Fabio Benati: Struzzi, formiche e cicale. Il day-after del rinvio a giudizio del presidente dell’Inpgi Camporese

Benati fotodi Fabio Benaticdr Lombardia Notiziecandidato Inpgi-La Svolta

Il day-after del rinvio a giudizio del presidente dell’Inpgi Andrea Camporese, accusato di corruzione e truffa ai danni del nostro Istituto di previdenza, impone alcune considerazioni.

Non entrando nel merito della vicenda – che sarà chiarita dalla magistratura nel corso del processo che si aprirà a Milano il 21 aprile, quindi oltre le elezioni per il rinnovo delle cariche Inpgi di fine febbraio – credo sia il caso invece di soffermarsi sulle reazioni che la notizia ha suscitato.

GLI STRUZZI

Tace l’intera nomenklatura che da mesi si è schierata a difesa del presidente e si ripresenta al voto dei colleghi, sostenendo che tutto sarà spiegato, che la manovra taglia pensioni era la migliore del mondo, che i conti dell’Inpgi sono a posto e, al contrario, è chi chiede chiarezza e trasparenza a seminare panico e allarme tra i giornalisti utilizzando la “disinformatia”, ovvero portando a conoscenza di tutti ciò che non è mai stato detto o scritto sul sito dell’Istituto.

Tutti in silenzio, tranne qualche sussulto sui social. Preferiscono mettere la testa sotto terra come gli struzzi e non guardare una realtà – il rinvio a giudizio – che ormai è definita, inquadrata, analizzata dai magistrati che chiedono conto di comportamenti e scelte compiute dal presidente Camporese.

LE CICALE

Altre voci, facendo parte del coro, cantano vittoria per l’ok ricevuto dai ministeri vigilanti al 75% (secondo i loro calcoli) della manovra varata dal cda dell’Inpgi che da taluni è stata definita, senza enfasi, da “lacrime e sangue”. Già un provvedimento che riceve un parere a distanza di così tanti mesi dalla sua approvazione dovrebbe far riflettere, se poi pensiamo che il “via libera” riguarda una parte della manovra e non tutta, significa che qualcosa non è andato bene.

Le cicale cantavano al mattino ma, quando si è diffusa ieri la notizia del rinvio a giudizio, hanno perso la voce. Preferendo dividere porzioni del primo sottosuolo insieme agli struzzi.

LE FORMICHE

E poi ci siamo noi, giornaliste e giornalisti che hanno scelto di metterci la faccia e di dare vita alla lista Inpgi-LaSvolta per tirarsi su le maniche e provare a rimettere in sesto una situazione che riguarda chi si avvicina alla pensione, chi la intuisce come un traguardo lontano e chi – come i freelance e i colleghi dell’Inpgi2 – chiedono nuove tutele e prospettive di futuro più certe.

Il programma e le azioni che ci impegniamo a fare subito si trovano qui per chi avrà pazienza di leggere.

Non saremo mai né struzzi né cicale. Ma formiche che vogliono lavorare al servizio della categoria. Dopo averne viste tante, “anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano”.

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