Lotti cambierà i requisiti per i prepensionamenti. Ma che cosa potrebbe accadere agli stati di crisi in corso?

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Il sottosegretario Luca Lotti
Il sottosegretario Luca Lotti

Nuovi requisiti di età e di contribuzione all’Inpgi per i giornalisti prepensionati. Li stabilirà il Governo secondo la proposta di legge sull’editoria in discussione al Parlamento, presentata dal Pd il 22 settembre scorso. La soddisfazione di chi – nella categoria – pensa più ai conti a breve termine dell’Inpgi che ai colleghi e al loro futuro è palpabile, anche se non espressa esplicitamente nelle dichiarazioni ufficiali. Forse nella speranza che lo stop tanto annunciato ai prepensionamenti arrivi per via legislativa.

In pochi, invece, sembrano interrogarsi sul destino dei molti stati di crisi in corso nelle testate e nelle aziende che, in attesa dei finanziamenti per l’uscita dei colleghi prepensionabili, hanno attivato ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione o i contratti di solidarietà. E che, in assenza di quelle uscite, potrebbero ritrovarsi con il ricorso a soluzioni ben più traumatiche: il licenziamento di chi non avrà alcun paracadute.

Ma come potrebbero cambiare i requisiti per il prepensionamento dei giornalisti? E che impatto potrebbero subire le molte richieste in lista di attesa al ministero del Lavoro?

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di Daniela Stigliano Giunta Esecutiva Fnsi

Daniela Stigliano

Sono davvero finiti i soldi per i prepensionamenti dei giornalisti? Certo, il governo di Matteo Renzi non intende almeno fino a tutto il 2019 rivedere le regole della legge 416 del 1981, quella che regola cigs e prepensionamenti per i giornalisti. E non ha nemmeno intenzione di dare nuovi finanziamenti per le uscite anticipate negli stati di crisi, oltre ai 20 milioni l’anno previsti dal 2009 (che non si sa se saranno confermati dal 2020 in poi) e ai 51,8 milioni di euro del Fondo triennale straordinario da 120 milioni di euro voluto dal governo di Enrico Letta e poi reso operativo lo scorso anno dal sottosegretario Luca Lotti. Ma questo significa che già oggi non ci sono più soldi per soddisfare la coda di richieste di finanziamento avanzate al ministero del Lavoro né tantomeno quelle che potrebbero arrivare, come i vertici di Fnsi e Inpgi vanno ripetendo negli ultimi mesi in ogni occasione, praticamente all’unisono ma senza dare giustificazioni e dati chiari? Facendo i conti in base ai criteri di calcolo elaborati e utilizzati proprio dai massimi uffici dell’Istituto di previdenza, le cose in verità non sembrano stare così. Anzi! I prepensionamenti finanziabili fino a tutto il 2019 sarebbe addirittura almeno altri 300 e più

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