Elezioni Inpgi, il record di velocità della casalinga (non giornalista) che nel 2012 in Sicilia votò in 136 secondi

Elezioni Inpgi 2016 bisDue minuti e sedici secondi! Questo il tempo da battere per le prossime elezioni dell’Inpgi. Il record delle votazioni online è detenuto da Raffaella A. che quattro anni fa, in poco più di due minuti, riuscì a entrare nella home page dell’Inpgi, alle ore 10, 52 minuti e 13 secondi, quindi cliccò sul link di Speciale elezioni, poi si identificò digitando prima il codice utente e successivamente la password, attese l’apertura della pagina di voto per il Consiglio generale e poi cliccò per esprimere le preferenze (due).

Quindi, senza perdere un solo istante, chiuse la pagina di voto per il Consiglio generale, cliccò per aprire la pagina di votazione per il collegio dei sindaci ed espresse le preferenze (tre). Infine, senza perdere un solo istante e senza sbagliare a digitare un solo tasto, grazie evidentemente a un computer ultraveloce di ultimissima generazione, chiuse la pagina, tornò alla home page e chiuse il collegamento. Erano le ore 10, 54 minuti e 29 secondi.

Purtroppo in queste elezioni Raffaella A. non potrà difendere il suo record. Infatti non risulta tra gli aventi diritto al voto. In realtà non risultava tra gli aventi diritti al voto nemmeno quattro anni fa ma questo piccolo dettaglio, unito al fatto che Raffaella A. non è neanche giornalista, non ha impedito ai dirigenti dell’Inpgi e ai responsabili dei seggi elettorali, regionale e centrale, di ratificare il voto e di conseguenza il record stabilito che resta pienamente valido.

Non sappiamo se i responsabili dell’Inpgi abbiano intenzione anche questa volta di stilare una speciale classifica dei migliori tempi dei votanti non iscritti all’Inpgi e non giornalisti, è però possibile che, anche qualora decidessero di non rendere ancora possibile la caccia al record (dato che avranno parecchi oc chi puntati addosso), qualcuno tenterà certamente di migliorare la performance di Raffaella A.

A questo punto vale la pena di dare pieno merito a Raffaella A. e svelare la sua vera identità come accertata dagli agenti della polizia postale: Raffaella A. è in realtà “Raffaella A., casalinga, coniugata con A.S. (panettiere) con due figli minori, come risulta dallo stato di famiglia” e risiede in una città del centro della Sicilia.

Ma se Raffaella A. è Raffaella A. e non altri, non risulta nell’elenco degli aventi diritto al voto e non è nemmeno giornalista, com’è possibile che abbia stabilito il record di velocità delle votazioni?

Mistero risolto dalla polizia postale. Raffaella A. ha votato al posto di una giornalista di Messina, G. C.. E la giornalista sapeva del record? La giornalista era talmente tanto all’oscuro delle vicenda da essersi presentata al seggio di Palermo per votare col sistema tradizionale. Solo allora, Ugo Cubeddu, legale dell’Inpgi nonché presidente del seggio, l’ha informata che lei stessa – a sua insaputa, ovviamente – aveva già votato elettronicamente.

Quindi, si potrebbe pensare che Raffaella A. abbia votato al posto di G. C.. In realtà ai poliziotti che l’hanno interrogata insieme con il marito Raffaella A. ha spiegato di non avere la più pallida idea di che cosa sia l’Inpgi, di non conoscere giornalisti e che il computer a casa sua lo usano solo i bambini per giocare.

Nessuna certezza, quindi, che Raffaella A., sicuramente ottima casalinga, moglie fedele e madre di famiglia esemplare, possa avere mai compiuto un illecito, stabilendo il record di velocità di votazione elettronica. Viceversa vi è la certezza assoluta, provata dai tabulati della Telecom, che il voto relativo alle operazioni effettuate con la password della giornalista G.C. è stato inviato da un indirizzo IP collegato all’utenza telefonica di Raffaella A.

Ma se la casalinga Raffaella A. è estranea alla vicenda così come la giornalista G. C., chi ha votato al suo posto? Come ha fatto? Chi si è inserito nel sistema di votazione ha violato lo stesso sistema forzandone i codici di sicurezza? Oppure è entrato lecitamente clonando la password della giornalista, oppure ancora ne era in possesso in modo non lecito?

Infine, domanda delle domande: ma quante signore Raffaella A. occorrono perché i dirigenti dell’Inpgi e i responsabili del servizio informatico si rendano conto che il sistema ha falle davvero preoccupanti?

E, soprattutto, chi potrà garantire ai giornalisti italiani che, così come furono falsate le elezioni di quattro anni, tutta questa storia non si ripeta alterando l’esito del voto anche questa volta?

Tuttavia una differenza importante tra queste elezioni e quelle di quattro anni fa esiste. Allora tutti, dal presidente Andrea Camporese in giù, caddero dalle nuvole ritenendo tutto ciò, nonostante le indagini della polizia e l’inchiesta della magistratura, “semplicemente impossibile”. Stavolta tutti sanno con largo anticipo e gli osservatori saranno davvero tanti.

Anche se resta comunque un “problemino”: da chi è composta la Commissione elettorale che garantirà la correttezza di tutte le operazioni di voto? Il Consiglio di amministrazione ha varato un regolamento in cui stabilisce che “è costituito presso la sede dell’Istituto un seggio elettorale centrale con il compito di sovrintendere alle operazioni di rilevazione dei voti espressi presso  le circoscrizioni e  telematicamente“. Ma nessuno ha finora reso nota l’identità dei suoi componenti. E, visto anche che gran parte del Cda di Camporese si è ricandidato a succedere a se stesso, sarebbe il caso non solo di farli subito, questi nomi, ma di chiarire anche chi li ha scelti e in base a quali criteri.

P.S. Se qualcuno pensa che la benedetta signora Raffaella A. abbia stabilito il suo leggendario record in solitaria si sbaglia di grosso. Quattro anni fa c’erano anche altri pretendenti al record: a partire dai candidati con percentuali di gradimento del 90% (408 preferenze su 421 votanti), per finire a chi riuscì a inserire tante di quelle preferenze per cui solo l’1% (uno per cento) dei votanti non espresse tutte le preferenze possibili. Anche questo un record di tutto rispetto!

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