L’inchiesta Inpgi-Sopaf? È un tabù. Tutti ne parlano (nei corridoi), pochissimi ne scrivono. E i giornalisti ne escono male. Ecco lo storify

Andrea Camporese
Andrea Camporese

È un vero e proprio tabù, che ha avuto la sua rappresentazione plastica durante la massima assise del giornalisti: il Congresso Fnsi di Chianciano di fine gennaio. Lì quasi nessuno ha osato neppure pronunciarne il nome. Stiamo parlando dell’indagine della Procura milanese sulla presunta truffa all’Inpgi da 7,6 milioni di euro, all’interno dell’inchiesta sul crac della holding di partecipazioni Sopaf della famiglia Magnoni.

Per mesi le notizie su Sopaf e Inpgi hanno trovato pochissimo spazio, con rare eccezioni, su giornali, tv e rete. Giovedì scorso, quando è arrivata la chiusura delle indagini con l’accusa al presidente Andrea Camporese anche di corruzione, in tanti hanno rilanciato la notizia in rete limitandosi però alla sola condivisione degli articoli pubblicati sui siti. Segno che la notizia colpisce e interessa la categoria, che un’idea precisa ce l’ha sul tema, però resta silente. Ma che cosa sarebbe successo se l’inchiesta fosse stata sull’Inps e sul suo presidente Tito Boeri?

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