di Chianciano dello scorso gennaio. Dopo oltre vent’anni trascorsi alla guida dell’Unci, Guido Columba ha infatti passato la mano. E, anche grazie alla sua sapiente regia, la successione sancita a Fiesole dal XX Congresso di quello che viene considerato il più importante e strategico gruppo di specializzazione della Fnsi è avvenuta con un’elezione per acclamazione del presidente e dell’intero Consiglio nazionale e un voto a larghissima maggioranza per la Giunta esecutiva

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La crisi dell’Inpgi spiegata ai distratti

Andrea Camporese, presidente dell’Inpgi

La mancata costituzione di parte civile al processo Sopaf, una gestione principesca, beneficenza (vera o presunta) e, soprattutto, i conti che non tornano. Ecco cosa è successo (fino a oggi). E quali sono i (tanti) problemi dell’Inpgi.

1. I CONTI. Vanno malissimo, al congresso Fnsi Andrea Camporese (d’ora in poi AC) ha parlato di un disavanzo di 90 milioni su 450 di pensioni pagate. Molto probabilmente la sua è una valutazione addirittura ottimista, vedremo il consuntivo ad aprile

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Sopaf, l’Inpgi sapeva da un anno della truffa ai suoi danni. Ecco tutti i dettagli dell’inchiesta

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A luglio 2014 l‘Inpgi ne era pienamente consapevole, al punto da ammettere in due diverse lettere indirizzate al ministero del Lavoro (e pubblicate solo ora sulla Rete) di essere una “possibile parte offesa” e di aver dato mandato ai propri legali di “costituirsi nel procedimento penale, intendendo con ciò non solo tutelare la propria posizione nell’interesse degli iscritti, ma anche collaborare fattivamente con la Procura della Repubblica di Milano“. Non più “soggetto terzo, totalmente estraneo ai fatti”, come dichiarato in un comunicato di un paio di mesi prima, subito dopo la perquisizione negli uffici da parte della Guardia di Finanza. Poi tutto è cambiato, nell’autunno successivo. E l’Inpgi e il suo Cda hanno scelto la strada dell’arroccamento. Del no a ogni costo alla costituzione di parte civile nel processo avviato contro Giorgio e Luca Magnoni, padre e figlio a capo della finanziaria Sopaf, accusati anche di una presunta truffa ai danni dell’Inpgi e per 7,6 milioni di euro. Del nascondersi dietro formalismi processuali in un quadro che è da moltissimo tempo di solare chiarezza

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Processo Sopaf, quella strana “benevolenza” del Cda dell’Inpgi verso i Magnoni

Tutti tranne lInpgi, dunque. Al processo contro Giorgio e Luca Magnoni, padre e figlio a capo della finanziaria Sopaf, tutti gli enti truffati secondo la procura di Milano si sono costituiti parte civile. L’Istituto dei giornalisti, imperterrito, ha proseguito sulla strada del no. Sulla posizione attendista e rinunciataria che ha scelto da mesi il suo Consiglio di amministrazione. Nonostante le sollecitazioni arrivate da alcuni, e sicuramente da noi di Unità Sindacale. E non preoccupandosi delle conseguenze, economiche e di immagine, del suo comportamento.

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Daniela Stigliano confermata nella Giunta esecutiva Fnsi

Daniela Stigliano (nella foto), esponente di Unità Sindacale, è stata riconfermata nella Giunta esecutiva della Fnsi con le votazioni del Consiglio nazionale che si sono svolte martedì scorso a Roma. Stigliano rientra come indipendente, eletta in una delle tre liste della minoranza che al Congresso di Chianciano non ha appoggiato la candidatura di Raffaele Lorusso a Segretario generale della Fnsi, e che ha raggiunto l’obiettivo di ottenere quattro posti in Giunta: oltre alla sindacalista milanese, giornalista di Rcs, i due professionali Carlo Parisi, segretario dell’Associazione della Calabria anche lui riconfermato nell’organismo esecutivo della Federazione, e Giuseppe Di Pietro, a capo dell’Associazione del Molise, e il collaboratore Enrico Cocciulillo del Piemonte.

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XXVII Congresso FNSI -
 Ordine del giorno per l’emittenza radio televisiva privata 


Approvato all’unanimità. Primi firmatari Letizia Mosca e Pierfrancesco Gallizzi 
Letizia Mosca al XXVII Congresso FNSI
Letizia Mosca al XXVII Congresso FNSI

Il settore dell’emittenza radio televisiva locale, che si stima conti 10 mila addetti tra giornalisti e tecnici, sta affrontando, in tutta Italia, una crisi senza precedenti. I fattori sono molteplici: il passaggio al digitale terrestre, che da una parte ha comportamenti cospicui investimenti per l’adeguamento tecnologico, dall’altra ha determinato forte incertezza, con la moltiplicazione dei canali e l’assegnazione ancora non definitiva delle frequenze; il crollo generalizzato del mercato pubblicitario e, non da ultimo, l’incapacità degli editori di immaginare modelli di business al passo coi tempi. Inoltre, la diversificazione di forme contrattuali al ribasso, come l’Aeranti Corallo (firmato dalla FNSI e ormai fermo da molto tempo) e l’FRT (non sottoscritto dalla FNSI, ma imposto ai giornalisti delle emittenti associate), non ha evitato la chiusura di molte aziende e la perdita di posti di lavoro

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