Inpgi: un Cda più anziano, meno “rosa” e confermato per oltre la metà

Un Cda di pensionati o quasi. La metà ha più di 60 anni. Tre di loro finiranno il mandato oltre i 70. E nessuno ne ha meno di 50. I dieci componenti del Consiglio di amministrazione dell’Inpgi eletti martedì 22 marzo dal Consiglio generale (leggi qui il comunicato ufficiale) hanno una media di 60 anni: più vicini all’età della pensione che a quella di giornalisti in attività. Cinque anni in più rispetto all’età media dei dieci consiglieri di quattro anni fa.

Il Cda dell’Inpgi, insomma, è invecchiato. Ed è anche meno “rosa”, con appena due colleghe su dieci. È l’effetto combinato della conferma di sei persone (di cui una sola donna), che ovviamente hanno quattro anni in più rispetto al 2012, e dell’ingresso in Consiglio tra i quattro nuovi consiglieri di tre ultrasessantenni (tra cui una giornalista) e di un solo cinquantenne.

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Marina Macelloni: il presidente uscente Andrea Camporese l’ha indicata da tempo alla sua successione

Continuità con la disastrosa gestione Camporese
All’insegna della piena continuità con la disastrosa gestione di Andrea Camporese, il presidente uscente imputato a Milano nel processo Sopaf (che inizierà tra meno di un mese, il prossimo 21 aprile, leggi qui), la maggioranza che si è insediata alla Fnsi dopo il Congresso di Chianciano ce l’ha fatta a compattarsi all’ultimo momento e, forte sulla carta di 45 consiglieri generali, è riuscita a eleggere otto membri del Cda (uno contestato) con 42 voti, tra cui cinque conferme e tre new entry.

La prima eletta con 38 preferenze è Marina Macelloni, voluta e indicata da tempo dallo stesso Camporese alla sua successione e candidata ieri alla presidenza dell’Inpgi dal vicepresidente uscente Paolo Serventi Longhi, anche lui confermato in Cda con 23 voti. Macelloni compirà quest’anno 54 anni, Serventi Longhi ne ha 67.

Il nuovo vicepresidente vicario che la maggioranza ha indicato, il siciliano Giuseppe Gulletta, ne ha due di più, 69, il più anziano in Cda, in cui entra per la prima volta (con 33 voti). Il più giovane è invece Massimo Zennaro, veneto e giornalista Rai come Camporese e attuale segretario del sindacato regionale, anche lui alla prima prova nel Consiglio di amministrazione (con 28 preferenze), che ha comunque 52 anni. L’ultimo nuovo nome è infine Maria Pia Farinella, anche lei giornalista Rai, che di anni ne ha 61 ed è stata l’ultima eletta della lista della maggioranza con 13 voti.

Le altre tre conferme, tutti uomini, sono – in ordine di età – Edmondo Rho, 59 anni e 15 preferenze, Giuseppe Marzano, 58 anni e 26 voti, e Claudio Scarinzi, 53 anni e 19 preferenze.

Un seggio contestato
Due posti
 in Cda sono andati alla lista Inpgi Futuro, che poteva contare su 11 consiglieri generali (assente Alessandra Spitz) e ha ottenuto 13 voti: il riconfermato Carlo Chianura, di 62 anni, e Mario Antolini, 67 anni (rispettivamente 13 e 10 voti). Prima dei non eletti, Paola Cascella (66 anni), che potrebbe entrare in Cda al posto della collega Farinella se dovessero essere riconosciute valide le contestazioni sulla determinazione del quoziente per l’attribuzione dei consiglieri.

La questione ruota intorno alla definizione di “voto valido” riportata dallo Statuto dell’Inpgi. Il quoziente viene infatti ottenuto dividendo il totale dei voti validi per dieci, cioè i consiglieri di amministrazione da eleggere. Le schede bianche sono da ritenersi voti validi o no? Se sì, i voti validi espressi ieri sarebbero in tutto 60, e il posto contestato andrebbe a Inpgi Futuro. Se invece si scorporano – come deciso dalla presidente del seggio elettorale, il direttore generale dell’Inpgi Mimma Iorio – il numero dei voti validi scende a 55, determinando l’attribuzione del consigliere di amministrazione alla lista della maggioranza.

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Antonio Funiciello, designato da Palazzo Chigi nel Cda dell’Inpgi

I consiglieri designati
Un ultimo particolare. Il Cda dell’Inpgi, oltre ai dieci giornalisti eletti, è integrato da altri sei componenti. Due sono giornalisti: Ezio Ercole per la gestione separata (Inpgi2) e Raffaele Lorusso per la Fnsi. Fabrizio Carotti e Francesco Cipriani rappresentano la Fieg. Mauro Marè, indicato dal ministero del Lavoro, e Antonio Funiciello, uomo (e anche giornalista pubblicista) di Palazzo Chigi. Tutti e sei hanno meno di 60 anni, quindi abbassano la media dell'”anziano” nuovo Consiglio di amministrazione.

Peccato siano tutti uomini. Contribuendo a ridurre la percentuale di presenza femminile in Cda. Prima per il dicastero del Lavoro era presente Fiorella Kostoris, per un totale di quattro donne su 16, il 25%. Ora sono rimaste in due, pari al 12,5%. La metà. Come dimostrano tutte le ricerche e gli studi sulle pari opportunità, sull’aumento della presenza “rosa” nelle organizzazioni e sull’incremento della partecipazione femminile, non basta mettere una donna al vertice se l’ambiente resta maschile. Anzi: in molti casi, peggiora la situazione.

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