Inpgi, Cda al via. Idee e promesse di (alcuni) consiglieri di amministrazione. Già tradite

IMG_1208I giornalisti? Quando devono conquistare voti e poltrone, sono capaci di comportarsi peggio dei peggiori politici: parole, rassicurazioni e promesse prima, “dimenticanze” dopo. Addirittura a distanza di pochissime ore. L’ultima dimostrazione arriva dall’Inpgi.

Un esempio per tutti? Marina Macelloni e Paolo Serventi Longhi hanno assicurato al Consiglio generale riunito il 22 marzo per eleggere il nuovo Consiglio di amministrazione che il Cda si sarebbe occupato subito della costituzione di parte civile nel processo Sopaf. Ma dopo qualche giorno, tutto è stato contraddetto. E, nonostante la richiesta formale di due consiglieri, l’argomento non è all’ordine del giorno della prima riunione, che si terrà oggi, 7 aprile, per eleggere presidente e vicepresidenti.

Può allora essere utile sapere quel che alcuni neoconsiglieri di amministrazione hanno detto, nei loro interventi al Consiglio generale appena prima della loro elezione. Conoscere quel che pensano sul futuro dell’Inpgi e anche sul suo recente passato. Cogliere le contraddizioni tra i giudizi dell’uno e dell’altro, o rispetto ad affermazioni fatte in altri tempi (anche molto vicini). E mettere le loro parole alla prova dei fatti.

Non fedelissimi, leali
È interessante, per esempio, ascoltare che Macelloni ed Edmondo Rho si definiscono non fedelissimi ma persone leali, riferendosi al loro rapporto con l’ex presidente Andrea Camporese, imputato per corruzione e truffa aggravata ai danni dell’Inpgi nel processo Sopaf che si aprirà a Milano il 21 aprile. Ancora più importante per le politiche da aspettarsi dal nuovo Cda è però tenere a mente che, per Rho, Camporese è stato un buon presidente negli ultimi otto anni.

Sulla riforma, nodo cruciale a cui guarda con apprensione l’intera categoria, la notizia è che, finita la campagna elettorale, arrivano le ammissioni sulla reale situazione. Raffaele Lorusso, segretario della Fnsi designato nel Cda Inpgi, parla di conti prospettici che non tengono, forse per la prima volta dichiara pubblicamente che i ministeri sostengono che la parte della riforma che prevede le clausole di salvaguardia è troppo blanda. E anticipa che saranno prese decisioni non popolari.

Anche Macelloni ammette (dopo averlo tanto negato) che i ministeri hanno ritenuto insufficienti le misure di luglio non siano e che debbano essere aggravate. Per aggiungere, sulle salvaguardie, che si dovrà fare il possibile per mantenerle per chi ha perso il posto di lavoro e per le donne. Mentre Serventi Longhi si prepara a dire dei sì ma anche dei no, preconizza una riforma forte e al contempo ipotizza una battaglia nei confronti del governo Renzi insieme con la Fnsi.

Immobili e liquidità
Lo stesso Serventi Longhi rassicura sulla salute dell’Inpgi, che – sostiene – ha le risorse per pagare le pensioni. Smentendo quel che pochi minuti prima ha detto Rho parlando degli immobili, la cui vendita sarebbe necessaria per rispondere a un futuro regolamento governativo, ma soprattutto perché l’Istituto ha bisogno di liquidità per pagare le prestazioni.

Riportiamo qui alcuni passaggi degli interventi pronunciati dai neoconsiglieri del Cda (tutti quelli che sono intervenuti nel dibattito) al Consiglio generale del 22 marzo scorso, in ordine cronologico di intervento.

Giuseppe GullettaGIUSEPPE GULLETTA
(pensionato, per la prima volta nel Cda Inpgi, candidato alla vicepresidenza)

Quando si elegge il governo, si danno cento giorni. Io ritengo che il nuovo Cda non avrà cento giorni per fare le prime cose che deve fare.

I provvedimenti da prendere sono sul tappeto. C’è la riforma da fare, il taglio delle spese, l’eventuale costituzione di parte civile da parte dell’Inpgi per la vicenda Sopaf. Ritengo che la cosa più importante sia la salvaguardia dell’Istituto.

carlo-chianuraCARLO CHIANURA
(al secondo mandato in Cda)

La passata gestione è uscita di scena sotto i riflettori della magistratura. Il nostro progetto è di cambiare marcia.

Il risanamento dell’Istituto parte da una ridiscussione della riforma pensionistica che sia più efficace però che non dimentichi il nucleo centrale che è la tutela degli iscritti, che riesca a sposare tutte e due le piste.

Il cda deve mettere in discussione al primo punto i compensi degli amministratori, chiarire il ruolo della sgr nella gestione degli immobili, tutelare in ogni sede l’Istituto. Cose da fare subito ci sono.

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MARINA MACELLONI
(in Cda con le presidenze Cescutti e Camporese, candidata alla presidenza)

Vorrei provare a delineare un percorso possibile per i prossimi quattro anni. Il binario è stretto.

Riforma. I ministeri hanno ritenuto che le misure messe in campo a luglio non siano sufficienti e che debbano essere aggravate. Il prossimo cda dovrà riesaminarla voce per voce con tre obiettivi: 1) condivisione con la categoria, nel rispetto però di tempi che dovranno essere molto rapidi; 2) equità: dobbiamo evitare a tutti i costi che i sacrifici vengano fatti solo da una parte della categoria; 3) attenzione a non lasciare qualcuno per strada. Le clausole di salvaguardia erano molto ampie. Per chi ha perso il posto di lavoro e per le donne già state colpite dalla riforma del 2012 si dovrà fare il possibile per mantenerle.

Bisogna adeguare dei costi degli organi di governo a principi di sobrietà. Ma il vero taglio dei costi passerà anche dalla riforma dello Statuto. Non servono organismi pletorici o sistemi elettorali costosi. Occorre trovare soluzione per una vera rappresentanza di genere.

Immobili. Dovremo affrontare la parziale dismissione del patrimonio. Il piano è già stato avviato, è stato dato mandato alla sgr di preparare un piano. Bisogna garantire che nessun immobile venga svenduto, che gli inquilini più deboli siano tutelati, e che tutto venga gestito con trasparenza.

Vicenda Sopaf. Il 21 aprile si apre il processo. Entro quella data il nuovo cda deve decidere se avviare la costituzione di parte civile con un unico obiettivo: proteggere gli interessi dell’Istituto.

Inpgi e Sindacato. Ci aspettiamo dal sindacato attenzione su quello che ha conseguenze sui conti dell’Inpgi. Il rinnovo del contratto di lavoro può avere un impatto incisivo sui conti.

Sono stata definita fedelissima del presidente Camporese. Non credo che la fedeltà sia una categoria politica ma la lealtà sì, e io sono una persona leale.

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EDMONDO RHO
(al terzo mandato in Cda)

Sono una persona leale come Marina Macelloni, le responsabilità penali sono individuali e sono garantista nei confronti di Andrea Camporese che è stato un buon presidente negli ultimi otto anni.

La riforma dev’essere equa e solidale, non bisogna lasciare per strada nessuno possibilmente e dobbiamo lavorare d’intesa con la Fnsi e con la Fieg per trovare le soluzioni da presentare al governo.

Vendere gli immobili è necessario perché siamo fuori dalle norme in emanazione da parte del governo. Ma abbiamo soprattutto bisogno di liquidità per riuscire a pagare le prestazioni.

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PAOLO SERVENTI LONGHI
(pensionato, vicepresidente vicario uscente)

Condivido la linea di Marina Macelloni sulle cose che vanno cambiate. Dobbiamo mettere all’ordine del giorno la costituzione di parte civile dell’Inpgi nel processo nei confronti del presidente Andrea Camporese e la riduzione dei compensi.

I ministeri ci diranno di stringere la cinghia, di ridurre le prestazioni. Dovremo avere la capacità insieme al sindacato di fare una battaglia anche dura nei confronti del governo Renzi, perché l’autonomia dei giornalisti passa per un sistema previdenziale adeguato alle responsabilità che la nostra professione ha. Dovremo essere capaci di dire dei sì ma anche dei no.

L’Inpgi non è morto, ha le risorse finanziarie per pagare le pensioni e le prestazioni, ma deve fare una manovra forte.

paola cascellaPAOLA CASCELLA
(pensionata, per la prima volta nel Cda Inpgi)

Ho sentito parlare di lealtà, in un modo che non riesco a condividere. Chi si trova qui ha un dovere di lealtà che non può essere ridotto alla fiducia che sente nei confronti dell’amico. La lealtà deve essere nei confronti di chi rappresentiamo. Se non si ritiene indispensabile la costituzione di parte civile quando Camporese viene rinviato a giudizio, e ancora si discute se nel primo cda metteremo all’odg si dovrà discutere della costituzione di parte civile, significa che della lealtà si ha un concetto molto particolare.

Non esiste volontà di discontinuità, visto che non si fa una vera analisi sulla situazione dell’Istituto, sulla valutazione che è stata data alla riforma dai ministeri competenti. Ci è stato detto che le misure non erano sufficienti. Si dovrebbe fare autocritica. Altrimenti significa non avere chiaro che cosa si farà poi.

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RAFFAELE LORUSSO
(dal febbraio 2015 designato dalla Fnsi nel Cda Inpgi)

Siamo stati messi di fronte alla realtà drammatica di conti prospettici che non tengono e che vanno riportati ai criteri generali previsti per tutti gli istituti previdenziali.

I ministeri hanno preso la parte della riforma approvata a luglio che comportava un peggioramento della situazione per i giornalisti, l’aumento della contribuzione. Poi hanno detto di concentrarci meglio sulla seconda parte, perché è troppo blanda. Quella parte che prevedeva una serie di clausole di salvaguardia. Il sentiero è obbligato per mettere in sicurezza i conti ma dobbiamo fare un discorso di sistema con il governo. Il governo deve farsi carico del fatto che esistono norme che si ripercuotono negativamente sui conti dell’Inpgi (il riferimento è alla legge 416 su Stati di crisi e ricorso a cigs e prepensionament, ndr).

Abbiamo posto al tavolo della Fieg e del governo il tema dell’occupazione. Se non siamo in grado di rimettere in moto il mercato del lavoro, se non siamo in grado di aumentare il numero dei contribuenti dell’Inpgi, è inutile fare esercizi più o meno interessanti.

Dovremo prendere decisioni che non saranno popolari. Perché da qualche parte le risorse dovremo trovarle.

imageFABRIZIO CAROTTI
(designato dalla Fieg nel Cda Inpgi, vicepresidente uscente)

Porto l’augurio da parte degli editori a questo Consiglio, che ha davanti a sé una sfida che riguarda l’interesse di tutta la categoria e del settore. Riteniamo che si possano compiere risultati e passi in avanti.

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