#Elezioni2018 Colleghi abbandonati, Inpgi e Casagit: 3 motivi per cambiare

Vertenze disastrose e redazioni lasciate sole, il contratto Fieg non rinnovato e i giornalisti del web declassati, l’Inpgi in profondo rosso e la Casagit bloccata nella sua riforma. Cambiare il Sindacato si può 

Stigliano video 2di Daniela StiglianoGiunta Fnsi e Consigliera generale Inpgi

Restano poche ore, sino alle 18 del 3 dicembre, per votare in Lombardia per il nostro Sindacato. E per cambiare la sua politica, le sue azioni, le persone che lo hanno guidato negli ultimi quattro anni.

Perché cambiare? Per almeno tre motivi, concreti e reali, sotto gli occhi di tutti e vissuti sulla pelle di molti, troppi colleghi.

Vertenze e Contratto
Tanti girotondi, alcune manifestazioni di piazza, ma poi al dunque, quando hanno dovuto affrontare le vertenze e i problemi delle redazioni, Fnsi e Lombarda hanno mostrato tutta la loro inconcludenza e l’incapacità di tenere testa agli editori e di trovare soluzioni positive per i colleghi.

Non c’è solo la vicenda Mondadori, la più recente e quella su cui molti hanno già detto tanto, dalla rivendicazione da parte di Fnsi e Alg dell’accordo che ha tagliato stipendi e qualifiche contrattuali dei colleghi di Insieme e TuStyle fino alla causa per comportamento antisindacale sulla cessione di Panorama, con ogni probabilità decisa e comunicata come strategia elettorale, dopo aver però consegnato ai colleghi, durante le trattative, il numero di telefono di Maurizio Belpietro perché potessero trattare le condizioni del loro passaggio nella nuova società…

Qualche esempio? L’arrogante editore del freepress Metro ha registrato come testate singole i numeri speciali del quotidiano, che ha poi venduto a una società parallela, intestata ai figli, rubando pubblicità alla testata madre. E il Sindacato non ha reagito, di più, lo ha accettato senza colpo ferire, nonostante una redazione e un cdr compatti e combattivi. Che hanno poi subito, e subiscono ancora, una solidarietà al 50%.

Alla Hearst, è cosa nota, hanno trasferito in Svizzera, appena dietro il confine italiano, le redazioni online (leggi qui). E che cosa hanno fatto Fnsi e Alg? Prima si sono trincerati dietro i colleghi che non volevano se ne parlasse… Poi hanno chiesto un parere all’AgCom per capire se la società potesse fare l’operazione. E dopo mesi, tutto è caduto nel dimenticatoio. Con buona pace della vecchia, cara, azione sindacale, ovvero la capacità di un sindacato di contrastare con l’autorevolezza e l’intelligenza i progetti sconsiderati degli editori. Le redazioni online di Hearst sono, ovviamente, ancora tutte in Svizzera.

Per i Periodici Rcs, quando nel 2016 si è trattato di rinnovare lo stato di crisi (terminato nello scorso febbraio), al tavolo romano in Fieg era presente persino il segretario della Fnsi, oltre ai massimi esponenti della Lombarda. Peccato che l’accordo sottoscritto sia stato accolto con molte perplessità (per usare un eufemismo…) e rivisto pesantemente dall’assemblea, che ha rimandato il cdr a trattare con l’azienda, ma rigorosamente da solo.

Sul fronte contrattuale, le cose sono andate ancora peggio, con il tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto Fnsi-Fieg mai partite per il terrore di dover affrontare (e dire no) alle richieste irricevibili degli editori, con il pasticciaccio brutto sugli uffici stampa pubblici (leggi qui) e con la firma del contratto Fnsi-Uspi, ennesimo colpo ai diritti di colleghi (dei periodici e del web) considerati evidentemente (da chi governa oggi il Sindacato) di serie meno che B (leggi qui). E un regalo per qualche neo-editore come Enrico Mentana (leggi qui).

Inpgi in rosso
Le entrate per contributi previdenziali nel nostro Ente sono state inferiori alle uscite per pensioni per la prima volta nel 2011, eppure tutto è stato ben “coperto” nella comunicazione ai giornalisti da bilanci in attivo grazie alla rivalutazione (solo sulla carta) del valore degli immobili conferiti al Fondo “Giovanni Amendola”. Quando la situazione non è stata più sostenibile, è stata varata una riforma iniqua e pesantissima, perché tardiva, che ha rovinato la vita a tanti colleghi.

Ma, soprattutto, una riforma totalmente inutile, tanto che nel 2017 l’Inpgi ha chiuso il primo bilancio in rosso di oltre 100 milioni di euro, e l’assestamento del 2018 parla di un ulteriore profondo rosso per 175 milioni. Non solo. Ora, a poco più di un anno dal varo della riforma, si chiede aiuto al governo gialloverde per far entrare precipitosamente migliaia di altri operatori della comunicazione non giornalistica pur di salvare il salvabile.

Possibile che nessuno, proprio nessuno, nel Consiglio di amministrazione dell’Inpgi, abbia avuto il sospetto che la riforma fosse davvero inutile come qualcuno sosteneva? Perché non pensare prima al piano di riserva, invece di far ricadere sui colleghi le conseguenze di una gestione poco accorta? Insomma, ancora una volta, chi guida l’Inpgi non ha saputo fare i conti ed è arrivato troppo tardi.

Casagit bloccata
La nostra Cassa sanitaria è stata salvata nel 2009. Ma ora potrebbe tornare in pericolo, se non si dà il via libera alla sua trasformazione in Società di mutuo soccorso, che permetterebbe di ampliare la platea degli assistiti, senza far perdere il controllo della Casagit alla categoria dei giornalisti ma aumentando le risorse.

Invece, la Fnsi ha detto no, vuole aspettare i risultati del Congresso di Levico Terme che si terrà a febbraio 2019, forse per essere certa di riavere la maggioranza necessaria per fare della Casagit quello che vuole. Senza considerare l’interesse dei colleghi, tutti e soprattutto i freelance iscritti ai diversi profili, che con la nuova forma giuridica potrebbero finalmente avere anche loro un vantaggio fiscale.

Votate il cambiamento
Tre ragioni vere e concrete per votare il cambiamento nel nostro Sindacato. Iniziando dall’Associazione lombarda dei giornalisti per poi portare dentro la Fnsi la forza della prima regione italiana per numero iscritti.

Noi di Unità Sindacale-Mil vogliamo il cambiamento (qui sotto, i volantini con i nostri nomi). Buon voto!

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Volantino Elezioni Fnsi 2018 Collaboratori-001.jpg

 

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