Vendita case Inpgi: quello che fanno finta di non capire

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento del collega Pierangelo Maurizio sulla dismissione degli immobili dell’Inpgi approvata a maggioranza il 14 giugno dal Consiglio di amministrazione dell’Istituto.

pierangelo-mauriziodi Pierangelo MaurizioConsigliere Fnsi

Subito dopo dicembre, nell’improvvisa quanto prevista accelerazione per dismettere il patrimonio Inpgi, ai vertici dell’Istituto tra i ben informati si parlava di “sconti” agli inquilini. Ma, si sa, eravamo in campagna elettorale… Ai primi di giugno una proposta addirittura scritta della Sgr che gestisce il Fondo “G. Amendola” suggerisce un abbattimento sul prezzo di vendita per gli inquilini “di almeno il 20%”. E’ stata presentata al Consiglio generale e in Commissione immobili e dismissioni dell’Istituto. Non proprio al bar…

Nel Cda del 14 giugno che in un batter d’occhio ha approvato le linee guida per vendere immobili (per 550 milioni) in due anni, invece quel “di almeno” è sparito. Come mai? Grazie all’emendamento di un consigliere, il quale ha ricevuto – fortuna sua – un lauto scivolo per lasciare il posto di lavoro e ha già a portata di mano la pensione di anzianità (cioè quella totalmente a carico dell’Inpgi al contrario del prepensionamento che fino all’età pensionabile è a carico dello Stato). Emendamento subito appoggiato dalla presidente Marina Macelloni (230 mila euro di indennità per costi complessivi di 250 mila all’anno pagati da noi). “Le case servono a pagare le pensioni” (e anche stipendi, emolumenti, consulenze ecc.). Che nel Consiglio d’amministrazione dell’Istituto ci sia qualche conflitto di interesse? Ma ancora peggio è far finta di non capire.

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Case Inpgi, chi ci guadagna dalla vendita? La Sgr dei Nattino e i nuovi inquilini (non giornalisti)

case inpgi targaUn industriale con 400 dipendenti e moglie stilista, che fabbrica in Sri Lanka reggiseni per Victoria’s Secret. Un proprietario di tipografie. Un imprenditore della sanità privata. Che cos’hanno in comune? Primo: non fanno i giornalisti. Secondo: sono inquilini – recenti – dell’Inpgi. Terzo: faranno un affare con la dismissione milionaria delle case del nostro Istituto di previdenza. Come lo farà, un affare, la InvestiRe Sgr della famiglia Nattino.

Basta leggere con attenzione le carte del mega-piano di vendita da 550 milioni in due anni (più altri 150 nei due successivi) degli immobili dell’Inpgi, costretto dalla profonda crisi di liquidità a far cassa con il mattone, per capire che a guadagnarci davvero saranno alla fine solo due soggetti: gli inquilini non giornalisti, soprattutto se con contratti di locazione stipulati dal 2013 in poi, e appunto la InvestiRe, società di gestione del Fondo “Giovanni Amendola”, a cui le case dell’Istituto sono state conferite negli ultimi anni, che si occuperà dell’intera operazione. Con autonomia quasi assoluta. E incassando commissioni più elevate rispetto a quanto finora previsto. Mentre tutti i giornalisti ci perderanno.

Proviamo a capire come e perché.

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