Hearst, nessun accordo sul licenziamento di Alba Solaro. I giornalisti del gruppo vanno avanti con gli scioperi

WP_20160118_09_26_44_ProMancato accordo. Si è conclusa così, questa mattina a Milano, la convocazione davanti alla Direzione territoriale del lavoro per la conciliazione preventiva sul licenziamento della caporedattrice di Marie Claire, Alba Solaro. Mentre all’esterno era in corso un presidio di protesta di tutti i giornalisti della Hearst, che per oggi avevano proclamato uno sciopero congiunto (in fondo, la fotogallery realizzata con immagini scattate da Letizia Mosca).

Una riunione durata nemmeno un’ora, quella di fronte alla Dtl, in cui l’azienda italiana del colosso americano dell’editoria, guidata da Giacomo Moletto, ha rifiutato ancora una volta qualsiasi tentativo della collega e del sindacato di trovare una soluzione alternativa al licenziamento.

A ripetere il loro no alla “cacciata” di Alba Solaro, annunciata a sorpresa per lettera il 29 dicembre scorso, c’erano i colleghi del gruppo, con cartelloni e slogan, ma soprattutto con una presenza massiccia di tutte le redazioni, portati in piazza dai Comitati di redazione di Hearst Marie Claire, al loro quarto giorno di sciopero sui dieci complessivamente decisi dall’assemblea, e di Hearst Magazines Italia, che per oggi avevo proclamato il primo dei sei giorni di pacchetto varato venerdì scorso. Una presenza che deve aver intimorito i rappresentanti dell’azienda, al punto da scegliere di lasciare la Dpl da un’uscita secondaria pur di non affrontare i giornalisti in presidio.

Colleghe e colleghi di Hearst erano tutti lì, decisi a difendere non solo Solaro, ma anche il futuro dei giornali e, in generale, la libertà di fare informazione senza la minaccia costante di un licenziamento affidato a motivazioni pretestuose. E i Cdr, nonostante il proveddimento contro Solaro possa ora purtroppo diventare operativo, sono intenzionati ad andare avanti con la protesta e gli scioperi.

Anche la Fnsi e l’Associazione lombarda dei giornalisti hanno nel pomeriggio pubblicato il loro primo comunicato ufficiale sulla vicenda, con cui “manifestano con forza l’assoluta contrarietà al licenziamento” e giudicano “un attacco alla libera informazione anche l’uso, nei confronti di una categoria delicata e fondamentale per la democrazia come quella dei giornalisti, di leggi che con la bandiera del mercato e della sostenibilità economica di fatto sottopongono tutti i colleghi a un ricatto latente“.

 

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