#CrisiInpgi1 Appello a Macelloni e Lorusso: chiarezza sul futuro

Apriamo il dibattito tra i giornalisti: 106 colleghi eletti negli organismi di categoria in tutta Italia scrivono alla presidente dell’Istituto di previdenza e al segretario generale Fnsi

Le lettere inviate per conoscenza anche al Cda, al Collegio dei sindaci e al governo. È necessaria la «conoscenza di tutti gli elementi indispensabili per avere, in un contesto di chiarezza assoluta, un quadro della situazione quanto più delineato, definito e chiaro possibile». Ed è «quanto mai opportuna la convocazione in tempi rapidi del Consiglio generale» dell’Ente

Oltre cento giornalisti di tutta Italia, eletti nelle istituzioni di categoria (Inpgi, Fnsi, Ordine, Casagit, Fondo di pensione complementare) hanno scritto una lettera alla presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, per esprimere la preoccupazione loro e dell’intera categoria sulla tenuta dei conti dell’Istituto di previdenza, specie alla luce della sospensione del commissariamento fino al prossimo novembre deciso dal governo (leggi qui).

I giornalisti chiedono di conoscere quali ipotesi siano allo studio del Cda dell’Inpgi nell’ottica di eventuali tagli alle prestazioni e di maggiori entrate, mentre i consiglieri generali dell’Istituto sollecitano la presidente a convocare in tempi solleciti il consiglio generale proprio perché i problemi sul tappeto e le eventuali soluzioni da proporre ai ministeri vigilanti siano noti a tutti e sia possibile un’ampia discussione.

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#CrisiInpgi1, entro 12 mesi un nuovo massacro per le nostre pensioni

Niente comunicatori e nessun commissariamento (per ora), ma l’Istituto dovrà tagliare prestazioni e spese e poi aumentare i contributi. A meno che, finalmente, non si passi al piano B…

di Daniela StiglianoConsigliera generale Inpgi e Giunta Fnsi di Unità Sindacale (Movimento con propri rappresentanti in Fnsi, Inpgi, Casagit, Fondo di previdenza complementare e Ordine dei Giornalisti)

Comunque vada, sarà un disastro. Per tutti. Per i giornalisti dipendenti, che subiranno certamente una nuova riforma (peggiorativa) delle pensioni future e che potrebbero doversela addirittura pagare con contributi aggiuntivi (e quindi retribuzioni ridotte, se non peggio). Con ogni probabilità per i pensionati, che si potrebbero ritrovare con un assegno fortemente tagliato. E, alla fine, pure per l’Inpgi e per i suoi dipendenti, che potrebbero subire un pesante ridimensionamento.

L’emendamento governativo al decreto Crescita, approvato alla Camera il 21 giugno e che entro fine giugno dovrebbe passare anche al Senato e diventare legge, evita sì il commissariamento del nostro Istituto previdenziale fino al 31 ottobre 2019. Ma chiede un prezzo altissimo a tutti noi per tentare (inutilmente) di tenere in piedi un Ente in profondo rosso e destinato al default che qualcuno, con scarsa (a dir poco) lungimiranza, si ostina a voler mantenere in vita a dispetto e “contro” tutto e tutti, senza voler neppure prendere in considerazione possibili alternative per salvare le pensioni dei giornalisti, come noi chiediamo da tempo (leggi qui).

Il percorso fissato dalla nuova norma è scandito da impegni e date precisi, da oggi al 2022, che gli organismi dell’Inpgi dovranno rispettare. E che tracciano i sacrifici richiesti ai giornalisti. Vediamo come.

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#CrisiInpgi1, prima i giornalisti (e le nostre pensioni)

Diverse le ipotesi per salvare la nostra previdenza. Stati generali dell’Editoria e tavolo tecnico devono essere l’occasione per valutarle e scegliere la più efficace. Sì a una soluzione rapida, non frettolosa

di Unità SindacaleMovimento con propri rappresentanti in Fnsi, Inpgi, Casagit, Fondo di previdenza complementare e Ordine dei Giornalisti

Prima i giornalisti, cioè tutti noi e le nostre pensioni. È da qui che si deve partire quando si parla di Inpgi e di possibili soluzioni per la crisi della sua Gestione principale, quella dei dipendenti che sostituisce integralmente l’Inps, per intenderci. Perché in gioco ci sono la vita e il futuro di migliaia di persone e delle loro famiglie. Ed è da qui che noi chiediamo con forza di partire a tutti gli attori di questa partita, all’apertura degli Stati generali dell’Editoria e con un tavolo tecnico già avviato al ministero del Lavoro.

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#Elezioni2018 Colleghi abbandonati, Inpgi e Casagit: 3 motivi per cambiare

Vertenze disastrose e redazioni lasciate sole, il contratto Fieg non rinnovato e i giornalisti del web declassati, l’Inpgi in profondo rosso e la Casagit bloccata nella sua riforma. Cambiare il Sindacato si può 

Stigliano video 2di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

Restano poche ore, sino alle 18 del 3 dicembre, per votare in Lombardia per il nostro Sindacato. E per cambiare la sua politica, le sue azioni, le persone che lo hanno guidato negli ultimi quattro anni.

Perché cambiare? Per almeno tre motivi, concreti e reali, sotto gli occhi di tutti e vissuti sulla pelle di molti, troppi colleghi.

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#Elezioni2018Fnsi Galimberti: Il voto è una chance per cambiare anche il Sindacato

Abbiamo ridato all’Ordine lombardo trasparenza e autorevolezza. Ora possiamo portare competenza e impegno nell’Alg

galimbertidi Alessandro GalimbertiPresidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia

Cambiare. Come (neo) presidente dell’Ordine lombardo dei giornalisti penso di essere titolato a utilizzare questo vocabolo.

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#Elezioni2018 Il Sindacato esca dalle proprie stanze

Patrizia Pertuso: Il Sindacato deve incontrare i colleghi nelle loro realtà. E dimostrare di essere pronto a intervenire e a tutelare tutti

Patrizia Pertusodi Patrizia PertusoCdr Metro

Restituire dignità professionale ai tanti colleghi che hanno assistito al continuo svilimento del loro lavoro da parte di editori incapaci. Questo è il primo obiettivo da porsi per arrivare a garantire un’informazione corretta, libera e autorevole. Un’informazione che deve essere accompagnata da un’azione sindacale che tuteli tutti.

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Mentana fa Gol grazie al bel regalo del contratto Fnsi-Uspi

Quattro anni e un unico risultato: un contratto per giornalisti poveri. E un bel regalo a Enrico Mentana: per il suo sito nazionale Open ha assunto 30 giovani con diritti e retribuzioni di serie B

carlo-gariboldi-nuova.jpgdi Carlo E. GariboldiConsigliere di amministrazione della Casagit

Incapaci. Un sindacato di incapaci. In quattro anni la maggioranza che governa il sindacato unitario (sic) dei giornalisti non ha rinnovato il contratto Fnsi-Fieg (non è riuscita neppure ad aprire un tavolo di discussione con gli editori), ha assistito come un pensionato davanti a un cantiere al disfacimento dell’Inpgi, sta boicottando la trasformazione di Casagit.

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#Elezioni2018Fnsi Questa volta non sbagliare: vota Unità Sindacale-Mil!

Il Sindacato che noi vogliamo: guarda il nostro video

 

 

Il Sindacato che noi vogliamo è unito, indipendente e autorevole, guarda al futuro e non fa battaglie di retroguardia, rappresenta e difende tutti i giornalisti, non arriva come il 118 quando i guai sono già scoppiati, esce fuori dalle stanze per andare a parlare con i colleghi, riporta gli editori al tavolo delle trattative per il contratto Fnsi-Fieg, vuole salvare le nostre pensioni e la nostra salute e non seggiole e poltrone.

Noi vogliamo cambiare il Sindacato per salvare l’informazione, la libertà di stampa e i posti di lavoro.

Guarda il video dei candidati di Unità Sindacale-Mil alle elezioni per Fnsi e Lombarda, disponibile anche sul canale YouTube di Unità Sindacale. E ricorda:

SI VOTA ONLINE DALLE 10 DEL 30 NOVEMBRE ALLE 18 DEL 3 DICEMBRE
I CODICI PER VOTARE ARRIVERANNO PER MAIL O A CASA ENTRO IL 29 NOVEMBRE

#Elezioni2018Fnsi Chi sono i 28 candidati di Unità Sindacale-Mil

Chi sono, che cosa hanno fatto e fanno, qual è il volto dei 28 candidati professionali e collaboratori (13 donne e 15 uomini) che si presentano nelle liste di Unità Sindacale-Mil alle elezioni per il XXVIII Congresso Fnsi e per il rinnovo delle cariche sociali della Lombarda.

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#Elezioni2018Fnsi Unità Sindacale-Mil: per un Sindacato unito, indipendente e autorevole

Occupazione, contratto, dignità del lavoro e delle retribuzioni, difesa di un giornalismo libero ed etico, welfare efficiente e solidale: cambiamo insieme il Sindacato dei giornalisti!

I GIORNALISTI ITALIANI
HANNO DIRITTO A UN SINDACATO
UNITO, INDIPENDENTE E AUTOREVOLE

IL PROGRAMMA DI UNITÀ SINDACALE-MIL

Occupazione, contratto, dignità del lavoro e delle retribuzioni, difesa di un giornalismo libero ed etico, welfare efficiente e solidale. Sono gli obiettivi che solo un Sindacato unito, indipendente e autorevole può raggiungere. E sono gli obiettivi delle candidate e dei candidati delle liste di Unità Sindacale-Mil (leggi qui chi sono), colleghe e colleghi che credono fortemente nell’idea di un Sindacato al servizio e in difesa dei giornalisti, di tutti i giornalisti e soprattutto di quelli più deboli, e non di un Sinda­cato in balia di correnti, di ideologie, di interessi di poltrona.

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#Elezioni2018Fnsi Ecco le liste di Unità Sindacale-Mil per Congresso e Lombarda

Sindacato dei giornalisti: scoprite i nomi delle candidate e dei candidati di Unità Sindacale-Mil per il XXVIII Congresso della Fnsi e per gli organismi dell’Associazione lombarda dei giornalisti.

In Lombardia si vota solo online dalle 10 del 30 novembre alle 18 del 3 dicembre con i codici che arriveranno per mail o a casa di ogni iscritto.

Non consegnate a nessuno le vostre password!

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Io e l’ex fissa: non ne ho diritto, ma molti colleghi sì. Per questo la difendo

Stigliano video 2di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

Scusate se parlo di me. Ma è corretto che i colleghi conoscano, e valutino, anche gli eventuali interessi in gioco di chi ha incarichi negli organismi di categoria e prende posizione sui diversi temi in discussione. Come sto facendo in queste settimane sulla vicenda del Fondo ex fissa, da componente della Giunta Fnsi e Consigliera generale dell’Inpgi.

Ho 52 anni, lavoro da 32 con contratto, ma non ho diritto all’ex fissa perché a fine 2014 non avevo 15 anni di anzianità aziendale. A quella data avevo 14 anni e 9 mesi di anzianità in Rcs MediaGroup, dove lavoro ancora oggi. Al massimo, quando andrò in pensione, avrò diritto a 10 mila euro invece di molto di più.

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Ex fissa: non è solo una questione da “ricchi” pensionati

Sono 5.500 i giornalisti in attività interessati ai destini del Fondo, di cui oltre l’80% con diritto all’indennità piena. Colleghi che, se Fnsi e Fieg dovessero decidere di chiudere la gestione, non avrebbero diritto a nulla. Nemmeno al mancato preavviso previsto per i “giovani”

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi e Consigliera generale Inpgi

L’ex fissa riguarda solo i 2 mila pensionati di oggi? Nemmeno per idea! La confusione, indotta (involontariamente?) da molti, è smentita dai numeri. Sono infatti quasi 5.500 i giornalisti in attività interessati ai destini del Fondo gestito dall’Inpgi che l’attuale maggioranza della Fnsi, guidata dal segretario Raffaele Lorusso, ha messo in discussione insieme con gli editori della Fieg. Colleghi che, se il Fondo ex fissa dovesse chiudere i battenti per volontà del sindacato e degli editori, nella gran parte dei casi non potranno vantare più nulla. Neppure l’indennità sostitutiva del preavviso resuscitata dall’ultimo contratto anche nel caso di pensionamento da parte dell’azienda.

L’attenzione è puntata sulla riunione della Commissione paritetica convocata in via Nizza mercoledì 10 gennaio, alla quale si presenterà anche il neocostituito Comitato Diritto Exfissa. L’incontro dovrebbe valutare le risposte già arrivate alla proposta di taglio tra il 40% e il 50% contenuta nella letterina di Natale inviata a 1.948 colleghi in attesa dell’indennità (leggi qui) e, probabilmente, decidere il rinvio a fine mese del termine entro cui esprimere la “manifestazione di interesse” alla riduzione del credito in cambio di un anticipo dei tempi di pagamento.

Nessuno, in Fnsi, parla e si rivolge anche alle migliaia di “altri” giornalisti ancora al lavoro che vantano un futuro credito nei confronti del Fondo ex fissa. Ecco chi sono.

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Ex fissa, le verità nascoste della letterina di Natale di Fnsi e Fieg

Entro il 31 dicembre 1.948 colleghi dovranno scegliere se accettare o meno il dimezzamento (o quasi) della cifra originaria. Senza un nuovo prestito da altri 23 milioni da parte dell’Inpgi (o delle banche?), nessuno però otterrà niente. Ecco tutti gli elementi per decidere

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi e Consigliera generale Inpgi

Le lettere con la “proposta” sono arrivate nei giorni scorsi e 1.948 giornalisti in attesa dell’ex fissa (alcuni da molti anni) stanno facendo i conti nelle proprie tasche: meglio accettare pochi soldi, “maledetti e subito”, oppure aspettare ancora pur di ottenere l’intera cifra che gli spetta? Una scelta difficile e personale, resa quasi impossibile dalla fumosa comunicazione ricevuta. E su cui pesa come un macigno un’incognita di cui nessuno dice nulla: senza un ulteriore prestito da parte dell’Inpgi (o di un altro soggetto?), i 23 milioni residui sui 35 complessivi su cui si basava la modifica contrattuale del 2014 (e di cui sono già stati versati 12 milioni), nessuna operazione sarà possibile.

Un prestito avvolto dal mistero e da posizioni e dichiarazioni contraddittorie. Su cui il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, si è rifiutato di fare chiarezza. Nonostante su quegli ulteriori 23 milioni di finanziamento si basino tutte le ipotesi proposte. E se quei soldi non dovessero arrivare?

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Gariboldi: vi dico com’è andata alla Casagit perché non si ripeta all’Ordine

Abbiamo vinto a Milano e Roma, ma la maggioranza della Fnsi a pensiero unico ha eletto il suo presidente e ci relega a minoranza. E ora punta a mettere le mani sull’Ordine

Carlo Gariboldi nuovadi Carlo E. GariboldiConsigliere di amministrazione della Casagit

Tre mesi fa si sono svolte le elezioni Casagit, all’inizio di luglio è stato eletto un nuovo consiglio di amministrazione, che ha confermato presidente Daniele Cerrato, in palese violazione dello statuto che pone il limite a due mandati. Abbiamo vinto le elezioni a Milano e Roma, ma la maggioranza del sindacato ha fatto finta di niente, appoggiandosi su un sistema federalista che favorisce le piccole regioni (dove i giornalisti sono pochi).

Vi scrivo oggi perché siamo alla vigilia del voto per l’Ordine: un banco di prova importante dove dobbiamo scongiurare si ripeta quello che è successo in Casagit. Per il bene di tutti i colleghi.

La maggioranza della Fnsi vuole mettere le mani su tutto: nei giorni scorsi ha costituito una nuova corrente (che si chiama, bizzarramente, ControCorrente) che vuole confermare i presidenti regionali amici ed eleggere Carlo Verna presidente nazionale. Un altro giornalista Rai. Come il presidente della Fnsi, quello del Fondo complementare, quello della Casagit. E come l’ex presidente Inpgi, che ha scelto il suo successore come fosse un monarca.

A Milano la maggioranza del sindacato che stampella l’Alg si è divisa sulla base di argomenti molto poco chiari e trasparenti. Io e i miei amici (con i gruppi Unità sindacale, Senza Bavaglio e Mil) appoggiamo i candidati delle liste “Ordine: Prima la professione!” (leggi candidati qui e programma qui, scarica il volantino qui).

Ma torniamo alla Casagit.

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Pensioni dopo le riforme: una guida (minima) per non fare confusione

Manovra Inpgi e decreto Lotti (con la “manovrina” d’estate) hanno rivoluzionato la nostra previdenza. Raccapezzarsi tra regole, deroghe e salvaguardie non è facile. E non tutto è come appare…

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

La riforma dell’Inpgi e le nuove regole per i prepensionamenti. Le clausole di salvaguardia e le deroghe per le uscite anticipate. E poi il sistema contributivo, il calcolo automatico dell’aspettativa di vita, la rivalutazione dei contributi ridotta retroattivamente dal 2007 per tutti. Nel giro di pochi mesi di questo 2017 quasi tutto è cambiato per le pensioni dei giornalisti italiani. Ed è facile fare confusione tra norme, regole, deroghe e salvaguardie. Anche perché non tutto è esattamente come appare.

Proviamo allora a fare ordine tra le differenti novità, con questa guida minima alla comprensione del nostro futuro. O perlomeno di quel che sarà fino alla prossima (vicina?) riforma delle nostre pensioni, già richiesta dai ministeri vigilanti.

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Unci e Fnsi al Giardino della Memoria

Il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, ha partecipato lunedì 19 giugno a Palermo alla presentazione del depliant informativo dedicato al Giardino della Memoria e curato dall’Unione nazionale cronisti italiani. L’incontro si è svolto nella sala convegni dell’Associazione siciliana della Stampa.

Al termine dell’incontro Giulietti ha raggiunto il Giardino della Memoria dove è stato accolto dal presidente nazionale dell’Unci, Alessandro Galimberti, dal vice-presidente nazionale, Leone Zingales, e dal presidente regionale dell’Unci, Andrea Tuttoilmondo.

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Testate online e giornalisti in Svizzera: Hearst farà da apripista?

Ha utilizzato per prima le norme Fornero sul licenziamento economico nel caso di Alba Solaro. E ora fa un altro “strappo”. Mentre Fnsi e Inpgi stanno a guardare…

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

Hearst trasferisce le edizioni online dei suoi giornali italiani a Chiasso. Giornalisti compresi. Giornalisti che nella sede milanese non avevano trovato una stabilizzazione definitiva. E che adesso avranno contratti svizzeri (da collaboratori?) e quindi meno vincoli rispetto a quello Fieg.

Il rischio è che Hearst Italia faccia da apripista ad altri editori. Così come per prima ha utilizzato un anno e mezzo fa le norme della legge Fornero sul licenziamento economico per mandare via il caporedattore di Marie Claire, Alba Solaro.

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Prepensionamenti, Poletti cambia le regole e stravolge la lista d’attesa

Modificato l’ordine di accesso ai finanziamenti. Gli editori “retrocessi” sono pronti a ricorrere al Tar. E il ministero blocca le chiamate. In attesa dei decreti dell’Editoria

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

C’è grande confusione sotto il cielo dei prepensionamenti dei giornalisti italiani. Una nuova interpretazione del ministero del Lavoro di Giuliano Poletti ha stravolto l’ordine della lista di attesa per l’assegnazione dei 23 milioni di finanziamenti stanziati dalla legge di bilancio 2017 (leggi qui), per un totale di 94 posizioni. Non vale più la data di presentazione del piano di crisi al ministero, con possibilità di ricorso al contratto di solidarietà al posto della cigs: ora è il giorno dell’effettivo avvio della cassa integrazione a determinare la graduatoria.

Una rivoluzione piovuta sulla Fieg come una bomba, che coinvolge direttamente anche la Fnsi. Tra minacce di ricorsi al Tar, tentativi informali di mediazione con il ministero e invio di lettere a doppia firma a dirigenti e allo stesso Poletti. Con il risultato, al momento, di aver paralizzato il processo di autorizzazione dei prepensionamenti.

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Riforma pensioni e rischio esodati: la sconfitta politica di Inpgi e Fnsi

Bloccate le clausole di salvaguardia. Negata l’autonomia del Cda sull’aspettativa di vita. Mentre passano le misure Inps ma senza protezione pubblica. E il futuro dei giornalisti non è garantito

di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

Nessuna clausola di salvaguardia. Nessuna autonomia del Cda sull’aspettativa di vita. Nessuna garanzia sul futuro. E, soprattutto, il rischio – che è quasi una certezza – di creare decine, centinaia di esodati. La riforma delle pensioni dei giornalisti, entrata in vigore il 21 febbraio con il via libera dei ministeri vigilanti del Lavoro e dell’Economia, è la rappresentazione plastica del fallimento politico dell’attuale maggioranza di Inpgi e Fnsi.

I no e le sospensioni pronunciate dai due dicasteri pesano infatti come macigni. Perché vanno a colpire le poche, pochissime aree su cui il vertice dell’Istituto aveva differenziato le condizioni rispetto all’Inps e su cui il Sindacato si era impegnato con i giornalisti. Mentre nulla si conosce ancora delle condizioni e dei paletti che i ministeri hanno indicato nella lettera arrivata il 21 febbraio in via Nizza, che i vertici dell’Istituto si rifiutano di rendere pubblica.

Altro che cantare vittoria per una riforma che sovrappone la nostra previdenza a quella dell’Inps ma senza nessun ombrello protettivo pubblico! La presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, e il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, dovrebbero ammettere la sconfitta politica. Ecco perché.

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