Rcs, dopo lo sciopero del 9 luglio l’azienda “apre” a grafici e poligrafici. La solidarietà di tutti i giornalisti del gruppo

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Un primo giorno di sciopero riuscito, con la mancata uscita in edicola il 10 luglio di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport. Un pacchetto di altri cinque giorni già nelle mani delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie), con la minaccia di astenersi dal lavoro già oggi, di sabato, facendo saltare anche i preziosi numeri della domenica. E il tavolo delle trattative per grafici e poligrafici di Rcs Mediagroup sembra destinato a riaprirsi. Con un primo appuntamento fissato per il primo pomeriggio di lunedì 13 luglio.

Come spiega chiaramente il Comunicato sindacale delle Rsu (nell’immagine a destra), la protesta dei lavoratori del primo gruppo editoriale italiano nasce per la richiesta dell’azienda di tagli al costo del lavoro pari a 260 esuberi tra impiegati e poligrafici (oltre a 210 giornalisti), per un risparmio pari a 30 milioni di euro. Dopo gli accordi raggiunti con i Cdr di Corriere e Gazzetta (a cui si aggiunge lo stato di crisi in corso nei Periodici), Rcs ha proposta ai sindacati delle altre categorie professionali il ricorso a un contratto di solidarietà al 25%, rifiutandosi però di presentare un piano industriale e di aprire il confronto su organizzazione del lavoro e valutazione di strade alternative di risparmio.

Di fronte alle forti perplessità espresse al tavolo dalle Rsu, e alle difficoltà a procedere nelle trattative, l’azienda ha inviato alle Segreterie nazionali dei sindacati di categoria una lettera con la minaccia di ricorrere alla mobilità (con l’avvio della procedura per i licenziamenti collettivi) e alla disdetta unilaterale degli accordi integrativi.

La reazione immediata dei lavoratori è stato, appunto, lo sciopero di giovedì 9 luglio. E la decisione di proclamare lo stato di agitazione e di affidare ai rappresentanti sindacali aziendali altri cinque giorni di sciopero. Insieme con la pubblicazione del Comunicato sindacale. Una presa di posizione decisa, che ha portato alla ripresa dei contatti con Rcs e alla fissazione di un primo incontro per lunedì 13, per verificare la possibilità di riavviare le fila della trattativa.

Nel frattempo, grafici e poligrafici hanno anche incassato la solidarietà di tutti i Cdr (Comitati di redazione) del gruppo, espressa in questo comunicato diffuso ieri:

LA SOLIDARIETÀ DEI GIORNALISTI

I giornalisti del gruppo Rcs esprimono solidarietà ai colleghi grafici e poligrafici e condannano l’azione unilaterale dell’azienda che ha minacciato licenziamenti collettivi per la gestione degli esuberi.

I vertici di gruppo, dopo non aver proceduto al secondo aumento di capitale che avrebbe garantito a Rcs lo sviluppo necessario al rilancio, continuano a spingere per un piano di risparmi che ha come uniche leve quelle del costo del lavoro dipendente e della vendita dei gioielli di famiglia (quella già perfezionata del palazzo di via Solferino e quella in trattativa della Libri). Piano di risparmi che serve a coprire i debiti causati da operazioni editoriali che ancora oggi pesano sui conti di Rcs.

Tutto questo in uno scenario di gruppo che vede la completa assenza di un piano industriale serio che punti sull’informazione e sui prodotti editoriali e con il sempre maggior ricorso alle collaborazioni e all’outsourcing in una chiara ottica di precarizzazione del lavoro.

Il coordinamento dei Cdr di Rcs

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