Commissioni Inpgi, la sorpresa delle nomine “elargite” senza consenso

di Daniela StiglianoConsigliere generale Inpgi

Questa non mi era proprio mai successa, in 50 anni di vita e oltre 30 di giornalismo. Quindi, ve la devo raccontare. A dimostrazione che l’Inpgi e la maggioranza che lo governa non finiscono mai di sorprendere (e di sorprendermi), con i loro comportamenti da padroni delle ferriere e l’interpretazione originale che danno del proprio “potere” di decidere in beata solitudine.

È stata una sorpresa, infatti, essermi ritrovata “nominata” giovedì 26 maggio in una Commissione consultiva dell’Istituto (la commissione “Occupazione”, per la cronaca) senza saperne nulla, senza alcun preventivo contatto, senza alcuna comunicazione formale, neppure un sms o un whatsapp (che pure non si nega oramai a nessuno). Così: compresa tra decine di nomine senza neppure poter dire prima se la cosa mi interessasse oppure no, con il mio nome inserito in un documento pubblico e scritto nero su bianco sul sito dell’Inpgi (per una volta aggiornato in tempo reale).

Tanto per chiarire: non sono stata l’unica beneficiata dalla “improvvisata” di distribuire alle minoranze strapuntini a sorpresa nelle Commissioni da parte di una maggioranza che si è spartita tutte le presidenze, quasi tutte le vicepresidenze e non ha lasciato spazio a “non fedelissimi” nelle commissioni ritenute “strategiche”. Sono in ottima (seppur non abbondante) compagnia. Ma procediamo con ordine.

Tutto deciso nel pre-Cda di mercoledì
Il Consiglio di amministrazione era convocato per giovedì mattina con all’ordine del giorno le decisioni sulla composizione delle Commissioni consultive e la nomina dei fiduciari delle 20 circoscrizioni (che corrispondono alle Associazioni regionali di stampa). Mercoledì pomeriggio, come d’abitudine, si è tenuto però un cosiddetto pre-cda tra i consiglieri giornalisti, che con la nuova consiliatura è aperto anche ai rappresentanti della Fieg e forse pure ai ministeriali. Insomma, un Cda al completo in cui però si parla liberamente, anche perché i Sindaci vengono tenuti fuori dalla porta. Ed è stato lì che le nomine sono state effettivamente avanzate e decise.

Ma anche dopo il pre-Cda, il mio cellulare non ha squillato, la presidente o chi per lei non mi ha chiamata o scritto una mail anche solo per chiedermi, per pura cortesia ed educazione tra esseri umani e “vecchie” colleghe: “Sei disponibile o no?”. E come il mio non ha squillato neppure il telefonino dell’altro consigliere generale “beneficiato” di Inpgi-La Svolta, Nicola Borzi (commissione “Acquisti e Dismissioni immobili”, sempre per la cronaca), che della presidente è pure collega di testata.

La spartizione delle poltroncine
La notizia l’abbiamo appresa, come chiunque altro nella categoria, nel primo pomeriggio successivo. Insieme alla spartizione delle posizioni più in vista e di (presunto) potere tra le varie correnti della composita e variegata maggioranza (leggere qui tutti i nomi per credere).

Nella distribuzione cencelliana, uomini e donne eletti a febbraio nelle liste Camporese si sono accaparrati 10 presidenze su 10, 8 vicepresidenze (sempre su 10) e 47 poltroncine (comprese quelle per gli “esperti” scelti quasi esclusivamente tra i candidati bocciati alle urne) sulle 54 assegnate ai giornalisti in totale nelle Commissioni (8,7 su 10). Oltre a 19 su 20 fiduciari regionali (ma solo per mancanza di eletti “fedeli” nella ventesima circoscrizione). Fare l’en plein dev’essere apparso perfino alla maggioranza impresentabile. E allora si sono inventati 7 strapuntini 7 da “elargire” alla minoranza, ma in assoluto e presuntuoso silenzio.

Confesso: eravamo sorpresi fossero arrivati a tanto, perché riusciamo ancora a stupirci della mancanza di correttezza di base e di rispetto per i colleghi di persone che si presentano con vesti da democratici, progressisti e riformisti. Ed eravamo pure indignati, perché tenere gli altri all’oscuro di tutto fino all’ultimo momento è sinonimo di quella mancanza di trasparenza che denunciamo da tempo e che temiamo possa essere il marchio anche della riforma previdenziale che l’Inpgi varerà nei prossimi mesi.

Un sì per tenervi informati
Infine, abbiamo preso carta e penna e abbiamo scritto alla presidente, al Cda e, per conoscenza, all’intero Consiglio generale e al Collegio sindacale, esprimendo “il nostro dissenso per il metodo in generale utilizzato nella composizione delle Commissioni, decisa dalla sola maggioranza senza alcun coinvolgimento di chi rappresenta un’anima critica nel Consiglio generale e considera indispensabili la trasparenza di ogni atto dell’Istituto e una gestione davvero collegiale delle scelte”.

Abbiamo inoltre chiarito, a chi evidentemente non lo ha ancora compreso, che la tutela delle minoranze – all’Inpgi come in qualsiasi altro consesso democratico – non può in alcun modo passare dall’assegnazione di “incarichi non richiesti senza preventivo assenso dei diretti interessati”.

Nicola Borzi e io abbiamo comunque accettato le nomine, “nell’interesse dei tanti colleghi che ci hanno votato e di tutti i giornalisti assicurati dall’Istituto“. Il nostro impegno è di svolgere “tale incarico con lo stesso spirito con cui interpretiamo il nostro ruolo di Consiglieri generali dell’Inpgi”. E – aggiungo qui – con l’obiettivo chiaro di continuare a tenere tutti informati.

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