Il Salvini-Factor continua. Dopo milioni di euro pubblici alla Padania, otto anni di cigs e 15 giornalisti ancora in cassa

lega nord salvini factor
L’annuncio apparso il 29 marzo

di Sergio Stella

Chissà se i primi 500 candidati che hanno risposto all’appello del Salvini-Factor – “Sai scrivere bene e vuoi collaborare con Matteo Salvini? Questa è la tua occasione! Inviaci un pezzo e vedremo se hai il Salvini-Factor” – ebbene, chissà se questi giovani di bella penna hanno anche memoria storica.

Facciamo un ripasso. In principio fu la Padania, organo ufficiale della Lega Nord. Poi, nell’autunno 2007,  arrivarono due anni di cassa integrazione, e poi altri due ancora. Quattro lunghi anni. Terminati peraltro con i reintegri decisi dal giudice del lavoro.

Continua a leggere

Lotti cambierà i requisiti per i prepensionamenti. Ma che cosa potrebbe accadere agli stati di crisi in corso?

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Il sottosegretario Luca Lotti
Il sottosegretario Luca Lotti

Nuovi requisiti di età e di contribuzione all’Inpgi per i giornalisti prepensionati. Li stabilirà il Governo secondo la proposta di legge sull’editoria in discussione al Parlamento, presentata dal Pd il 22 settembre scorso. La soddisfazione di chi – nella categoria – pensa più ai conti a breve termine dell’Inpgi che ai colleghi e al loro futuro è palpabile, anche se non espressa esplicitamente nelle dichiarazioni ufficiali. Forse nella speranza che lo stop tanto annunciato ai prepensionamenti arrivi per via legislativa.

In pochi, invece, sembrano interrogarsi sul destino dei molti stati di crisi in corso nelle testate e nelle aziende che, in attesa dei finanziamenti per l’uscita dei colleghi prepensionabili, hanno attivato ammortizzatori sociali, come la cassa integrazione o i contratti di solidarietà. E che, in assenza di quelle uscite, potrebbero ritrovarsi con il ricorso a soluzioni ben più traumatiche: il licenziamento di chi non avrà alcun paracadute.

Ma come potrebbero cambiare i requisiti per il prepensionamento dei giornalisti? E che impatto potrebbero subire le molte richieste in lista di attesa al ministero del Lavoro?

Continua a leggere

I costi dell’Inpgi/1 Cda e Consiglieri guadagnano sempre più: in 8 anni aumento medio del 39%. Sindaci a +14%

Quanto costa la macchina che fa muovere l’Inpgi? Nel 2014, per le cosiddette spese di struttura, che vanno dal personale ai beni e servizi, comprese le spese girate alle Associazioni di stampa che funzionano come sedi decentrate, fino agli organi e altro, l’Istituto ha speso in tutto 24,8 milioni di euro, in diminuzione dell’1,6% rispetto ai 25,2 milioni del 2013, anche se nel preventivo 2015 la voce è ipotizzata in crescita fino a 25,9 milioni. Il valore assoluto, però, dice poco. Bisogna capire quanto questi costi pesano sul complesso delle attività dell’Inpgi. E mettere il risultato a confronto con altre realtà previdenziali. Ebbene, sul totale delle entrate per contributi, il peso è del 6,07% (era del 6,06% l’anno precedente), sul volume gestito, ovvero la somma di entrate contributive e spese per prestazioni, è pari al 2,76% ed è del 4,82% sul totale delle uscite. L’Inps, per esempio, nel 2013 aveva un’incidenza delle spese di funzionamento sul movimento dei flussi previdenziali e assistenziali dell’1,6%, che nel 2014 è stato in ulteriore diminuzione. Mentre l’Enpals, nel 2010, l’anno prima di confluire nella stessa Inps, aveva un rapporto dei costi di struttura dell’1,84% sul volume gestito, considerato comunque elevato, e del 2,82% sul totale delle uscite. 

Anche la composizione percentuale delle voci all’interno dei costi fa riflettere. Il personale, per esempio, incide per oltre il 66% sulle uscite per funzionamento, contro il 50% dell’Inps e il 64% dell’Enpals pre-integrazione. Gli organi sono addirittura al 5,6% rispetto all’1,5% della cassa di sportivi e lavoratori dello spettacolo. Eppure, nella riforma studiata dal Cda dell’Inpgi per tentare – in ritardo – di porre rimedio a uno squilibrio previdenziale cresciuto negli anni, non si parla in nessun modo di mettere mano ai costi della struttura. Né di quale sia stata la dinamica di queste spese negli anni della crisi. Proviamo a fare un’analisi per capirne di più, iniziando dalle uscite per gli organi sociali del nostro Istituto.

cescutti_mini
Gabriele Cescutti
Andrea-Camporese
Andrea Camporese

di Daniela StiglianoGiunta Esecutiva Fnsi

Otto anni di crisi, per i giornalisti. Otto anni di testate chiuse, migliaia di posti di lavoro persi, cassa integrazione, contratti di solidarietà, pensionamenti anticipati, disoccupazione. Per non parlare delle condizioni sempre peggiori di freelance e collaboratori. Otto anni di bilanci dell’Inpgi in trend negativo, salvati finora solo da vendita di investimenti liquidi e rivalutazione (sulla carta) del valore degli immobili. Eppure, ai piani alti di via Nizza, nello stesso periodo, i risparmi non sono stati troppo di casa. Soprattutto se si parla dei compensi del Consiglio di amministrazione e del Collegio sindacale, cresciuti di un terzo tra il 2007 (ultimo anno di presidenza di Gabriele Cescutti) e il 2014 (settimo anno di presidenza di Andrea Camporese).

Continua a leggere

Il welfare ai tempi della crisi: corso di formazione l’11 giugno al Circolo della Stampa

L’editoria è in crisi dal 2007. L’innovazione tecnologica ridisegna l’organizzazione del lavoro dentro e fuori le redazioni. Più di una testata ha cessato le pubblicazioni. Molta parte dei giornalisti dipendenti è coinvolta in stati di crisi, tra casse integrazioni, contratti di solidarietà e prepensionamenti. Si riduce il numero dei colleghi assunti e aumenta quello dei collaboratori e dei freelance sfruttati e con scarsi diritti. E i conti degli istituti di categoria soffrono.

Come è possibile garantire ancora un welfare solidale e inclusivo, all’interno di contratti nazionali di lavoro innovativi, che estenda le tutele e ritrovi l’equilibrio economico?

È l’argomento al centro del corso di formazione organizzato l’11 giugno a Milano dall’Ordine dei giornalisti della Lombardia e dall’Ordine nazionale dal titolo “Il welfare ai tempi della crisi: ammortizzatori sociali, pensioni, salute, nuove tutele per i freelance

Continua a leggere

IL PROGRAMMA DI UNITÀ SINDACALE

DAI UN VOLTO AL TUO SINDACATO

È possibile rifondare il sindacato? Sì, ma questa potrebbe essere l’ultima chiamata. E da dove cominciare? L’impresa è ciclopica, ma noi ci vogliamo provare. Partendo dalla deriva correntista, dall’incapacità a rappresentare grande parte della categoria, dalla chiusura a riccio verso un mondo che è radicalmente diverso, e che il sindacato non conosce più. E puntando sull’unità come valore fondante del nostro sindacato, sul superamento delle correnti, sulla forza di proporre servizi nuovi e di tornare a tutelare e rappresentare tutti i giornalisti e a difendere la libertà di stampa, sulla capacità di proporre soluzioni efficaci di fronte alla crisi, sulla moralizzazione e sulla maggiore efficienza degli enti di categoria, dall’ordine all’Inpgi, ispirandosi alle esperienze che funzionano (Casagit, per esempio).

Unità sindacale vuole provarci, ricominciando a fare sindacato partendo dalle esperienze delle unità di base – i Cdr, così soli troppo spesso di fronte alle aziende e di fronte anche ai loro stessi colleghi – fuori dal club del golf che l’Alg è diventata negli ultimi anni, troppo presa a parcellizzare, a cencellizzare e a politicizzare la rappresentanza.

Volti nuovi, molti, volti conosciuti – ma di chi in questi anni ha lavorato lontano dai riflettori e dal bar sport – tutti in attività nella professione, per una lista innovativa nello spirito, nell’idea di sindacato di servizio e non di sindacato di correnti, di sindacato di colleghi e non di casato di carriera

Continua a leggere