“il Centro” di Pescara e “la Città” di Salerno sacrificati sull’altare di Stampubblica. Tutti i giornalisti Finegil in sciopero

Il gruppo Espresso ha ceduto il Centro di Pescara e la Città di Salerno. La comunicazione ufficiale è arrivata oggi con una nota del gruppo (leggi qui), mentre i Comitati di redazione delle due testate Finegil sono stati informati con una irrituale videoconferenza. Immediata la reazione dei giornalisti dei 18 giornali locali del gruppo Espresso e dell’Agl, Agenzia giornali locali, che hanno proclamato due giorni di sciopero il 7 e l’8 settembre con un comunicato che pubblichiamo qui di seguito.

La vendita delle due testate, finalizzata al completamento del processo di fusione del gruppo Espresso con Itedi, dimostra purtroppo le intenzioni paventate e da noi denunciate sin dal primo momento di considerare “sacrificabili” i giornali locali di Finegil all’interno dell’operazione Stampubblica (leggi qui).

Il comunicato del Coordinamento Finegil dei Comitati di redazione

I giornali locali del gruppo editoriale Finegil-Espresso hanno proclamato due giorni di sciopero, oggi, mercoledì 7 settembre, e domani giovedì 8 settembre, per contestare la scelta dell’editore di cedere ad altri imprenditori due quotidiani storici del Gruppo “il Centro” di Pescara e “la Città” di Salerno.

I colleghi di Pescara e di Salerno sono stati informati oggi, con modalità inusuali e inaccettabili, in una videoconferenza, che le loro testate sono state vendute e che quindi, dal 31 ottobre, non saranno più all’interno del gruppo Espresso. L’operazione coinvolge a Pescara 31 giornalisti e 27 poligrafici, a Salerno 13 giornalisti, un part time e 5 tra poligrafici e amministrativi.

La decisione è stata presa, ha comunicato l’editore, per poter portare a compimento la fusione con Itedi, la società che edita La Stampa e il Secolo XIX. Non una scelta imprenditoriale, ha detto l’amministratore delegato, ma obbligata dalla normativa. Di fatto il Gruppo Espresso ha scelto di abbandonare il centro sud e di smantellare il patrimonio di giornali locali che in questi anni di crisi ha dimostrato di essere il cuore e la cassaforte dell’intero gruppo, a sostegno anche di Repubblica.

Tutto questo nonostante i Cdr del Coordinamento Finegil avessero espressamente chiesto all’editore di non percorrere facili soluzioni di questo tipo, e di evitare lo smembramento di un gruppo composto da 18 testate, un patrimonio unico in tutto il panorama editorale del paese che, così, inizia a perdere consistenza. L’editore nell’ultimo incontro aveva rassicurato i Cdr sul fatto che ogni sforzo in questa direzione sarebbe stato fatto: oggi, invece, comunica la cessione di due testate.

I Cdr del Coordinamento Finegil nell’esprimere solidarietà ai colleghi della Città e del Centro, manifestano grandissima preoccupazione per il loro futuro e di tutto il gruppo editoriale. Il Coordinamento chiede pertanto che venga illustrato quale piano industriale soggiace al progetto di fusione che, si sapeva dall’inizio, imponeva un ridimensionamento del numero delle copie. E che venga illustrato nei modi, nei luoghi e nei tempi opportuni, non certo in videoconferenza ma con una convocazione urgente del Coordinamento dei Cdr. Chiediamo inoltre che la Federazione nazionale della stampa si attivi immediatamente per garantire ai colleghi di Centro e Città le massime tutele sindacali e contrattuali.

I Cdr del Coordinamento Finegil

7 settembre 2016

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