Il Salvini-Factor continua. Dopo milioni di euro pubblici alla Padania, otto anni di cigs e 15 giornalisti ancora in cassa

lega nord salvini factor
L’annuncio apparso il 29 marzo

di Sergio Stella

Chissà se i primi 500 candidati che hanno risposto all’appello del Salvini-Factor – “Sai scrivere bene e vuoi collaborare con Matteo Salvini? Questa è la tua occasione! Inviaci un pezzo e vedremo se hai il Salvini-Factor” – ebbene, chissà se questi giovani di bella penna hanno anche memoria storica.

Facciamo un ripasso. In principio fu la Padania, organo ufficiale della Lega Nord. Poi, nell’autunno 2007,  arrivarono due anni di cassa integrazione, e poi altri due ancora. Quattro lunghi anni. Terminati peraltro con i reintegri decisi dal giudice del lavoro.

Si pensava fosse finita lì, invece fu la volta di un anno di contratto di solidarietà, al massimo che si potesse, che si rinnovò per un altro anno a seguire. In tutto siamo a sei anni di aiuti. Poi, dopo qualche mese, e siamo al novembre 2014, il funesto annuncio ai colleghi da parte dell’editore: “Ragazzi, è finita”. E partono altri due anni di cassa integrazione. Fanno, in tutto, otto anni di aiuti. Tutto nel rispetto delle regole sul sostegno al reddito di giornalisti che hanno lavorato sul serio.

Contributi come organo di partito
In tutti quegli anni, anche la Padania, organo ufficiale della Lega Nord, ha potuto beneficiare come altre testate, dei contributi all’editoria. Milioni di euro, perché i giornali non nascono gratis sotto i cavoli. Denaro pubblico, più otto anni contestuali di ammortizzatori sociali e di esodi anticipati. Sempre con denaro pubblico e con quello dell’Inpgi, ovvero con i soldi di tutti i giornalisti.

Sappiamo come è andata a finire con i contributi pubblici e con testate che hanno pagato e stanno pagando le conseguenze dei tagli. Anzi, degli azzeramenti. Chissà perché, ci sono politici che si ricordano dei diritti costituzionali, compreso il pluralismo e l’informazione, che rientra nella categoria nobile del pubblico servizio, solo quando vanno in tv o sui social e reclamano tante libertà.

Tranne quella di informazione. Improvvisamente, la Costituzione non è più la carta nobile, ma carta per altro. I soldi per sostenere la libertà d’informazione, che ha lo stesso valore della salute, del diritto alla mobilità, che tutti insieme si traducono in Stato di diritto, a questo punto non ci sono più.

Ma, di più, tra le tante libertà, chi ci amministra dimentica anche quella economica. Perché chi lavora, va pagato. Anche chi scrive, va pagato. Non solo perché lo spiega un contratto, ma perché se non c’è autonomia economica, non c’è dignità della persona.

salvini factor2
Il primo annuncio dell’8 marzo

Superate le 500 candidature
L’8 marzo scorso sul profilo Facebook del Carroccio (qui) appariva quella inusuale quanto sconcertante ricerca di persone in grado di scrivere, GRATIS. Un reclutamento al posto di 15 colleghi in cassa integrazione, che avevano ricevuto la promessa dell’editore che sarebbero stati richiamati in caso di iniziative editoriali del partito.

Va bene tutto, va bene avere avuto otto anni di “sconto” sul costo del lavoro, ma chiederlo gratis come fosse un premio per chi scrive, sconfina in un diritto che ci è ignoto. Ne sono più pratici quelli che non pagano chi lavora. L’Italia ne è piena.

Nei giorni scorsi fu un turbinio di articoli sulla stampa e di un acceso dibattito in rete. Poi, dopo che le acque si sonocome calmate, ecco che, nel pomeriggio del 29 marzo, torna di prepotenza l’annuncio, sullo stile “Me ne frego”. Dopo che i giornalisti si sono tanto scandalizzati, e il Sindacato è stato a guardare anche fin troppo, diciamocelo pure, ecco che gli esperti comunicatori del Carroccio ripubblicano il reclutamento facendo sapere: “Oltre 500 candidature superate! Anche a te piace scrivere? Clicca sul link e compila il form”.

Questione di passione
Ma certo, scrivere è una passione. Come far politica, immaginiamo. E allora perché i comunicatori della politica, non vanno anche loro, gratis, a far politica, o a gestire i profili in rete, così, per il piacere di vincere un Factor qualsiasi?

Perché invece chiedono di essere retribuiti per un lavoro che svolgono, con fatica intellettuale e materiale? E perché pagano l’albergo dove alloggiano a Roma, invece di invocare anche lì l’Albergo-Factor: la mattina stringono forse la mano e se ne vanno davanti alla faccia basita del proprietario?!

Domani, passiamo dal benzinaio e chiediamogli gratis il pieno. Per una giusta causa, s’intende. E vediamo l’effetto che fa.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...