Andrea Camporese: la fine ingloriosa di una folle corsa (sostenuta dal suo Cda). Ecco perché il presidente dell’Inpgi va a processo il 21 aprile a Milano

imagePerché il presidente dell’Inpgi, Andrea Camporese, è stato rinviato a giudizio e sarà processato il 21 aprile? In base a quali elementi ha deciso il gup di Milano, Alessandro Santangelo? In che cosa sarebbe consistita la truffa all’Inpgi? Come e quanto avrebbe guadagnato la Sopaf dall’operazione di investimento in quote Fip (Fondo immobili pubblici) con i soldi dell’Inpgi2, la gestione di freelance e collaboratori? In che modo e per quali somme si sarebbe concretata la corruzione di cui dovrà rispondere Camporese?

A queste domande risponde il documento con cui il pm Gaetano Ruta ha presentato a Santangelo la richiesta di rinvio a giudizio per il presidente dell’Inpgi e per altri dieci indagati.

Riportiamo qui di seguito esclusivamente le parti del documento che riguardano i due capi di imputazione con cui è stato rinviato a giudizio Camporese insieme con Andrea Toschi, amministratore delegato di Adenium sgr, per l’accusa di corruzione e insieme con Alberto Ciaperoni e Gianfranco Paparella (oltre che lo stesso Toschi e Giorgio Magnoni, che ha patteggiato in un primo filone dell’inchiesta) per la truffa all’Inpgi.

GLI INDAGATI

CAMPORESE Andrea nato il 22 set 1968 a Cadoneghe (PD), con domicilio eletto in Roma, Piazza dei Santi Apostoli 49 c/o avv. Ciro Pellegrino (elezione di domicilio del 15.6.2015) – difeso di fiducia dall’avv. Ciro Pellegrino del foro di Roma

CIAPERONI Alberto nato il 21 mag 1966 a Bollate (MI), con domicilio eletto in Milano, via Privata Cesare Battisti 1 c/o avv. Gabriele Casartelli (elezione di domicilio del 16.9.2014), attualmente sottoposto per questa causa alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla P.G. (misura non custodiale applicata l’8.11.2014) – difeso di fiducia dall’avv. Gabriele Casartelli del foro di Milano

PAPARELLA Gianfranco nato il 29 mar 1967 a Carbonara di Bari (BA), con domicilio eletto in Milano, via San Simpliciano 2 (elezione di domicilio del 9.5.2014) – difeso di fiducia dagli avvocati Luigi Chiappero e Stefania Nubile delforo di Torino

TOSCHI Andrea nato il 20 mag 1961 a Roma, con domicilio eletto in Milano, C.so di Porta Vittoria 17 c/o avv. Vinicio Nardo (elezione di domicilio del 28.11.2014) – difeso di fiducia dagli avvocati Vinicio Nardo del foro di Milano e Francesco Caroleo Grimaldi del foro di Roma

LA CORRUZIONE

TOSCHI e CAMPORESE

D3) Reato p. e p. dagli articoli 110, 81 cpv. c.p., 319, 320 e 321 c.p. perché, in concorso tra loro e con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, CAMPORESE quale presidente di INPGI (Istituto Nazionale Previdenza Giornalisti Italiani), con la qualifica di incaricato di pubblico servizio, TOSCHI quale amministratore delegato di Adenium Sgr S.p.a., si accordavano tra loro per trasferire risorse finanziarie a favore di CAMPORESE dell’importo di almeno € 200 mila a titolo di remunerazione per il compimento di atti contrari ai doveri di ufficio, in particolare per gli investimenti che CAMPORESE aveva veicolato quale presidente di INPGI su Adenium Sgr S.p.a., nonché sui canali di conoscenze e contatti che aveva offerto a TOSCHI per la propria attività.

In particolare:

– TOSCHI accordava nel 2011 e nel 2012 a CAMPORESE, quale componente del comitato di investimenti di un fondo di fondi di Private Equity denominato Adenium Fund, la somma di € 25 mila l’anno;

– in data 4.3.2013 veniva accesa la relazione bancaria n. 12872890 presso BSI S.A. di Lugano, intestata a TOSCHI e da questi detenuta fiduciariamente per conto di CAMPORESE, in cui veniva versata l’8.3.2013 la somma di € 142.500, utilizzata con prelevamenti per contanti nel corso del tempo.

In Milano, in Svizzera e altrove tra il 2011 ed il 2013.

LA TRUFFA ALL’INPGI

(MAGNONI Giorgio), CAMPORESE Andrea, CIAPERONI Alberto, PAPARELLA Gianfranco, TOSCHI Andrea

D1) Reato p. e p. dagli articoli 110, 640 commi 1 e 2 n. 1, 61 n. 7 e 11 c.p. perché, in concorso tra loro, realizzavano un ingiusto profitto in danno di INPGI (Istituto Nazionale Previdenza Giornalisti Italiani) attraverso operazioni di trasferimento di quote di FIP (Fondo Immobili Pubblici), con le modalità di seguito indicate

Sopaf S.p.a. acquistava le quote di FIP da Immowest Promotus Holding Gmbh (società austriaca), in particolare:

– il 31.12.2008 Sopaf S.p.a. sottoscriveva con Immowest Promotus Holding Gmbh un contratto di acquisto di n. 800 quote di classe A del FIP per il controvalore di € 80.000.000;

– il 12.3.2009 veniva eseguita l’operazione con pagamento del prezzo convenuto, utilizzato in quota parte per la estinzione di un debito pregresso contratto dal cedente a garanzia del quale erano state date le quote del FIP, nella parte residua con versamento direttamente a favore della società cedente;

Sopaf S.p.a. cedeva le quote di FIP ad INPGI, in particolare:

– il 14.1.2009 Sopaf S.p.a. inoltrava ad INPGI, all’attenzione del Presidente Andrea Camporese, una missiva avente ad oggetto “Quote del Fondo Immobili Pubblici – Opportunità di Investimento”, offrendo un numero di quote compreso tra le 150 e le 350 unità,con uno sconto variabile tra il 2,25 ed il 3,25% rispetto al valore unitario certificato;

– il 13.2.2009 Sopaf S.p.a. proponeva all’INPGI, con missiva inoltrata al Presidente Andrea Camporese, una proposta di acquisto di n. 224 quote di FIP al prezzo di € 30 milioni;

– il 19.2.2009 il Presidente dell’INPGI, Andrea Camporese, con propria delibera disponeva l’acquisto di n. 224 quote di FIP del valore unitario di € 140.077,00 al prezzo complessivo di €30 milioni, utilizzando fondi in disponibilità della Gestione Separata INPGI;

– il 23.2.2009 Sopaf S.p.a. ed INPGI, in persona di Giorgio Magnoni ed Andrea Camporese, sottoscrivevano il contratto di compravendita di n. 224quote di FIP per un controvalore complessivo di € 30 milioni, stabilendo come data di esecuzione il 5.3.2009;

– il 24.2.2009 Sopaf S.p.a., INPGI ed Intesa San Paolo S.p.a. (in qualità di escrow agent) sottoscrivevano un contratto di escrow, in base al quale:

i) alla “data di esecuzione” INPGI si impegnava a versare il prezzo e a consegnare il “certificato di investitore qualificato” all’escrow agent, venendo assicurato dal venditore che “le quote di classe A saranno, alla data di Esecuzione, libere da pegni, oneri, pesi, vincoli, gravami pregiudizievoli o diritti di terzi di ogni genere ed il venditore ne avrà la piena e libera proprietà e disponibilità”;

ii) alla “data di regolamento” l’escrow agent avrebbe dovuto trasferire ilprezzo a favore di Sopaf S.p.a.;

iii) alla data di trasferimento l’escrow agent avrebbe dovuto consegnare il certificato necessario per l’iscrizione del trasferimento delle quote del FIP a favore di INPGI, in data che non avrebbe potuto essere successiva al 5.3.2009;

– il 3.3.2009 Sopaf S.p.a. incassava dall’INPGI la somma di € 30 milioni sul c/c n. 614722 acceso presso Banca Intesa San Paolo in Milano, a titolo di acquisto di 224 quote di FIP, a sua volta utilizzando tali risorse per eseguire il pagamento a favore di Immowest Promotus Holding Gmbh a titolo di acquisto delle quote di FIP;

– il 12.3.2009 l’operazione di trasferimento si perfezionava con il passaggio della titolarità delle 224 quote di FIP a favore di INPGI;

– il 7.4.2009 il c.d.a. di INPGI ratificava la delibera presidenziale del 19.2.2009 con cui era stato disposto l’acquisto delle quote FIP.

In tal modo consentendo a Sopaf S.p.a. di realizzare una plusvalenza, rappresentata dalla differenza tra prezzo di acquisto da Immowest PromotusHolding Gmbh e rivendita a INPGI pari ad € 7.600.000.

Utilizzando artifici e raggiri consistiti nel rappresentare falsamente all’organo amministrativo di INPGI – chiamato a ratificare la delibera di acquisto del Presidente Andrea Camporese – che Sopaf S.p.a fosse titolare delle quote di FIP, laddove la società agiva di fatto come intermediario tra venditore ed acquirente, non avendo né la titolarità delle quote né le risorse finanziarie per acquistarle, e che il margine di guadagno della società su tale operazione fosse quindi pari alla differenza tra il prezzo di acquisto dalla società austriaca Immowest Promotus Holding Gmbh e quello di rivendita ad INPGI

Con le aggravanti del danno patrimoniale di rilevante gravità, dell’abuso di prestazione d’opera, di avere commesso il fatto ai danni di un ente esercente un pubblico servizio.

In Milano, il 7.4.2009.

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