Processo Inpgi-Sopaf: quei 50 mila euro che Camporese ammette di aver preso dai Magnoni. E che (con altri 142 mila) per il pm Ruta e il gup Santangelo provano la corruzione

Andrea Camporese
Andrea Camporese

Corruzione. Al processo Inpgi-Sopaf, che si aprirà a Milano tra meno di due mesi, il 21 aprile prossimo, non c’è solo l’accusa di truffa aggravata ai danni del nostro Istituto di previdenza a carico del presidente Andrea Camporese. La seconda imputazione, su cui il suo Consiglio di amministrazione e i suoi amici hanno sempre taciuto, è appunto la corruzione.

Due gli elementi su cui si basano le accuse. Il conto corrente n. 12872890 da 142.500 euro che Andrea Toschi, amministratore delegato di Adenium sgr (del gruppo Sopaf), avrebbe aperto per conto del presidente dell’Inpgi nella filiale di Lugano della Bsi, su cui il processo dovrà fare chiarezza. E i 50 mila euro in due anni (2012 e 2013) versati a Camporese per l’incarico di presidente del Comitato  consultivo del fondo di fondi di private equity della Sopaf Capital Management (SCM) sgr della famiglia Magnoni, poi ribattezzata Adenium sgr (oggi è gestito dalla Wise sgr).

Soldi – i 50 mila euro – che lo stesso Camporese ha ammesso di aver preso, sostenendo di fronte al Consiglio generale dell’Inpgi del dicembre 2014 di averli devoluti in beneficenza (senza però mai chiarire come e a chi). Una dichiarazione peraltro non ripetuta nell’interrogatorio davanti al pm Gaetano Ruta del 15 giugno 2015, quando si è limitato a dire che “nella mia prospettiva non vi era nulla di anomalo” nonché di averli “regolarmente dichiarati”. Secondo l’accusa, invece, qualcosa di anomalo ci sarebbe.

La tesi accusatoria del pm Ruta, accolta dal gup Alessandro Santangelo che ha rinviato a giudizio Camporese insieme con altre nove persone, è che i 50 mila euro fossero in realtà il compenso riconosciuto dai Magnoni al presidente dell’Inpgi per gli investimenti effettuati dall’Istituto con la Sopaf. Un compenso però mai riconosciuto ai componenti di questo genere di comitati e in contrasto palese con il regolamento del fondo. Tanto da portare all’escamotage di far versare i soldi attraverso la sgr e non direttamente dal fondo. Un compenso che, stando alle carte dei magistrati, sarebbe stato preteso dallo stesso Camporese.

La vicenda legata alla presidenza del Comitato consultivo del fondo Global Private Equity Fund assunta da Camporese nel 2012 e continuata nel 2013, remunerata appunto con 25 mila euro l’anno, è ricostruita in un’annotazione redatta dal Nucleo speciale di Polizia valutaria della Guardia di Finanza e depositata in Procura a Milano l’1 ottobre 2014.

Nella ricostruzione, di cui pubblichiamo le parti relative a questa imputazione, vengono riportate varie mail a partire dal giugno 2011 ed estratti degli interrogatori di Toschi e di Alberto Ciaperoni (direttore finanziario del gruppo Sopaf) di luglio e settembre del 2014. Oltre a commenti e considerazioni della stessa Guardia di Finanza.

Pubblichiamo inoltre la parte dell’interrogatorio di Camporese del giugno 2015 relativo a questa vicenda.

I nomi delle persone citate nei documenti e non coinvolte dall’inchiesta giudiziaria sono oscurati: vengono indicate con XX XX ed è riportata solo la loro qualifica (se presente) e la società in cui lavoravano all’epoca dei fatti. Frasi e parole in neretto, in corsivo e sottolineate sono così negli originali.

ANNOTAZIONE DEL NUCLEO SPECIALE POLIZIA VALUTARIA
DELLA GUARDIA DI FINANZIA DI MILANO

Oltre quanto visto precedentemente, l’attenzione investigativa era stata centrata su alcune comunicazioni concernenti le sottoscrizioni, da parte dell’INPGI, delle quote del Fondo di Fondi di Private Equity di Sopaf S.p.A., gestito da SOPAF CAPITAL MANAGEMENT SGR S.p.A., ed il ruolo di Presidente del Comitato Consultivo di tale Fondo, ricoperto da CAMPORESE Andrea:

  • mail, datata 10 giugno 2011, inviata da CIAPERONI Alberto a TOSCHI Andrea, con cui il primo ha inoltrato il verbale del comitato consultivo da far firmare a CAMPORESE. Si evidenzia che, nel verbale, è stato specificato che secondo l’art. 4.14 (e) del regolamento del fondo “i membri del comitato consultivo operano senza compenso, ma hanno diritto al rimborso da parte del fondo di tutte le spese sostenute per partecipare alle riunioni del comitato stesso. In merito il signor Ciaperoni comunica ai rappresentanti del comitato presenti in sala che la sgr ha deciso in maniera autonoma e a sue spese di garantire un compenso per le attività svolte dai partecipanti al comitato, regolato con dei gettoni di presenza sulla base di una delibera del CdA che sarà chiamato ad esprimersi in tal senso in una delle prossime riunioni consiliari”;
  • mail, datata 21 luglio 2011, inviata da XX XX (dipendente Amministrazione e Finanza di INPGI) a TOSCHI Andrea, con cui la prima ha anticipato via mail, su indicazione di XX XX (Dirigente area Amministrazione e Finanza) di INPGI, la proposta “di investire nel Fondo un importo pari ad Euro 7 milioni”;
  • mail, datata 26 giugno 2012, inviata da XX XX a XX XX, entrambe dipendenti di SCM SGR, con cui la prima ha inoltrato il verbale del CDA di SCM SGR del 30 maggio 2012. Nel corso della riunione citata è stata discussa, tra gli altri punti all’O.d.G., la remunerazione dei componenti del Comitato Consultivo istituito con il Fondo di Fondi di Private Equity insediatosi nel maggio 2011. In particolare “quanto al Dott. Camporese, Presidente del Comitato, il Dott. Toschi propone in favore di quest’ultimo un compenso di 25.000,00 euro, considerato che si tratta comunque dell’Azionista di maggioranza del Fondo e per gli altri due membri di prevedere o il rimborso delle spese vive documentate oppure un compenso fisso minimo. Dopo ampia discussione e prese in considerazione le diverse cautele volte ad evitare potenziali conflitti d’interesse in capo al Presidente del Comitato, il Consiglio all’unanimità DELIBERA di riconoscere, per l’intero anno 2012, in capo al Comitato Consultivo una remunerazione di euro 25.000,00 più spese vive sostenute, da sottoporre, per il rimborso, ad autorizzazione dell’Amministratore Delegato il quale avrà comunque la facoltà di destinare gli importi”;
  • mail, datata 13 luglio 2012, inviata da TOSCHI Andrea a XX XX e XX XX, con cui il primo ha inoltrato n. 2 note compenso emesse da CAMPORESE Andrea, per € 12.500 ognuna, per l’incarico di Presidente del Comitato Consultivo Fondo Private Equity – 1° e 2° semestre;
  • mail, datata 2 agosto 2012, inviata a TOSCHI Andrea da XX XX, la quale ha inoltrato una “busta paga prova” per il compenso dell’attività svolta da CAMPORESE nel Comitato Consultivo per l’anno 2012, il saldo indicato era pari a euro 5.875; dalla busta paga allegata alla mail si evince che SCM SGR avrebbe corrisposto a CAMPORESE, oltre ai 25.000 euro, la somma di 4.000 euro quale “INCENTIVAZIONE ESODO”.

In base alla corrispondenza sopra riportata, pare evidente che, malgrado ai membri del comitato consultivo del Fondo di SOPAF non dovesse essere riconosciuta alcuna remunerazione, in base a quanto stabilito dal regolamento dello stesso Fondo, gli amministratori dell’allora SCM SGR S.p.A., hanno deciso di riconoscere a CAMPORESE un compenso annuale pari ad euro 25.000, per il 2012 ed il 2013.

In relazione a tali circostanze, in data 31.07.2014, TOSCHI ha dichiarato quanto di seguito riportato:

So che è stata riconosciuta una somma anche a Camporese.

A questi è stata affidata la presidenza del comitato consultivo del fondo di private equity denominato Adenium Fund Private Equity del quale Inpgi aveva sottoscritto quote per 16 milioni (…). Inoltre Inpgi aveva acquistato i Fip da Sopaf.

Per remunerare Camporese di queste iniziative Giorgio Magnoni mi disse che bisognava pagarlo. Venne trovata questa soluzione, metterlo alla presidenza del comitato consultivo e remunerarlo 25 mila euro l’anno, cosa che avvenne: Camporese è stato pagato nel 2012 e nel 2013 per complessivi € 50 mila”.

(…)

CIAPERONI Alberto, in data 16.09.2014, in relazione alle somme riconosciute da SCM SGR S.p.A. a favore di CAMPORESE, ha dichiarato quanto segue:

Mi risulta esclusivamente il compenso a favore di Camporese in qualità di presidente del comitato consultivo del fondo di fondi. Ricordo che rispetto a questo compenso ho avuto chiarimenti con Andrea Toschi. Questi infatti voleva che i soldi venissero erogati direttamente dal fondo, io feci presente anche con l’appoggio di un legale che ciò non sarebbe stato possibile, riscontrandosi in tal caso una plateale violazione del regolamento del fondo. La stessa banca depositaria non avrebbe mai autorizzato un pagamento di questo tipo. Fu quindi studiata la possibilità di eseguire i pagamenti dalla Sgr. Vero è che la Sgr veniva a sua volta pagata con le commissioni corrisposte dal fondo. Mi si chiede se anche altri componenti del comitato consultivo fossero remunerati e rispondo di no, gli altri beneficiavano solo di un rimborso spese. Mi si chiede se nella esperienza della Sgr o di altri fondi comunque riconducibili a Sopaf vi siano casi di componenti di comitati consultivi pagati e rispondo di no. Non ho mai avuto esperienza di pagamenti a favore di questo tipo di figure. Io stesso sono stato componente del comitato consultivo del fondo Tergeste, non sono mai stato pagato, né mai sono stati pagati gli altri componenti di tale comitato.

… omissis …

“[…] posso aggiungere che la somma in questione è stata riconosciuta a Camporese sulla base di una richiesta da lui stesso partita e subito assecondata da Toschi”.

 

VERBALE DELL’INTERROGATORIO DI ANDREA CAMPORESE
DAVANTI AL PM GAETANO RUTA
del 15.6.2015

 (…)

Domanda: E Toschi?
Risposta: (…)

Domanda: E sul piano finanziario? Cosa avete fatto insieme?
Risposta: Ho letto sul Fatto Quotidiano dei 50 mila euro che mi sono stati corrisposti quale componente del comitato investimenti di Adenium in due anni. Nella mia prospettiva non vi era nulla di anomalo, avuto riguardo al lavoro che ho svolto, all’entità della somma incassata (che ho regolarmente dichiarato), alle metodiche di mercato.

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