Presidente Ordine Lombardia: la scelta è tra un giornalista e un non giornalista

Al ballottaggio sono rimasti due candidati in lizza: Alessandro Galimberti e Pierfrancesco Gallizzi. La decisione ai colleghi elettori. Ma non possiamo lasciare l’Ordine agli ordini della politica

Sono rimasti in due. Uscito di scena il presidente uscente Gabriele Dossena, che pure era passato al ballottaggio come unico rappresentante della sua lista “Giornalisti per la Riforma” ma ha rinunciato e ha ceduto il posto alla collega Gegia Celotti, domenica e lunedì per la guida dell’Ordine della Lombardia si confronteranno due candidati: uno dichiarato sin dal primo momento, l’altro un po’ meno. E questa non è l’unica diversità, tra i due. Perché se il primo è un giornalista vero, l’altro lo è molto meno.

Partiamo da quest’ultimo.

Pierfrancesco GallizziPIERFRANCESCO GALLIZZI
Tutti sanno che è il candidato presidente dell’Ordine della Lombardia della lista “Insieme contiamo”, sostenuta da Stampa Democratica e da Movimento liberi giornalisti (chiamati familiarmente “i gallizziani”). Eppure, nessuno lo ha scritto o dichiarato apertamente. Tranne forse il padre di Pierfrancesco, Giuseppe (Peppino) Gallizzi, calabrese di Nicotera Marina, una vita da giornalista trascorsa in via Solferino. Di certo, evitano di dirlo pubblicamente i suoi compagni di cordata, quelli di Stampa Democratica che nel sottotitolo del proprio brand sindacale ha “Da una parte sola quella dei giornalisti”.

E il punto è proprio questo. Che lavoro fa il giornalista Pierfrancesco Gallizzi, classe 1966, laureato in Giurisprudenza, vicepresidente della Lombarda, iscritto dal 1995 all’Ordine dei giornalisti nell’elenco Professionisti?

Trovare un suo curriculum aggiornato nel web non è cosa semplice. Su Linkedin (dove però non ha contatti) si definisce «giornalista freelance presso Regione Lombardia». Nel 2012, eletto Consigliere nazionale della Fnsi e consigliere della Lombarda, nel profilo inviato al periodico Giornalismo dell’Alg si può leggere che «dopo un’esperienza ad Antenna 3 e RTL 102.5, è diventato vicedirettore di Lombardia Notizie, l’agenzia di stampa della Giunta regionale lombarda. Attualmente è responsabile della Comunicazione dell’Automobile Club di Milano». Nessun riferimento ai quasi dieci anni in cui era stato portavoce della vicepresidente della Giunta regionale della Lombardia, Viviana Beccalossi, né al suo successivo incarico di portavoce per il Nord dell’onorevole Ignazio La Russa e nemmeno della sua candidatura a sindaco di centrodestra del comune di Sesto San Giovanni, nel 1998, che gli valse un Tapiro d’oro consegnato dal concittadino Valerio Staffelli per aver copiato il programma elettorale del candidato sindaco di centrosinistra di Milano, Aldo Fumagalli.

Contratto Gallizzi 1Dopo il 2012, non si trova comunque più traccia nemmeno della sua attività professionale giornalistica. Perché? La risposta è semplice: perché Pierfrancesco Gallizzi fa un altro mestiere. Dall’aprile 2013 è infatti dipendente (a termine) della Regione Lombardia come responsabile della segreteria dell’Assessore al territorio, urbanistica e difesa del suolo, che è sempre Viviana Beccalossi. Il suo contratto è reperibile (non proprio facilmente) sul sito della Regione Lombardia (a questo link, Anno 2017, Responsabili di segreteria). Ma si può leggere anche cliccando sull’immagine a sinistra. E dimostra che Gallizzi junior non fa il giornalista da almeno quattro anni e mezzo.

Eppure, è ancora iscritto nell’elenco Professionisti. Nonostante la legge n. 69 del 3 febbraio 1963, quella istitutiva dell’Ordine ora parzialmente riformata, prescriva espressamente che in quell’elenco non dovrebbe comparire. L’articolo 1 della legge, al terzo comma, stabilisce che «Sono professionisti coloro che esercitano in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista»: non si possono insomma fare altri lavori. Tanto che l’articolo 40, in maniera ancora più chiara, prescrive che «Il giornalista è cancellato dall’elenco dei professionisti, quando risulti che sia venuto a mancare il requisito dell’esclusività professionale. In tal caso il professionista può essere trasferito nell’elenco dei pubblicisti (…)».

«Quando risulti…», è scritto: cioè quando l’Ordine lo viene a sapere. Ed è possibile che nessuno all’Ordine della Lombardia lo sapesse? Nemmeno Stefano Gallizzi, figlio di Peppino e fratello di Pierfrancesco, che è stato vicepresidente fino al novembre 2016, quando si è dimesso per aver assunto (nell’estate precedente) il ruolo di portavoce del sindaco di Milano, Giuseppe Sala?

Possibile invece che non sapessero niente – fino a questo momento – i suoi colleghi di lista, alcuni di loro giornalisti veri, che si apprestano a votarlo al ballottaggio per poi sceglierlo come Presidente dell’Ordine. Che cosa faranno, adesso?

galimbertiALESSANDRO GALIMBERTI
Molto più semplice e breve tracciare il profilo del candidato Presidente dell’Ordine della Lombardia della lista “Prima la Professione!. Anche lui classe 1966, pure lui laureato in Giurisprudenza e iscritto all’Ordine come professionista dal 1995 (la sessione precedente a Gallizzi), Alessandro Galimberti ha fatto però un solo mestiere: il giornalista.

Lavora al Sole 24 Ore dal 2007, nella redazione Norme e Tributi. Si occupa di giustizia, diritto del web, fiscalità internazionale. Nei 15 anni precedente è stato cronista di nera e di giudiziaria a La Provincia di Como. È assistente (Cultore della materia) alla cattedra di Diritto europeo dell’informazione dell’Università Cattolica di Milano. Dal 2008 fa parte dello staff “Sportello Cronaca” dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, un servizio di risposta in tempo reale ai quesiti dei colleghi sul diritto/dovere di cronaca.

Da due anni e mezzo è Presidente dell’Unione dei cronisti italiani, un ruolo impossibile da ricoprire se il mestiere non lo si esercita.

Negli anni passati ha anche presentato, come consigliere dell’Unione cronisti con delega ai temi giudiziari, due relazioni tecniche alle Commissioni giustizia di Camera e Senato (2009 e 2012) con proposte emendative ai disegni di legge su diffamazione, carcere ai giornalisti e responsabilità penale delle aziende editoriali.

CHI VOGLIAMO COME PRESIDENTE?
C’è solo una domanda da porsi: chi vogliamo come Presidente del nostro Ordine regionale? Vogliamo un giornalista vero o vogliamo un politico che non fa il giornalista? Vogliamo qualcuno che ha voglia di difendere, con competenza, i giornalisti e il giornalismo oppure chi ha fatto della politica il suo habitat naturale e a quella si rivolgerà e tutelerà? Vogliamo chi si impegna a non introdurre gettoni di presenza nell’Ordine regionale, perché non diventino uno stipendio a cui non rinunciare a qualsiasi costo oppure qualcuno che potrebbe prevederli in assenza di altri redditi professionali?

Dalla risposta che daremo, dipenderà anche il nostro voto al ballottaggio. Sapendo che non basta votare l’uno o l’altro candidato: bisogna votare l’intera squadra. Altrimenti, sarà un voto a favore del Presidente che non vogliamo.

Questa è l’unica lista di soli giornalisti veri:

CANDIDATI PROFESSIONISTI AL CONSIGLIO REGIONALE
(graduatoria in base ai risultati del secondo turno):
X 7. GALIMBERTI ALESSANDRO (voti 255)
X 8. VERGA ROSSELLA (250)
X 9. CAVALERA FABIO (232)
X 10. ORDINE FRANCO (214)
X 11. BOCCHI LUCIA (204)
X 12. CELOTTI GEGIA (185) – NUOVA INFORMAZIONE

COLLEGIO DEI REVISORI (PROFESSIONISTI)
X 3. MONTANARI ANDREA (246)
X 4. LOMBARDO MARCO (209)

CANDIDATI PROFESSIONISTI AL CONSIGLIO NAZIONALE
(graduatoria in base ai
risultati del secondo turno):
X 8. ABRUZZO FRANCESCO (detto Franco) (267)
X 10. GANDOLA GIORGIO (218)
X 11. FAVA ALESSANDRA (215)
X 12. VERLICCHI LAURA (211)
X 13. FERRARI TAMARA (206)
X 14. SABATINI SANDRO (204)
X 15. ARTIOLI DENIS (200)
X 16. SEVESO LUISELLA (182) – NUOVA INFORMAZIONE

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