Lorusso e Costante falliscono la prima prova sugli Uffici stampa. Firmano una circolare, ma i colleghi li obbligano alla marcia indietro

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L’articolo pubblicato il 5 agosto sul blog del Capss. Ora è scomparso

Una circolare ufficiale, a firma congiunta del segretario generale Raffaele Lorusso e della responsabile del Dipartimento degli Uffici stampa Alessandra Costante, inviata nel pomeriggio del 5 agosto a tutte le Associazioni di stampa e ai componenti del Dipartimento. Un articolo sul blog della corrente sindacale a cui Lorusso e Costante appartengono. Il rilancio (dell’articolo, non della circolare) su ogni gruppo di Facebook di categoria raggiungibile. Poi, in serata e nella notte, una precipitosa marcia indietro. Che non riesce a nascondere la brutta figura, quantomeno da dilettanti allo sbaraglio.

Peccato, infatti, che – per quanto ingiusto possa sembrare ai protagonisti di molte vicende – non possa certo scomparire d’incanto una circolare protocollata e inviata per mail (seppur a non molti indirizzi: stranamente non ai componenti di Giunta, che fanno parte e possono partecipare per definizione a ogni dipartimento della Fnsi). E che, nonostante sul web non ci sia più traccia apparente di nulla, qualcosa sia comunque rimasto. Come dimostrano le immagini a corredo di questo articolo.

Ma che cosa è successo?

Semplice: il nuovo vertice della Fnsi, forse poco avvezzo alle questioni degli uffici stampa, e certamente per nulla incline ad ammettere i suoi limiti e a chiedere suggerimenti a chi ne sa qualcosa di più, ha fatto un pasticcio. Ha messo insieme la sentenza già nota della Corte Costituzionale sull’illegittimità del blocco delle trattative nel pubblico impiego, affermando che la Federazione “si attiverà tempestivamente per la riapertura del confronto con l’Aran” (e meno male), con una precedente interpretazione della Ragioneria generale dello Stato in tema contrattuale, molto restrittiva e discriminatoria per i tanti giornalisti impegnati negli uffici stampa della Pubblica amministrazione.

Una interpretazione che andrebbe rifiutata e combattuta in maniera decisa, con prese di posizione dure e tutte le azioni possibili (noi abbiamo deciso di non pubblicarla, né mostriamo i passi di circolare e articolo sul blog di Lorusso e Costante che ne riassumono il contenuto, proprio per tutelare i colleghi, in attesa di decidere come agire tutti insieme).

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Il paragrafo finale della circolare della Fnsi Prot. n. 56/D del 5 agosto a firma Lorusso e Costante

Al contrario, nella circolare, il segretario generale e la neoresponsabile del Dipartimento accettano senza battere ciglio, quasi con timor reverentialis, le indicazioni del Mef (che è tra l’altro, insieme con il Lavoro, uno dei due ministeri vigilanti dell’Inpgi, impegnati dal 27 luglio a valutare e dare un parere vincolante sulla riforma delle pensioni). E invitano anzi le Associazioni a “vigilare sull’applicazione delle predette disposizioni ministeriali“. Che, in italiano, significa impegnarsi per garantire a chi non l’ha quello che è previsto dall’interpretazione governativa, ma – messa così – suona anche come dire: guai se i colleghi sono riusciti a ottenere condizioni migliori.

Mentre l’Abc del sindacato insegna che bisogna comunque e sempre sottolineare che quello che in più si è riusciti a conquistare non può essere tolto unilateralmente da un datore di lavoro, che sia – nel caso dei giornalisti – un piccolo e sconosciuto editore oppure la Pubblica amministrazione. E che deve anzi essere difeso e portato a esempio per far migliorare le condizioni di tutti.

La rivolta dei giornalisti degli uffici stampa pubblici, inutile dirlo, è scoppiata immediatamente dopo l’arrivo della circolare. E, dopo una serata convulsa, è arrivata la decisione del vertice della Fnsi di fare indietro tutta. I colleghi che si occupano del blog del Capss (Coordinamento delle associazioni per un sindacato di servizio, la corrente guidata dal presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, a cui appunto fanno capo Lorusso e Costante) e di pubblicare i relativi post di lancio degli articoli sui gruppi di Facebook avranno avuto un bel daffare a far scomparire tutto. Ma le tracce in rete, si sa, restano. E per le mail con la circolare allegata il tasto “delete” non funziona.

Come prima uscita pubblica dopo l’insediamento del Dipartimento uffici stampa del 13 luglio scorso, bisogna ammetterlo, ha sicuramente brillato. Per dilettantismo.

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2 pensieri su “Lorusso e Costante falliscono la prima prova sugli Uffici stampa. Firmano una circolare, ma i colleghi li obbligano alla marcia indietro

  1. Per la precisione: la risposta del ragioniere generale dello Stato è ANTECEDENTE alla sentenza della Consulta, ed era la risposta ad un quesito che era scaturito da una richiesta del Cdr di Toscana Notizie, agenzia di informazione della giunta regionale dove è applicato il contratto Fnasi-FIEG, in materia di scatti di anzianità dopo la decisione del governo di fine anno in materia. Per la precisione, che vale per tutti….

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