Inpgi-Adenium, una domanda (necessaria) a Camporese, al suo Cda e ai sindaci: quanto valgono oggi i 16 milioni investiti nel 2010 nel fondo di fondi della Sopaf?

Pavesi fotodi Fabio Pavesi – Il sole 24 Ore – candidato sindaco gestione principale – Inpgi-La Svolta

Non c’è solo il malaffare del Fip, con relativa inchiesta giudiziaria, il Fondo immobili pubblici dove l’Inpgi avrebbe fatto da bancomat per i bancarottieri della Sopaf, anticipando alla Sopaf stessa i soldi per l’acquisto a prezzo scontato delle quote poi rivendute all’Inpgi a prezzo pieno (7,6 milioni di plusvalenza facile per la Sopaf e di quindi di mancato guadagno per l’Inpgi).

La frequentazione del presidente Andrea Camporese con la famiglia Magnoni e gli affari della Sopaf fallita, su cui si sono accesi i riflettori della Procura di Milano, ha veicolato un’altra operazione dubbia sulla cui entità delle eventuali perdite poco si sa.

È quella del fondo di fondi Adenium Global private equity, affidato alla Sgr della Sopaf finita in amministrazione straordinaria e ora gestito da Wise Sgr.

Ebbene, che cosa accade? Il fondo è al 100% della Sopaf (poi Adenium, oggi Wise) quando nel 2010 l’Inpgi compra ben il 32% delle quote per 16 milioni di euro, come si legge nel bilancio 2010 di Adenium Sgr. Il nuovo gestore Wise, subentrato nel 2014, scopre che due dei fondi in cui investe Adenium/Sopaf sono in realtà partecipazioni dirette della stessa Sopaf che andrà verso il crac poco dopo. E questo è scritto nero su bianco nel resoconto di gestione 2014 del fondo Global private equity firmato da Wise. Un bel conflitto d’interesse. Inpgi compra per 16 milioni il 32% delle quote di un fondo di private equity che ha dentro fondi della stessa Sopaf. Di solito questo non si fa. Ma non è finita qui.

Le cose con il crac della Sopaf si fanno difficili. Vediamo che cosa accade per capire se quei 16 milioni di soldi dell’Inpgi sono ancora lì o sono stati bruciati.

Già a febbraio 2012 vengono cedute 20 quote (pari al 20% del fondo) da Sopaf per appena 1,24 milioni di euro. Sopaf scende al 48% e a febbraio 2014 vende le rimanenti 48 quote (il 48% del fondo) per 2,3 milioni di euro. La somma delle due operazioni dice che un fondo valutato 50 milioni nel 2010 e di cui l’Inpgi detiene – secondo le carte ufficiali – il 32% (valore 16 milioni) viene liquidato per il 68% in mano alla Sopaf fallita per poco più di 3,5 milioni.

Sulla base di queste svalutazioni, pari al 90% del valore, fatte dalla Sopaf, come si è comportato l’Inpgi? Quei 16 milioni versati nel 2010 hanno ancora l’identico valore nei conti dell’Istituto o sono stati svalutati in misura analoga?

Possiamo solo fare domande su quest’operazione, visto che nei documenti e nei bilanci dell’Inpgi non c’è traccia di svalutazione del valore contabile odierno dell’operazione Adenium.

Un po’ di chiarezza sarebbe quanto mai opportuna. Attendiamo risposte da Camporese, dal suo Cda e dai sindaci dell’Inpgi.

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