All’Inpgi i controllati vogliono controllare il controllore

Lettera contro Abruzzo della presidente Macelloni. E si muovono pure i consiglieri della maggioranza

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Franco Abruzzo, giornalista economico e Sindaco dell’Inpgi

di Nicola BorziPaola D’Amico e Daniela StiglianoConsiglieri generali Inpgi

Può un controllato pretendere di controllare il controllore? Oppure chiedere al presidente dei controllori di “richiamare” uno di loro? La risposta, di norma, è no. Eppure, all’Inpgi sta accadendo pure questo. E sebbene l’Istituto di previdenza dei giornalisti ci abbia sorpresi ben più di una volta con la “creatività” della sua dirigenza in tema di interpretazione delle regole e di rifiuto della trasparenza, questa volta lo stupore lascia lo spazio all’indignazione civica.

Accade infatti che la presidente Marina Macelloni abbia scritto al neopresidente del Collegio dei sindaci, Paolo Reboani, per denunciare l’attività pubblicistica di Franco Abruzzo, giornalista economico-finanziario in pensione, presidente emerito e attuale consigliere dell’Ordine della Lombardia, e sindaco dell’Inpgi, ovvero controllore degli amministratori dell’Istituto. E ora sembra che anche alcuni consiglieri di amministrazione e generali della maggioranza si siano lamentati con lo stesso Reboani per gli identici motivi. Nel tentativo evidente di mettere il bavaglio a un collega che dice la sua, sì, anche sulle pensioni e sull’Inpgi. Ma senza mai violare la riservatezza sulle informazioni ricevute nella sua veste di sindaco dell’Istituto.

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Sky Tg24, gli 11 esuberi di oggi e lo “strano” caso dei 13 assunti del 2014

di Sergio Stella

Tredici assunzioni nel 2014, undici esuberi nel 2017 nella redazione di Roma di Sky Tg24, che l’azienda e il direttore Sarah Varetto vogliono trasferire a Milano, con un progetto di cui si parla da anni. Potrà mai essere un caso? Difficile crederlo. Almeno per chi la vicenda di Sky la conosce e sa che quelle 13 assunzioni l’azienda le ha finanziate con le trattenute sulle buste paga dei giornalisti. Con un paradosso. Nessuno di quei 13 assunti è tra gli attuali esuberi: come dire che chi oggi rischia il posto di lavoro avrebbe contribuito a finanziare il proprio possibile licenziamento.

Ricostruire quella vicenda potrebbe dare un’arma sindacale in più e maggiore forza alle richieste del Cdr di Sky Tg24, che pretende correttamente l’azzeramento degli esuberi e la presentazione di un piano industriale (propedeutico a quello editoriale  della testata) prima di discutere del trasferimento da Roma a Milano. E, anche nel caso che alla fine il trasferimento dovesse diventare realtà, il Cdr chiede la ricollocazione di tutti i giornalisti, un numero più elevato dei colleghi destinati a rimanere a Roma con particolare riguardo a chi ha situazioni familiari da tutelare, e più tempo per una trattativa che consenta di concordare le migliori condizioni per tutti.

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