Altro che solido! L’Inpgi si vende l’argenteria per pagare le pensioni

Pavesi fotodi Fabio PavesiIl Sole 24 Ore – candidato sindaco gestione principale Inpgi-La Svolta

Si sente dire da chi ha gestito l’Inpgi in questi anni che occorre stare tranquilli. Il patrimonio da 2 miliardi fronteggia la crisi. Non si dice che quel patrimonio accumulato negli anni verrà eroso ogni anno che passa dallo sbilancio tra entrate e uscite previdenziali, che è attorno a 100 milioni l’anno e crescerà. Tempo 15-20 anni il capitale accumulato andrà a zero.

Ma non c’è solo questo. Lo sbilancio tra entrate e uscite che si forma ogni anno pone un problema grave di cassa per l’istituto. Che è quello di dover liquidare in fretta e in misura massiccia quel patrimonio.

Si parte dai titoli, azioni, fondi comuni che devono essere venduti per trovare la liquidità per pagare le uscite correnti ogni anno.

Pochi lo sanno ma solo nel 2015 l’Inpgi si è dovuto sbarazzare di 118 milioni di titoli e fondi per fare cassa. Nel 2014 si sono venduti oltre 60 milioni di azioni e fondi.

Quando si deve smobilizzare il capitale investito per fronteggiare le uscite correnti si è in crisi di liquidità, forse più grave della tenuta patrimoniale.

I candidati della vecchia gestione del presidente Andrea Camporese non lo dicono, ovviamente, non è bello agli occhi degli elettori, ma questà è la verità nuda e cruda. E più vendi titoli più ti privi di quei rendimenti finanziari tanto sbandierati che sono serviti in parte negli ultimi anni a coprire i buchi della gestione corrente.

Non solo. Andrà messo in vendita prima del previsto anche il patrimonio immobiliare conferito ai due comparti del Fondo “Giovanni Amendola” che hanno consentito plusvalenze contabili (contabili, non liquide).

Il tema è critico. Se devi vendere in fretta le quote del fondo immobiliare per fare cassa (e sei costretto) a quale prezzo riuscirai a vendere? Il prezzo lo farà il compratore che conoscendo la tua necessità di vendere a tutti i costi terrà il prezzo più basso possibile.
E allora quelle plusvalenze potrebbero diventare perdite (questa volta reali).

Questi sono i problemi concreti e stringenti che affliggono il bilancio di un ente che (per ora) ha patrimonio ma è entrato in crisi di liquidità. Non dirlo o sottacerlo è imbarazzante e soprattutto perpetua quell’opacità e quella trasparenza nella comunicazione della realtà oggettiva dell’Inpgi che è sempre mancata in questi anni.

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