Inpgi, primo rosso a -104 milioni. Daniela Stigliano: I conti non sono in sicurezza

Le previsioni per il 2018-2020, basate su un bilancio attuariale irrealistico, sono inattendibili. Nessuna sostenibilità può essere attesa nel medio-lungo periodo

Il Consiglio generale dell’Inpgi ha approvato mercoledì 8 novembre il bilancio di assestamento del 2017 (scarica qui) e il preventivo 2018 (scarica qui) con 42 voti a favore e 14 contrari. Pubblichiamo un’analisi di Daniela Stigliano, Consigliera generale dell’Istituto e componente della Giunta Esecutiva della Fnsi, riassunta nell’intervento con cui ha motivato il suo voto negativo.

di Daniela Stigliano Consigliera generale Inpgi e Giunta Esecutiva Fnsi

Il 2017 dell’Inpgi è andato molto peggio del previsto. Non bastano i numeri del rosso della gestione previdenziale, -151 milioni di euro, e della perdita di bilancio da 104 milioni (la prima, nella storia dell’Ente) a dare la misura dello sprofondo in cui l’Istituto di via Nizza è finito. E non bastano neppure i toni drammatici della relazione che la presidente Marina Macelloni ha (scorrettamente) diffuso prima ancora che i bilanci arrivassero ai consiglieri generali (scarica qui il testo integrale).

Perché né lei, né la direttrice Mimma Iorio nella sua relazione tecnica (scarica qui), ammettono la verità: le previsioni di bilancio per il prossimo triennio 2018-2020, basate su un bilancio attuariale irrealistico, sono inattendibili. Nessuna sostenibilità può essere attesa nel medio periodo, non ci sarà insomma l’ipotizzato ritorno (provvisorio) all’utile tra il 2021 e il 2025. Ben difficilmente sarà rispettata la data – già spaventosamente lontana – del 2038 per ritrovare una crescita del patrimonio. Mentre nel frattempo il “tesoretto” dei giornalisti italiani sarà stato dissipato completamente per coprire le uscite per pensioni e altre prestazioni.

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Galimberti (Unci) sui fatti di Ostia: insufficiente la tutela dei cronisti

La proletarizzazione del lavoro spinge al fronte del rischio massimo i giornalisti non contrattualizzati, anche in aziende strutturate e di Stato come la Rai

di Alessandro GalimbertiPresidente Unci

I gravissimi fatti di Ostia – con l’aggressione violenta al giornalista Daniele Piervincenzi e al film-maker Edoardo Anselmi, della trasmissione di Rai2 Nemo, da parte di Roberto Spada della nota famiglia locale – impongono una riflessione definitiva sull’emergenza informazione in Italia.

Da anni l’Unci invoca una presa di posizione del Parlamento e del Governo sull’insufficienza delle norme a tutela dell’integrità fisica, e prima ancora morale, dei cronisti impegnati a fare informazione seria e indipendente.

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