Esposto del collega Nicola Borzi (Il Sole 24 Ore) sul Fondo immobiliare dell’Inpgi inviato oggi a magistratura, ministeri, Consob, Bankitalia, Covip e autorità anticorruzione

Nicola Borzi
Nicola Borzi

Riceviamo e pubblichiamo volentieri l’esposto sul Fondo immobiliare Inpgi Giovanni Amendola inviato questa mattina dal collega Nicola Borzi, giornalista del Sole 24 Ore, alla magistratura, ai ministeri vigilanti del Lavoro e dell’Economia, alle authority di controllo sulle sgr Consob e Bankitalia e anche all’autorità anticorruzione.

Oggetto centrale dell’esposto sono le valutazioni degli immobili che sono stati e saranno conferiti al Fondo immobiliare chiuso e le procedure che sono state seguite per arrivare a definire i prezzi di mercato attribuiti.

Proprio queste rivalutazioni hanno permesso all’Inpgi di chiudere in positivo i bilanci degli ultimi anni, nonostante un grave squilibrio della gestione previdenziale. E i nuovi dati sono anche alla base del bilancio tecnico-attuariale elaborato dal professor Marco Micocci su commissione dell’Istituto di via Nizza, a supporto della riforma delle pensioni, varata dal cda il 27 luglio scorso e ancora al vaglio dei ministeri vigilanti.

Il patrimonio a fine 2014 utilizzato per le proiezioni è stato infatti posto a quota 2,230 miliardi di euro, in base a quanto comunicato dal’Inpgi al professor Micocci, e tiene già conto delle rivalutazioni che entreranno nei bilanci 2015 e 2016.

di Nicola Borzi

ESPOSTO SUL FONDO IMMOBILIARE INPGI GIOVANNI AMENDOLA

Al Procuratore della Repubblica di Roma
Dott. Giuseppe Pignatone
Città giudiziaria – Piazzale Clodio
Roma

Al Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano
Dott. Gaetano Ruta
Palazzo di Giustizia
Milano

Al Procuratore Regionale della Corte dei Conti del Lazio
Dott. Angelo Raffaele De Dominicis
Via A. Baiamonti, 25
00195 Roma

Al Presidente della Sezione del Controllo sugli Enti della Corte dei Conti
Dott. Luigi Gallucci
Via A. Baiamonti, 25
00195 Roma

Al Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione
Dott. Raffaele Cantone
c/o Galleria Sciarra
Via Marco Minghetti, 10
00187 Roma

Alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Via della Mercede, n. 9
00187 Roma

Alla DIVISIONE IV
Ministero del Lavoro
Roma

Alla DIVISIONE V
Ministero del Lavoro
Roma

Alla Segreteria
Ministero del Tesoro
Direttore: NARDI dott.ssa Patrizia
Roma

Alla Segreteria Tecnica
Ministero del Tesoro
Roma
Capo Segreteria Tecnica
Prof. Fabrizio Pagani

Al Capo dell’Ufficio Coordinamento Legislativo
Ministero del Tesoro
Roma
Avv. Carlo Sica

Alla Covip – Commissione di vigilanza sui Fondi Pensione
Piazza Augusto Imperatore, 27 – 00186 Roma

Alla Consob – Direzione vigilanza
Via G. B. Martini 3 – 00198 Roma

Alla Banca d’Italia – Direzione Vigilanza
via Nazionale 91 – 00184 Roma

e, per conoscenza,

Al Capo di Gabinetto
Ministro del Lavoro
Roma
Cons. Luigi Caso

Alla Segreteria del Ministro
Ministero del Lavoro
Roma
Capo della Segreteria
Dott.ssa Erminia Moreschini

Alla Segreteria tecnica
Ministro del Lavoro
Roma
Responsabile Dott. Bruno Busacca

Al Capo di Gabinetto
Ministero del Tesoro
Roma
Cons. Roberto Garofoli

Al Vice Capo di Gabinetto
Ministero del Tesoro
Roma
Avv. Alessandro Tonetti

Alla Presidenza
Al Consiglio di amministrazione
Al Collegio sindacale
Al Consiglio generale
Agli uffici di direzione e amministrativi
Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani “Giovanni Amendola”
Via Nizza 35
00198 ROMA
Piazza Apollodoro 1
00196 ROMA

alla Presidenza
agli uffici di direzione e amministrativi
InvestiRE SGR SpA
via Po 16a
00198 ROMA
Largo Donegani 2
20121 MILANO

All’Ordine nazionale dei Giornalisti
via Parigi n. 11
Roma
Presidente dottor Vincenzo Iacopino
Segretario dottor Paolo Pirovano
Il sottoscritto Nicola Alessio BORZI, nato a Canneto sull’Oglio (Mantova) il 31 gennaio 1966, codice fiscale , carta d’identità n. rilasciata dal Comune di il ,

residente in via a ,

giornalista professionista (tessera Ordine n. 52.367) dal primo febbraio 1994,

giornalista della redazione di Plus24, settimanale di economia e finanza del Sole 24 Ore,

cellulare n. ,

e-mail nicolaborzi@gmail.com,

e-mail certificata nicola.borzi@pec.giornalistilombardia.it

Quale contribuente dell’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani “Giovanni Amendola” (Inpgi), ente previdenziale privatizzato con sede in via Nizza 35, 00198 Roma,

PREMESSO

che la Fondazione INPGI – Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani “Giovanni Amendola” – Gestione Principale Sostitutiva dell’Assicurazione Generale Obbligatoria, comunemente nota come INPGI 1, per distinguerla dalla Gestione Separata INPGI (meglio nota come INPGI 2), ente previdenziale sostitutivo dell’INPS, è ente previdenziale privatizzato incaricato di pubbliche funzioni a norma dell’art. 38 della Costituzione, di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994 n. 509 ed è riconosciuto pubblica amministrazione ex art. 5, 7° comma, del Decreto Legge 2 marzo 2012 n. 16 convertito con modificazioni dalla Legge 26 aprile 2012, n. 44 (in Supplemento Ordinario n. 85, relativo alla Gazzetta Ufficiale 28 aprile 2012, n. 99);

che l’INPGI è soggetto al controllo della Corte dei Conti (Procura Regionale della Corte dei Conti del Lazio), alla vigilanza ministeriale (Ministero del Lavoro, Ministero dell’Economia e delle Finanze), allo scrutinio dell’Autorità nazionale anticorruzione (per quanto attiene alle norme anticorruzione e agli obblighi di pubblicazione e trasparenza) e alla vigilanza della Covip;

che gli investimenti mobiliari e immobiliari dell’INPGI, realizzati per il tramite di società di gestione del risparmio (Sgr), vedono queste ultime vigilate dalla Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob) e dalla Banca d’Italia;

che il Procuratore di Milano dottor Gaetano Ruta ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente dell’Inpgi, dottor Andrea Camporese, e di altre persone coinvolte nel crack della holding Sopaf, con l’accusa di truffa ai danni dell’Inpgi e di corruzione;

che richieste di accesso agli atti del Fondo Inpgi Giovanni Amendola («bilanci 2013 e 2014 del Fondo Inpgi Giovanni Amendola per i comparti a oggi costituiti, comprese tutte le informazioni, i documenti e gli atti relativi agli immobili apportati, alla loro valutazione, alla selezione dei periti valutatori e le perizie di stima redatte da terzi indipendenti»), avanzate dal sottoscritto il 24 luglio scorso all’INPGI e alla Sgr Investire Immobiliare, sono state respinte dall’INPGI nella persona del suo direttore generale, dottoressa Mimma Iorio, e rinviate alla Sgr Investire Immobiliare che non ha mai risposto. Vedi lettera dell’Inpgi al sottoscritto, a firma direttore generale dottoressa Mimma Iorio, prot. n. 233 del 4 agosto 2015: “Per quanto attiene invece ai rendiconti e agli altri documenti da lei richiesti, trattandosi di documentazione originariamente formata e detenuta dalla Sgr affidataria dell’incarico di gestione del Fondo, che pertanto assume in ogni caso la veste di “controinteressato” titolato ad esprimere ogni più ampia riserva in ordine alla diffusione e divulgazione delle informazioni negli stessi contenute, che assumono la natura di dati riservati che se diffusi sul mercato potrebbero causare un danno commerciale al fondo (neretto mio, ndr), le comunico di aver trasmesso la Sua richiesta agli organi direttivi della SGR, affinché essi esprimano il prescritto parere”;

SEGNALO ALLE SIGNORIE VOSTRE

come atto dovuto per informazione e a ciascuna per quanto di propria competenza, i seguenti fatti come da me raccolti e verificati attraverso

– contatti diretti con componenti del Consiglio di amministrazione, del Collegio sindacale, dei commissioni consultive e del Consiglio generale dell’Inpgi,

– consultazione e confronto con esperti di investimenti immobiliari e mobiliari,

– esame delle relazioni della Corte dei Conti sui bilanci INPGI,

– esame di atti ufficiali dell’Inpgi – bilanci, atti notarili di conferimento immobili, delibere del consiglio di amministrazione, bando di gara europea di appalto per la selezione di una Società di Gestione del Risparmio (“SGR”) per l’istituzione, costituzione e gestione di un fondo comune di investimento immobiliare multicomparto di tipo chiuso, riservato ad investitori qualificati (Fondo Inpgi Giovanni Amendola), documenti pubblici, comunicati stampa, comunicazioni ufficiali, corrispondenza con i vertici dell’INPGI -,

– esame del bilancio tecnico attuariale dell’INPGI al 31 dicembre 2014,

– esame della perizia di valutazione del valore di mercato degli immobili apportarti con il primo conferimento al Fondo Inpgi Giovanni Amendola redatta per conto dell’SGR vincitrice della gara di appalto,

– esame di documenti ufficiali di società immobiliari, di SGR, di imprese del settore dei servizi immobiliari,

– raccolta di articoli di stampa

quanto segue:

FONDO IMMOBILIARE GIOVANNI AMENDOLA

A – Cronistoria della gara

La gestione finanziaria dell’INPGI, sin dall’esercizio 2013, è basata sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare attraverso il suo conferimento progressivo al Fondo immobiliare Giovanni Amendola. Il Consiglio di amministrazione dell’INPGI, con delibera n. 26 del 22 aprile 2013, ha autorizzato l’indizione di una gara d’appalto per la selezione di una Società di gestione del risparmio (SGR) cui conferire l’incarico di procedere all’istituzione, costituzione e gestione di un Fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso, multicomparto, riservato a investitori qualificati, denominato “Fondo INPGI Giovanni Amendola” nel quale verrà progressivamente conferito il patrimonio immobiliare dell’Istituto (bando Cig n. 5140553687).

Il bando di gara è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità europea e sul sito internet dell’Istituto il 31 maggio 2013, insieme al disciplinare di gara, allo schema di regolamento del fondo, allo schema di regolamento del contratto e allo schema di regolamento del contratto di servizi. La gara ha previsto la costituzione, predisposizione e organizzazione da parte dell’INPGI, negli uffici dell’INPGI di piazza Apollodoro n. 1 – 00196 Roma, di una data room virtuale per la selezione di una società di gestione del risparmio, con modalità di accesso e consultazione della documentazione messa a disposizione strettamente regolate e sorvegliate. Responsabile della Data Room era l’Ing. Francesco Imbimbo, dirigente responsabile del servizio immobiliare dell’INPGI.

La data room era consultabile previa autorizzazione dalla data di pubblicazione del bando. Nella Data Room erano «messe a disposizione, in forma sintetica, le informazioni relative a ciascun immobile ritenute da INPGI necessarie e sufficienti per procedere ad una corretta valutazione dei termini economici essenziali dell’operazione» (vedi Articolo 3 lettera C Allegato 8 Bando di gara Fondo immobiliare Giovanni Amendola, “Regolamento della Data Room Virtuale”). Con delibera presidenziale INPGI n. 237 del 10 luglio 2013, successivamente ratificata dal Consiglio di amministrazione dell’INPGI con atto n. 71 del 18 luglio 2013, è stata nominata la Commissione giudicatrice per la valutazione delle offerte tecniche ed economiche presentate dagli operatori partecipanti alla gara composta dal Presidente, dottoressa Mimma Iorio, responsabile unico del procedimento e direttore generale dell’Inpgi, e dai commissari dottor Filippo Manuelli, dirigente del servizio amministrazione e finanza dell’INPGI, professor Giuseppe Ciccarone, preside della Facoltà di economia e commercio dell’Università La Sapienza.

Nella seduta pubblica dell’11 luglio 2013 (prima della ratifica da parte del CDA Inpgi della delibera presidenziale di nomina dei commissari, avvenuta solo il 18 luglio 2013, Ndr) la Commissione ha proceduto all’esame della correttezza formale dei plichi pervenuti entro il termine previsto dal bando di gara contenenti nella busta A la documentazione amministrativa richiesta. Il 23 luglio 2013 si è tenuta la seconda riunione pubblica della Commissione per l’apertura delle buste B con le offerte tecniche. Sono seguite 12 sedute riservate, dal 23 luglio al 24 settembre 2013, in cui la Commissione ha esaminato e valutato le offerte tecniche. Nella seduta pubblica del 4 ottobre 2013 la Commissione ha proceduto ad aprire le buste C contenenti le offerte economiche. Il 15 ottobre 2013 la Commissione ha ritenuto congrue le giustificazioni a corredo delle voci costitutive dell’offerta tecnica e dell’offerta economica prodotte dal raggruppamento tecnico d’impresa Investire Immobiliare Sgr – Polaris Sgr e ha provveduto all’aggiudicazione provvisoria della gara allo stesso RTI.

Con delibera del Consiglio di Amministrazione dell’INPGI n. 80 del 24 ottobre 2013 l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani ha proceduto all’aggiudicazione al Raggruppamento temporaneo d’impresa (RTI) composto da Investire Immobiliare Sgr Spa (società capogruppo mandataria) e Polaris Real Estate Sgr Spa della gara d’appalto per la selezione di una Sgr cui conferire l’incarico di costituire e gestire il Fondo immobiliare denominato “Fondo Inpgi Giovanni Amendola” nel quale intende progressivamente apportare l’intero patrimonio immobiliare dell’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani. A seguito della suddetta aggiudicazione definitiva, in data 9 dicembre 2013 è stato sottoscritto tra Inpgi e Investire Immobiliare Sgr Spa e Polaris Real Estate Sgr Spa (le due SGR si sono fuse il primo gennaio 2015, dal primo giugno la nuova società è denominata InvestiRE Sgr; fa parte del gruppo Banca Finnat Euramerica Spa che ne controlla il 50,2%) il contratto di appalto per l’istituzione, costituzione e gestione del Fondo immobiliare denominato “Fondo Inpgi Giovanni Amendola”, che ha previsto la istituzione di due comparti denominati rispettivamente “Comparto uno “da costituirsi entro il 31 dicembre 2013 e “Comparto due “ da costituirsi entro 12 mesi dalla sottoscrizione del contratto.

Successivamente la società Polaris Real Estate Sgr, dopo aver istituito il Fondo ed approvato il relativo Regolamento di gestione, ha deliberato e conseguentemente comunicato all’Inpgi l’apertura del primo periodo di sottoscrizione del Comparto Uno. SI legge poi in una nota dell’Inpgi: «Successivamente (quando?, Ndr) la società Polaris Sgr, dopo aver istituito il Fondo ed approvato il relativo Regolamento di gestione, ha deliberato e conseguentemente comunicato all’Inpgi l’apertura del primo periodo di sottoscrizione del Comparto Uno». Il Consiglio di amministrazione Inpgi con delibera n. 104 del 10 dicembre 2013 (un solo giorno dopo la firma del contratto di appalto tra INPGI e raggruppamento di impresa delle SGR vincitrici, Ndr) ha, pertanto, deliberato di effettuare un primo apporto per un valore complessivo pari ad euro 179,6 milioni, corrispondente a 12 immobili tutti ubicati nel Comune di Roma. La firma dell’atto notarile del primo apporto immobiliare al Comparto Uno del Fondo immobiliare Giovanni Amendola, è avvenuta il 18 dicembre 2013.

B – Esperto indipendente e valutazioni immobili conferiti

Dagli atti notarili relativi ai tre apporti immobiliari effettuati da Inpgi ai Comparti Uno e Due del Fondo immobiliare Giovanni Amendola (Apporto del 18 dicembre 2013, notaio dottor Paolo Fenoaltea, firmato per l’Inpgi dal vicepresidente vicario Paolo Serventi Longhi, valore 179 milioni 600mila euro; Apporto del 29 luglio 2014, notaio dottor Paolo Fenoaltea, firmato per l’Inpgi dal presidente Andrea Camporese, valore complessivo 83 milioni 300mila euro; Apporto del 18 dicembre 2014, notaio dottor Paolo Fenoaltea, firmato per l’Inpgi dal presidente Andrea Camporese, valore complessivo 174 milioni 450mila euro) tramessi al sottoscritto dalla dottoressa Mimma Iorio, direttore generale Inpgi, risulta che le relazioni di stima su ciascuno dei beni immobili oggetto dell’apporto e le relazioni di valutazione volte all’accertamento della compatibilità e redditività del conferimento rispetto alla politica di gestione del fondo sono sempre state redatte in base alla legge dall’Esperto Indipendente del Fondo Immobiliare Giovanni Amendola. Tale esperto, indicato dalla Sgr, è in tutti e tre i casi la Protos Check Srl di via Livenza 3 Roma, con unico socio Protos Spa.

IL SITO WEB DELL’INPGI (HTTP://WWW.INPGI.IT/?Q=NODE/1125) RIPORTA I QUESITI (ANONIMI) CHE LE SGR PARTECIPANTI ALLA GARA D’APPALTO POTEVANO RIVOLGERE ALL’INPGI PRIMA DELLA PRESENTAZIONE DEI PROPRI DOCUMENTI E DELLE PROPRIE OFFERTE E LE RISPOSTE DELL’INPGI. IL QUESITO N. 16 DEL 26 GIUGNO 2013 CONTIENE TRE DOMANDE. ECCO LA SECONDA: “IN RELAZIONE ALLA DOCUMENTAZIONE CONTENUTA NELLA DATA ROOM, SI RICHIEDE DI INDICARE SE I VALORI DI MERCATO ESPRESSI DA INPGI E CONGRUITI DA PROTOS RIFLETTONO LA SITUAZIONE LOCATIVA IN ESSERE”. RISPOSTA: “SI CONFERMA”.

APPARE DUNQUE EVIDENTE, ICTU OCULI, CHE LE SGR PARTECIPANTI ALLA GARA HANNO AVUTO ACCESSO A PERIZIE DI CONGRUITÀ DEI VALORI DI MERCATO DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE DELL’INPGI REDATTE DA PROTOS. LE DUE SGR CHE HANNO VINTO LA GARA HANNO CONFERITO ALLA STESSA PROTOS IL MANDATO DI “ESPERTO INDIPENDENTE” PER LA VALUTAZIONE DEL VALORE DI MERCATO DEGLI IMMOBILI DELL’INPGI E PER L’ACCERTAMENTO DELLA COMPATIBILITÀ E REDDITIVITÀ DEL CONFERIMENTO RISPETTO ALLA POLITICA DI GESTIONE DEL FONDO ALLA STESSA PROTOS.

MA C’E’ DI PIU’. IN BASE ALL’ATTO NOTARILE, LA RELAZIONE DI STIMA “SU CIASCUNO DEI BENI IMMOBILI OGGETTO DELL’APPORTO “ È STATA REDATTA DA PROTOS CHECK SRL IL 5 DICEMBRE 2013, OVVERO QUATTRO GIORNI PRIMA DELLA SOTTOSCRIZIONE DEL CONTRATTO DI APPALTO TRA INPGI E SGR PER PER L’ISTITUZIONE, COSTITUZIONE E GESTIONE DEL FONDO IMMOBILIARE DENOMINATO “FONDO INPGI GIOVANNI AMENDOLA”, PRIMA CHE LA SOCIETÀ POLARIS SGR, DOPO AVER ISTITUITO IL FONDO ED APPROVATO IL RELATIVO REGOLAMENTO DI GESTIONE, DELIBERASSE E COMUNICASSE ALL’INPGI L’APERTURA DEL PRIMO PERIODO DI SOTTOSCRIZIONE DEL COMPARTO UNO E CINQUE GIORNI PRIMA CHE IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE INPGI CON DELIBERA N. 104 DEL 10 DICEMBRE 2013 DELIBERASSE DI EFFETTUARE UN PRIMO APPORTO PER UN VALORE COMPLESSIVO PARI AD EURO 179,6 MILIONI, CORRISPONDENTE A 12 IMMOBILI TUTTI UBICATI NEL COMUNE DI ROMA.

La stessa Protos, sul suo sito internet (www.protos-spa.it), riporta quanto segue: «Porta Nuova Garibaldi-Repubblica – Localizzazione: Milano – Inizio lavori: 2005 – Committente: Fondo “Porta Nuova Garibaldi” – Hines Italia SGR – Ruolo di Protos: Insurance e Lender Technical Advisor – Banca arranger: Banca Intesa – Compagnia Assicurativa: Fondiaria SAI – Struttura finanziaria: Corporate Financing – Il progetto Porta Nuova Garibaldi-Repubblica interessa un’ampia area centrale di Milano, dismessa in seguito alla realizzazione della stazione ferroviaria di Porta Garibaldi ed il contestuale arretramento dello scalo ferroviario. L’obiettivo è, dunque, la riqualificazione e il rinnovamento di questo lotto strategico. Il quartiere Garibaldi-Repubblica si connota per l’elevato livello di accessibilità, grazie alla presenza del servizio ferroviario regionale (passante incluso), delle linee metropolitane esistenti e di quelle in corso di realizzazione (M5) e della rete di superficie del trasporto pubblico locale».

La stessa Protos che ha redatto la perizia di stima del valore degli immobili delle società Im.Co. e Sinergia (le holding della famiglia Ligresti nel settore delle costruzioni) dichiarate fallite il 14 giugno 2012 dal tribunale di Milano nonostante il piano di salvataggio del fondo Hines Italia che era pronto ad accollarsi 243 milioni di euro di debiti bancari delle holding, più un versamento contanti di 50 milioni in cambio del patrimonio immobiliare di Imco e Sinergia.

La stessa Protos (Camera dei Deputati, Seduta di Mercoledì 16 settembre 2015, interpellanza degli on. Zaratti, Costantino e Pellegrino al Ministro dell’ambiente http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/assemblea/html/sed0483/allegato_b.htm) che ha svolto attività di coordinamento e di monitoraggio per lo studio di fattibilità, trasmesso a Roma Capitale in data 29 maggio 2014 con protocollo n. 82424, a seguito dell’accordo del 26 maggio 2014 con la AS Roma, per la costruzione del nuovo stadio dell’AS Roma sull’area dell’ex Ippodromo di Tor di Valle da parte della società Eurnova Srl, controllata da Capital Holding Spa del gruppo Parsitalia.

C – Inpgi Hines Fund

Lo stesso gruppo Hines Italia con cui Inpgi l’11 dicembre 2009 ha costituito l’Inpgi Hines Fund. Dal comunicato stampa dell’Inpgi: «La strategia del fondo prevede investimenti prevalentemente in operazioni residenziali che potranno includere operazioni di sviluppo e di riconversione di edifici esistenti. Le operazioni di investimento verranno selezionate sulla base di un tasso interno di rendimento non inferiore al 12%. Il fondo manterrà un livello di indebitamento limitato sotto il 40% al fine di contenere la volatilità ed il profilo di rischio. Il fondo prevede un sistema di richiami degli investimenti in funzione del fabbisogno finanziario delle singole operazioni e prevede possibili riaperture successive delle sottoscrizioni per consentire l’ampliamento del programma di investimento fino ad un massimo di 70 milioni di euro… Nell’ambito del programma di investimento il fondo acquisterà un’area nell’ambito del progetto Porta Nuova Garibaldi che sarà oggetto di uno sviluppo residenziale per circa 4.000 mq di SLP corrispondenti a 40 unità abitative e 100 box auto. Sono in corso di valutazione altre operazioni di investimento nel settore residenziale. Il coordinamento gestionale tecnico dell’operazione verrà affidato ad Hines Italia. Il completamento dell’operazione è previsto per il 2013. Andrea Camporese, Presidente di INPGI ha commentato “Si tratta di un’operazione che apre per l’Inpgi nuove prospettive di investimento immobiliare capaci di coniugare il doveroso approccio di prudenza che un ente previdenziale deve avere rispetto al mondo dello sviluppo immobiliare con una migliore performance della redditività, in un’ottica di gestione più dinamica, moderna e diversificata del patrimonio immobiliare.”

Lo stesso Inpgi Hines Fund che a Roma, ricoprendo un’area archeologica sottostante un’ex deposito dell’ATAC in via della Lega Lombarda nei pressi della Stazione Tiburtina, ha investito nel progetto di riqualificazione della cosiddetta Città del Sole, operazione sviluppata da Parsitalia. La stessa Atac che avrebbe affidato «consulenze con importi “rilevanti” e affidamenti diretti “in violazione del codice degli appalti” per circa 3 milioni di euro, di cui quasi 800mila riferibili al solo anno 2013 secondo il documento di 271 pagine redatto dagli ispettori del Ministero delle Finanze i quali, dopo le segnalazioni dei revisori dei conti della società di trasporti capitolina, hanno scandagliato i libri contabili della municipalizzata. Il documento ora è al vaglio della Corte dei Conti. Si tratta di 21 contratti con soggetti esterni, stipulati dal 2010 al 2013, estrapolati dal mare magnum delle consulenze e posti all’attenzione dei magistrati. «L’affidamento più recente, e anche l’unico riconducibile agli attuali vertici, riguarda l’attività di “supporto esterno” assegnato alla Banca Finnat Euramerica Spa «in relazione al Closing del contratto di finanziamento (manovra bancaria)», del valore di ben 710.000 euro» (Il Tempo, 10 aprile 2015, “Atac, le consulenze alla Corte dei Conti” di Vincenzo Bisbiglia, vedi http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/04/10/atac-le-consulenze-alla-corte-dei-conti-1.1402274 )

«La situazione drammatica e cronica delle finanze» dell’Atac «ha spinto l’Oref, l’Organismo di revisione dei conti di Roma Capitale, a chiedere al Collegio sindacale della società capitolina dei trasporti di avviare un’azione di responsabilità civile (risarcimento danni) nei confronti degli amministratori che hanno firmato i documenti di bilancio 2012 e 2013… Va detto che, oltre a questi nuovi rilievi, l’Oref ripercorre scandali e disastri in larghissima parte riferibili alle passate gestioni di Atac (anni 2012 e 2013, appunto). Le questioni sono note: dalla trattativa con Parnasi per la realizzazione della nuova sede alle gare dei servizi di pulizia, dalle operazioni di “finanza creativa” come Us Cross Border Lease, Bank of Ireland e Finnat Euramerica ai contenziosi con Tevere Tpl e uffici legali, dagli affari Trambus Open agli impianti di depurazione, tutte situazioni che potrebbero portare alla richiesta di risarcimento danni anche per l’ex ad Roberto Diacetti e per i vecchi vertici» (Il Tempo, 9 aprile 2015, “Consulenze, assunzioni e compensi «I vertici Atac vanno citati per danni»” di Vincenzo Bisbiglia, vedi http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/04/09/consulenze-assunzioni-e-compensi-i-vertici-atac-vanno-citati-per-danni-1.1401847?localLinksEnabled=false).

Come poi sia finita la vicenda dell’Inpgi Hines Fund che per il presidente Camporese doveva garantire «una migliore performance della redditività» lo rivela la pagina 26 del bilancio consuntivo 2014 dell’Inpgi per la gestione sostitutiva dell’Ago (Assicurazione generale obbligatoria), nella sezione Fondo Immobiliare Inpgi – Giovanni Amendola: «La terza operazione (di conferimento al Fondo immobiliare Giovanni Amendola, Ndr), avvenuta nel mese di ottobre, ha riguardato i conferimenti al “Comparto Uno” di 32.700 migliaia (di euro, Ndr) e al “Comparto Due” di 15.200 migliaia (di euro, Ndr), attraverso la vendita totale delle quote del “Fondo Immobiliare Hines”, detenuto all’interno del portafoglio titoli dell’Istituto. L’operazione, effettuata con l’intento di una migliore rappresentazione globale della gestione del portafoglio immobiliare e nell’ottimizzazione degli aspetti fiscali connessi, ha tuttavia comportato il sostenimento di minusvalenze da vendita per complessive 3.125 migliaia (di euro, Ndr)».

D – Impatto del Fondo immobiliare Giovanni Amendola sui bilanci dell’Inpgi

La costituzione del Fondo immobiliare Giovanni Amendola e il successivo apporto cadenzato dell’intero patrimonio immobiliare dell’INPGI sono fondamentali per la sopravvivenza dell’Istituto previdenziale dei giornalisti e per la sua capacità di sostenere l’urto della crisi occupazionale del settore, che aumenta le uscite di personale attivo e riduce quindi la contribuzione mentre al contempo aumenta le pensioni pagate (senza scordare che l’Inpgi spesa anche parte degli oneri di prepensionamento e degli stati di crisi delle aziende editoriali, tramite strumenti quali i contratti di solidarietà e la cassa integrazione). Il bilancio dell’istituto è infatti sorretto dalle plusvalenze dei conferimenti degli immobili al Fondo Giovanni Amendola, che passano da una valutazione “storica” realizzata negli anni ’90 a una di mercato.

Dal Bilancio 2013 dell’Inpgi: «COSTITUZIONE DEL FONDO IMMOBILIARE INPGI – GIOVANNI AMENDOLA – L’avvio del Fondo Immobiliare ha visto, più dettagliatamente, l’apporto della prima porzione di immobili al Com parto Uno, per un valore di bilancio pari a 86.634 migliaia (di euro, Ndr) ed un valore di m ercato pari a 179.600 migliaia (di euro, Ndr), con realizzazione di plusvalenze pari a 92.966 migliaia (di euro, Ndr), e con un conferimento in denaro per l’importo pari a 2.500 migliaia (di euro, Ndr). La costituzione del Fondo ha permesso la valorizzazione del patrimonio immobiliare il cui valore è stato rappresentato in bilancio a costi storici nettamente inferiori ai reali valori di mercato. Si evidenzia che il valore di mercato degli immobili ai fini dell’apporto è stato oggetto di apposita relazione di stima redatta ai sensi della legge da terzo esperto indipendente».

Quanto ai conti del 2014, affermava il presidente dell’Inpgi Andrea Camporese il 26 novembre 2014: «Tra le scelte strategiche messe in campo dall’Istituto per fronteggiare il perdurare della crisi, di particolare importanza si sta confermando la costituzione del Fondo immobiliare chiuso “Inpgi – Giovanni Amendola” in cui si sta progressivamente trasferendo l’intero patrimonio immobiliare dell’Ente. Il vantaggio di tale operazione consiste nella rivalutazione dei nostri immobili, che vengono iscritti a bilancio non più in base al loro valore storico d’acquisto fissato nel 1997 all’atto della privatizzazione, ma in virtù del loro attuale valore di mercato stimato da esperto indipendente in base alle norme di legge. I proventi derivanti da tale operazione – che si stimano in circa 97 milioni di euro per il solo anno in corso – uniti agli ottimi risultati della gestione mobiliare dei titoli – che si attestano in circa 8 milioni realizzati a bilancio, senza considerare la stima delle plusvalenze nette pari a 47 milioni – consentono di chiudere il bilancio di assestamento 2014 con un utile di 10 milioni di euro, nonostante il rapporto tra entrate per contributi ed uscite per prestazioni si chiuda con un disavanzo di circa 90 milioni».

Ecco, per contro, le valutazioni espresse dalla Corte dei Conti nella sua funzione di controllore dei bilanci INPGI sul Fondo immobiliare Giovanni Amendola.

Determinazione e relazione della Sezione del controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani «Giovanni Amendola» (INPGI) per l’esercizio 2013, Determinazione n. 68 del 15 luglio 2014, vedi alle pagine 28 (“Dal 2012 al 2013 il complessivo valore di libro degli immobili (€/mgl 619.144) ha registrato una sensibile variazione in diminuzione per effetto: a) dell’apporto al fondo immobiliare chiuso “Fondo INPGI-Giovanni Amendola” (operazione di cui in seguito si dirà con maggiori dettagli) di 12 immobili del valore storico di 86,6 milioni e di mercato – previa stima redatta da un esperto indipendente – di 179,6 milioni, con una plusvalenze di 93 milioni circa… Per l’esercizio in esame, il piano triennale 2013-2015 prevede investimenti in fondi immobiliari per €/mgl 48.400 (€/mgl 32.400 per la Gestione sostitutiva e €/mgl 16.000 per Gestione separata) e in immobili per €/mgl 500. Per il 2014 il successivo piano triennale prevede, invece, investimenti indiretti per €/mgI 17.000 relativi alla sola gestione sostitutiva. L’operazione di apporto a fondo immobiliare di quota del patrimonio dell’ente non è indicata nel piano triennale in difformità dalle indicazioni fornite dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con circolare n.13240 del 2011 che lo richiede anche per gli interventi – quale quello di specie – che non abbiano impatto sui saldi strutturali. Di essa vi è in termini generali riferimento nella nota di trasmissione ai Ministeri vigilanti del piano 2014-2016 (grassetto mio, Ndr)”) e 30 (“Con delibera del Consiglio di Amministrazione n. 80 del 24.10.2013 si è proceduto all’aggiudicazione, previo espletamento di’ procedura concorsuale, al Raggruppamento temporaneo d’impresa (RTI) composto da due società della gara d’appalto per la selezione di una SGR cui conferire l’incarico di costituire e gestire il Fondo immobiliare denominato “Fondo INPGI Giovanni Amendola”, nel quale verrà progressivamente apportato l’intero patrimonio immobiliare dell’Istituto. A seguito della suddetta aggiudicazione definitiva, in data 9.12.2013 è stato sottoscritto tra INPGl e la SGR il contratto d’appalto per la costituzione e gestione del Fondo immobiliare che ha previsto la realizzazione di due comparti, denominati rispettivamente “Comparto uno” da costituirsi entro il 31.12.2013 e “Comparto due” da costituirsi entro 12 mesi dalla sottoscrizione del contratto. Il Consiglio di amministrazione con delibera n. 104 del 10.12.2013 ha, pertanto, deliberato di effettuare un primo apporto – al Comparto uno – per un valore complessivo pari ad euro 179.600.000, corrispondente al valore di mercato di 12 immobili tutti ubicati nel Comune di Roma. E’ da aggiungere – riportando le informazioni rese ostensive dall’Istituto nel proprio sito web – come la costituzione del fondo immobiliare sia stata strutturata in modo tale (a seguito della stipula di apposito contratto tra l’ente e la SGR gestore del fondo) da consentire all’INPGI di rimanere titolare dell’attività di ed. Property management, consistente nella gestione amministrativa relativa ai rapporti contrattuali con i locatari, agli aspetti contabili e fiscali e al recupero delle morosità pregresse, nonché di quella di ed. Facility management, consistente nella gestione dei servizi tecnici di manutenzione dei fabbricati, nella fornitura di beni e servizi relativi alla stessa e nell’affidamento dei lavori necessari per la conservazione degli immobili”).

Determinazione e relazione della Sezione del controllo sugli enti sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria Dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani “Giovanni Amendola” (INPGI) per l’esercizio 2014, Determinazione n. 70/2015 del del 26 giugno 2015: «I numeri dell’ultimo triennio sono comunque assai pesanti e segnano un progressivo peggioramento degli equilibri previdenziali. Nel 2014 il saldo tra contributi obbligatori correnti e prestazioni obbligatorie correnti mostra un disavanzo di oltre 118 milioni (92 milioni nel 2013), il risultato della gestione previdenziale e assistenziale è negativo per 81,6 milioni (-51,6 milioni nel 2013; -7,4 milioni nel 2012). L’avanzo economico di gestione è positivo per circa 17 milioni (41 milioni nel 2013), cui però contribuiscono – come con maggior dettaglio si dirà nel pertinente capitolo di questa relazione – proventi straordinari per oltre 110 milioni (93 milioni circa nel 2013), da ricondurre, quasi per l’intera cifra, alle plusvalenze conseguenti alla cessione di quota del patrimonio immobiliare al neo costituito fondo immobiliare (chiuso) “Inpgi Giovanni Amendola” (d’ora innanzi “Fondo immobiliare Inpgi”)… Dal 2013 al 2014 il complessivo valore di libro degli immobili (€/mgl 462.826) ha registrato, come già nel precedente biennio, una sensibile variazione in diminuzione per effetto: a) dell’ulteriore apporto al “Fondo immobiliare Inpgi” di 23 immobili del valore storico di 155,240 milioni e di mercato – previa stima redatta da un esperto indipendente – di 258,421 milioni, con una plusvalenza di 102,480 milioni circa… Nella precedente relazione si è detto della costituzione nel 2013, per iniziativa dell’Istituto, del “Fondo immobiliare Inpgi”, nel quale si intende progressivamente apportare l’intero patrimonio immobiliare dell’Istituto medesimo. Si ricorda che il Fondo è diviso in due comparti. Al “comparto uno” nel 2013 vennero trasferiti immobili per un valore di mercato di 179,6 milioni e conferimenti in danaro per 2,5 milioni, avendo come corrispettivo 3.642 quote, 300 delle quali trasferite alla Gestione separata. Nel 2014 ai due comparti del Fondo sono stati trasferiti ulteriori 23 immobili (per un valore di mercato di 258,491 milioni) e versamenti in danaro per 48,930 milioni. Alla Gestione separata sono state trasferite quote per un ammontare complessivo di 10 milioni circa, con il realizzo di una plusvalenza di 0,105 milioni. A fine 2014 l’Inpgi possiede 9.277 quote del Fondo, per un valore di bilancio di 463,850 milioni e di mercato di 465,890 milioni. il valore contabile del portafoglio, in incremento sino al 2012, abbia registrato in quest’ultimo esercizio una diminuzione, sia pure lieve, con una incidenza del 41,7 per cento degli investimenti sul totale delle attività patrimoniali. Nel 2013 e nel 2014 questo rapporto tocca, rispettivamente il 44,7 e il 53,5 per cento, con tutta prevalenza in ragione dell’apporto di immobili al “Fondo immobiliare Inpgi”, di cui si è detto nel paragrafo precedente. La categoria dei fondi immobiliari si incrementa, dunque, tra il 2013 e il 2014 di 242,669 milioni con una movimentazione interna che vede il decremento di 50,964 milioni per la vendita totale del “Fondo immobiliare Hines” (con minusvalenze da vendita di 3,125 milioni), l’aumento del “Fondo immobiliare Inpgi” per 296,750 milioni e di altri fondi per 2,806 milioni, oltre che il decremento per 5,923 milioni derivante dalla svalutazione di un fondo immobiliare. Da rilevare come nei conti d’ordine sia iscritta la somma di 52,882 milioni per la sottoscrizione di quote di fondi immobiliari (diversi rispetto al “Fondo immobiliare Inpgi”) per 19,419 milioni e quote di fondi private equity per 33,463 milioni. La relazione della Corte dei conti sul 2013 poneva in rilievo come il risultato finale dell’esercizio mostrasse un avanzo pari a 41,2 milioni, superiore per 30,1 milioni rispetto all’esercizio precedente, da ricondurre essenzialmente alle plusvalenze realizzate dalla cessione degli immobili d’investimento al “Fondo immobiliare Inpgi”, laddove, per contro, le gestioni previdenziale e patrimoniale facevano registrare risultati inferiori sul 2012, rispettivamente per €/mgl 44.258 e per €/mgl 6.459. La gestione previdenziale chiudeva, infatti, in negativo per €/mgl 51.649, mentre quella patrimoniale si attestava su €/mgl +42.862. Nel 2014 l’utile di esercizio, pur giovandosi di plusvalenze da cessione di immobili per 102,676 milioni, chiude con un risultato di 17,020 milioni, per oltre 24 milioni inferiore a quello del 2013. La gestione previdenziale e assistenziale espone, infatti, un risultato di segno negativo per oltre 81,620 milioni e perde quasi 30 milioni nel confronto con il 2013. Risultato di per sé allarmante, ancorché ad esso si affianchi un andamento della gestione patrimoniale positivo per 45,455 milioni ed in aumento di 2,593 milioni sul 2013».

E – Impatto del Fondo immobiliare Giovanni Amendola sui bilancio attuariale Inpgi

Il bilancio tecnico attuariale dell’Inpgi al 31 dicembre 2014, gestione sostitutiva, è un documento di 57 pagine completato il 25 luglio e consegnato all’Istituto il 27 luglio 2015 dall’attuario professor Marco Micocci dello studio Micocci & Partners. Al Capitolo 6, “Ipotesi economico-finanziarie” (pagina 35), l’attuario scrive: «Per quanto attiene il rendimento del patrimonio INPGI, esso è stato posto pari all’inflazione maggiorata di 2,5 punti percentuali (entro, quindi, il 3%…)”. Considerato che per il periodo 2020-2060 il ministero del Lavoro con lettera del 23 luglio 2015 citata dall’attuario a pagina 33 fissa il tasso d’inflazione medio annuo di periodo al 2%, si ottiene l’ipotesi di un rendimento medio annuo del patrimonio nel periodo 2020-2060 del 4,5% (inflazione media annua del 2% più maggiorazione del 2,5%).

Come si possono ottenere tali valori? Lo spiega la relazione della Corte dei conti al bilancio Inpgi 2014 alle pagine 46 e 47: «Da ultimo un riferimento specifico è da riservare alla sostenibilità nel medio lungo termine della gestione Inpgi. Quest’analisi non può che fare riferimento ai dati contenuti nei bilanci tecnici periodicamente sempre acquisiti dall’Istituto e alle valutazioni formulate all’attuario a commento dei dati forniti. Sulle risultanze dell’ultimo documento attuariale, con base 31 dicembre 2010 e riferito all’arco temporale 2011-2060 s’è detto nelle relazioni riferite agli esercizi 2012 e 2013 e ad esse si fa pertanto rinvio. Nella nota integrativa vi è l’analisi degli scostamenti tra le risultanze del bilancio consuntivo al 31.12.2014 e le previsioni per il medesimo esercizio, quali risultanti dall’ultimo bilancio tecnico. E’ da porre in evidenza, a tale riguardo (ferma restando la diversa natura del bilancio contabile e di quello attuariale), come l’andamento particolarmente negativo della gestione previdenziale nel 2014 non poteva non avere riflessi sulla riconciliazione dei dati contenuti nei due documenti. In particolare la differenza (in negativo) tra i contributi complessivi stimati nel bilancio tecnico e quelli consuntivati nel bilancio contabile è nell’ordine del 18 per cento, mentre avuto riguardo alle prestazioni, le stesse risultano sottodimensionate per il 10 per cento. Il dato più rilevante, tuttavia, è da riferirsi al saldo previdenziale, che mostra un ben rilevante scostamento di €/mgl 158.515. Quanto ai rendimenti del portafoglio è da considerare come la migliore performance del bilancio contabile rispetto a quello attuariale sconti le plusvalenze relative all’apporto di immobili al “Fondo immobiliare Inpgi”. Il patrimonio previsto nella valutazione attuariale presenta uno scarto del -8 per cento rispetto a quello consuntivato».

F – Componenti degli organi del Fondo immobiliare Giovanni Amendola

Lo schema del regolamento del Fondo Immobiliare Giovanni Amendola all’articolo 8 prevede i Comitati di comparto: «Nella gestione del patrimonio di ciascun Comparto, la SGR si avvale della collaborazione di un comitato di comparto (di seguito, il/i “Comitato/i di Comparto”), appositamente istituito in relazione a ciascun Comparto e formato esclusivamente da rappresentanti dei Partecipanti. Il Comitato di Comparto opererà esclusivamente in funzione consultiva e di controllo, nei limiti delle competenze ad esso attribuite, rimanendo in capo al consiglio di amministrazione della SGR la responsabilità per la gestione di ciascun Comparto. Il Comitato di Comparto sarà composto da 5 (cinque) membri nominati dall’Assemblea di Comparto secondo il meccanismo di voto di lista. La SGR non ha diritto a nominare membri del Comitato di Comparto in nessun caso.

Ai componenti e al Presidente del Comitato di Comparto spetterà, in ragione dell’ufficio svolto e della effettiva partecipazione alle riunioni del Comitato, esclusivamente un gettone di presenza determinato nell’an e nel quantum dall’Assemblea di Comparto. I membri del Comitato di Comparto dovranno essere persone dotate di specifica e comprovata competenza in una o più materie trattate dal Comitato stesso, quali, a mero titolo esemplificativo, gli aspetti immobiliari, tecnici finanziari, fiscali, economici e giuridici connessi all’attività del Comparto. Il Comitato di Comparto provvederà a nominare tra i propri membri un Presidente. Il Comitato di Comparto si riunisce almeno 4 (quattro) volte l’anno e ogni qualvolta sia previsto dal Regolamento ovvero qualora il suo Presidente, almeno due dei suoi membri o il consiglio di amministrazione della SGR lo giudichi necessario».

DOMANDE SULLA VICENDA DEL FONDO IMMOBILIARE GIOVANNI AMENDOLA

1 – Perché, a dispetto della normativa nazionale in materia di trasparenza e della prassi seguita da altre Casse previdenziali, Inpgi e InvestiRE Sgr non pubblicano i bilanci, i documenti e gli atti relativi agli immobili apportati, alla loro valutazione, alla selezione dei periti valutatori e le perizie di stima redatte da terzi indipendenti? Perché; a dispetto della normativa sull’accesso agli atti, Inpgi e InvestiRE Sgr non forniscono le informazioni richieste agli iscritti Inpgi?

2 – Quando e da chi fu assegnato per conto dell’Inpgi a Protos l’incarico di esprimere valutazione di congruità sui valori di mercato al 31 dicembre 2012 del patrimonio immobiliare dell’Istituto? Fu organizzata una gara per selezionare l’esperto indipendente? Se sì, chi vi partecipò oltre a Protos? L’incarico venne assegnato attraverso atto amministrativo interno, con delibera presidenziale o con deliberab del Consiglio di amministrazione?

3 – Quanto ha pagato Inpgi per la valutazione di congruità dei prezzi immobiliari prodotta da Protos?

4 – Perché il raggruppamento temporaneo di imprese tra le Sgr vincitrici della gara per la costituzione del Fondo immobiliare Giovanni Amendola ha selezionato Protos come esperto indipendente? Attraverso quali procedure?

5 – Come può Protos aver fornito alle Sgr vincitrici perizia di stima “su ciascuno dei beni” (12 immobili) oggetto del primo conferimento ancora prima della firma del contratto d’appalto per la costituzione del Fondo?

6 – Quali sono i rapporti di Protos con (l’ex) Hines Italia Sgr?

7 – Quali sono i rapporti di Protos con il gruppo Parsitalia?

8 – Qual è l’esperto indipendente che ha prestato i suoi servizi per Inpgi Hines Fund nelle operazioni Porta Nuova a Milano e Città del Sole a Roma? Chi ha stabilito il valore delle quote sottoscritte dall’Inpgi? Chi ha stabilito il valore delle quote conferite da Inpgi al Fondo immobiliare Giovanni Amendola con una perdita di 3,1 milioni di euro su un valore di 47,9 milioni?

9 – Su quali valori immobiliari a prezzi di mercato sono fondati i bilanci Inpgi 2013, 2014 e 2015? Su quali valori immobiliari si fonda il bilancio attuariale del luglio 2015 sulla sostenibilità di lungo periodo dei conti Inpgi? Chi li ha indicati? Come è stato selezionato? Quanto è stato pagato?

10 – Chi sono i membri dei due Comitati di comparto del Fondo immobiliare Giovanni Amendola? Chi li ha indicati? Sulla base di quale procedura? Quali sono le loro qualifiche professionali? Possiedono le competenze e le esperienze professionali per sedere negli organismi di controllo dei comparti del Fondo? Quali gettoni percepiscono? Quando scadranno? Attraverso quali procedure saranno rinnovati?

11 – Perché la dottoressa Mimma Iorio, direttore generale dell’Inpgi e presidente della Commissione della gara per la selezione della Sgr cui affidare la costituzione del Fondo immobiliare Giovanni Amendola, afferma che negli atti del fondo vi sono informazioni «che assumono la natura di dati riservati» tali per cui dalla «diffusione e divulgazione delle informazioni negli stessi contenute sul mercato potrebbero causare un danno commerciale al fondo»? La dottoressa Iorio ritiene che il Fondo immobiliare Giovanni Amendola, dalla durata statutaria di 10 anni prorogabili sino a 50, possa subire “danni commerciali” dalla diffusione di informazioni al mercato? Se sì, quali sono questi danni? Perché non ne informa il Consiglio di amministrazione, il Collegio sindacale e gli Organi di vigilanza dell’Inpgi?

Con osservanza,

Nicola A. Borzi

(Allegata copia del documento di identità)

Milano, 27 ottobre 2015

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