I giornalisti della Provincia pavese in sciopero contro i tagli all’organico

Niente Provincia pavese oggi in edicola, per lo sciopero dei giornalisti contro i tagli all’organico che l’azienda ha attuato non sostituendo i colleghi andati in pensione e bloccando da anni le nuove assunzioni, come spiega il Cdr nel comunicato che pubblichiamo. La protesta alla Provincia Pavese è la seconda nel giro di pochi giorni tra le testate locali del gruppo l’Espresso-Repubblica dopo lo sciopero dei quotidiani Finegil del Veneto (leggi qui).

COMUNICATO SINDACALE

Cari lettori, domani (venerdì 2 settembre) la Provincia pavese non sarà in edicola e oggi (giovedì 1 settembre) il sito internet non sarà aggiornato per uno sciopero dei giornalisti. L’assemblea di redazione della Provincia pavese ha affidato ai rappresentanti sindacali un pacchetto di tre giorni di astensione dal lavoro, il primo dei quali viene attuato oggi, per protestare contro la mancata sostituzione di un collega che proprio da oggi è in pensione.

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Cdr giornali Finegil: Centrali e strategici nel progetto “Stampubblica”

Il coordinamento dei Comitati di redazione dei 18 giornali del Gruppo Finegil si è riunito a Roma giovedì 17 marzo 2016 per discutere della firma del memorandum che porterà alla fusione tra il Gruppo Editoriale Espresso e Itedi (La Stampa e Il Secolo XIX).

Il coordinamento dei Cdr ribadisce un giudizio positivo sugli obiettivi di espansione e di rafforzamento del Gruppo nel panorama editoriale italiano. Esprime allo stesso tempo preoccupazione sulle possibili conseguenze dell’operazione di cui non sono stati ancora forniti dettagli ma che hanno già alimentato voci e articoli di stampa su future modifiche dell’assetto del Gruppo Finegil.

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Hearst, nessun accordo sul licenziamento di Alba Solaro. I giornalisti del gruppo vanno avanti con gli scioperi

WP_20160118_09_26_44_ProMancato accordo. Si è conclusa così, questa mattina a Milano, la convocazione davanti alla Direzione territoriale del lavoro per la conciliazione preventiva sul licenziamento della caporedattrice di Marie Claire, Alba Solaro. Mentre all’esterno era in corso un presidio di protesta di tutti i giornalisti della Hearst, che per oggi avevano proclamato uno sciopero congiunto (in fondo, la fotogallery realizzata con immagini scattate da Letizia Mosca).

Una riunione durata nemmeno un’ora, quella di fronte alla Dtl, in cui l’azienda italiana del colosso americano dell’editoria, guidata da Giacomo Moletto, ha rifiutato ancora una volta qualsiasi tentativo della collega e del sindacato di trovare una soluzione alternativa al licenziamento.

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Licenziamenti Antenna Sicilia, i giornalisti La Sicilia sconcertati dalle scelte del gruppo Ciancio: offensive per il quotidiano e la sua tv

imagePubblichiamo il comunicato approvato ieri all’unanimità dall’assemblea dei giornalisti de La Sicilia sulla vicenda di Antenna Sicilia (leggere quiqui), la storica emittente del quotidiano del gruppo Ciancio, in cui si esprime “sconcerto” per la decisione di azzerarre la redazione giornalistica e di procedere al licenziamento di 16 tra giornalisti, tecnici e amministrativi” e “preoccupazione” per gli scenari che si aprono. Solidarietà e sostegno concreto ai colleghi della tv.

I giornalisti de “La Sicilia” prendono atto con sconcerto della decisione di Sige di azzerarre la redazione giornalistica di Antenna Sicilia e di procedere al licenziamento di 16 tra giornalisti, tecnici e amministrativi.

Il rifiuto della mediazione dell’assessore regionale al Lavoro, e il rigetto della proposta di “working buyout” presentata dai tecnici dei sindacati e dei lavoratori, ritenuta dall’azienda inaccettabile, aprono scenari di gravissima preoccupazione.

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Presidente Fnsi, Capss e Lombarda fanno flop. Senza voti, Giulietti si ritira. E la maggioranza del segretario Lorusso scappa sull’Aventino

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Stefano Tallia tra Giancarlo Tartaglia (a sinistra) e Raffaele Lorusso

di Sergio Stella

Presidente Fnsi, la prima è un flop storico. La maggioranza del segretario Raffaele Lorusso non ha i numeri per eleggere al primo turno il neoconsigliere nazionale Beppe Giulietti e si ritira sull’Aventino, con i consiglieri nascosti nelle stanze della Federazione o nei bar sotto la sede della Fnsi, per non rispondere all’appello delle presenze. Senza numero legale, il consigliere anziano Stefano Tallia, deputato per statuto a presiedere il Consiglio nazionale, non può che dichiarare non valida la riunione e chiuderla senza nemmeno aprirla.

Una brutta pagina, per il sindacato dei giornalisti, quella andata in scena ieri mattina al secondo piano di corso Vittorio Emanuele II, a Roma. Una cosa mai accaduta, a memoria di chi conosce storia e anima della Fnsi. La dimostrazione plastica della disgregazione del gruppo che a Chianciano si era fatto maggioranza, negando differenze politiche (e personali) profonde. E il fallimento della linea dura sulla candidatura di Giulietti sostenuta contro tutti da Enrico Ferri per il Capss e Giovanni Negri per la Lombarda, con l’ausilio degli uomini del pallottoliere.

Ma soprattutto un gioco al massacro (del sindacato) che sembra preso a prestito dalla peggiore politica e che difficilmente potrà essere compreso dai colleghi, che dai dirigenti della Fnsi si aspettano risposte ai tanti problemi di chi sta fuori e dentro le redazioni e non trucchi pirotecnici per nascondere la propria disfatta.

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Antenna Sicilia, confermati i 16 licenziamenti. Le denunce dell’Assostampa, in campo anche nove deputati Pd

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Pippo Baudo annuncia la nascita di Antenna Sicilia (1979)

Niente Tg e programmi di intrattenimento da metà settembre e licenziamento per 16 tra giornalisti e tecnici. L’annuncio da parte dell’azienda è arrivato a inizio luglio a dipendenti e sindacati di Antenna Sicilia, storica emittente privata di Catania di proprietà del gruppo Ciancio (editore de La Sicilia), tenuta a battesimo da Pippo Baudo 36 anni fa e ancora oggi la più seguita tra le tv siciliane.

Dopo settimane di trattative sindacali, oggi è arrivata la rottura del tavolo, con il rinvio del confronto all’ufficio provinciale del Lavoro di Catania. Anche se con ogni probabilità sarà prima l’assessore regionale a convocare le parti, come richiesto dai sindacati

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Rcs, dopo lo sciopero del 9 luglio l’azienda “apre” a grafici e poligrafici. La solidarietà di tutti i giornalisti del gruppo

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Un primo giorno di sciopero riuscito, con la mancata uscita in edicola il 10 luglio di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport. Un pacchetto di altri cinque giorni già nelle mani delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie), con la minaccia di astenersi dal lavoro già oggi, di sabato, facendo saltare anche i preziosi numeri della domenica. E il tavolo delle trattative per grafici e poligrafici di Rcs Mediagroup sembra destinato a riaprirsi. Con un primo appuntamento fissato per il primo pomeriggio di lunedì 13 luglio.

Come spiega chiaramente il Comunicato sindacale delle Rsu (nell’immagine a destra), la protesta dei lavoratori del primo gruppo editoriale italiano nasce per la richiesta dell’azienda di tagli al costo del lavoro pari a 260 esuberi tra impiegati e poligrafici (oltre a 210 giornalisti), per un risparmio pari a 30 milioni di euro. Dopo gli accordi raggiunti con i Cdr di Corriere e Gazzetta (a cui si aggiunge lo stato di crisi in corso nei Periodici), Rcs ha proposta ai sindacati delle altre categorie professionali il ricorso a un contratto di solidarietà al 25%, rifiutandosi però di presentare un piano industriale e di aprire il confronto su organizzazione del lavoro e valutazione di strade alternative di risparmio.

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