#Elezioni2018Fnsi Unità Sindacale-Mil: per un Sindacato unito, indipendente e autorevole

Occupazione, contratto, dignità del lavoro e delle retribuzioni, difesa di un giornalismo libero ed etico, welfare efficiente e solidale: cambiamo insieme il Sindacato dei giornalisti!

I GIORNALISTI ITALIANI
HANNO DIRITTO A UN SINDACATO
UNITO, INDIPENDENTE E AUTOREVOLE

IL PROGRAMMA DI UNITÀ SINDACALE-MIL

Occupazione, contratto, dignità del lavoro e delle retribuzioni, difesa di un giornalismo libero ed etico, welfare efficiente e solidale. Sono gli obiettivi che solo un Sindacato unito, indipendente e autorevole può raggiungere. E sono gli obiettivi delle candidate e dei candidati delle liste di Unità Sindacale-Mil (leggi qui chi sono), colleghe e colleghi che credono fortemente nell’idea di un Sindacato al servizio e in difesa dei giornalisti, di tutti i giornalisti e soprattutto di quelli più deboli, e non di un Sinda­cato in balia di correnti, di ideologie, di interessi di poltrona.

Noi vogliamo cambiare profondamente il nostro Sindacato unico, per trovare un’unità e una forza nuove nell’azione di difesa dei giornalisti e della professione. Quell’unità e quella forza che negli ultimi anni sono scomparsi. Vogliamo ritrovare politiche di inclusione, di dialogo, di confronto tra chi vuole impegnarsi davvero e concretamente nel Sindacato, nell’esclusivo interesse dei colleghi, del loro lavoro, della loro dignità e della libertà di stampa. Senza dimenticare nessuno per strada. E senza guardare in faccia ad alcun potere forte.

Il cambiamento che vogliamo portare è riassunto in un programma concreto e serio, che ci impegniamo a portare avanti con tutti coloro che lo condivideranno. E che chiediamo ai giornalisti della Lombardia di sostenere con il loro voto.

Contratto. Dobbiamo ripartire dal contratto Fnsi-Fieg, che in questi anni è stato abbandonato per inseguire una moltiplicazione nefasta di contratti depotenziati e sempre al ribasso nei diritti e nelle retribuzioni dei giornalisti. L’obiettivo resta un unico contratto con identici diritti per l’intera categoria, in cui convergano tutte le regolamentazioni oggi esistenti, come AerAntiCorallo e Uspi.
Il contratto deve essere ripensato, introducendo organizza­zioni del lavoro in chiave multimediale e tutte nuove figure nate con i nuovi media, sia quelle legate a Internet sia quelle emergenti del brand e del corporate journalism.

Stop alla deregulation nelle redazioni. Sfruttamento di giovani stagisti e di collaboratori interni, pensionati che continuano ad avere postazione e accesso al sistema, professionisti che lavorano da casa direttamente nel sistema, grafici editoriali che fanno il “coordinamento” dei giornalisti, una produttività e tempi di lavoro eccessivi richiesti a chi è rimasto “regolarmente” in redazione. Sono comportamenti diventati in questi ultimi anni in molte realtà strutturali e che compromettono la possibilità di nuova occupazione. Di questo il sindacato dovrebbe occuparsi. Anche se negli ultimi anni non l’ha fatto.
Servono maggiori controlli, anche e soprattutto in stretto coordinamento con gli ispettori dell’Inpgi, la regolarizzazione dei collaboratori utilizzati nelle redazioni senza corretto inquadramento contrattuale e di chi svolge attività giornalista all’interno di trasmissioni radiofoniche e di tv locali, senza riconoscimento contrattuale; il rispetto delle regole sulla presenza degli stagi­sti nelle redazioni giornalistiche, affinché non siano utilizzati per sostituzioni ferie, malattia o mater­nità e non vengano sfruttati fuori dalle norme.

Freelance e precari. L’inclusione reale nelle politiche del sindacato di tutte le figure che esercitano il lavoro giornalistico, anche se ufficialmente fuori dalle redazioni, deve essere reale e non solo a parole. Ci vuole un impegno concreto per la dignità del lavoro dei freelance, con retribuzioni adeguate al lavoro e con un riequilibrio nuovo anche delle politiche di welfare di categoria. Difendere il diritto dei freelance a compensi giusti, garanzie certe e maggiori tutele significa battersi per la libertà e l’autonomia dell’informazione.

Uffici stampa. Va fermata la devastazione portata negli Uffici stampa pubblici dall’inspiegabile sostegno del nostro Sindacato a un contratto non firmato dalla Fnsi ma solo dai sindacati del pubblico impiego, che sta portando alla cancellazione della legge 150 del 2000, all’eliminazione del contratto Fnsi-Fieg in tutti gli Uffici stampa pubblici e all’inquadramento dei giornalisti in figure professionali lontane dal nostro lavoro. La legge 150 sugli Uffici stampa deve essere applicata e il nostro Sindacato deve esigere dall’Aran l’applicazione del contratto Fnsi-Fieg nelle pubbliche amministrazioni.
Bisogna anche fare maggiore chiarezza e pretendere un’omologazione, a livello nazionale, sulle modalità con cui vengono banditi i concorsi per personale addetto agli Uffici stampa pubblici: nessuna struttura, anche nel settore privato, deve potersi definirsi “Ufficio stampa” se non ha al suo interno almeno un giornalista che ne sia responsabile e le redazioni degli Uffici stampa debbono essere equiparate alle altre redazioni giornalistiche, con tutti i diritti e doveri che ciò comporta. Per gli Uffici stampa delle aziende e comunque del settore privato, il nostro obiettivo è l’inquadramento professionale dei giornalisti in base al contratto Fnsi-Fieg.

Sindacato fuori dal sindacato. Il Sindacato rappresentativo di tutti i giornalisti italiani, chi ha un contratto e chi ha un rapporto di collaborazione, chi è in pensione e chi si avvicina alla professione, chi lavora per i media e chi per gli uffici stampa. E deve avvicinarsi a tutti, dialogare e andare fuori dalle “stanze” per confrontarsi con chi fa la professione. Noi ci impegniamo a organizzare incontri nelle redazioni, partendo da quelle più piccole e meno sindacalizzate, e con i giornalisti precari e freelance, per far conoscere ai colleghi diritti e doveri. È fondamentale studiare e mettere in atto progetti per avvicinare i colleghi al Sindacato, soprattutto i più giovani e i meno protetti contrattualmente.

Sportello sindacale. La doppia crisi congiunturale e strutturale del giornalismo richiede uno sforzo maggiore al sindacato. Le strutture vanno profes­sionalizzate e devono ri­spondere a un modello di servizi dedicati, costruiti sulla base delle differenti esigenze dei giornalisti: le donne e i giovani, i freelance, i precari e i “nuovi” imprenditori. Noi intendiamo aprire uno sportello, con dirigenti esperti e competenti, che sappia rispondere a ogni quesito o problema di tutti i colleghi, redattori, collaboratori, stagisti, pensionati, freelance, imprenditori.

Agenzia del lavoro. Vogliamo dare vita a uno strumento che faccia incontrare offerta e domanda di lavoro giornalistico. Il Sindacato ha la possibilità e i mezzi di realizzare una vera “agenzia del lavoro”, con un progetto innovativo e multimediale al servizio di colleghi disoccupati, precari e freelance.

Libertà di stampa e pluralismo dell’informazione. I giornalisti e l’informazione libera sono sotto attacco, da anni e oggi ancora di più. Bisogna ritrovare autorevolezza e forza per confrontarsi con il potere politico e contrastare progetti scellerati di bavaglio alla libertà di stampa e annientamento del pluralismo con il taglio indiscriminato ai fondi per l’editoria.
Bisogna impegnarsi per ottenere una normativa stringente contro le querele temerarie ai danni dei giornalisti, una riforma equilibrata della diffamazione a mezzo stampa, una regolamentazione vera del conflitto di interessi e norme efficaci sul riequilibrio delle risorse pubblicitarie, con tetti alle tv e soprattutto l’apertura di un confronto con i big del web. E vanno chieste con forza regole innovative per lo Statuto d’impresa editoriale, con l’obbligo di prevedere nei Collegi sindacali delle aziende dei media la presenza di giornalisti, che possano monitorare le scelte di gestione e l’andamento economico reale delle società.

Inpgi, Casagit & Co. Gli istituti della nostra categoria sono tutti in profonda crisi, per la perdita di posti di lavoro e per la riduzione delle retribuzioni, ma anche per i ritardi e le politiche di divisione perseguite in questi anni. Chi da ultimo ha guidato il Sindacato ha portato al collasso l’Inpgi e ora sta attentando anche ai conti della Casagit. Non può essere ulteriormente disperso il patrimonio dei giornalisti italiani: va salvato, e subito, il welfare della categoria, le nostre pensioni attuali e future e la nostra salute, senza una ottusa ricerca di preservare poltrone e posizioni di potere.

Sindacato dei giornalisti: in Lombardia si vota solo online dalle 10 del 30 novembre alle 18 del 3 dicembre con i codici che arriveranno per mail o a casa di ogni iscritto. Chi non ha un computer a disposizione, può andare alla Lombarda negli stessi giorni dalle 10 alle 18. Non consegnate a nessuno le vostre password!

Un pensiero su “#Elezioni2018Fnsi Unità Sindacale-Mil: per un Sindacato unito, indipendente e autorevole

  1. Sono un giornalista pubblicista odg lazio. La mia attività principale al momento e quella politica. Sono il Presidente ( eletto) di una Federazione di Movimenti liberi ed autonomi dal Sistema dei Partiti presenti in Parlamento, per Noi aderenti, incapaci di rappresentarci veramente e…seriamente, che si chiama Sovranità Popolare. Ho letto con grande interesse e piacere quanto scritto nel Tuo intervento e concordo pienamente, soprattutto il discorso del Sindacato unito. Per la libertà e l’obiettività dell’informazione è fondamentale. Anche perchè in tempi non sospetti ho potuto sperimentare questo importante Strumento di associazione e di rappresentanza direttamente, avendo fondato con altri un Sindacato autonomo ed indipendente per una Categoria del Trasporto aereo e dell’aviazione civile: i Controllori di volo, che ha avuto un notevole successo ( Gli uomini radar ).
    Il 7 dicembre p.v. Sovranità Popolare ha organizzato un Convegno a Pisa su le “Riforme Costituzionali”. La presente vale come invito personale ed ufficiale per Te. Non posso che rallegrarmi e sostenere convintamente le Vostre richieste assolutamente giuste e la Vostra ( e nostra )…lotta. Vive cordialità

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