Antenna Sicilia, la Sige di Ciancio dice no a tutte le proposte dei dipendenti. Scatta la denuncia per comportamento antisindacale

imageL’ultimo atto si terrà martedì 27 ottobre davanti all’ufficio del lavoro di Catania. Dopo due mesi e mezzo di incontri, scontri, rotture delle trattative, interventi di politici, la vertenza di Antenna Sicilia, storica televisione siciliana e ancora oggi la più seguita emittente dell’Isola, di proprietà del gruppo Ciancio (editore de La Sicilia) attraverso la Sige, si avvia alla conclusione peggiore: il licenziamento definitivo di 16 tra giornalisti e tecnici.

L’azienda, che aveva annunciato a inizio luglio l’intenzione di voler licenziare i dipendenti, ha rifiutato qualsiasi mediazione e qualunque proposta avanzata nel corso del confronto dai sindacati, che avevano anche progettato un working buyout, ovvero l’acquisto della testata da parte dei lavoratori. Un’ipotesi che aveva trovato l’appoggio l’Alleanza delle Cooperative italiane-Aci Sicilia. A settembre c’era stata la rottura delle trattative (di cui avevamo scritto qui), quindi erano seguiti tentativi di mediazione politica, a livello cittadino e regionale. Fino all’incontro di venerdì scorso con l’assessore siciliano al Lavoro, Bruno Caruso, e all’ennesima sorda chiusura da parte della Sige.

Ferma la reazione di Assostampa, Slc-Cgil e Fistel-Cisl, che hanno deciso di denunciare l’azienda del gruppo Ciancio per comportamento antisindacale e di chiedere all’Inpgi la verifica della “piena e corretta applicazione del contratto di lavoro e dei versamenti contributivi per i dipendenti e i collaboratori delle aziende che aderiscono al contratto di rete di cui fa parte Sige, o che forniranno a Sige prodotti destinati a sostituire il lavoro dei dipendenti licenziati“.

Pubblichiamo l’articolo dell’Ansa di ieri che riporta la nota dell’Associazione siciliana della Stampa e il comunicato sindacale congiunto di venerdì 16. Tutti i documenti, le dichiarazioni e i comunicati che si sono succeduti da luglio a oggi sono consultabili sul sito dell’Assostampa Sicilia.

L’ARTICOLO DELL’ANSA

Luigi Ronsisvalle
Luigi Ronsisvalle

L’Associazione siciliana della Stampa, a “seguito della assoluta indisponibilità della Sige di voler proseguire ogni sforzo per trovare una intesa per evitare il licenziamento dei 16 lavoratori di Antenna Sicilia”,

in una nota “conferma il pieno sostegno a giornalisti e tecnici che stanno vivendo un drammatico momento personale e professionale che coinvolge non solo i livelli occupazionali di una importante azienda editoriale siciliana ma anche i livelli di informazione in una realtà, quella isolana, che sta via via perdendo voci autorevoli e credibili nel campo dell’informazione, con un gravissimo danno per tutti i cittadini“.

Il sindacato dei giornalisti “sostiene l’iniziativa dei lavoratori, proposta dall’Associazione della Stampa e condivisa con gli altri sindacati interessati Slc-Cgil e Fistel-Cisl, che rinunciando allo sciopero per protestare contro i licenziamenti già decisi dall’azienda, devolveranno le ultime giornate di lavoro per iniziative volte a sostenere famiglie che si trovano già in stato di indigenza a causa della perdita del posto di lavoro“.

“È un piccolo, ma importante segnale – spiega Assostampa Sicilia – di attenzione verso temi come l’occupazione e la solidarietà sociale che per tanti anni sono stati al centro dell’attività di uno strumento di informazione come Antenna Sicilia”.

Il sindacato dei giornalisti annuncia che “chiederà l’immediato intervento ispettivo dell’Istituto di previdenza dei giornalisti per verificare la piena e corretta applicazione del contratto di lavoro e dei versamenti contributivi per i dipendenti e i collaboratori delle aziende che aderiscono al contratto di rete di cui fa parte Sige, o che forniranno a Sige prodotti destinati a sostituire il lavoro dei dipendenti licenziati“. Il sindacato “denuncia la volontà dell’azienda di procedere a una ‘svendita di lavoro‘ sotto forma di acquisto all’esterno di Tg preconfezionati, realizzati senza il rispetto di ogni forma di garanzia normativa e previdenziale e soprattutto – conclude la nota di Assostampa Sicilia – senza alcuna garanzia di professionalità nei confronti dei cittadini”.

“Nonostante il rifiuto di Sige di accettare la mediazione dell’assessore regionale Caruso e di valutare la proposta dei sindacati di attivare il progetto di working buyout, confermando così il licenziamento di 16 dipendenti, abbiamo deciso di continuare a lavorare sino a quando l’azienda non renderà operativa la sospensione dell’attività”. Lo rendono noto i giornalisti e i tecnici dell’emittente televisiva Antenna Sicilia.

“Sebbene non percepiamo lo stipendio da oltre due mesi – aggiungono nel comunicato – e abbiamo preso atto della volontà dell’azienda di procedere con i licenziamenti, d’intesa con i sindacati Assostampa siciliana, Slc Cgil e Fistel Cisl, abbiamo deciso di rinunciare allo sciopero come ultima forma di protesta e di devolvere a sostegno di iniziative sociali in favore di chi ha perso il lavoro le ultime giornate del loro impegno professionale e umano alle dipendenze di Sige“.

“Anche oggi, per sottolineare lo stato di disagio e confermando lo stato di agitazione – prosegue la nota – i Tg di Antenna Sicilia andranno in onda in forma ridotta, pur confermando agli ascoltatori quell’informazione, intesa come servizio alla collettività, che Antenna Sicilia ha garantito in questi 36 anni di attività”.

Catania, 17 ottobre 2015

COMUNICATO SINDACALE DI ASSOSTAMPA, SLC-CGIL E FISTEL-CISL

Alberto Cicero
Alberto Cicero

La Sige, società editrice di Antenna Sicilia, ha rifiutato la mediazione offerta dall’assessore regionale al Lavoro, Bruno Caruso, ed ha dichiarato “inaccettabile” la proposta di “working buyout” consegnata dal tecnico indicato dai dipendenti e dai sindacatI Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Associazione della Stampa.

Pertanto l’azienda ha annunciato la indisponibilità a proseguire ulteriormente la trattativa confermando i 16 licenziamenti per motivi economici, riservandosi semmai ulteriori valutazioni, ma solo dopo avere concluso la procedura di licenziamento. Tuttavia i licenziamenti non possono avvenire, come preteso dall’azienda, già oggi nella stessa sede della Regione ma si dovrà attendere la successiva convocazione all’ufficio provinciale del lavoro.

La totale chiusura dell’azienda di fronte a qualsiasi proposta di mediazione è stata dichiarata dai sindacati “offensiva per i lavoratori, per il rappresentante del governo della Regione Siciliana, per il sindaco Bianco e per il Consiglio comunale di Catania che avevano sostenuto la proposta alternativa, e per il ruolo che in questi 36 anni Antenna Sicilia ha recitato da protagonista nel panorama dell’informazione e dell’intrattenimento in Sicilia“.

Di fronte a questo atteggiamento di incomprensibile intransigenza i sindacati, dopo avere fatto osservare all’assessore Bruno come sino ad oggi, nell’ambito della procedura, la Sige abbia fornito risposte generiche, talvolta incomplete o inesatte, hanno annunciato ufficialmente l’intenzione di procedere nei confronti di Sige e del suo amministratore delegato per comportamento antisindacale.

I sindacati inoltre hanno chiesti all’assessore Caruso di vigilare sulla piena e corretta applicazione dei contratti di lavoro e dei versamenti contributivi per i dipendenti delle aziende che aderiscono al contratto di rete di cui fa parte Sige, o che forniranno a Sige prodotti destinati a sostituire il lavoro dei 16 dipendenti una volta licenziati.

Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Associazione siciliana della Stampa rilevano con amarezza come, alla fine della riunione, l’assessore Caruso non abbia ritenuto opportuno procedere alla stesura di un verbale che fotografasse le posizioni espresse e tenesse conto delle osservazione sollevate dai sindacati. Alla stesura del verbale conclusivo si è sottratta anche l’azienda abbandonando la sede della Regione.

Il passo successivo della vertenza sarà martedì 27 all’Ufficio del lavoro. In quella sede, se le posizioni dovessero restare immutate, Sige scriverebbe con arroganza la parola fine su questa dolorosa vicenda.

Oggi l’edizione delle 14 del Tg di Antenna Sicilia è andata in onda in forma ridotta. Tecnici, giornalisti e dipendenti amministrativi – che non percepiscono gli stipendi da oltre due mesi – hanno infatti proclamato lo stato di agitazione e hanno convocato un’assemblea permanente.

Catania, 16 ottobre 2015

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