Inpgi, definiamo subito compensi e linea politica: 18 consiglieri chiedono una riunione straordinaria

 

marina_macelloni
Marina Macelloni

Subito un Consiglio generale straordinario per stabilire i compensi degli amministratori e tracciare la linea politica dell’Inpgi per i prossimi quattro anni. La richiesta motivata (il testo integrale con i sottoscrittori è in fondo all’articolo) è stata firmata e consegnata da 18 consiglieri generali nella riunione del 22 marzo. E, in base allo Statuto dell’Istituto, dovrà essere esaminata dal Cda e convocata dal nuovo presidente, che secondo le indicazioni dell’ex numero uno Andrea Camporese, imputato per truffa aggravata e corruzione nel processo Sopaf che si aprirà a Milano il 21 aprile, dovrebbe essere Marina Macelloni.

Ma la futura presidente Macelloni convocherà il Consiglio generale nella settimana subito dopo il Cda del 7 aprile – in cui dovrebbe essere eletta – oppure troverà un cavillo per rinviare la riunione straordinaria richiesta, continuare con la politica Camporese e assicurarsi un compenso da 230 mila euro? E chi, tra i 16 neo consiglieri di amministrazione (di cui 9 riconfermati, tra eletti e rappresentati Fnsi e Fieg), si impunterà sulla convocazione e chi invece preferirà far finta di nulla?

Tutti lo sanno: negli ultimi anni l’Inpgi è stata la gallina dalle uova d’oro per gli amministratori, ricompensati con laute indennità e benefit vari per una gestione disastrosa che ha portato l’Istituto sull’orlo del baratro. Pochi sono invece consapevoli che a determinare compensi, gettoni di presenza e altri bonus per chi siede nel Cda e negli altri organi collegiali è il Consiglio generale.

Non solo. Sono ancora i consiglieri generali – 62 eletti, 3 designati da Fieg e Fnsi con diritto di voto, più 4 (per Ordine, Casagit, ministero del Lavoro e Presidenza del Consiglio) a titolo consultivo – a dover tracciare e approvare il documento che fissa il programma per l’intero quadriennio da inviare ai ministeri vigilanti.

Questo significa che, finché il Consiglio generale non si riunisce, il Cda ha mano libera. Anzi, in teoria dovrebbe seguire la linea politica fissata in precedenza. Quella dell’ex presidente Andrea Camporese. Mentre è necessario – ed è precisato nella motivazione della richiesta dei 18 consiglieri – indicare subito le linee guida che il Cda dovrà seguire, in particolare per quello che riguarda la nuova riforma richiesta dagli stessi ministeri vigilanti in sostituzione di quella fallimentare elaborata dal Cda di Camporese. Una nuova riforma su cui tutti i consiglieri generali hanno il dovere (non solo il diritto) di dire la loro.

Compensi Inpgi 1
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Inoltre, fino alla nuova riunione (quella ordinaria per il bilancio si deve tenere entro maggio), presidente, vicepresidenti, consiglieri di amministrazione e tutti gli altri continuerebbero a incassare i compensi fissati dalla precedente gestione, con la irrisoria decurtazione del 10% strombazzata urbi et orbi il 29 luglio 2015 (insieme con la riforma bocciata in larga parte dai ministeri), approvata dal Consiglio generale a ottobre e diventata operativa da novembre 2015.

Per intenderci, Marina Macelloni percepirebbe appunto da subito un’indennità annua da 230 mila euro (255.728 meno il 10%), oltre ovviamente a tutto quello che era stato già concesso all’ex numero uno: il pagamento dei contributi all’Inpgi1 per la sua qualifica (caporedattore) oltre a quelli di legge per l’Inpgi2, la quota della Casagit, un’abitazione a Roma e quant’altro.

Compensi Inpgi 2
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Il vicepresidente vicario, che dovrebbe essere Giuseppe Gulletta al posto di Paolo Serventi Longhi, percepirebbe quasi 39 mila euro. Il vicepresidente Fieg (finora Fabrizio Carotti) poco più di 31 mila. I rappresentanti di ministero del Lavoro, Mauro Marè, e di Palazzo Chigi, Antonio Funiciello, oltre 46 mila. Gli altri consiglieri di amministrazione circa 23.500 euro (il doppio per chi è disoccupato, com’è stato per esempio per il rappresentante dell’Inpgi2 Massimo Marciano). E così via, per i vari componenti degli organi collegiali (vedi tabelle sopra e a lato, clicca sulle immagini per ingrandirle).

Certo, non è detto che in Consiglio generale siano tutti disposti ad azzerare o perlomeno a ridurre in maniera davvero consistente e significativa questi compensi. Ma in quella sede dovranno tutti uscire allo scoperto, dichiarando la propria posizione.

In gioco non ci sono solo i soldi dei colleghi, ma una questione di etica posta da più parti – anche della maggioranza – nel corso della campagna elettorale. Per questo, oltre a pubblicare qui di seguito il testo integrale della richiesta di convocazione straordinaria (depositata materialmente nelle mani del direttore generale dell’Inpgi, Mimma Iorio), con il testo dell’artico 11 a cui fa riferimento, la richiesta sarà inviata anche a tutti i neo consiglieri di amministrazione e ai componenti del Collegio sindacale, guidato dalla presidente Livia Salvini.

RICHIESTA DI CONVOCAZIONE IN SEDUTA STRAORDINARIA
DEL CONSIGLIO GENERALE

(articolo 11, comma 1 dello Statuto Inpgi)

I sottoscritti Consiglieri generali dell’Inpgi chiedono, ai sensi dell’art. 11 comma 1, la convocazione in seduta straordinaria del Consiglio generale entro 15 giorni da oggi o, se non ancora eletto il presidente dell’Istituto, nella settimana subito successiva alla sua elezione, con il seguente ordine del giorno:

  1. determinazione dei compensi spettanti al presidente, ai vicepresidenti, ai componenti del Consiglio di Amministrazione, del Comitato amministratore e del Collegio sindacale; i gettoni di presenza e i rimborsi spese spettanti ai componenti degli Organi collegiali; ogni altro eventuale benefit, i.e. abitazioni assegnate a componenti degli Organi collegiali elettivi, polizze assicurative, oneri di tutela legale, ecc.
  2. elaborazione delle linee programmatiche e di indirizzo generale dell’Istituto da trasmettere ai ministeri vigilanti (art. 11, comma 5 Statuto Inpgi).

MOTIVAZIONE

L’urgenza di tale convocazione straordinaria è determinata dalla necessità di procedere in tempi brevissimi a una interlocuzione con le parti governative e alla successiva elaborazione di una nuova riforma.

FIRME
(in ordine alfabetico)

Mario Antolini
Nicola A. Borzi
Corrado Chiominto
Paola D’Amico
Pierpaolo Dobrilla
Giovanni Dragoni
Cristiano M. Fantauzzi
Domenico Marcozzi
Fabio Morabito
Olga Mugnaini
Orlando Perera
Simona Poli
Elena Polidori
Luigi Ronsisvalle
Antonio Savi
Daniela Stigliano
Lino Zaccaria
Gianluca Zurlini

Statuto Inpgi art. 11
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